dona il 5 x 1000 della dichiarazione dei redditi all'Ass.ne YA BASTA! MARCHE (nella dichiarazione dei redditi o nel CUD, nel riquadro "sostegno al volontariato") firma e scrivi il CF: 91023410425 Per Contributi: c/c Ass.ne Ya Basta! Marche Banca Popolare Etica Ancona IBAN : IT82P0501802600000000112064
mercoledì 12 ottobre 2011
Chiapas: familiari dei prigionieri politici in sciopero della fame sottoposti a continue minacce
Dall’8 ottobre i familiari di alcuni prigionieri politici aderenti alla Otra Campaña si trovano in presidio permanente nella piazza principale di San Cristóbal de Las Casas (Chiapas). Sono circa quindici persone, tra loro molti bambini, che resistono giorno e notte malgrado le continue piogge e il freddo di questi giorni. Il presidio permanente è in appoggio alle richieste dei loro cari detenuti, che si trovano in sciopero della fame dal 29 di settembre, esigendone l’immediato rilascio. Queste persone si trovano in carcere ingiustamente e sulla base di false accuse: il vero scopo del Governo del Chiapas è intimidire e mettere a tacere, attraverso la detenzione o la minaccia di detenzione, le proteste di chi lotta contro le sue politiche.
I familiari dei prigionieri politici stanno ricevendo continue minacce di sgombero. Il motivo principale è che lunedì 17 ottobre, in un tendone allestito nella stessa piazza, inizierà il Vertice Internazionale sul Turismo d’Avventura, che porterà persone di tutto il mondo a San Cristóbal de Las Casas. Il centro della città è stato completamente restaurato in vista di questo incontro, e difficilmente il Governo permetterà che i familiari dei prigionieri politici rovinino la bella festa con la loro presenza.
Per maggiori informazioni: http://chiapas.mediosindependientes.org/
martedì 11 ottobre 2011
a cura di Infomigrante ESC, Roma - LAMPEDUSA - ISOLA DI PERMANENZA TEMPORANEA
"Lampedusa, Isola di permanenza temporanea", è un video reportage realizzato da Esc-Infomigrante Roma nel quale si racconta la prima fase di un'emergenza auto-prodotta dal governo a Lampedusa, in occasione degli sbarchi seguiti all’ondata di nuova libertà di circolazione e desiderio di futuro dei giovani provenienti dal Nord Africa. Le immagini, risalgono ai giorni in cui la Campagna Welcome è stata presente sull’isola per monitorare e documentare la situazione, all’incirca fino all'arrivo e al comizio di Silvio Berlusconi.
Nonostante si siano ormai da tempo spenti i riflettori, oggi la situazione è tutt'altro che conclusa. Sull'isola continuano a sbarcare centinaia di migranti a cui il governo risponde esclusivamente attraverso politiche repressive. Diversamente dalla prima fase, il livello di esasperazione si è risolta, questa volta, con cariche violente da parte della polizia nei confronti dei tunisini e lanci di pietre contro quest'ultimi, da parte dei lampedusani. Ancora una volta una finta emergenza attraverso cui sperimentare nuove pratiche di limitazione della libertà personale rinchiudendo centinaia di persone in cerca di libertà all'interno di “galere galleggianti” in violazione di qualsiasi diritto.
Allo stesso tempo la “questione tunisina” non può dirsi conclusa neanche per coloro ormai presenti da più di sei mesi sul territorio italiano e a cui nel mese di settembre è stato rinnovato il permesso di soggiorno temporaneo. Ancora una volta il problema è stato semplicemente spostato più in là, e l'unica “accoglienza” che l’Europa ha messo in campo è la certezza della precarietà e la probabilità della clandestinità. Sono di questi giorni le notizie relative alla possibile fine del conflitto in Libia e saranno presto noti anche gli esiti delle elezioni della nuova Tunisia democratica.
Nonostante si siano ormai da tempo spenti i riflettori, oggi la situazione è tutt'altro che conclusa. Sull'isola continuano a sbarcare centinaia di migranti a cui il governo risponde esclusivamente attraverso politiche repressive. Diversamente dalla prima fase, il livello di esasperazione si è risolta, questa volta, con cariche violente da parte della polizia nei confronti dei tunisini e lanci di pietre contro quest'ultimi, da parte dei lampedusani. Ancora una volta una finta emergenza attraverso cui sperimentare nuove pratiche di limitazione della libertà personale rinchiudendo centinaia di persone in cerca di libertà all'interno di “galere galleggianti” in violazione di qualsiasi diritto.
Allo stesso tempo la “questione tunisina” non può dirsi conclusa neanche per coloro ormai presenti da più di sei mesi sul territorio italiano e a cui nel mese di settembre è stato rinnovato il permesso di soggiorno temporaneo. Ancora una volta il problema è stato semplicemente spostato più in là, e l'unica “accoglienza” che l’Europa ha messo in campo è la certezza della precarietà e la probabilità della clandestinità. Sono di questi giorni le notizie relative alla possibile fine del conflitto in Libia e saranno presto noti anche gli esiti delle elezioni della nuova Tunisia democratica.
Il Mediterraneo può ancora diventare lo spazio della libertà e dell’accoglienza degna
domenica 9 ottobre 2011
Sistema Nervoso - Mondo Merda (Official Music Video)
PROD. LOU CHANO, STARRING CSA KONTATTO
Directed by Jack Lucas Laugeni
sabato 8 ottobre 2011
Ancona si prepara al 15 ottobre
di SERGIO SINIGAGLIA
Il mio carissimo amico Mirco, anconetano da 40 anni residente a Bologna, nelle periodiche, lunghe telefonate che facciamo, mi aggiorna spesso sulla situazione cittadina. Tra l’altro, da poco è stato eletto consigliere comunale con la lista di cittadinanza attiva della Frascaroli.
