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mercoledì 5 dicembre 2012
giovedì 29 novembre 2012
SABATO 1 DICEMBRE (dalle ore 11 alle 14) incontro con ANTONIO TRICARICO - c/o Casa delle Culture - Ancona
il Coordinamento Marchigiano dei Movimenti per l'Acqua è lieto di invitarvi sabato 1 dicembre dalle 11:00 presso la Casa delle Culture di Ancona all' incontro con Antonio Tricarico dell'Associazione Re:Common per discutere degli aspetti finanziari della trasformazione della gestione dell’acqua dalla attuale S.p.A. – società di diritto privato – in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico.
La trasformazione in Azienda Speciale Consortile non solo darà attuazione alla volontà popolare espressa con il referendum del 12 e 13 giugno 2011, ma contribuirà anche a sottrarre l’acqua alla crescente finanziarizzazione della vita e della società che ci ha portati alla attuale crisi e a costruire le condizioni per una gestione partecipata.
Di per se un grande risultato, ma non ci sottraiamo all’esigenza di dare risposte esaurienti al problema del finanziamento degli investimenti necessari, risolvibile attraverso gli strumenti di una “finanza normale”, non speculativa.
Sono invitati: rappresentanti degli Enti Locali, delle associazioni e movimenti territoriali, i cittadini.
Per info: michelechc@gmail.com
348 3701690 - 3925039566
Coordinamento Marchigiano dei Movimenti per l’Acqua
in collaborazione con la Casa delle Culture
giovedì 22 novembre 2012
ASSASSINII E DISINFORMAZIONE
Assassinii e disinformazione
di Alain Gresh
da Il manifesto
di Alain Gresh
da Il manifesto
Per comprendere l'escalation a Gaza, bisogna sempre ricordare alcuni dati circa questo territorio (360 km², più di 1,5 milioni di abitanti, cioè oltre 4 500 persone al km² - il che ne fa uno dei luoghi del pianeta con la più alta densità di popolazione), che Israele occupa dal 1967.
Anche se l'esercito si è ritirato, i contatti con il mondo esterno sono sempre controllati da Israele; la circolazione all'interno della stretta striscia di terra è limitata e continua il blocco avviato da anni: per le Nazioni unite, Gaza resta un territorio occupato.
I dati che seguono sono forniti dall'Ufficio delle Nazioni unite per il coordinamento degli affari umanitari nei territori palestinesi (Ocha oPt), in un documento del giugno 2012 intitolato «Five Years of Blockage: The Humanitarian Situation in the Gaza Strip»:
Nel giugno 2007 il governo israeliano decide di intensificare il blocco del territorio, già severamente «controllato».
Il 34% della popolazione (e la metà dei giovani) è disoccupato.
L'80% della popolazione dipende dall'aiuto alimentare.
Il Pnl per abitante era, nel 2011, inferiore del 17 per cento a quello del 2005 (in termini costanti).
Nel 2011, un camion al giorno usciva da Gaza con prodotti per l'esportazione, cioè meno del 3% della cifra del 2005.
Il 35% delle terre coltivabili e l'85% delle acque pescose sono parzialmente o totalmente inaccessibili agli abitanti di Gaza in seguito alle restrizioni israeliane.
L'85% delle scuole deve operare in regime di «doppio turno» (uno la mattina, l'altro il pomeriggio) -, a causa della sovrappopolazione.
Ogni guerra è accompagnata da un'intensa propaganda e il governo israeliano è diventato maestro in questo campo. Già al tempo dell'offensiva del dicembre 2008-gennaio 2009, si era vista un'ondata mediatica (Marie Bénilde, «Gaza:du plomb durci dans les têtes»). Intellettuali francesi, tra cui l'incredibile Bernard-Henri Lévy, avevano contribuito alla disinformazione.
L'uomo assassinato da Israele, Ahmed Jabari, era il capo dell'ala militare di Hamas (su questa organizzazione, leggere «Qu'est-ce que le Hamas?»). Molti media lo presentano come «un terrorista» responsabile di tutti gli attacchi contro Israele. La realtà è piuttosto diversa dal ritratto - anche al di là dell'uso del termine «terrorismo», come minimo ambiguo.
Ancora una volta, è un giornalista israeliano Aluf Benn a far notare («Israel killed its sub contractor in Gaza» Haaretz, 15 novembre): «Ahmed Jabari era un subappaltatore, incaricato della sicurezza di Israele nella striscia di Gaza. Qualifica che può sembrare assurda a chi, nelle ultime ore, lo ha visto descrivere come un"arciterrorista", "il capo del personale del terrore" o come "il nostro Ben Laden"» .
Eppure è stata questa la realtà negli ultimi cinque anni e mezzo. Israele ha preteso da Hamas che rispettasse la tregua nel sud e la facesse rispettare dalle numerose organizzazioni armate della striscia di Gaza. Ahmed Jabari è l'uomo a cui era stato affidato questo compito.»
Basta guardare i grafici pubblicati dallo stesso ministero degli esteri israeliano circa i lanci di razzi («Palestinian ceasefire violations since the end of Operation Cast Lead», 14 novembre 2012), per rendersi conto che, nel complesso, la tregua era stata effettivamente rispettata. L'hanno interrotta i raid dell'esercito israeliano del 7 e 8 ottobre 2012, poi del 13 e 14 ottobre, che hanno provocato un'escalation che non si più fermata. E, alla vigilia dell'assassinio di Jabari, una tregua era stata concordata dall'Egitto, il che conferma la testimonianza del militante per la pace Gershon Baskin, ripreso da Haaretz, «Israeli peace activist: Hamas leader Jabari killed amid talks on long-term truce», 15 novembre)
Tutte le escalation fanno seguito a omicidi mirati di militanti palestinesi a Gaza. Le esecuzioni extragiudiziarie sono una pratica antica del governo israeliano (a cui gli Stati uniti si sono adeguati da tempo). Avete detto «terrorismo»? (da leggere assolutamente «De Gaza à Madrid, l'assassinat ciblé de Salah Shehadeh», di Sharon Weill, Le Monde Diplomatique, settembre 2009).
Lo scenario era stato esattamente lo stesso nel 2008. Mentre la tregua veniva rispettata dai palestinesi dal giugno 2008 («List of Palestinian rocket attacks on Israel, 2008», Wikipedia), era stato l'assassinio di sette militanti palestinesi nel novembre a portare all'escalation e all'operazione «Piombo fuso».
Sulle violazioni israeliane dei cessate il fuoco nel corso degli ultimi anni, si può leggere Adam Horowitz, «Two new resources: Timeline of Israeli escalation in Gaza and Israel's history of breaking ceasefires» (Mondoweiss, 14 novembre 2012).
