giovedì 22 marzo 2012

TaNTo per ricominciare........ raccolta fondi ricostruzione csa T N T Jesi


TaNTo per ricominciare


Impariamo a pesare dai fiocchi di neve!



Sotto il peso dell'eccezionale nevicata che ha colpito le Marche, il 12 febbraio 2012, crolla il tetto del centro sociale Tnt, a Jesi.
L'immagine che ci troviamo davanti quel giorno è drammatica. Un cumulo di macerie e neve seppellisce ogni nostra cosa. Tutto è andato perduto e non sarà possibile recuperarlo.
Ironia della sorte?
Il Centro Sociale TNT nasce 26 anni fa. E' un'esperienza storica dell'autogestione, primo spazio occupato delle Marche, uno dei più antichi in Italia. Laboratorio sociale e politico di resistenza e movimento. Motore di produzione culturale e artistica, luogo di aggregazione, di autorganizzazione, di cooperazione sociale. Abbiamo resistito con ben tre occupazioni a tutti i tentativi di sgombero, alle ordinanze che volevano impedire le attività, a processi e denunce.
Era difficile immaginare che l'insidia più devastante si sarebbe celata dietro tanti soffici fiocchi di neve.
Con il calore della primavera sono spariti e hanno lasciato visibile un monte di calcinacci e rottami che stanno lì come a monito: non consentono disperazione, rassegnazione, incertezza. Ci impongono di reagire, con determinazione e tenacia, di non soccombere, di reinventarci.
Segnano il punto da cui ripartire.
Su cui ricostruire.
Sono tante le persone , le Associazioni, le realtà di movimento che in questi giorni ci hanno espresso non solo una grande solidarietà e vicinanza, ma anche la disponibilità a un concreto e materiale aiuto: da Jesi, dalle Marche, da tante parti di Italia.
Tutto questo ci da una grande forza e ancora più coraggio per ricominciare.
Noi siamo pronti a ripartire, le maniche sono già rimboccate: ricominciare è una possibilità che nessuno potrà toglierci.
I fiocchi di neve ci hanno insegnato che seppur singolarmente leggeri, tutti insieme si può pesare tanto!

Con l'aiuto di tutti, combatteremo questa nuova battaglia.

Pesanti come tanti fiocchi di neve!

senza mai rinunciare alla leggerezza dell'ottimismo

mercoledì 21 marzo 2012

RADIO SENZA MURI


Sabato 24 marzo 2012, nei giardini di via Tabano a Jesi, è stata una giornata particolare.
Alle ore 15 ha preso il via l'esperienza radio più innovativa della regione. Una radio fatta in gruppo e dal gruppo dove il microfono è aperto e tutti possono parlare, anche chi arriva in ritardo e, preso dal discorso, vuole dire la sua.


Radio Senza Muri è la concretizzazione di un progetto finanziato dal Centro Servizio per il Volontariato e ideato dall'Ass. Ya Basta! Marche insieme ad associazioni del territorio, cooperative ed enti locali (per la lista completa vedere il blog radiosenzamuri blogspot ), che include una rete di web radio a livello nazionale.
L'idea prende spunto dalla conoscenza diretta e personale dell'esperienza pluri-ventennale di Radio la Colifata, emittente argentina oramai famosa grazie anche alla partecipazione di Manu Chao alle sue trasmissione, che si distingue dalle altre radio per trasmettere dai giardini dell'ospedale psichiatrico.
La Radio è gestita infatti dagli ospiti e dagli ex ospiti dell'ospedale Borda di BuenosAires.
Per i colifatos la radio è un'arma allegra, volta ad abbattere i muri fisici ma anche mentali che li separano, stigmatizzandoli, dal resto della comunità.
E' da questa idea che Radio Senza Muri prende spunto ed è dal voler abbattere i muri, che non permettono un vero incontro con l'altro e con la diversità, che parte la prima esperienza di radio comunitaria jesina.
Tutti coloro che sabato 24 marzo hanno partecipato alla prima diretta di Radio senza muri, nel giardino della comunità Soteria, non ha potuto che esprimere estrema gioia, senso di libertà ed entusismo nel condividere con altri che non si conoscono questo spazio radiofonico multitematico.
Quattro ore e mezzo di ascolto e scambio, di musica e divertimento, vissute in modo libero e dando spazio all'avvenimento in sè e, perchè no, all'imprevisto.
L'apertura a significati altri, la logica dell'avvenimento e la radio come esperienza terapeutica infatti sono tre dei tanti temi trattati durante il corso intensivo di formazione di 36 ore tenuto dal fondatore di radio la Colifata Alfredo Olivera, sostenuto anche da Laura Gobet e Veronica Kazimierzack, che ha avuto luogo dal 17 al 25 marzo nel Museo per le Arti della stampa di Jesi. Al corso hanno partecipato trenta persone provenienti da Jesi ma anche da diverse altre parti della regione Marche e non solo.
L'occasione di questo corso di formazione ha scavalcato i confini regionali portando a condividere questa esperienza radiofonici, associazioni del territorio, corsisti di Torino e di Pisa... e anche il fondatore di Caffè Basaglia di Torino. Tutte persone che per nove giorni si sono incontrate per discutere sul come fare una radio a Jesi con i mezzi teorici forniti dai "colifatos" argentini.
Questo dispositivo gruppale di formazione, di incontro e di saper pensare insieme ha costruito le basi di Radio senza muri: un dispositivo radiofonico gruppale itinerante, volto a incontrare le persone e il territorio là dove si sviluppa, confligge e crea;accogliente e aperto all'altro, inteso come singolarità o come gruppo (associativo, cooperativo, politico...), dando uno spazio vocale, mentale e fisico per dare e darsi voce; multitematico e quindi non chiuso all'interno di una categoria, ma aperto a qualunque tematica: dal disagio psichico alla migrazione, dai temi legati al mondo del carcere a quelli della scuola, dalla cucina alla musica, da temi di attualità a scritti personali.
Radio senza muri è lo spazio per mettere in moto la macchina dei desideri di tutte quelle persone che si avvicineranno e che vorranno utilizzare questo strumento non esclusivamente per dare delle risposte ma per dar vita a domande costruttive.
Il primo esperimento di Radio Senza Muri è andato molto bene. Grazie al collegamento con Buenos Aires e all'utilizzo della piattaforma web di radio la Colifata e di Radio TLT di Jesi la trasmissione è stata ascoltata dagli appassionati di Radio la Colifata che attraverso facebook inviavano messaggi in diretta. I primi dieci minuti sono andati in onda anche su radio Center Music, emittente locale. Attraverso la rete nazionale creata dal progetto le prossime puntate potranno essere mandate in formato ridotto alle radio partners. Ospiti speciali sono stati: l'autorità ancestrale dei Maya (Guatemala) Baltasar de la Cruz Rodriguez, che ha parlato dei Beni Comuni e della difesa del territorio, Adriano Pallotta e Alberto Paolini interpreti del film "La pecora nera" di Ascanio Celestini, che hanno fatto l'esperienza del manicomio a Roma rispettivamente come infermiere e come internato, inoltre due musicisti del gruppo folk "la Damigiana" che hanno allietato il pomeriggio con musiche popolari.
L'intera trasmissione è stata coordinata da Alfredo Olivera e Laura Gobet, supportati da VeronicaKazimierzack al mixer.