Mirco, come me, ha attraversato tutti gli anni settanta. Successivamente l’insegnamento nella scuola lo ha portato ad impegnarsi in quel contesto con passione e serietà. In questi anni è stato in prima fila nella mobilitazione contro lo smantellamento della istruzione pubblica. Da qui una sua certa, sacrosanta idiosincrasia verso certe dinamiche da “organizzazione”. Cioè quei tic che portano i vari militanti a discutere per ore sulla “testa del corteo” o sulle “modalità di lotta” in modo da far scappare le persone “normali” dalle assemblee o dalle riunioni.
Eppure anche Mirco si sarebbe sentito a suo agio giovedì sera, ad Ancona, all’assemblea convocata da un appello sottoscritto da una cinquantina di firme, in gran parte espressione del circuito associativo della provincia. Un testo che, nel denunciare il contesto generale che ci troviamo a vivere, convocava per il 6 ottobre alla Casa delle Culture un incontro per preparare al meglio la partecipazione alla manifestazione del 15 a Roma. L’intento era anche quello di verificare la possibilità, al di là dell’appuntamento nazionale di sabato prossimo, di iniziare a discutere sul progetto di un percorso locale di mobilitazione.
venerdì 7 ottobre 2011
Ancona - Occupata la sala congressi di Confindustria
Centri sociali e Comitati "No rigassificatori" verso il 15 ottobre. Interrotto il convegno "Rinnovabili: quale futuro?", contestato l'ad di Api Nova Energia
Oggi oltre 50 attivisti appartenenti a centri sociali e al coordinamento “No rigassificatori” hanno interrotto e preso la parola nella seduta del primo pomeriggio dell'incontro “Le giornate dell'energia” organizzato da Confindustria Ancona.
Il blitz degli attivisti si è concluso con una serie di interventi dal palco, che hanno riscosso anche applausi dalla platea e da alcuni imprenditori operanti nel settore delle rinnovabili http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Occupata-la-sala-congressi-di-Confindustria/9579
Le proteste continueranno nei territori, fino alla grande manifestazione di Roma il 15 ottobre e oltre. Per costruire al meglio la mobilitazione anche nelle Marche proprio questa sera, giovedì 6 ottobre alle ore 21.00 alla Casa delle Culture di Ancona si terrà un incontro pubblico convocato dopo l'assemblea nazionale di Uniti per l'Alternativa il 24 settembre scorso.
giovedì 6 ottobre 2011
SI SCRIVE ISRAELE - SI LEGGE APARTHEID !
A Jaffa il padre di una famiglia di palestinesi sfrattati, preso a calci e pugni dalla polizia israeliana
SI SCRIVE ISRAELE - SI LEGGE APARTHEID !
Ecco l'ennesima dimostrazione del trattamento che Israele riserva ai cittadini non ebrei
( i palestinesi che vivono in israele... i cosiddetti 'arabi israeliani').
Il VIDEO mostra la polizia prendere a calci e pugni un padre di famiglia.
Accade a Jaffa durante lo di sfratto di una famiglia di palestinesi.
Che ricordo serberà la bambina di questa giornata?
SI SCRIVE ISRAELE - SI LEGGE APARTHEID !
Ecco l'ennesima dimostrazione del trattamento che Israele riserva ai cittadini non ebrei
( i palestinesi che vivono in israele... i cosiddetti 'arabi israeliani').
Il VIDEO mostra la polizia prendere a calci e pugni un padre di famiglia.
Accade a Jaffa durante lo di sfratto di una famiglia di palestinesi.
Che ricordo serberà la bambina di questa giornata?
mercoledì 5 ottobre 2011
Messico - Javier Sicilia in appoggio alle basi zapatiste
Il movimento di Javier Sicilia esprime il suo sostengo alle basi zapatiste
Messico - Javier Sicilia in appoggio alle basi zapatiste.
Articolo de La Jornada del 9 ottobre
di Hermann Bellinghausen
Javier Sicilia ha espresso “sostegno morale e politico a tutte le basi di appoggio zapatiste” da parte del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità (MPJD).
In un messaggio letto questa mattina dalla Commissione Azioni di Resistenza del MPJD, in conferenza stampa, Sicilia ha dichiarato: “Durante la nostra visita in Chiapas, con la Carovana del Sud, in settembre scorso, siamo stati informati delle minacce e delle aggressioni contro le basi di appoggio zapatiste, ed in particolare della comunità di San Patricio, municipio autonomo La Dignidad, corrispondente al municipio ufficiale di Sabanilla”.
Messico - Javier Sicilia in appoggio alle basi zapatiste.
Articolo de La Jornada del 9 ottobre
di Hermann Bellinghausen
Javier Sicilia ha espresso “sostegno morale e politico a tutte le basi di appoggio zapatiste” da parte del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità (MPJD).
In un messaggio letto questa mattina dalla Commissione Azioni di Resistenza del MPJD, in conferenza stampa, Sicilia ha dichiarato: “Durante la nostra visita in Chiapas, con la Carovana del Sud, in settembre scorso, siamo stati informati delle minacce e delle aggressioni contro le basi di appoggio zapatiste, ed in particolare della comunità di San Patricio, municipio autonomo La Dignidad, corrispondente al municipio ufficiale di Sabanilla”.
sabato 1 ottobre 2011
ARGENTINA - DAL MOVIMENTO PIQUETERO AL MOVIMIENTO DE COLECTIVOS.