D'altra parte, è difficile parlare di un confronto tra due parti: gli F-16 israeliani e i razzi palestinesi non sono armi equivalenti. Lo prova il bilancio delle vittime, a partire dalla tregua del gennaio 2009 seguita all'operazione «Piombo fuso».
L'organizzazione israeliana di difesa dei diritti umani B'Tselem fa il conto dei palestinesi e degli israeliani uccisi a Gaza dal 19 gennaio 2009 al 30 settembre 2012 («Fatalities after operation "Cast Lead"»): 271 palestinesi (di cui 30 minorenni) contro 4 israeliani.. Le cifre parlano da sole ...
(tradotto da Elvira Panaccione) * Sito di Le Monde Diplomatique
Copyright Le Monde Diplomatique
Anche se l'esercito si è ritirato, i contatti con il mondo esterno sono sempre controllati da Israele; la circolazione all'interno della stretta striscia di terra è limitata e continua il blocco avviato da anni: per le Nazioni unite, Gaza resta un territorio occupato.
I dati che seguono sono forniti dall'Ufficio delle Nazioni unite per il coordinamento degli affari umanitari nei territori palestinesi (Ocha oPt), in un documento del giugno 2012 intitolato «Five Years of Blockage: The Humanitarian Situation in the Gaza Strip»:
Nel giugno 2007 il governo israeliano decide di intensificare il blocco del territorio, già severamente «controllato».
Il 34% della popolazione (e la metà dei giovani) è disoccupato.
L'80% della popolazione dipende dall'aiuto alimentare.
Il Pnl per abitante era, nel 2011, inferiore del 17 per cento a quello del 2005 (in termini costanti).
Nel 2011, un camion al giorno usciva da Gaza con prodotti per l'esportazione, cioè meno del 3% della cifra del 2005.
Il 35% delle terre coltivabili e l'85% delle acque pescose sono parzialmente o totalmente inaccessibili agli abitanti di Gaza in seguito alle restrizioni israeliane.
L'85% delle scuole deve operare in regime di «doppio turno» (uno la mattina, l'altro il pomeriggio) -, a causa della sovrappopolazione.
Ogni guerra è accompagnata da un'intensa propaganda e il governo israeliano è diventato maestro in questo campo. Già al tempo dell'offensiva del dicembre 2008-gennaio 2009, si era vista un'ondata mediatica (Marie Bénilde, «Gaza:du plomb durci dans les têtes»). Intellettuali francesi, tra cui l'incredibile Bernard-Henri Lévy, avevano contribuito alla disinformazione.
L'uomo assassinato da Israele, Ahmed Jabari, era il capo dell'ala militare di Hamas (su questa organizzazione, leggere «Qu'est-ce que le Hamas?»). Molti media lo presentano come «un terrorista» responsabile di tutti gli attacchi contro Israele. La realtà è piuttosto diversa dal ritratto - anche al di là dell'uso del termine «terrorismo», come minimo ambiguo.
Ancora una volta, è un giornalista israeliano Aluf Benn a far notare («Israel killed its sub contractor in Gaza» Haaretz, 15 novembre): «Ahmed Jabari era un subappaltatore, incaricato della sicurezza di Israele nella striscia di Gaza. Qualifica che può sembrare assurda a chi, nelle ultime ore, lo ha visto descrivere come un"arciterrorista", "il capo del personale del terrore" o come "il nostro Ben Laden"» .
Eppure è stata questa la realtà negli ultimi cinque anni e mezzo. Israele ha preteso da Hamas che rispettasse la tregua nel sud e la facesse rispettare dalle numerose organizzazioni armate della striscia di Gaza. Ahmed Jabari è l'uomo a cui era stato affidato questo compito.»
Basta guardare i grafici pubblicati dallo stesso ministero degli esteri israeliano circa i lanci di razzi («Palestinian ceasefire violations since the end of Operation Cast Lead», 14 novembre 2012), per rendersi conto che, nel complesso, la tregua era stata effettivamente rispettata. L'hanno interrotta i raid dell'esercito israeliano del 7 e 8 ottobre 2012, poi del 13 e 14 ottobre, che hanno provocato un'escalation che non si più fermata. E, alla vigilia dell'assassinio di Jabari, una tregua era stata concordata dall'Egitto, il che conferma la testimonianza del militante per la pace Gershon Baskin, ripreso da Haaretz, «Israeli peace activist: Hamas leader Jabari killed amid talks on long-term truce», 15 novembre)
Tutte le escalation fanno seguito a omicidi mirati di militanti palestinesi a Gaza. Le esecuzioni extragiudiziarie sono una pratica antica del governo israeliano (a cui gli Stati uniti si sono adeguati da tempo). Avete detto «terrorismo»? (da leggere assolutamente «De Gaza à Madrid, l'assassinat ciblé de Salah Shehadeh», di Sharon Weill, Le Monde Diplomatique, settembre 2009).
Lo scenario era stato esattamente lo stesso nel 2008. Mentre la tregua veniva rispettata dai palestinesi dal giugno 2008 («List of Palestinian rocket attacks on Israel, 2008», Wikipedia), era stato l'assassinio di sette militanti palestinesi nel novembre a portare all'escalation e all'operazione «Piombo fuso».
Sulle violazioni israeliane dei cessate il fuoco nel corso degli ultimi anni, si può leggere Adam Horowitz, «Two new resources: Timeline of Israeli escalation in Gaza and Israel's history of breaking ceasefires» (Mondoweiss, 14 novembre 2012).
D'altra parte, è difficile parlare di un confronto tra due parti: gli F-16 israeliani e i razzi palestinesi non sono armi equivalenti. Lo prova il bilancio delle vittime, a partire dalla tregua del gennaio 2009 seguita all'operazione «Piombo fuso».
L'organizzazione israeliana di difesa dei diritti umani B'Tselem fa il conto dei palestinesi e degli israeliani uccisi a Gaza dal 19 gennaio 2009 al 30 settembre 2012 («Fatalities after operation "Cast Lead"»): 271 palestinesi (di cui 30 minorenni) contro 4 israeliani.. Le cifre parlano da sole ...
(tradotto da Elvira Panaccione) * Sito di Le Monde Diplomatique
Copyright Le Monde Diplomatique
mercoledì 21 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
GAZA: BASTA CON IL MASSACRO - PRESIDIO Ancona 20 novembre 2012 Piazza della Repubblica ore 18,30
GAZA DI NUOVO SOTTO ATTACCO
BASTA CON IL MASSACRO
UNA CANDELA PER OGNI PERSONA UCCISA
“Serve dire qualcosa?