da Radio senza muri

Jesi - Giovedì 29 marzo: Seminario "Acqua Bene Comune"

 
 
SEMINARIO “ACQUA BENE COMUNE:
PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO”
 
 
 
 
SEMINARIO ORGANIZZATO DALL' ASSESSORATO POLITICHE AMBIENTALI COMUNE DI JESI
SALA CONSILIARE COMUNE DI JESI
GIOVEDI 29 MARZO ORE 18.00

CON LA PARTECIPAZIONE DELL'AVVOCATO LUCA LONGHI COLLABORATORE DELL'ASSESSORE AI BENI COMUNI DEL COMUNE DI NAPOLI A. LUCARELLI

LA CITTADINANZA è INVITATA A PARTECIPARE....... PERCHE IL NOSTRO VOTO VA RISPETTATO!!!

SONO INVITATI I INOLTRE, SINDACI DEI 46 COMUNI SOCI DI MULTISERVIZI SPA; IL PRESIDENTE AVENALI DI MULTISERVIZI SPA, IL PRESIDENTE MONTALI DEL CONSORZIO GORGOVIVO; IL PRESIDENTE COMMISSIONE CONSILIARE REGIONALE E. GIANCARLI; IL REFERENTE COORDINAMENTO REGIONALE ACQUA BENE COMUNE EVASIO CIOCCI; IL REFERENTE COMITATO CITTADINO ACQUA BENE COMUNE SERGIO RUGGERI

(FB http://www.facebook.com/events/389445474407731/ )

Venerdì 30 marzo alle ore 21 al Centro Pergoli di Falconara Marittima: Migrazioni, diritto d’asilo ed esclusione sociale

martedì 20 marzo 2012

Jesi (AN) - Sabato 24 marzo: LA RADIO APERTA



Dopo il corso di formazione parte "Radio senza muri" vieni e partecipa alla prima trasmissione
di "Radio senza muri"

sabato 24 marzo nel giardino della Comunità Soteria (via Tabano 51) dalle ore 15 facciamo la radio..... al miglior stile di Radio La Colifata di Buenos Aires

LA RADIO è per tutti e la facciamo fra tutti.