Argentina - Dal movimento piquetero al Movimiento de Colectivos. Intervista all'ex Mtd Solano
YaBasta! Marche, viaggio 2011
4 / 10 / 2011
Dal Mtd Solano in avanti
Nella fase odierna, siamo un movimento di collettivi, questo significa che partendo dall'esperienza iniziale del MTD Solano, siamo riusciti a costruire diversi gruppi di lavoro, diversi spazi di elaborazione del pensiero, di formazione, e molti di questi gruppi si sono consolidati come collettivi di lavoro. Da circa 3 anni, abbiamo iniziato a fare una riflessione sul fatto che tutte le motivazioni che ci hanno portato ad esistere, come MTD Solano, col tempo hanno iniziato a smontarsi, non che siano morte e abbiano perso di significato, tutt' altro, ma noi pensiamo che in un certo senso siano superate, abbiamo scoperto nuove motivazioni riguardo il tema del lavoro, infatti siamo stati capaci di costruire nuovi spazi di lavoro e pensiamo che questo sia dovuto alla ricerca dell'autonomia, anzi ha un senso molto più forte ancora, perchè significa mettere in pratica l'autonomia dei diversi collettivi e coordinare quella costruzione, perciò per noi è molto più interessante quello che stiamo facendo adesso.
Il nostro nome è Movimiento de Colectivos (movimento di collettivi), scelto dopo aver discusso tantissimo se fosse il caso di mettersi un nuovo nome o no, il gruppo che era il MTD Solano che lavora in Varela, in La Sarita e nel "campo", ha deciso per "Movimiento de colectivos", e all'interno il gruppo di salute si chiama "La enramada". Ci sono diversi collettivi che sono la continuazione del MTD, in qualche modo si scioglie la dinamica del "Movimento unico" che diventa collettivo, ma la maggior parte dei collettivi, viene delle basi del MTS Solano.
martedì 27 settembre 2011
Ancona - Per l'acqua pubblica: bloccata la Staffetta truffa di Federutility
26 / 9 / 2011
Oggi ad Ancona ad accogliere la staffetta "truffa" dell'Acqua di Federutility c'era il Coordinamento regionale dei Movimenti per l'acqua che ha impedito che la manifestazione si tenesse.
La staffetta faceva seguito all’ingannevole “Festival dell’acqua” conclusosi a Genova lo scorso 10 settembre, voluto dalla stessa Federutility e da quasi tutti i gestori privati dell’acqua del nostro paese. Federutility, dopo essersi apertamente e pubblicamente pronunciata contro i referendum, continua ad affermare che solo i privati sono in grado di sostenere i finanziamenti per gli investimenti nel settore idrico. 27 milioni di italiane/i si sono espressi, al contrario, per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua in quanto bene comune e non sottoponibile alle logiche del profitto. Il Coordinamento ha ribadito agli amministratori locali che devono impegnarsi immediatamente per l’applicazione della volontà popolare, e non finanziare iniziative che nulla hanno a che fare con quanto dichiarato con il referendum.
La Festa dell’acqua e la staffetta sta costando ben 450.000 euro che pagheremo tutti noi attraverso le bollette.
Oltre ad ottenere che Federutility e Multiservizi lasciassero la piazza, il coordinamento al grido di Acqua Pubblica ha impedito che l'inviata di Caterpillar facesse il collegamento radiofonico in diretta bloccando una subdola comunicazione.
Il Coordinamento ha chiesto agli amministratori di iniziare seriamente il percorso della ripublicizzazione dell’acqua senza se e senza Spa e di ridurre le tariffe dell’acqua della quota relativa alla remunerazione del capitale investito di quel 7% abrogato dalla vittoria del secondo quesito referendario.
Il percorso è iniziato con la concessione di un Consiglio Comunale aperto dedicato alla ripubblicizzazione dell'acqua.
Giù le mani dal Referendum!
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia!
acqua bene comune ancona-bloccata la Staffetta truffa di Federutility .mov
Oggi ad Ancona ad accogliere la staffetta "truffa" dell'Acqua di Federutility c'era il Coordinamento regionale dei Movimenti per l'acqua che ha impedito che la manifestazione si tenesse.
La staffetta faceva seguito all’ingannevole “Festival dell’acqua” conclusosi a Genova lo scorso 10 settembre, voluto dalla stessa Federutility e da quasi tutti i gestori privati dell’acqua del nostro paese. Federutility, dopo essersi apertamente e pubblicamente pronunciata contro i referendum, continua ad affermare che solo i privati sono in grado di sostenere i finanziamenti per gli investimenti nel settore idrico. 27 milioni di italiane/i si sono espressi, al contrario, per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua in quanto bene comune e non sottoponibile alle logiche del profitto. Il Coordinamento ha ribadito agli amministratori locali che devono impegnarsi immediatamente per l’applicazione della volontà popolare, e non finanziare iniziative che nulla hanno a che fare con quanto dichiarato con il referendum.
La Festa dell’acqua e la staffetta sta costando ben 450.000 euro che pagheremo tutti noi attraverso le bollette.
Oltre ad ottenere che Federutility e Multiservizi lasciassero la piazza, il coordinamento al grido di Acqua Pubblica ha impedito che l'inviata di Caterpillar facesse il collegamento radiofonico in diretta bloccando una subdola comunicazione.
Il Coordinamento ha chiesto agli amministratori di iniziare seriamente il percorso della ripublicizzazione dell’acqua senza se e senza Spa e di ridurre le tariffe dell’acqua della quota relativa alla remunerazione del capitale investito di quel 7% abrogato dalla vittoria del secondo quesito referendario.
Il percorso è iniziato con la concessione di un Consiglio Comunale aperto dedicato alla ripubblicizzazione dell'acqua.
Giù le mani dal Referendum!