Ferma qualche bomba le nostre urla?
La nostra parola, salva la vita a qualche bambino palestinese?
..... Noi pensiamo di si!
Che forse , non fermeranno una bomba, o che la nostra parola non diventerà uno scudo blindato.
Ma forse la nostra parola riuscirà ad unirsi ad altre parole nel mondo, e che forse , inizialmente , si trasformerà in un mormorio ... dopo in una voce alta , e poi in un grido che verrà ascoltato a Gaza.”
Presidio per chiedere la fine dell’operazione militare israeliana “Pilastro della difesa” che a domenica ha causato
69 morti; tra cui 20 bambini, 8 donne, 9 anziani e 660 feriti; tra cui 224 bambini, 113 donne, 50 anziani.
L’ingresso del porto di Ancona, quel porto che accoglie e respinge le tante persone che fuggono dalle guerre e che cercano di raggiungere l’Italia e l’Europa per costruire una vita migliore, vedrà le scale del Teatro delle Muse brillare per le tantissime candele che illumineranno i visi di chi ancora una volta con tutta la voce griderà “Stop the war, Stop the Israeli terrorim - Stay Human”
domenica 18 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
In diretta da Gaza Michele Giorgio
Ci puoi raccontare cosa sta succedendo a Gaza?
La cronaca degli ultimi avvenimenti è che continua da ieri l'attacco israeliano con un'offensiva aerea a Gaza, iniziata con un cosidetto omicidio mirato del capo militare di Hamas che è stato un duro colpo per il movimento islamico.
Da ieri è un susseguirsi di incursioni aeree, si sentono boati in continuazione.
Israele dichiara di colpire solo obbiettivi militari, ma in realtà io ora mi trovo all'ospedale Shifa e vedo arrivare in continuazione ambulanze con civili e molti bambini feriti.
La situazione per la popolazione civile è molto grave, sono tutti rintanati nelle case ed escono solo per recarsi ai funerali; è già difficile reperire cibo perchè tutti i negozi sono chiusi.
Le esplosioni sono anche a Gaza city, mentre continua il lancio di razzi da parte della resistenza armata palestinese; Israele dichiara che sono stati 750 i razzi lanciati dai palestinesi, ma solo oggi hanno causato tre morti tra cui un bambino, colpendo l'ultimo piano di un palazzo situato in una cittadina distante una trentina di kilometri dalla striscia di Gaza.
Questo potrebbe essere il pretesto per la possibile offensiva di terra dell'esercito israeliano.
lunedì 12 novembre 2012
SCIOPERO GENERALE EUROPEO CONTRO L'AUSTERITY
# tomalahuelga
ANCONA - #14N SCENDONO IN PIAZZA 'I FANTASMI DELLA CRISI'
Uova e vernice colorata contro le banche e blocchi del traffico. Allontanato il servizio d'ordine cgil che tentava di separare il corteo
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/ancona-14n-scendono-in-piazza-i-fantasmi-della-crisi/12757
14N - LA CRONACA MULTIMEDIALE DELLA GIORNATA
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/14n-cronaca-multimediale-in-aggiornamento/12741
- I VIDEO
14.11.12 Ancona - #tomalahuelga, il videoracconto
http://www.globalproject.info/it/resources/38280/
14.11.12 Ancona - Appaiono i 'fantasmi della crisi' e sanzionano le banche
http://www.globalproject.info/it/resources/38125/
Ancona 14N - "Debitori di nessuno" Il corteo dei centri sociali
http://www.globalproject.info/it/resources/38221/
Ancona #14N - Le provocazioni del servizio d'ordine cgil
http://www.globalproject.info/it/resources/38252/
Ancona #14N - Contestato il comizio cgil
http://www.globalproject.info/it/resources/38240/
- LE FOTO
http://www.globalproject.info/it/resources/38286/
http://www.globalproject.info/it/resources/38285/
http://www.globalproject.info/it/resources/38283/
http://www.globalproject.info/it/resources/38232/
http://www.globalproject.info/it/resources/38203/
Uova e vernice colorata contro le banche e blocchi del traffico. Allontanato il servizio d'ordine cgil che tentava di separare il corteo
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/ancona-14n-scendono-in-piazza-i-fantasmi-della-crisi/12757
14N - LA CRONACA MULTIMEDIALE DELLA GIORNATA
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/14n-cronaca-multimediale-in-aggiornamento/12741
- I VIDEO
14.11.12 Ancona - #tomalahuelga, il videoracconto
http://www.globalproject.info/it/resources/38280/
14.11.12 Ancona - Appaiono i 'fantasmi della crisi' e sanzionano le banche
http://www.globalproject.info/it/resources/38125/
Ancona 14N - "Debitori di nessuno" Il corteo dei centri sociali
http://www.globalproject.info/it/resources/38221/
Ancona #14N - Le provocazioni del servizio d'ordine cgil
http://www.globalproject.info/it/resources/38252/
Ancona #14N - Contestato il comizio cgil
http://www.globalproject.info/it/resources/38240/
- LE FOTO
http://www.globalproject.info/it/resources/38286/
http://www.globalproject.info/it/resources/38285/
http://www.globalproject.info/it/resources/38283/
http://www.globalproject.info/it/resources/38232/
http://www.globalproject.info/it/resources/38203/
lunedì 29 ottobre 2012
Venerdì 9 Novembre - Spazio Comune Autogestito - Jesi: ASSALTO AI FORNI - Cronache da Taranto
COMUNICATO STAMPA
Un'operaio dell'ILVA e un attivista del "Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti" di Taranto,
insieme a Marco Brunetti operaio CNH- FIAT e delegato Rsu della Fiom di Jesi,saranno i relatori al dibattito che si terrà Venerdì 9 Novembre alle ore 21.00 presso lo Spazio Comune Autogestito in Via Gallodoro 68/ter (vicino alla sede INPS)- Jesi
L’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale e corruzione pendente sull’acciaieria Ilva, pone Taranto al centro del conflitto tra capitale e lavoro-ambiente-salute.
Taranto è un paradigma della nostra società, da una parte gli interessi economici e del profitto, dall’altra la qualità della vita e la dignità dei cittadini.
In una città mortificata dall’incidenza tumorale più alta d’Italia, dalla cieca logica speculativa della famiglia Riva e dalla latitanza delle istituzioni, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, è impegnato nella sfida più ardua.
Quella di ricomporre i diritti, affermando l’inscindibilità tra lavoro, reddito, salute e ambiente, e di costruire un’alternativa possibile.