Ospiti speciali Ugo Zamburru, Fondatore di Caffè Bsaglia Torino,Alberto Paolini ed Adriano Pallotta, che hanno collaborato alla realizzazione del film "La pecora nera" di Ascanio Celestini..... e ovviamente ancora con noi, Alfredo Olivera, fondatore di Radio La Colifata, Laura Gobet e Veronica Kazimierczak

COLLEGAMENTO IN DIRETTA CON RADIO LA COLIFATA DI BUENOS AIRES

.Ci puoi ascoltare tramite

Radio Tlt di Jesi http://www.radiotlt.it/listen96.asp 

Radio La Colifata http://colifatainstitucional.listen2myradio.com/

Associazione capofila Ya Basta! Marche, con il sostegno del CSV

Partner Ass.ne Falcatraz ONLUS Falconara M, Ambasciata dei Diritti Ancona, csa TNT Jesi, Ass.ne Libera Jesi, Polisportiva Asiamente Jesi, Ass. Casa delle Culture Jesi, Arci Jesi-Fabriano, Ass.ne Antigone Marche, DSM Jesi, Comune di Jesi, Ambito Territoriale Sociale IX, COOSS Marche, Radio Incredibile Grottammare, Radio Fragola Trieste, Radio Sherwood Padova, Radio Collega-menti Pisa, Radio Stella 180 L'Aquila, Radio Ondattiva Bari , Psicoradio Bologna, Radio Aut Fermo, Caffè Basaglia di Torino e la Fondazione Franca e Franco Basaglia Venezia-Roma.

lunedì 19 marzo 2012

Ancona sabato 24 marzo - Il diritto di decidere sui propri territori: I Maya e la centrale Enel in Guatemala - incontro con Baltazar de la Cruz Rodriguez


Baltasar è un'autorità ancestrale di un villaggio Maya e questi giorni è al Forum Alternativo Mondiale per l'acqua di Marsiglia.
Sabato 24 arriva ad Ancona: il pomeriggio sarà impegnato con il comitato di Ancona in piazza Roma per l'apertura della campagna pubblica sull'acqua e la sera ci sarà la proiezione del video "l'Enel l'energia che non ascolta" e una cena di finanziamento per il rimborso del viaggio al Circolo Equo e Bio.

Questa iniziativa nasce dal Forum dell'acqua che ha preso contatti con le popolazioni Maya del Guatemala in lotta contro l'enel che intende privativatizzare l'acqua di un lago per costruire delle centrali idroelettriche.

Sabato 24 marzo alle 17,00 inizia la campagna
per il rispetto del referendum acqua 2011 
in piazza Roma ad Ancona.

martedì 13 marzo 2012

ARGENTINA - MISTERIOSO FURTO A RADIO LA COLIFATA



Cercano di boicottare il grande lavoro di La Colifata..... sono entrati nello spazio "colifato" rompendo diverse porte, sono entrati e hanno portato via solo il PC che viene utilizzato per il collegamento durante le 24 ore. La impresa privata TECH SEGURITY S.R.L del Ospedale Borda non ha visto niente. VERGOGNOSO
La Colifata è un lavoro di riabilitazione, per migliorare la qualità di vita di tante persone, con l'impegno e l'autorganizzazione dal basso..... La TEHC SECURITY e il Governo della Città si facciano responsabili !!!!!!


La Colifata scrive:
PORQUE? HASTA CUANDO ESTO?

ENTRARON AL LUGAR DESDE DONDE TRANSMITIMOS, SE LLEVARON SOLO LA COMPUTADORA QUE PERMITE PONER A LA COLIFATA EN DIRECTO LAS 24 HS.
PARA ENTRAR TUVIERON QUE ROMPER LAS REJAS, LUEGO LOS CANDADOS Y ROMPER LA PUERTA DE MANERA VIOLENTA.
NADIE ESCUCHÓ NADA EN EL BORDA?
LA EMPRESA PRIVADA TECH SEGURITY S.R.L del Hospital Borda NO VIO NADA?
CON TODOS LOS PROBLEMAS QUE ARRASTRAMOS... QUIEN VA A PAGAR EL ARREGLO?
HASTA CUANDO ESTE MALTRATO?

La colifata sirve para ayudar a que mucha gente se sienta mejor. trabaja con una metodología que ayuda a recuperar el "interes por el presente" a mucha gente y acompaña caminos hacia la vida con otros.

ESTE MIERCOLES DEBÍA PARTIR PARTE DEL EQUIPO DE LA COLIFATA A ITALIA para encontrarse con su director quien TRABAJA AHORA EN FRANCIA desarrollando un proyecto similar. En italia darán un curso de 36 hs para montar una RADIO SIN MUROS en la región de LE MARCHE EN ITALIA.

Los que se perjudican mas aun son las personas internadas, que asisten al lamentable espectáculo del abandono de la salud mental y además tienen que soportar estos actos sin explicación.

LA COLIFATA VA A SEGUIR AMIGOS, PORQUE LA COLIFATA ES UN PROYECTO DE SALUD.
Y SI ES DE SALUD QUIERE DECIR QUE HACE BIEN, Y SI HACE BIEN A LA GENTE,
QUIERE DECIR QUE ES NECESARIA.