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia!
acqua bene comune ancona-bloccata la Staffetta truffa di Federutility .mov
venerdì 23 settembre 2011
NO AL FESTIVAL DELL'ACQUA PRIVATIZZATA - lunedì 26 settembre Ancona
STAFFETTA DELL'ACQUA OPERAZIONE TRUFFA !!
Coloro che organizzano la Staffetta dell'acqua sono i gruppi che hanno maggiormente osteggiato i referendum favorevoli al servizio pubblico. La staffetta fa seguito all’ingannevole “Festival dell’acqua” conclusosi a Genova lo scorso 10 settembre, voluto dalla stessa Federutility e da quasi tutti i gestori privati dell’acqua del nostro paese.
Lunedì 26 settembre alle ore 17:30 appuntamento in Piazza Roma ad Ancona per accogliere, come si conviene, la “staffetta dell’acqua”.
Portiamo bandiere,cartelli, striscioni, pentole ( all'argentina), fischi e bombo!!!!! se puoi anche la bicicletta.....
vai al gruppo FB di caterpillar (che in maniera deludente accetta di fare la diretta radio) e lascia un tuo messaggio!!!! ( http://www.facebook.com/#!/caterpillar.radio2 o scriviamo:
"NO al Festival dell'acqua privatizzata!" all'indirizzo della redazione : caterpillar@rai.it)
Staffetta dell'Acqua:Comunicato stampa Coordinamento Marchigiano Movimenti per l’Acqua
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1113%3Astaffetta-dellacqua-le-iniziative-del-coordinamento-marchigiano-2609&catid=150&Itemid=82
GIÙ LE MANI DAL REFERENDUM
GIÙ LE MANI DALL’ACQUA PUBBLICA
FUORI FEDERUTILITY DALLA GESTIONE DELL’ACQUA
venerdì 2 settembre 2011
CAROVANA IN MESSICO 2011 DELL'ASSOCIAZIONE YA BASTA
Messico- La Giunta di Buon Governo di Roberto Barrios saluta il movimento italiano per l'acqua bene comune
La lotta degli zapatisti per la gestione comunitaria delle risorse
31 / 8 / 2011
La nostra delegazione in Chiapas ha visitato il Caracol di Roberto Barrios, la sede di una delle cinque Giunte del Buon Governo del territorio zapatista. Qui siamo nella regione chiamata Zona Norte, una delle più difficili e violente per le famiglie zapatiste. A fine anni '90 ha operato il gruppo paramilitare Paz y Justicia che si è reso famoso per le innumerevoli aggressioni, omicidi e stupri che hanno provato profondamente molte delle comunità di questa regione.
Il Caracol di Roberto Barrios, e la vicina comunità che porta lo stesso nome, si trovano nella selva tropicale e sono costeggiati da un fiume che forma delle bellissime cascate. Su di esse il governo del Chiapas e alcune imprese private hanno messo gli occhi da tempo, con l'intenzione di sfruttarle per il turismo costruendo alberghi, ristoranti e parcheggi. Gli zapatisti si sono da sempre opposti a questo progetto, che prevede espropri di parte del loro territorio e la devastazione dell'ambiente. Il governo ha sfruttato questa situazione per dividere la comunità ed attaccare le famiglie zapatiste ed il vicino Caracol; ha offerto soldi alle famiglie non zapatiste, addestrando alcuni uomini come paramilitari. Gli zapatisti e gli alunni della scuola secondaria autonoma hanno subito continue vessazioni in questi anni, dalle aggressioni verbali e le minacce di stupro alle donne, fino ad episodi come quello di due anni fa in cui entrarono i paramilitari armati dentro il Caracol minacciando e picchiando gli alunni della scuola. Per adesso il governo ha costruito una strada asfaltata fino alle cascate, i turisti cominciano ad arrivare, ma la lotta continua e le istallazioni turistiche ancora non sono riuscite a costruirle.
martedì 9 agosto 2011
Otro compañero que se nos va
Da Buenos Aires,
Otro compañero que se nos va...............................
Ciao Julio..........................
un abrazo da i compagni di Ya Basta! e dagli Ultras dell'Ancona
mercoledì 3 agosto 2011
ARGENTINA - LA COOPERATIVA "LA ALAMEDA" e il progetto No CHAINS - a cura di Ya Basta! Marche viaggio 2011
La "Cooperativa 20 dicembre", conosciuta come “La Alameda” (questo era il nome del bar dove oggi si trova la sede dell’ organizzazione), nasce da un' Assemblea Popolare nel quartiere di Parco Avellaneda (a Buenos Aires, capitale dell'Argentina). L’Assemblea si forma nell’ anno 2002 con l’esigenza di dare delle risposte alla popolazione per i problemi più urgenti di quel periodo: la fame e la disoccupazione.
La prima azione concreta dell'Assemblea è stata la creazione di una mensa popolare comunitaria che a tutt’oggi dà assistenza a 140 persone del quartiere, nella gran maggioranza lavoratori tessili. La mensa popolare funziona senza sosta ogni giorno dal giugno del 2002 anche grazie allo sforzo di tutti coloro che ne usufruiscono e che, per sostenerne il funzionamento, realizzano e svolgono compiti comunitari, una volta alla settimana si improvvisano nei lavori di cucina, pulizia ecc…
Una volta coperta una necessità primaria come l'alimentazione, si è considerato necessario iniziare a sviluppare, in modo solidale e autogestito, la creazione di opportunità di lavoro, inteso come recupero culturale e consapevolezza della dignità delle persone.
L'associazione Ya Basta! incontra gli attivisti di “La Alameda”, tramite la collaborazione con la Cooperativa di Comunicazione Sociale “La Vaca”, che ci ha dato modo di recarci direttamente nel quartiere di Bajo Flores, nel Viale Directorio 3715.