Al dibattito saranno presenti anche rappresentanti dei Comitati contro la costruzione delle nuove centrali Api e del rigassificatore di Falconara e il Comitato Jesino promotore dei referendum per abolire le modifiche apportate da Elsa Fornero all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e per ”ripristinare i diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi con l’art.8 del decreto legge n.138 del 2011″ Sarà presente un banchetto per la raccolta firme.
Il dibattito sarà anche l'occasione per discutere e organizzare nel nostro territorio le mobilitazioni per lo sciopero generale europeo lanciato dai lavoratori greci contro le politiche di austerity il 14 Novembre prossimo.
Spazio Comune Autogestito
lunedì 22 ottobre 2012
RADIO SENZA MURI
RADIO SENZA MURI TRASMETTERA' DA CAFFE' BASAGLIA DI TORINO il 27 ottobre
dalle ore 15 alle ore 19
Dopo svariate trasmissioni ( oramai se ne contano 7) fatte all'aperto e in
modo assembleare da marzo a ottobre, nelle comunità di Soteria ( Jesi),
nell'Oasi Ripa Bianca (Jesi) e Massignano (Ancona), ora il gruppo radio è
pronto per fare una grande trasferta a Torino dove sarà ospite del Caffè
Basaglia, realtà che, come suggerisce il nome, si occupa di salute mentale e
che è partner del progetto originario della radio. Ugo Zamburro, fondatore
di Caffè Basaglia, partecipò al corso di formazione con Alfredo Olivera,
fondatore di radio la Colifata, e organizzato da Ya Basta! Marche come prima
attività del progetto di costruzione della radio, da lì parti un sodalizio
che porta Radio senza muri a Torino questo sabato 27 ottobre prossimo.
dalle ore 15 alle ore 19
Dopo svariate trasmissioni ( oramai se ne contano 7) fatte all'aperto e in
modo assembleare da marzo a ottobre, nelle comunità di Soteria ( Jesi),
nell'Oasi Ripa Bianca (Jesi) e Massignano (Ancona), ora il gruppo radio è
pronto per fare una grande trasferta a Torino dove sarà ospite del Caffè
Basaglia, realtà che, come suggerisce il nome, si occupa di salute mentale e
che è partner del progetto originario della radio. Ugo Zamburro, fondatore
di Caffè Basaglia, partecipò al corso di formazione con Alfredo Olivera,
fondatore di radio la Colifata, e organizzato da Ya Basta! Marche come prima
attività del progetto di costruzione della radio, da lì parti un sodalizio
che porta Radio senza muri a Torino questo sabato 27 ottobre prossimo.
Ugo Zamburro invece sarà ospite della prossima iniziativa-trasmissione della
radio che verrà fatta al'interno della Rassegna Malati di Niente di Jesi il
prossimo 16 novembre (ore 16) all'Ostello Villa Borgognoni.
Il Caffè Basaglia è un centro di animazione sociale e culturale , inaugurato
nell'ottobre del 2008 a Torino. Viene gestito da volontari e dove a turno
operano come camerieri e aiuto cuochi alcuni pazienti del Dsm dell'Asl 2 di
Torino che così sono agevolati nel ritrovare e alimentare legami sociali,
ottenendo sensibili miglioramenti clinici. Caffè Basaglia si trova in un
quartiere complesso, caratterizzato da sacche di povertà, marginalità e
dalla presenza di molti stranieri con inevitabili tensioni e problemi di
convivenza; per alcune di queste persone disagiate è diventato un punto di
incontro e di socializzazione e il suo ruolo è l'intercettazione dei
soggetti in difficoltà.
Sarà quindi un' esperienza ricca di spunti per la queta emittente appena
formatasi. La trasmissione sarà condotta, nello stile inconfondibile di
radio La Colifata, dai coordinatori insieme a tutti coloro che si
troveranno all'interno del Caffè Basaglia e a coloro che la seguiranno via
web con i commenti.
Sarà possibile ascoltare la trasmissione in streaming su http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri
e seguire gli aggiornamenti FB ( Radio senza muri) e twitter
(@radiosenzamuri) in tempo reale per tutta la durata della trasmissione (
15-19 ).
la trasmissione si avvarrà della presenza di Radio Collegamenti di Pisa e Radio Ohm di Chieri (To) .... anche essi partner del progetto
radio che verrà fatta al'interno della Rassegna Malati di Niente di Jesi il
prossimo 16 novembre (ore 16) all'Ostello Villa Borgognoni.
Il Caffè Basaglia è un centro di animazione sociale e culturale , inaugurato
nell'ottobre del 2008 a Torino. Viene gestito da volontari e dove a turno
operano come camerieri e aiuto cuochi alcuni pazienti del Dsm dell'Asl 2 di
Torino che così sono agevolati nel ritrovare e alimentare legami sociali,
ottenendo sensibili miglioramenti clinici. Caffè Basaglia si trova in un
quartiere complesso, caratterizzato da sacche di povertà, marginalità e
dalla presenza di molti stranieri con inevitabili tensioni e problemi di
convivenza; per alcune di queste persone disagiate è diventato un punto di
incontro e di socializzazione e il suo ruolo è l'intercettazione dei
soggetti in difficoltà.
Sarà quindi un' esperienza ricca di spunti per la queta emittente appena
formatasi. La trasmissione sarà condotta, nello stile inconfondibile di
radio La Colifata, dai coordinatori insieme a tutti coloro che si
troveranno all'interno del Caffè Basaglia e a coloro che la seguiranno via
web con i commenti.
Sarà possibile ascoltare la trasmissione in streaming su http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri
e seguire gli aggiornamenti FB ( Radio senza muri) e twitter
(@radiosenzamuri) in tempo reale per tutta la durata della trasmissione (
15-19 ).
la trasmissione si avvarrà della presenza di Radio Collegamenti di Pisa e Radio Ohm di Chieri (To) .... anche essi partner del progetto
martedì 16 ottobre 2012
Messico – La guerra contro gli zapatisti Aggressioni armate a comunità autonome del Chiapas
articolo tratto da: http://www.globalproject.info/it/mondi/messico-la-guerra-contro-gli-zapatisti/12338
“Sorelle e fratelli, questi fatti li rendiamo
pubblici per farvi sapere quello che stanno facendo i cattivi governi corrotti
[...]. Ci hanno aggredito senza motivo alcuno, pensando che con questo ci
arrenderemo o ci venderemo a queste massa di ladroni, criminali e traditori
della patria; se pensano questo si stanno sbagliando, perché queste ingiustizie
che subiamo, invece di intimorirci ci danno più coraggio, rabbia e
indignazione”.