Dejennos trabajar, ayudennos, acompañen a LA COLIFATA.

mercoledì 7 marzo 2012

SCIOPERO GENERALE - ROMA VENERDI 9 MARZO



REDDITTO DIRITTI DIGNITA'

COSTRUIAMO L'ALTERNATIVA ALLE POLITICHE DI AUSTERITA' DEL GOVERNO MONTI

VERSO UNA DEMOCRAZIA DEI BENI COMUNI


ASSEMBLEA PERMANENTE MOVIMENTI MARCHE



per info e prenotazioni telefonare ai numeri

ANCONA 3398102187 oppure 3382663709


JESI csa TnT 3456024431


Info Partenza da FABRIANO

CSA FABBRI - 3889955834


nfo Partenza da MACERATA

CSA SISMA - 3286505665

Jesi - Blocco Imesa la Corte di Appello assolve

La Corte di Appello di Ancona ha assolto tutti gli imputati condannati in primo grado per il blocco dell'IMESA. Il processo Imesa ha rappresentato il tentativo più avanzato di accollarci una condanna definitiva. Contro ogni usuale tempistica, l'udienza di appello è stata fissata a meno di un anno dalla sentenza di primo grado emessa il 25/03/2011. Se si considera che i motivi di appello sono stati depositati nel mese di aprile 2011, questa volta i tempi della giustizia italiana sono stati supersonici (simili solo ai tempi di celebrazione dell'appello per imputati detenuti). Questo grande sforzo in velocità finalizzato ad evitare la prescrizione del procedimento si è risolto, però, in un nulla di fatto: la Corte di Appello ha assolto tutti ed ha revocato i risarcimenti riconosciuti alla parte civile (l'Imesa).

La vittoria di oggi si aggiunge ad altri importanti risultati ottenuti in questi anni. Purtroppo la scarsa comunicazione sulle vicende giudiziarie spesso non consente di valorizzare e socializzare le nostre vittorie. Colgo l'occasione per fornire qualche numero.
Ad oggi abbiamo concluso positivamente ben 18 procedimenti: 14 penali, 2 amministrativi, 2 per l'applicazione di misure preventive. I 14 procedimenti penali sono stati chiusi con 8 sentenze assolutorie, 1 proscioglimento in sede di udienza preliminare, 1 archiviazione, 3 proscioglimenti in udienza di primo grado per prescrizione, 1 proscioglimento in appello per prescrizione. I due procedimenti amministrativi si sono chiusi con l'accoglimento dei nostri ricorsi e, in un caso, addirittura con la condanna del Comune di Falconara al pagamento delle spese legali. I due procedimenti per l'applicazione di misure preventive si sono conclusi a seguito di nostra opposizione con l'archiviazione.
Ad oggi abbiamo in piedi una condanna in primo grado per i fatti di Ferrara (il ciccione no la città) ma già in primo grado siamo riusciti a commutare la pena in sanzione pecuniaria (con salvaguardia della condizionale): in ogni caso la condanna è stata impugnata in appello.
Ovviamente abbiamo ancora in corso numerosi procedimenti: tuttavia fino ad oggi siamo riusciti ad interporre un'efficace barriera difensiva.
In conclusione, anche il “proletariato sociale” può organizzarsi per giocare le sue partite nelle aule giudiziarie (senza però dimenticare che evitare di entrarci è sempre la difesa migliore).

Ciao a tutti, Paolo

JESI: Pacifisti bloccano l'ingresso dell'Imesa

Gli attivisti dei centri sociali delle Marche hanno presidiato l'ingresso dell'Imesa e in cinque si sono incatenati ai cancelli. I manifestanti dichiarano "Questa è un'azione di resistenza contro la guerra in Iraq e per la liberazione di Giuliana Sgrena"

martedì 6 marzo 2012

il Kontatto non si tocca…lo difenderemo con la lotta!


Abbiamo appreso solo pochi giorni fa e solo dai giornali locali che l’amministrazione comunale ha deciso di inserire le ex Scuole Rurali di Via Pojole, immobile gestito dal CSA Kontatto, nella sua quasi ventennale storia da oltre un decennio, in un’asta da tenersi il prossimo 28 marzo.