L'associazione Ya Basta! incontra gli attivisti di “La Alameda”, tramite la collaborazione con la Cooperativa di Comunicazione Sociale “La Vaca”, che ci ha dato modo di recarci direttamente nel quartiere di Bajo Flores, nel Viale Directorio 3715.
martedì 2 agosto 2011
ARGENTINA - LE MINIERE CHE MINACCIANO IL PIU' GRANDE TESORO ARCHEOLOGICO DELL'ARGENTINA - a cura di Ya Basta! Marche viaggio 2011
LE MINIERE CHE MINACCIANO IL PIU' GRANDE TESORO ARCHEOLOGICO DELL'ARGENTINA
YaBasta! Marche, viaggio 2011 / La "Tana delle Mani" e il pericolo minerario. Le pietre parlano
Uno dei più grandi tesori archeologici dell'Argentina convive con le escavazioni minerarie di oro a cielo aperto, grazie ad una legge della Provincia di Santa Cruz, nella Patagonia Argentina, che ha dichiarato la zona "di speciale interesse minerario". Coloro che sono responsabili di questi interessi economici e affari poco chiari, riescono ad evadere i controlli, ma nonostante la libera informazione sia molto controllata, la popolazione riesce comunque a vincere una battaglia incredibile, perchè nessun abitante del teritorio sostiene l'attività delle miniere. Adesso la sfida è riuscire a far dichiarare la zona "patrimonio culturale".
L'Associazione Ya Basta! nel suo ultimo viaggio in Argentina ha intervistato i ragazzi del Collettivo "Fuerza Independiente Nativa di Perito Moreno" (Santa Cruz). Perito Moreno è un piccolo villagio di 1.500 abitanti (a 640 km dal famoso ghiacciaio che è ancora più a sud) FIN è un collettivo nato con la ferma convinzione di difendere l'identità e l'autonomia del popolo, la produttività sostenibile della loro economia regionale e tutelare il patrimonio culturale dall'attuale sistema predatorio minerario.
Mauro e Rocio studiano a Buenos Aires e ci hanno raccontato come si sono messi a lavorare per creare rete. La Provincia di Santa Cruz è un territorio enorme, dalla loro città i kilometri da percorrere per fare una semplice manifestazione in provincia, sono 1.200, nonostante ciò, riescono comunque a creare rete e sostegno interagendo con le popolazioni di altri territori della provincia. Ma vogliono andare più lontano, riuscire a fare un lavoro di scambio con tutto il paese e anche con movimenti internazionali se fosse possibile. Abbiamo incontrato Mauro e Rocio a "Mu punto de Encuentro", la cafeteria della cooperativa La Vaca, vicinissimo a Plaza Congreso, in seguito ci siamo visti anche alla trasmissione di La Colifata, dove intervistati, raccontano le loro battaglie.
Parlano di un lavoro collettivo che cercano di evidenziare più come salvaguardia dei diritti umani che come tema ecologico. Dicono che i governi comunali, regionali e nazionali sono parte del problema e non della soluzione.
Mauro ci dice che Fuerza Independiente Nativa è stata creata da persone di diverse provenienze sociali, culturali e politiche. Vivono in un territorio del sud dell'Argentina a ridosso della Cordigliera delle Ande, un posto ricco di siti archeologici e paleontologici di rilevante importanza storica e geologica, i quali oggi sono minacciati direttamente in quanto gli stessi siti archeologici si trovano all'interno del territorio interessato dai progetti minerari, e dalle concessioni minerarie.
lunedì 1 agosto 2011
Empresas Recuperadas - Solidaridad con el BAUEN
Solidaridad y apoyo en nuestra campaña por la expropiación definitiva del Hotel B.A.U.E.N.
Ciudad Autónoma de Buenos Aires, 27 de julio de 2011
Estimados compañeros/as,
Les escribimos nuevamente para solicitarles su solidaridad y apoyo en nuestra campaña por la expropiación definitiva del Hotel B.A.U.E.N. En la modalidad de Cooperativa de Trabajo, los asociados-trabajadores recuperaron el hotel, ubicado en pleno centro de la Ciudad de Buenos Aires luego que los antiguos dueños abandonaron las instalaciones luego de declarada la quiebra de la empresa. Con la ayuda de trabajadores, cooperativistas, movimientos sociales y diversas manifestaciones de solidaridad, pudimos reabrir las puertas del hotel en el año 2004 como Cooperativa de Trabajo, Buenos Aires Una Empresa Nacional (B.A.U.E.N.).
En el mes de Julio de 2011, recibimos el rechazo al recurso de queja por parte de la Corte Suprema de Justicia de la Nación, que cierra la posibilidad de una solución judicial al conflicto por la titularidad del hotel. Hoy en día, tenemos un proyecto de Ley de Expropiación en el Congreso Nacional de la Nación, que permitiría finalmente que podamos continuar gestionando el hotel como cooperativa de trabajadores, el cual se encuentra en pleno tratamiento en la Cámara de Diputados.
Para nosotros/as, los socios/as-trabajadores del Hotel B.A.U.E.N., el derecho a trabajar con dignidad es el corazón de nuestra lucha. Desde que recuperamos el hotel con 20 trabajadores el 21 de Marzo 2003, hemos podido reconstruir todo el edificio, ponerlo en pleno funcionamiento, creando más de 140 puestos de trabajo y convirtiendo al hotel BAUEN en un espacio de solidaridad y encuentro de todas las organizaciones sociales, entidades cooperativas y mutualistas.
Por otra parte, con el esfuerzo de todos los trabajadores hemos invertido más de 4 millones de pesos en la reconstrucción del edificio.