Con queste parole la Giunta di Buon Governo della Realidad
concludeva il comunicato col quale alcune settimane fa denunciava l'ennesima
aggressione contro un progetto comunitario nella propria regione.
I comunicati delle autorità
zapatiste usciti negli ultimi mesi, se da una parte ci mostrano come la
costruzione dell'autonomia da parte di migliaia di contadini va avanti e non si
fa intimidire, dall'altra ci raffigurano una nuova fase nella strategia di
guerra che il governo sta attuando contro le comunità autonome, una fase
caratterizzata dall'utilizzo di gruppi paramilitari che attaccano civili,
bruciano case e raccolti e cacciano i contadini dalle loro terre. Un caso
emblematico, e di questi giorni, ci viene dalla comunità Comandante Abel, della
regione di Roberto Barrios, i cui abitanti sono stati assediati ed attaccati da
150 paramilitari, e poi costretti a fuggire sotto i colpi dei fucili.
Dall'insurrezione zapatista
del 1994 non si è mai fermata la guerra contro le comunità ribelli del Chiapas.
Una guerra contro civili, cioè contro migliaia di contadini organizzati che
occuparono le terre dei latifondisti, e da allora costruiscono nuove forme di
democrazia e di società in una delle regioni più abbandonate ed emerginate del
paese. Comunità sfollate, persone arrestate, minacciate ed uccise. Negli ultimi
anni la guerra non si era fermata, ma aveva cambiato il suo volto, in un certo
senso aveva mascherato la violenza. Infatti, tanti analisti descrivevano
l'attuale strategia del governo contro l'autonomia zapatista come una “guerra
economica”, cioè la principale arma del governo erano i soldi ed i progetti
assistenziali con i quali cercava di comprare le famiglie di contadini poveri, a
patto che questi abbandonassero l'organizzazione e creassero divisione nelle
comunità. Ma da quello che sta succedendo ormai da un paio di anni, è ormai
evidente che la violenza, quella vera, è tornata, con la riattivazione di gruppi
paramilitari nei territori zapatisti.
Negli scorsi anni la stampa
messicana, sulla base di documenti governativi desecretati, ha mostrato quello
che già tutti sapevano, cioè che nel '94 il governo messicano organizzò gruppi
di civili armati in Chiapas, da usare contro i civili delle comunità ribelli.
Questi gruppi hanno scritto alcune tra le pagine vergognose della storia del
paese, con massacri di innocenti come quello realizzato nella comunità di Acteal
nel 1997, in cui furono uccisi più di 40 civili che stavano pregando nella
chiesa. Nella zona nord dello stato, quella di Roberto Barrios, operò un
organizzazione chiamata Paz y Justicia che per alcuni anni seminò terrore e
morte in numerose comunità, lasciando irreparabili danni sociali e psicologici
alla popolazione. Questa storia sembrava fosse finita. Ma ormai da un paio di
anni alcuni di questi gruppi sono stati riattivati, con nomi nuovi, e sempre con
l'appoggio delle istituzioni governative e di politici locali.
Il principale obbiettivo della
loro violenza è cacciare gli zapatisti dalle “terre recuperate”. Con questo
termine ci si riferisce a migliaia di ettari di terre che furono occupate nel
1994 ai latifondisti da parte di contadini, sia zapatisti che di altre
organizzaizoni. Su queste stesse terre il governo sta dirigendo adesso la
violenza dei paramilitari, molti dei quali sono contadini poveri ai quali è
promessa la terra una volta cacciate le famiglie zapatiste. Nelle varie regioni
del Chiapas sono ormai munerose le denunce delle Giunte di Buon Governo sulle
violenze dei paramilitari, che minacciano le persone, bruciano i raccolti,
uccidono animali di allevamento, cospargono erbicidi nei campi, fino ad arrivare
ad espulsioni violente della popolazione civile.
Nella zona nord, nel Caracol
di Roberto Barrios, da più di un anno sono sotto attacco gli abitanti della
comunità di San Patricio. Gli aggressori sono gente che viene dall'esperienza
del gruppo paramilitare Paz y Justicia, che adesso opera con un altro nome,
composto da membri del partito verde ecologista, e protetto da funzionari del
governo. Nel settembre 2011 accerchiarono per settimane la comunità di San
Patricio, i cui abitanti a maggio 2012 decisero di andarsene, per fondare una
nuova comunità in una altro terreno recuperato. La nuova comunità fu chiamata
“Comandate Abel”, in ricordo di un dirigente politico dell'EZLN responsabile di
questa regione, recentemente morto. Ma i paramilitari si sono ripresentati a
inizio del settembre 2012, accerchiando di nuovo la comunità e bruciando i campi
coltivati. L'otto settembre sotto un attacco da armi da fuoco, la gente è
fuggita nei boschi per rifugiarsi e poi raggiungere nei giorni successivi altre
comunità che hanno dato loro soccorso ed ospitalità. Due donne con i loro
bambini, che si erano perse nella fuga, sono state ritrovate dopo tre notti
passate nascoste nella foresta, ammalate e impaurite.
In questi giorni una carovana
di osservazione organizzata dal centro per i diritti umani Frayba, insieme ad
altre organizzazioni, ha visitato le famiglie di sfollati ed ha documentato le
violenze dei paramilitari. Nella loro relazione finale si mostrano le evidenze
della collaborazione di polizia e funzionari statali con i criminali che hanno
attaccato la comunità. Si testimonia di come questi ultimi avessero costruito
trincee attorno al centro abitato, e dei segni di spari ancora evidenti sulle
case ed addirittura sulla clinica autonoma zapatista.
Quindi, quello che emerge dalle notizie che
giungono ultimamente dal Chiapas è di una situaizone difficile per molte
comunità zapatiste, vittime delle violenze di gruppi armati sostenuti e protetti
da politici e funzionari governativi. Addirittura gli zapatisti denunciano come
dei finanziamenti dell'ONU per progetti di sviluppo sono in realtà utilizzati
dal governo del Chiapas per armare e finanziare questi gruppi di delinquenti che
attaccano i contadini zapatisti. La guerra e la violenza non intimoriscono certo
queste popolazioni ribelli che, come hanno sempre detto, non è da 15 anni, ma da
500 anni che sono in guerra, a causa delle condizioni di sfruttamento ed
emerginazione in cui hanno vissuto. “Non abbiamo paura di morire”,
disse la maggiore Ana Maria nel 1994, “è più doloroso vedere i nostri
bambini morire di malattie curabili”. Oggi, che con le terre recuperate e
l'organizzazione comunitaria, cioè con quello che gli zapatisti chiamano
“autonomia”, hanno concretamente migliorato le loro condizioni di vita,
abbattendo la denutrizione e la mortalità infantile, costruendo scuole e
cliniche autonome ed autogestite, creando le condizioni per un futuro dignitoso,
non sono certo disposti ad abbanmdonare la lotta le migliaia di contadini
ribelli del Chiapas. Come ci ricordano le autorità di Roberto Barrios nel
denunciare l'attacco paramilitare alla comunità di Comandante Abel: “Che sia
chiaro al governo imbroglione e bugiardo che non ci arrenderemo, a costo di
consegnare la nostra vita per la terra se è necessario; se crede che non è
bastato il sangue che abbiamo versato nel '94 per avere un posto in questo
mondo...”.