E’ chiaro come questa decisione, per le modalità, i tempi e le sue finalità sarà per noi motivo di legittime proteste e contestazioni, che accompagneranno questa giunta lungo il suo ultimo anno di mandato e fino a che l’annosa vicenda che riguarda la sede di uno dei centri sociali più caratteristici e conosciuti delle Marche non troverà una degna soluzione che possa soddisfare tutti.
In occasione dell’inserimento della nostra sede nel piano triennale dei beni alienabili, nell’aprile 2010, dopo che oltre un centinaio di attivisti del Kontatto assediarono il consiglio comunale, questa amministrazione aveva assunto impegni precisi. Le loro rassicuazioni circa le scarse reali condizioni e volontà di vendita, non ci avevano a dire il vero convinto, ma sulla parola data riguardo le necessarie preventive comunicazioni e la disponibilità a concertare soluzioni alternative e comuni, fino a prova contraria ci attendevamo una correttezza ed una integrità nel proprio operato, che evidentemente sono qualità che non appartengono loro. Allora, come oggi, contestammo duramente sia quella decisione specifica che malcelava la precisa volontà di reprimere e attaccare il centro sociale, sia quella più generale e scellerata di svendita al ribasso del patrimonio comunale (quindi un bene comune non di questa amministrazione ma della cittadinanza falconarese tutta) in forma autoritaria e senza una preventiva e consapevole discussione partecipativa da aprire alla Città.
Svendita generalizzata che tutti sanno sarà causa di un progressivo e senza ritorno impoverimento strutturale del nostro Comune, e non potrà costituire un valido strumento per il risanamento nè del debito pubblico “storico” di Falconara (cui ci preme ricordare vede l’intera classe politica cittadina responsabile, compresi gli attuali Amministratori, da sempre sostenitori della Grande Opera inutile che nessuno ha ancora visto della Quadrilatero che impegna, privatizza e ipoteca pezzi interi di territorio, oneri e risorse di tutti i falconaresi), nè dei vincoli imposti dal Patto di stabilità, dai tagli e dalle politiche accentratrici che strangolano gli enti locali imposte prima da Berlusconi, ora da Monti.
Secondo Brandoni la nostra sede può essere svenduta, con offerte al ribasso, per circa 180 mila euro, cifra esigua sia per il valore dell’immobile (che ricordiamo è stato dichiarato di “interesse culturale” dalla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche), sia nel computo generale di un bilancio comunale con cifre a sei zeri.
Ricordiamo in più che se oggi quel bene comune del nostro patrimonio riveste un conclamato interesse culturale (come da dichiarazione del 10 marzo 2011) questo è dovuto al lavoro intellettuale e immateriale, ma anche molto materiale, di salvaguardia e conservazione che con passione costanza e militanza tanti ragazzi e ragazze in un decennio e più hanno profuso nelle attività autogestite del centro sociale. Trovammo infatti quello stabile comunale nel più completo degrado e abbandono e lo riportammo a vita nuova, voi lo svilite a merce di scambio, nel disprezzo di ciò che rappresenta.
La vostra decisione in merito non ha poi impellenti nè oggettive necessità economiche, ma anche se le avesse, basterebbe la disponibilità allora promessa, oggi disattesa, nel mediare tra la voglia vostra di fare cassa e nostra di continuare le nostre attività, cercando altre soluzioni senza perdere tempo.
E’ chiaro che stante queste condizioni non si stupisca il Sindaco se troverà un muro di fermezza, indignazione e disobbedienza quando dovrà procedere allo sgombero dei locali. Dovranno Brandoni e la sua Giunta assumersi tutta la responsabilità politica del conflitto che ha innescato e sta malgovernando.
Per quanto ci riguarda, prima e dopo le loro aste e le loro svendite fallimentari, continueremo tutte le nostre attività nella nostra sede, a Falconara e non solo, con più rabbia e maggior convinzione: le attività culturali e musicali, i corsi di italiano per migranti, le iniziative per l’attuazione dell’esito referendario sulla ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni, le tante mobilitazioni contro il precariato e per un nuovo welfare contro la crisi di cui siamo parte attiva e integrante. Per noi, cui nessuno a destra come a sinistra ha mai regalato nulla e che ogni diritto minimo e spazi di agibilità democratica ce lo siamo conquistato con anni di lotte duro lavoro e sacrifici, cambia veramente poco.
Sta ora al Sindaco decidere se vorrà procedere all’uso della forza o all’uso della testa…

Il Kontatto non si tocca, lo difenderemo con la lotta
4 marzo 2012


X RIPRENDERCI IL FUTURO:
BENI COMUNI-ENERGIE RINNOVABILI-REDDITO GARANTITO

venerdì 2 marzo 2012

Ancona - NoTav. Cariche a freddo fuori dalla stazione fs

Mobilitazione dell'Assemblea Permanente Movimenti Marche

Ancona - NoTav. Cariche a freddo fuori dalla stazione fs


Il presidio di 200 manifestanti si sposta sulla statale, traffico bloccato




1 / 3 / 2012

Raccogliendo l'appello lanciato dall'assemblea NoTav di Bussoleno ieri notte, anche nelle Marche l'appuntamento di mobilitazione era fissato attorno alle 18.00 davanti alla stazione fs.
Il piazzale antistante lo snodo ferroviario aveva già ospitato lunedì il presidio convocato dall'Assemblea Permanente Movimenti Marche in solidarietà alla ValSusa, al fianco di Luca Abbà.
Sono bastati solo pochi secondi per comprendere oggi le diverse intenzioni da parte dei tutori dell'ordine pubblico.
Stavolta sono state le manganellate ad aspettare i manifestanti alla stazione.
Una carica a freddo che ha atteso gli attivisti prima che riuscissero a raggiungere l'ingresso della stazione.
Almeno 4 i feriti, diversi i contusi. Nonostante l'accoglienza brutale della polizia, le oltre 200 persone presenti hanno resistito mantenendosi davanti all'entrata della sede ferroviaria.
Con determinazione gli attivisti hanno voluto sostenere la parola d'ordine che arrivava dalla ValSusa: blocchiamo tutto!
Dopo la carica, blocco totale del traffico nell'ora di punta sulla statale Flaminia, arteria fondamentale della circolazione cittadina.
Un blocco portato avanti per 2 ore, che si è concluso con un corteo non autorizzato. I manifestanti si sono diretti verso il centro, continuando a paralizzare la viabilità fino a raggiungere la sede dell'Ambasciata dei Diritti per riunirsi insieme all'Assemblea Permanente dei Movimenti.
Quando cala la sera la luna scopre il vero volto della gestione dell'ordine pubblico al tempo del governo tecnico: lo sgombero violento del blocco dell'A 32 a Chianocco come le manganellate preventive a vietare un presidio annunciato pubblicamente.
La giornata di oggi ha dimostrato come sia fallito il tentativo di isolamento mediatico e di forzatura sul piano militare ai danni del movimento NoTav.