Nuestro Proyecto de Expropiación plantea lo siguiente:
La construcción del hotel fue financiada en el año 1977 con fondos públicos aprobados por la dictadura militar a través de un préstamo que los antiguos dueños nunca cancelaron. Luego de 8 años, la sociedad pudo comprobar que la autogestión de los trabajadores es posible, como una forma de gestión colectiva, solidaria y participativa Hemos reconstruido por completo el hotel, haciendo del mismo un verdadero espacio de utilidad pública, para todas y todos.
Somos parte de un proceso de cambios en la Argentina, que se manifiesta claramente en el importante número de empresas recuperadas que se extienden a lo largo y a lo ancho de todo el país.
Por todo esto, les pedimos su solidaridad en este momento crucial para la Cooperativa BAUEN. La difusión de nuestra lucha, las firmas de apoyo al proceso de autogestión que llevamos adelante o el simple contacto a través de las redes sociales, es para nosotros una ayuda fundamental y un gran aliento para continuar la pelea.
Junto a vuestra ayuda, lograremos la expropiación del hotel.
Muchísimas gracias,
Los socios/as-trabajadores, Hotel BAUEN
Campaña: http://www.expropiaya.org.ar/
Contacto: prensabauen@gmail.com
Coop. Hotel Bauen Av. Callao 360 Congreso Cap. Fed. Phone: 011- 4371-9505
BOICOTTAGGIO AGREXCO
L'Agrexco è in grave difficoltà finanziaria.
L'irlandese Total Produce (http://www.totalproduce.com) è fra i potenziali acquirenti.
Scrivete lettere alla Total Produce per far capire che l'Agrexco è oggetto di
boicottaggio e lo sarà anche la Total Produce se investono in Agrexco. È importante far arrivare messaggi da diversi paesi per far capire che è una campagna europea/internazionale.
( Vedete anche il comunicato del Boycott National Committee palestinese sulla crisi finanziaria dell'Agrexco)
Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore israeliano dall'Europa http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/256-cs-crisi-agrexco.html
Dichiarazione politica del Forum europeo contro Agrexco
http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/255-dichiarazione-montpellier.html
Di seguito due esempi di lettere che sono state inviate a:
info@totalproduce.com
Esempio 1
To whom it may concern,
AGREXCO is an Israeli company complicit in the occupation and dispossession of the Palestinian people, and its very activity (economic exploitation of an occupied territory) is a war crime.
If TOTAL PRODUCE buys AGREXCO it will then be in the exact same situation, since you will carry out the same activities. This means that the current international boycott campaign targeted at AGREXCO
will expand to include all TOTAL PRODUCE activities.
I urge you not to participate in the bidding for AGREXCO and to stay away from their illegal and illegitimate business.
Yours sincerely,
Firma
.......................................................
Esempio 2
Dear Ladies and Gentlemen:
I have learned that you are considering the purchase of Agrexco, a company which aids the occupation and is operating in the Occupied Palestinian Territories and responsible for the dispossession of Palestinians from their land.
There has been a big boycott campaign in Europe against Agrexco because of the reasons given above.
I imagine that Total Produce is aware of this campaign, which has been carried out in many cities of
Europe.
For this reason it is my hope that your company will refrain from purchasing Agrexco and will do the right thing by heeding the call of human rights activists who are opposing the Israeli occupation.
Yours sincerely,
Firma
.......................................................
giovedì 21 luglio 2011
Genova 2011 - Comunicato conclusivo dell'Assemblea di Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa
Di nuovo a Genova, riuniti in una grande assemblea, che ha visto la partecipazione di tante e tanti, chi a Genova ha vissuto le giornate del 2001, chi invece in quei giorni, per motivi anagrafici, non c'era. Un'assemblea ricca di interventi appassionati che hanno provato a fare del ricordo un motivo di riflessione sul presente, di immaginazione per il futuro.
Il dibattito si è concentrato sulla fase politica ed economica che stiamo attraversando, in Italia e in Europa (default degli Stati sovrani e crisi dell'euro), a partire da un bilancio articolato dell'anno politico che ha preso le mosse, nell'autunno del 2010, con le lotte della Fiom e dei meccanici e che poi si è infiammato con le mobilitazioni studentesche contro la legge Gelmini. Un anno straordinario, per intensità e forza dei movimenti, che si è concluso con quella che ormai tutti definiscono la “primavera italiana”: i sorprendenti risultati delle amministrative; il successo dei referendum.lunedì 11 luglio 2011
ANCONA - Sabato 9 luglio ore 12,00 - Conferenza Stampa per sostenere la Freedom Flotilla e condannare il governo greco
CON LA FREEDOM FLOTILLA STAY HUMAN
CON IL POPOLO PALESTINESE
Il documento presentato alla conferenza stampa in Ancona:
La Campagna Palestina Solidarietà Marche, costituita da associazioni e
singoli che da anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente, ha
partecipato alla raccolta di fondi per l'allestimento di una nave
italiana, la “Stefano Chiarini”, all’interno della Freedom Flotilla
"Restiamo Umani".
La coalizione italiana che sostiene la “Stefano Chiarini”, è formata
da quasi duecento fra associazioni, comitati di solidarietà, forze
politiche e sindacali.
Le navi di questa missione di solidarietà internazionale, che
intendevano portare la coscienza del mondo sulle coste di Gaza, sono
state sequestrate in Grecia a norma di un articolo del codice di
navigazione applicabile in caso di guerra o di emergenza interna. I
capitani delle navi sono stati minacciati di arresto e di sequestro
della licenza, nonché della nave, per anni.