Messico - Gli zapatisti sfollati di Comandante Abel Testimonianza di un partecipante alla Carovana di solidarietà e documentazione a Comandante Abel
articolo tratto da: http://www.globalproject.info/it/mondi/messico-gli-zapatisti-sfollati-di-comandante-abel/12344
Pubblichiamo qui di seguito un contributo di un partecipante alla Carovana di solidarietà e documentazione a Comandante Abel, che si è svolta dal 18 al 20 settembre, per documentare l'attacco e lo sgombero che hanno subito gli abitanti della comunità per mano di paramilitari appoggiati dalle forze governative.
Pubblichiamo qui di seguito un contributo di un partecipante alla Carovana di solidarietà e documentazione a Comandante Abel, che si è svolta dal 18 al 20 settembre, per documentare l'attacco e lo sgombero che hanno subito gli abitanti della comunità per mano di paramilitari appoggiati dalle forze governative.
La controinsurrezione in
Chiapas, decine di famiglie zapatiste sfollate
Noi che abbiamo
combattuto sappiamo riconoscere il passo di ciò che si sta preparando e
avvicinando.
I segnali
di guerra all’orizzonte sono chiari: la guerra, come la paura, ha odore. E già
ora si comincia a respirare il suo fetido odore nelle nostre
terre.
(Subcomandante Insurgente Marcos, dicembre 2007)
Nell’anno in corso, il 2012, si continua a respirare giorno per
giorno l’odore della guerra che, lo stato messicano, ha scatenato contro le
comunità zapatiste.
La politica di controinsurrezione elaborata con l’aiuto del
governo USA, dopo l’insurrezione armata dell’EZLN nel 1994 e precisata nel
documento denominato “Piano per la Campagna Chiapas 94”, ha fornito la struttura
per una nuova forma di guerra contro le popolazioni indigene ribelli.
Negli ultimi mesi, le Giunte del Buon Governo di Morelia e
La Realidad hanno denunciato le aggressioni subite dalle Basi di Appoggio del
EZLN da parte della ORCAO (Organización Regional Cafeticultores Altamirano
Ocosingo) nell’ejido1 Moises Gandhi e da parte di gruppi affiliati al PRI, al PRD e al
PVEM (Partido Verde Ecologista Mexicano). Queste provocazioni si aggiungono a
quelle ben note in tutto il territorio zapatista, come nel caso di San Marcos
Avilés, assediata dai paramilitari e per questo al centro di una campagna di
solidarietà internazionale.
Lo stato messicano è in guerra contro un nemico interno: l’EZLN,
contro le comunità zapatiste in resistenza e soprattutto contro l’autonomia, la
cultura e la vita dei popoli indigeni che non accettano di essere assimilati al
modello di sviluppo capitalista. Il messaggio che le Giunte del Buon Governo
hanno lasciato nelle varie denunce è chiaro: il governo, attraverso menzogne,
promesse di terra e finanziamenti, sta rianimando i gruppi paramilitari e
armando altre organizzazioni, affinché questi alimentino l’ostilità e le
aggressioni contro coloro che si oppongono all’omologazione neoliberista. La
strategia del governo contro la resistenza si sviluppa su due fronti: da una
parte la “guerra di bassa intensità” impiegando le formazioni paramilitari così
da evitare le ripercussioni internazionali che si avrebbero con l’impiego
diretto dell’esercito e dall’altra, la cosiddetta linea morbida, con l’impiego
massiccio di progetti assistenzialisti per calmare la fame, creare dipendenza e
logorare la resistenza, concentrando i progetti nelle zone dove è più forte la
lotta contro il governo.
L’8 settembre la Giunta del Buon Governo Nueva Semilla Que Va a
Producir del Caracol V di Roberto Barrios ha denunciato la nuova invasione
paramilitare nelle terre del nuovo villaggio Comandante Abel, del Municipio
Autonomo La Dignidad, Municipio ufficiale di Sabanilla. Il 12 settembre una
nuova denuncia della stessa Giunta sottolineava la gravità della situazione: 70
donne e bambini sfollati dal nuovo Villaggio Comandante Abel e 14 persone
scomparse nella vicina comunità di Union Hidalgo.
SCIMMIE: Laboratorio teatrale sull'evoluzione dell'uomo
### SPAZIO COMUNE_TnT ###
Nell'epoca della primavera araba e della crisi globale viene spontaneo chiedersi: Dove è finito l'Uomo? Sta davvero facendo qualcosa per evolversi? Questo laboratorio non è un corso di recitazione bensì il presupposto per la creazione di un gruppo performativo che si riunisca per Pensare, Creare e Agire i suoi bisogni e le sue idee come preghiere e rivoltarle in performance per farle ascoltare. Concentrarci sull'Uomo per pensare insieme una ri-evoluzione. Istallarle fuori dai teatri: per le strade e nelle piazze. Inventare la nostra estetica. Lavorare con la parola della ragione e della poesia, con il corpo quotidiano ed extra-quotidiano, condividendo paura e pigrizia, svegliandoci a vicenda. L'Obiettivo: ritrovare la collettività, incontrare l'altro, agire il presente. Tutto in un laboratorio teatrale?Oggi il teatro ha un obbligo e un'opportunità non rimandabili.
Laboratorio condotto da Simone Guerro // Baku
Da NOVEMBRE a MAGGIO, dalle 21:00 alle 23:00, giorno da definire
presso ### SPAZIO COMUNE_TnT_### in via Gallodoro 68/ter (davanti INPS di Jesi).
PRIMO INCONTRO informativo // LUNEDì 29 OTTOBRE 2012
INFO&COSTI: tel. 328.2745305 // bakupress@libero.it
13/10/2012: Macerata città libera e antifascista
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/13102012-macerata-citta-libera-e-antifascista/12497
No nazy in my town
No nazy in my town
La mobilitazione antifascista a Macerata scatta la settimana scorsa non appena si diffonde la notizia che forza nuova ha annunciato un corteo in città, strumentalizzando un triste fatto di cronaca accaduto in provincia pochi giorni prima e sulla scia delle manifestazioni organizzate dalla formazione neofascista in diverse città italiane.