Siamo tutti e ovunque No Tav. La Valle non si arrende!

Ancona NoTav - Minivideo carica polizia

martedì 28 febbraio 2012

"CeNa RaDiO aTtIvA": cena autofinanziamento per il progetto "Radio senza muri"




















"CeNa RaDiO aTtIvA":

cena autofinanziamento per il progetto "Radio senza muri" http://www.facebook.com/events/262585447151771/

Venerdi 9 marzo ore 20.30 all' Ostello Villa Borgognioni Via Crivelli, 1 JESI (An)

L'iniziativa è gestita dell'attività "cucina" della Comunità Soteria

menu:
antipasto : crostini misti
primo: lasagna rosa (e bianca vegetariana)
secondo: roastbeaf , tre salse (verde, tonnè e rucola pomodorini e parmigiano) falafel (vegetariano)
contorni: spinaci ed insalata
acqua (OVVIAMENTE PUBBLICA..... E NON SI TOCCA!!!)..... e vino
dolci misti o frutta
caffè rebelde zapatista

posti limitati
contributo 15 euro

prenotazione obbligatoria entro, e non oltre, il 5 marzo al cellulare 3345804775

IMPORTANTE: LA PRENOTAZIONE BISOGNA FARLA SOLO TRAMITE CELLULARE.
NON E' CONSIDERATA PRENOTAZIONE IL" PARTECIPERO'" DELL'EVENTO FACEBOOK


TI ASPETTIAMO!!!!!


AFFRETTATI!!!!!


Pagina FB http://www.facebook.com/radiosenzamuri

Sito Web http://radiosenzamuri.blogspot.com/

TWITTER: @Radiosenzamuri

mail radiocomunitariajesi@gmail.com

Ancona - No Tav, 2 ore di blocco del traffico


28 / 2 / 2012


Nonostante la partecipatissima manifestazione NoTav di sabato scorso 25 febbraio, sono iniziate, con un giorno di anticipo le operazioni di esproprio dei terreni e lo sgombero della baita Clarea. Ancora una volta i fatti odierni in Valsusa ci informano sullo stato malato della nostra democrazia: un esercito in divisa a difesa degli interessi economici di pochi, e nemmeno un’ambulanza a prestare il primo soccorso a quanti difendono con il proprio corpo i beni comuni.
Durante lo sgombero della baita Clarea Luca Abbà, conosciuto attivista No Tav, era salito su un pilone e pressato dalle forze dell’ordine è caduto.
L’aggressione al diritto di espressione e di protesta contro la TAV, la Grande Opera utile solo alla voracità finanziaria degli appetiti delle lobbies economiche e mafiose, dei professionisti del consumo del terriorio e dei privatizzatori dei beni comuni, degli amici del presidente Berlusconi come del professor Monti, dopo i fatti della stazione di Porta Nuova a Torino, insegue il diritto al dissenso fino sulla vetta di un traliccio…
Forte e immediata l’azione di mobilitazione e solidarietà in tutta la penisola.
"Siamo tutti NoTav! Stop espropri": anche davanti alla stazione ferroviaria di Ancona si sono concentrate un centinaio di persone che hanno risposto all'appello dell'Assemblea Permanente Movimenti Marche.
Una mobilitazione immediata per testimoniare come la bandiera NoTAV rappresenti oggi il simbolo migliore della costruzione dell’alternativa alla crisi, della democrazia dei beni comuni. E se la grande dimostrazione democratica di sabato 25 non è bastata, andremo oltre, andremo avanti, ne costruiremo di nuove.

Stasera, ancora, sono in diverse centinaia i no tav ai blocchi in alta valle..
la valle non si arrende.. Forza Luca! Siamo tutti, ma proprio tutti NoTav.

mercoledì 15 febbraio 2012

Jesi (An) - Il tetto del Csoa Tnt crolla sotto la neve. Da subito l'alternativa

“Wow, ha davvero nevicato stanotte! Non è fantastico? Tutto ciò che era familiare è scomparso e il mondo sembra nuovo di zecca! Un nuovo anno… un nuovo inizio! E’ come avere una gigantesca pagina bianca su cui disegnare. Un giorno pieno di possibilità! E’ come un magico mondo, Hobbes, vecchio amico mio… andiamo ad esplorarlo!”
Bill Watterson, E’ un magico mondo, Calvin & Hobbes




Comunicato stampa CSOA TNT
Neve: una parola che si associa con soffice, fiocco, ovatta, bianco, silenzio, risa di bambini che giocano liberi e grandi che si ritrovano bambini...
Con la neve tutto si ferma e assume un altro ritmo, ci fa camminare a piedi o restare dentro casa al calduccio.Ma quando la neve cade a metri in un territorio come quello delle Marche, accumulandosi per giorni e giorni, allora diventa tragedia.
E così, sotto un monte di macerie di tegole, mattoni e neve, cade il TNT, Centro Sociale storico delle Marche, dopo 26 anni di storia: un accumulo di cooperazione sociale, autogestione, impegno sociale, autorganizzazione di lotte di movimento, battaglie di resistenza, aggregazione giovanile, cultura underground, azione costante, ricerca e sperimentazione di forme alternative del vivere in comune… un mondo distrutto dalla NEVE!