E' quindi ufficiale: l'assedio israeliano alla Striscia di Gaza è
stato esteso all'intero Mediterraneo, Israele è in grado di obbligare
i paesi circostanti a violare il diritto internazionale e bloccare
pacifisti disarmati con misure sproporzionate.
Come Campagna Palestina Solidarietà Marche condanniamo l’operato del
governo greco che con il suo comportamento sta di fatto collaborando
con l'inumano e illegale assedio israeliano alla Striscia di Gaza.
Dal 2006 la popolazione della Striscia di Gaza vive sotto assedio.
Questo assedio, illegale secondo il diritto internazionale, è una
punizione collettiva di tutta la popolazione, privata dei suoi diritti
fondamentali: libertà di movimento, diritto alla salute, diritto
all’educazione ed al lavoro. La situazione è stata resa ancora più
insostenibile dall’attacco israeliano «Piombo fuso» che, due anni fa,
ha fatto di Gaza un grande campo di rovine, con più di 1.400 morti e
migliaia di feriti.
Le migliaia di associazioni della società civile internazionale che si
sono unite per allestire la Freedom Flotilla non si fermeranno, il
loro’impegno continuerà fino alla fine dell’oppressione del popolo
palestinese
L’EUROPA COMPLICE DELL’ASSEDIO DELLA PALESTINA
GIOVEDI’ 14 LUGLIO ASSEMBLEA A ROMA
Il governo socialista greco, obbedendo agli ordini del governo di Israele, ha impedito alle navi della Freedom Flotilla di salpare verso la Striscia di Gaza assediata, ricorrendo ad una legislazione di guerra e violando tutte le normative europee. Altrettanto, i governi europei hanno consentito alle compagnie aeree di bloccare a terra centinaia di cittadini che volevano raggiungere la Palestina occupata, anche qui obbedendo agli ordini del governo di Israele.
L’Europa si sta rendendo sempre più complice del lento genocidio del popolo palestinese e sta svendendo la propria dignità e la propria civiltà. Israele dimostra di non essere solo un pericolo per i Palestinesi e per il Medio Oriente, ma una minaccia per i nostri diritti e per la nostra democrazia.
GIOVEDI’ 14 LUGLIO, ALLE 18.00,
IN VIA GALILEI N. 57
ASSEMBLEA PUBBLICA CON IL COORDINAMENTO DELLA FREEDOM FLOTILLA ITALIA, INTERVIENE VAURO SENESI.
venerdì 8 luglio 2011
ADE'BASTA! dall'assemblea No Rigassificatori della spiaggia di Falconara di domenica 17 luglio
Falconara - Tra bandiere e striscioni e sulle note di Caparezza si è tenuta ieri presso uno stabilimento balneare dei bagnini della Falcomar della spiaggia di Falconara Marittima la prima assemblea pubblica del Coordinamento NoRigassificatori dopo la contestazione del consiglio regionale del 6 luglio scorso...
Oltre duecento persone in costume hanno partecipato all'assemblea. Decine di interventi di attivisti, cittadini, bagnanti si sono susseguiti mentre materiale informativo veniva distribuito lungo la spiaggia. Presenti anche alcuni esponenti del locale PD e di altri partiti contrari al rigassificatore, nonchè di delegati sindacali della FIOM della Fincantieri Ancona. Tanti giovani, tante famiglie...
Gli interventi hanno difeso la giustezza della contestazione del Consiglio regionale del 6 luglio scorso e analizzato l'accordo tra API e Regione, si sono vagliati gli aspetti legali dei ricorsi già inoltrati da alcuni comitati, da Italia Nostra e da Legambiente e la necessità di un nuovo esposto per bloccate l'iter del procedimento, le possibilità di un referendum locale sulla materia e i prossimi appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione per l'estate.
Il rigassificatore API oltre ad essere un ecomostro rappresenta una grande speculazione finaziaria: un impianto inutile dal punto di vista energetico, incapace di garantire un'occupazione sicura e stabile e una riconversione del sito sostenibile, nociva per il bene comune e l'interesse generale (la pesca, il turismo, lo sviluppo delle rinnovabili), che si alimenta di contributi pubblici (a prescindere dal suo funzionamento oltre il 70% del ricavato annuale viene garantito deviando risorse dalle nostre bollette...), spartendone una parte con la casta regionale di Spacca (la regione Marche sarà partnership del progetto per un 30% degli utili).
Mentre il "partito degli affari" marchigiani, quella struttura trasversale che va dalla Giunta regionale alla sua opposizione, dall'Api ai rappresentanti della ritrovata unità sindacale, e comprende anche i grandi media ufficiali, assomiglia sempre più alla casta nazionale che vota unanimemente una finanziaria di lacrime e sangue per tutti, salvo la riproduzione degli sprechi e dei privilegi (la Tav, i cip6 per i petrolieri e i loro compari, il peso parassitario della burocrazia politica).
L'assemblea si è conclusa ricordando una citazione di una sentenza del Consiglio di Stato del lontano 2003, che richiama uno dei prossimi imprescindibili obiettivi del movimento: "La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.
Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.
Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti." Il Governatore Spacca resta tutt'ora inadempiente". Adè Basta!
Segui e approfondisci la vicenda su:
http://falkatraz.noblogs.org/
http://www.comitati-cittadini.org/
http://www.rigassificatorenograzie.com/
Oltre duecento persone in costume hanno partecipato all'assemblea. Decine di interventi di attivisti, cittadini, bagnanti si sono susseguiti mentre materiale informativo veniva distribuito lungo la spiaggia. Presenti anche alcuni esponenti del locale PD e di altri partiti contrari al rigassificatore, nonchè di delegati sindacali della FIOM della Fincantieri Ancona. Tanti giovani, tante famiglie...