La risposta è immediata, viene lanciato un appello per un presidio antifascista a cui fanno seguito numerose adesioni dalle forze sociali, associative e politiche cittadine che insieme all'Anpi finiranno per contare oltre trenta realtà delle più diverse estrazioni.
Gli antifascisti chiedono e ottengono di manifestare in Piazza Annessione, la piazza subito adiacente a quella richiesta da fn, nel mezzo del percorso dell'ipotizzato corteo. La città si mette in movimento e sollecitata, anche l'amministrazione nella persona del sindaco si schiera a fianco dei promotori dell'iniziativa impegnandosi “per la diffusione dei valori costituzionali di antifascismo ed eguaglianza” a contrastare l'ipotesi della sfilata dell'ultradestra in città.
Finisce che nella giornata di sabato 6 ottobre ai neofascisti viene concesso solo un presidio in Piazza Mazzini: salta la manifestazione, si annuncia un rinvio alla settimana seguente.
Il cartello 'Macerata è Antifascista' si dice pronto a impedire anche questa iniziativa di ripiego affinchè alcun tipo di agibilità politica venga permessa a razzisti e fascisti.
A questo punto arriva l'irrigidimento da parte delle autorità, che pur di concedere a forza nuova di manifestare, autorizza un nuovo percorso dall'altro lato della città vietando, al contrario, ogni spostamento per il concentramento degli antifascisti.
Il risultato è che sabato 13 ottobre Macerata si risveglia in stato d'assedio per la presenza ingente di forze dell'ordine e automezzi della polizia. Dal primo pomeriggio la zona dove si dovrebbe svolgere il corteo neofascista viene isolata e blindata, a residenti e commercianti viene negato il libero accesso a Corso Cairoli, raggiungono case e negozi solo in percorsi stabiliti o seguiti da poliziotti.
Un dispositivo di gestione dell'ordine pubblico ingiustificabile che blinda un intero quartiere e crea grande disagio per la circolazione paralizzando il traffico in entrata da sud.
Una scelta inaccettabile che trova, inevitabile, la legittima reazione delle oltre 300 persone che dalle 14.00 si radunano in Piazza Annessione: gli antifascisti partono in corteo diretti verso Piazza Mazzini dove dovrebbe concludersi la sfilata neofascista, determinati a difendere una città aperta e solidale, dalla parte della libertà di movimento.
In pochi minuti raggiungono la piazza invitando le forze dell'ordine a rimuovere transenne, blindati, e cordone della celere. La polizia risponde caricando a freddo i manifestanti che a mani alzate si difendono dai calci e dalle manganellate degli agenti antisommossa: almeno cinque persone rimangono contuse, un ragazzo perde i sensi per alcuni minuti dopo esser stato colpito violentemente alla testa.
I manifestanti non indietreggiano e respingono l'azione delle forze dell'ordine, riuscendo così a continuare a presidiare la piazza, e neanche la pioggia battente riesce dove hanno fallito gli agenti.
Gli antifascisti conquistano la piazza e ci rimangono per poi concludere la manifestazione al centro della città. I venti neonazisti arrivati fin da fuori regione non si muovono dal proprio concentramento, se non per venire accompagnati alle auto parcheggiate e custodite per timore di ritorsioni, a pochi metri di distanza.
"Avevamo chiesto di non concedere agibilità politica a quanti in questa settimana hanno fatto una campagna razzista e xenofoba strumentalizzando un terribile fatto di sangue. (...) La risposta di Macerata è stata pronta e risoluta. Nessuna agibilità potrà essere concessa in futuro" questa la nota congiunta dei promotori del presidio.
Una giornata di mobilitazione, quella di sabato 13 ottobre, che riaffermando i valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo ha vinto una battaglia di democrazia liberando la città da ogni rigurgito di xenofobia e, insieme, da ottuse imposizioni securitarie da stato di polizia.
lunedì 15 ottobre 2012
CORSO DI TAI CHI - JESI presso lo SPAZIO COMUNE – via Gallodoro 68/ter (difronte Inps).
Lo scopo del corso nel primo anno è di introdurre il Tai Chi stile Yang Tradizionale forma lunga 108 movimenti insieme ad alcune tecniche di Qi Gong.
Tutti possono partecipare: non sono richieste particolari caratteristiche fisiche, né ci sono limiti di età.
Tutti possono partecipare: non sono richieste particolari caratteristiche fisiche, né ci sono limiti di età.
Il gruppo si riunisce tutti i Mercoledì dalle 20 alle 22,
presso lo SPAZIO COMUNE – via Gallodoro 68/ter (difronte Inps) - Jesi (AN).
Per Info: http://ackapawa.org/contatti/
PRESENTAZIONE
Tai Chi, stile interno delle arti marziali cinesi nato come tecnica di combattimento, è oggi conosciuto in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva. I taoisti introdussero esercizi fisici e mentali ed esercizi di respirazione come tecniche efficaci per la prevenzione e cura di alcune malattie ed il mantenimento della salute, generalmente conosciute come Qi gong.
Da allora le ginnastiche energetiche vennero studiate e approfondite negli ambienti buddhisti e taoisti con lo scopo di mantenere l’organismo efficiente, preservarsi dalle malattie e dalla vecchiaia, conservarsi in buona salute e favorire la longevità.
Da queste ginnastiche e dagli antichi stili di Kung-fu si evolse il Taijiquan che inoltre eredita molti contenuti dalla medicina cinese e dalla teoria dei cinque elementi. Sono presenti infatti i cinque principi dei cinque elementi: la fluidità dell’acqua essenza di ogni movimento; il principio e la forza del movimento sono come il legno: dall’interno verso l’esterno; il fuoco presente nell’attimo in cui un colpo va a segno; la terra presente nella posizione salda e stabile; il metallo (es: il mercurio) è nel peso, del corpo, che più si lascia scendere verso la terra e più rende la pratica efficace.
mercoledì 10 ottobre 2012
Sabato 13 ottobre, Varese, Manifestazione nazionale: Nessun M346 e nessuna altra arma ad Israele!
BDS Italia ha aderito e parteciperà alla manifestazione davanti alla fabbrica di morte dell’Alenia Aermacchi a Venegono (Varese).