Alla vista del crollo rimaniamo senza parole... sono rimasti solo i muri esterni, come una scatola senza coperchio: unici a resistere i meravigliosi murales di “Blu”, uno dei più grandi artisti viventi della nostra terra. Come se la forza dell’arte prodotta dal TNT sia stata l’unica in grado di opporsi al peso del disastro.
In questo momento non riusciamo neanche a entrare per vedere se qualcosa del tanto materiale che avevamo all’interno si sia salvato: un valore inestimabile visto che ogni più piccola cosa, dall’amplificazione al bicchierino di caffè è il frutto di un lavoro collettivo di generazioni che si sonno susseguite nella gestione del Centro in tutti questi anni!
E ci sentiamo immedesimati nei volti di chi ha perso tutto: gli anziani rimasti isolati in mezzo alla neve, i piccoli imprenditori artigiani, vicini di casa, che hanno subito tutti identici crolli, i senza tetto terremotati, tutti coloro che hanno vissuto sotto i bombardamenti…
E il ricordo va ai tanti momenti magici che il TNT ha prodotto. La perdita del TNT è la perdita di un pezzo di città, e per questo non possiamo rassegnarci. Oggi proviamo un grande senso di rabbia!Ma la storia non si cancella, e la neve si scioglie con la Primavera che è alle porte.
Dopo un primo momento di shock, in una riunione assembleare straordinaria, abbiamo subito reagito con la volontà di proseguire il nostro percorso. Abbiamo resistito a tutto, non siamo disposti ad arrenderci ora!
L’Amministrazione deve trovare da subito una soluzione all’emergenza: il TNT è un bene pubblico che va salvato!La neve è adesso, per noi, una pagina bianca su cui riscrivere il nostro futuro. E il futuro lo pensiamo sempre migliore del presente!

Centro Sociale TNT

sabato 28 gennaio 2012

Gli studenti marchigiani a fianco degli attivisti No Tav arrestati


Gli studenti marchigiani a fianco degli attivisti No Tav arrestati




Ieri all’alba sono stati effettuati decine di arresti contro attivisti del movimento NoTav. Come studenti medi e universitari delle Marche diamo la nostra solidarietà a tutti gli arrestati. La politica continua a gestire la questione Tav solo sul piano dell’ordine pubblico e della repressione incurante del fatto che oltre quelle reti del NonCantiere c’è una popolazione che si oppone ad un’opera inutile, costosa e dannosa per l’ambiente.

Il movimento NoTav è un laboratorio di resistenza contro le logiche del profitto e degli interessi di pochi per la difesa della valle bene comune. Il movimento non si è arreso di fronte alla militarizzazione della valle e siamo sicuri che non si arrenderà proprio ora. In Valle, infatti, abbiamo conosciuto e apprezzato la determinazione dei NoTav a preservare questo territorio.
Come studenti medi e universitari, da sempre vicini e partecipi alla lotta dei valsusini, respingiamo ogni tentativo di criminalizzazione del movimento.

La valle non si arresta! liber* tutt*!
Studenti marchigiani contro la Tav

Movimento Studenti Macerata


Assemblea Permanente Urbino


Collettivo Studentesco 70C Fabriano


Collettivo Studentesco OPS Ancona


Collettivo Zenit Senigallia


Collettivo Studentesco Corto Circuito Jesi

venerdì 27 gennaio 2012

Marche - NoTav, libera la Valle, liberi tutti, subito!

Comunicati Centri Sociali Marche / Assemblea Permanente Movimenti Marche


- Comunicato Centri Sociali delle Marche

                                                                                                                                                                                               Questa mattina, su ordine della Procura di Torino, è stata condotta da parte delle forze di polizia un'azione di natura repressiva in relazione alle mobilitazioni contro la realizzazione della linea ferroviaria Tav Torino-Lione del giugno e luglio scorsi, azione che ha colpito un attivista civitanovese della rete dei Centri Sociali delle Marche, raggiunto da un provvedimento di obbligo di dimora.
Consideriamo gravissimo quanto compiuto da parte della magistratura torinese attraverso l'adozione di provvedimenti di arresto e misure restrittive della libertà personale, che a sei mesi di distanza dagli eventi, tradiscono la loro natura intimidatoria.
 Assistiamo ancora una volta al tentativo di trasferire forzatamente su un piano giudiziario e di ordine pubblico questioni di ordine politico e sociale decisive per la vita democratica del paese, come quelle rappresentate dal movimento NoTav nella battaglia contro la devastazione ambientale e a difesa dei beni comuni.
Respingeremo questo tentativo con la stessa determinazione che il popolo NoTav oppone alla militarizzazione della Val di Susa.
Liberi tutti. Liberi subito. A sarà dura!
Centri Sociali Marche