Gli interventi hanno difeso la giustezza della contestazione del Consiglio regionale del 6 luglio scorso e analizzato l'accordo tra API e Regione, si sono vagliati gli aspetti legali dei ricorsi già inoltrati da alcuni comitati, da Italia Nostra e da Legambiente e la necessità di un nuovo esposto per bloccate l'iter del procedimento, le possibilità di un referendum locale sulla materia e i prossimi appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione per l'estate.
Il rigassificatore API oltre ad essere un ecomostro rappresenta una grande speculazione finaziaria: un impianto inutile dal punto di vista energetico, incapace di garantire un'occupazione sicura e stabile e una riconversione del sito sostenibile, nociva per il bene comune e l'interesse generale (la pesca, il turismo, lo sviluppo delle rinnovabili), che si alimenta di contributi pubblici (a prescindere dal suo funzionamento oltre il 70% del ricavato annuale viene garantito deviando risorse dalle nostre bollette...), spartendone una parte con la casta regionale di Spacca (la regione Marche sarà partnership del progetto per un 30% degli utili).
Mentre il "partito degli affari" marchigiani, quella struttura trasversale che va dalla Giunta regionale alla sua opposizione, dall'Api ai rappresentanti della ritrovata unità sindacale, e comprende anche i grandi media ufficiali, assomiglia sempre più alla casta nazionale che vota unanimemente una finanziaria di lacrime e sangue per tutti, salvo la riproduzione degli sprechi e dei privilegi (la Tav, i cip6 per i petrolieri e i loro compari, il peso parassitario della burocrazia politica).
L'assemblea si è conclusa ricordando una citazione di una sentenza del Consiglio di Stato del lontano 2003, che richiama uno dei prossimi imprescindibili obiettivi del movimento: "La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.
Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.
Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti." Il Governatore Spacca resta tutt'ora inadempiente". Adè Basta!
Segui e approfondisci la vicenda su:
http://falkatraz.noblogs.org/
http://www.comitati-cittadini.org/
http://www.rigassificatorenograzie.com/
giovedì 7 luglio 2011
Ancona – No Rigassificatore! Assedio alla regione, interrotto il consiglio
Bandiere No Api e No Tav insieme ai 500 manifestanti che hanno bloccato
a ripetizione l'assise regionale
6 / 7 / 2011
In un'aula di consiglio regionale blindata la giunta di centro sinistra delle Marche ha inscenato una seduta farsa intenzionata a dare il via libera all'impianto di rigassificazione dell'API, un impianto pericolosissimo per l'ambiente e la salute, posto a soli 16 Km dalla Raffineria Api e a soli 13 Km dal porto di Ancona.
stato chiaro fin da subito che l'intenzione della Regione era quella di impedire il dissenso all'interno dell'assemblea: una gravissima limitazione della libertà di espressione che i manifestanti non hanno accettato. Così mentre solo a pochi veniva concesso di entrare, la maggior parte dei manifestanti, costretta all'esterno, ha aggirato il blocco imposto dalla polizia, rifiutando l'inaccettabile divieto di poter assistere alla discussione.
Iniziano i lavori del consiglio regionale, ma vengono ripetutamente interrotti da parte dei manifestanti: prima dalla pressione degli attivisti bloccati e dei presenti in aula che richiedono ed ottengono il libero accesso all'aula; poi dall'ingresso dei rappresentanti della Fiom Fincantieri che stanchi di essere strumentalizzati dal Governatore Spacca hanno chiesto garanzie sul lavoro, rispetto dell'ambiente e un'alternativa a un modello di sviluppo insostenibile per il territorio.
Noncurante di ciò, l'assemblea ha tentato di proseguire con la relazione all'aula del presidente Spacca: una pioggia di banconote raffiguranti il cavallo dell'API è caduta sulle teste dei consiglieri regionali, al culmine di una contestazione crescente che ha completamente sovrastato le parole del governatore costringendo all'interruzione dei lavori.
Dopo un'ora e mezzo di sospensione un'assemblea ormai completamente delegittimata ha comunque dato l'assenso alla costruzione del rigassificatore tra assordanti proteste, decine di bandiere No Centrali Api e No Tav.
La costruzione del rigassificatore è una vergognosa operazione finanziaria, slegata dal fabbisogno energetico del territorio, ma volta solamente ad acquisire una posizione dominante sul mercato del gas. A questo banchetto parteciperà anche la Regione Marche con una quota del 30%, sacrificando sia un territorio stanco di essere asservito alle multinazionali dell'energia, sia i lavoratori stessi della raffineria che – con la graduale dismissione della raffinazione – non saranno necessari per il funzionamento del nuovo impianto.
Con l'approvazione del progetto del rigassificatore è stata scritta una pagina nera nella vita democratica della nostra regione. Una decisione che segna la completa esautorazione e sottomissione della politica agli interessi privati di pochi e sancisce la distanza ormai incolmabile tra i bisogni di un territorio e istituzioni ormai incapaci di rappresentarlo.
Ma quella di oggi è stata anche una straordinaria giornata di mobilitazione, dove la grande partecipazione e la determinazione dei cittadini sta a dimostrare come l'esito di questa vicenda non si concluderà con questo voto farsa.
Sta a dimostrare che la battaglia per i beni comuni, dalla Val Susa alle Marche, non è finita.
Sta a dimostrare come le popolazioni non accettino oltre decisioni calate sopra le loro teste, ma desiderino riappropriarsi del diritto a scegliere sul futuro del proprio territorio.
"Perchè il tempo delle imposizioni autoritarie è finito, la democrazia ce la riprendiamo dal basso"
Iscriviti a:
Post (Atom)