Diffondi la notizia dell’appuntamento e partecipa anche tu per dire NO alla produzione di armi e chiedere la fine dei rapporti economico-militari tra Italia ed Israele!Condividi l'evento FacebookPer aderire: nessunm346xisraele@gmail.com
A sostegno della manifestazioneDalla voce di israeliani, una richiesta per il boicottaggio degli armamenti e per la sospensione di ogni cooperazione militare con Israele: Smettetela di supportare i crimini di guerra! Smettetela di armare Israele!Per sapere di più I dettagli dell’accordo tra Italia ed Israele sugli M346: Il pacchetto di acquisti reciproci Italia-Israele è sbilanciato a favore di Israele
Un dossier su Finmeccanica (tra le cui società figura Alenia Aermacchi): Una piovra artificiale
Che cos’è un M-346? L’addestratore M-346 Master
Partecipa anche tu alla campagna di boicottaggio e disinvestimento degli armamenti e delle tecnologie di controllo e repressione che l’Italia acquista ed importa da Israele: leggi l’appello della campagna oppure scrivi all’email bds_armamenti@distruzione.org
Leggi tutte le notizie positive: Good News
"È da tempo che dico che la migliore speranza per i palestinesi non sta a livello governativo o attraverso le Nazioni Unite, ma piuttosto nella campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele".
-- Richard Falk, Relatore speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori Palestinesi occupati
BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.
Il Movimento che trasforma #SocialMeeting 28/29/30 settembre - Jesi (An)
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/il-movimento-che-trasforma-socialmeeting/12425
Ricominciare in questo momento significa innanzitutto avere la capacità insieme, ogni volta, di fare uno sforzo di reinterpretazione della realtà. Dove il concetto di interpretazione è qualcosa di complesso: interpretazione è la capacità di leggere la realtà per come si sta determinando, ma anche di interpretare il nostro ruolo dentro la realtà. L'interpretazione è qualcosa di cui non possiamo fare a meno se pensiamo sia necessario e ancora possibile un progetto di liberazione, un progetto di trasformazione sociale."
Ricominciare in questo momento significa innanzitutto avere la capacità insieme, ogni volta, di fare uno sforzo di reinterpretazione della realtà. Dove il concetto di interpretazione è qualcosa di complesso: interpretazione è la capacità di leggere la realtà per come si sta determinando, ma anche di interpretare il nostro ruolo dentro la realtà. L'interpretazione è qualcosa di cui non possiamo fare a meno se pensiamo sia necessario e ancora possibile un progetto di liberazione, un progetto di trasformazione sociale."
Proponiamo una video ricostruzione dell'assemblea di movimento che si è svolta a
Jesi il 29 e 30 settembre, insieme agli interventi introduttivi e conclusivi dei
lavori.
Una narrazione per immagini che prova a restituire il senso della discussione collettiva che ha attraversato la due giorni del social meeting.
il Movimento che trasforma - Videonarrazione #socialmeeting / Part 1 - http://www.youtube.com/watch?v=TWCcOsvruDM
il Movimento che trasforma - Videonarrazione #socialmeeting / Part 2 - http://www.youtube.com/watch?v=SM-fyI6jQeo
#socialmeeting - Introduzione sessione mattutina 29/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=kNn8KD8Ru60
#socialmeeting - Introduzione sessione pomeridiana 29/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=sDHr5348WUI
#socialmeeting - Il resoconto dell'incontro delle palestre popolari e polisportive antirazziste - http://www.youtube.com/watch?v=r73j5YYEA0g
#socialmeeting - Conclusioni assemblea plenaria 30/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=pDbu7g8nUr8
Global Projectwww.globalproject.info
Una narrazione per immagini che prova a restituire il senso della discussione collettiva che ha attraversato la due giorni del social meeting.
il Movimento che trasforma - Videonarrazione #socialmeeting / Part 1 - http://www.youtube.com/watch?v=TWCcOsvruDM
il Movimento che trasforma - Videonarrazione #socialmeeting / Part 2 - http://www.youtube.com/watch?v=SM-fyI6jQeo
#socialmeeting - Introduzione sessione mattutina 29/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=kNn8KD8Ru60
#socialmeeting - Introduzione sessione pomeridiana 29/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=sDHr5348WUI
#socialmeeting - Il resoconto dell'incontro delle palestre popolari e polisportive antirazziste - http://www.youtube.com/watch?v=r73j5YYEA0g
#socialmeeting - Conclusioni assemblea plenaria 30/09/12 - http://www.youtube.com/watch?v=pDbu7g8nUr8
Global Projectwww.globalproject.info
martedì 9 ottobre 2012
lunedì 8 ottobre 2012
HOT VIRUZ ORGANIZATION & CSA TNT presentano: ≈ RANGDA (Drag City, Usa)
Sabato 13 Ottobre 2012
ore 19.00 - aperitivo / live concert
Chris Corsano (Dredd Foole, Bjork, Kim Gordon...) - batteria
Ben Chasny (Six Organs of Admittance) - chitarra
Rangda, nome che prende ispirazione dal demone Balinese, è l’unione di 3 musicisti storici
▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽
INGRESSO GRATUITO
Media Partner:
URLO Mensile di resistenza giovanile
MUSICLUB
-------------------------- ---
www.hotviruz.com
info: 333 10 04 014
info@hotviruz.com
ore 19.00 - aperitivo / live concert
Piazza delle Monnighette - Jesi (An)
≈ ≈ RANGDA (Drag City, Usa) ≈ ≈
Sir Richard Bishop (Sun City Girls) - chitarra
≈ ≈ RANGDA (Drag City, Usa) ≈ ≈
Sir Richard Bishop (Sun City Girls) - chitarra
Chris Corsano (Dredd Foole, Bjork, Kim Gordon...) - batteria
Ben Chasny (Six Organs of Admittance) - chitarra
Rangda, nome che prende ispirazione dal demone Balinese, è l’unione di 3 musicisti storici
dell’underground: Sir Richard Bishop, Ben “Six Organs of Admittance” Chasny, e Chris
Corsano.
Tre attitudini musicali molto diverse (desert blues, free jazz, psych-folk) che magicamente
Tre attitudini musicali molto diverse (desert blues, free jazz, psych-folk) che magicamente
riescono a riconciliarsi in potenti cavalcate strumentali, spesso al limite con
l'improvvisazione.
Un supergruppo nato dal desiderio di Chasny di suonare con due dei suoi musicisti preferiti
Un supergruppo nato dal desiderio di Chasny di suonare con due dei suoi musicisti preferiti
Hanno all’attivo due dischi: “False Flag” (2010) e “Formerly Extinct”, uscito nel 2012.
▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽ ▽
INGRESSO GRATUITO
Media Partner:
URLO Mensile di resistenza giovanile
MUSICLUB
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www.hotviruz.com
info: 333 10 04 014
info@hotviruz.com
giovedì 4 ottobre 2012
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