- Comunicato Assemblea Permanente Movimenti Marche

A fianco dei No Tav
L’Assemblea Permanente Movimenti Marche esprime la sua totale solidarietà al Movimento No Tav così gravemente attaccato con i 25 provvedimenti di “custodia cautelare”.
In questo modo si vuole colpire un movimento che negli anni è diventato un imprescindibile punto di riferimento per tutti coloro che si battono contro la distruzione dei loro territori da parte dei potentati economici e politici, i quali in nome del profitto e di un falso “progresso” esautorano intere comunità dal loro sacrosanto diritto di poter decidere su scelte che li riguardano direttamente.
Con questi arresti si vuole criminalizzare un grande movimento facendolo passare per una “frangia di estremisti” o di “infiltrati”. Nell’esprimere la nostra vicinanza ai colpiti dai provvedimenti cautelari che hanno coinvolto anche un attivista marchigiano, l’Assemblea Permanente Movimenti Marche ribadisce il suo appoggio nei confronti di una mobilitazione che dal 1992 i cittadini della Val di Susa portano avanti contro un progetto faraonico, quanto inutile e distruttivo.
La lotta dei valsusini è la nostra lotta, è il simbolo di chi vuole affermare un modello sociale, economico e politico basato sulla difesa dei beni comuni, la democrazia partecipata, e un’economia non nemica dell’ambiente.
Assemblea Permanente Movimenti Marche









lunedì 23 gennaio 2012

Forum dei Comuni per i Beni Comuni

Il Comune di Napoli ha promosso, per il 28 gennaio, il Forum dei Comuni per i beni comuni.
Protagonisti della giornata saranno amministratori, movimenti, associazioni, cittadine e cittadini.
Location dell'evento: Teatro Politeama e Maschio Angioino.
Una giornata, quella che si svolgerà a Napoli il 28 gennaio, che vorremmo fosse dedicata al tema della difesa dei beni comuni, fondamento irrinunciabile dei diritti, ma anche pilastro della democrazia partecipativa.


Programma

Ore 9-10,00: Registrazione presso il Teatro Politeama, via Monte di Dio
Ore 11,00: apertura dei lavori:
Norma Rangieri (Il manifesto)
Alberto Lucarelli (Assessore ai beni comuni e democrazia partecipativa del Comune di Napoli)
Ore 12-17,30: presso il Maschio Angioino, svolgimento dei quattro tavoli tematici:
1. Autonomia finanziaria degli enti locali
2. Beni comuni, partecipazione e servizi pubblici
3. Politiche del welfare, diritti, politiche dei migranti e del lavoro
4. Nuovo modello urbano e sviluppo sostenibile
Ore 13,30: light lunch presso il Maschio Angioino
Ore 17,30: pausa caffè presso il Maschio Angioino
Ore 18-19,00: presso il teatro Politeama, in via Monte di Dio: Report dei quattro tavoli tematici
Interventi di: Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia), Massimo Zedda (Sindaco di Cagliari), Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano), Michele Emiliano (Sindaco di Bari), Giorgio Orsoni (Sindaco di Venezia), Virginio Merola (Sindaco di Bologna), Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma)
Conclusioni di Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli)

http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16512

venerdì 20 gennaio 2012

Acqua, Monti fa marcia indietro


Acqua, Monti fa marcia indietro

http://www.acquabenecomune.org/

Comunicato stampa

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.
La mobilitazione del popolo dell'acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Roma, 20 gennaio 2012




Ancona

Il 13 Giugno 2011 ci siamo ritrovati in tutte le piazze marchigiane a festeggiare l’esito referendario e il risultato storico che tutto il popolo dell’acqua era riuscito a conquistare dopo anni di battaglie. La vittoria   referendaria ha sancito che l’acqua è un bene comune e che di conseguenza la sua gestione non può che essere pubblica e partecipata.
Il Governo Monti con il decreto che verrà presentato domani ripropone di fatto la privatizzazione dell’acqua. L’art. 20 afferma che il servizio idrico - considerato servizio di interesse economico generale - potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando la possibilità di una gestione pubblica del servizio idrico. A quanto pare gli interessi economici sono più importanti del voto referendario di 27 milioni di cittadini/e italiani che hanno affermato che l’acqua deve rimanere fuori dalle logiche di profitto.
Oggi, con il presidio in Piazza Roma, come in tante città italiane, sono di nuovo i cittadini/e a manifestare il proprio dissenso e a chiedere ai propri sindaci e a tutte le istituzioni di disobbedire alla privatizzazione dell’acqua.
Noi chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa, chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano e chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario. Se il governo Monti continuerà in questa direzione avremo di fatto un “tradimento” del referendum, un “tradimento” della democrazia. Più volte abbiamo ribadito che il popolo dell’acqua non si sarebbe fermato fino a quando non fosse avvenuta la completa applicazione degli esiti referendari.
Il voto – come si legge nell’appello pubblicato su www.acquabenecomune.org - ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. Nessuna esigenza di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Oggi più che mai si scrive acqua e si legge democrazia.

giovedì 19 gennaio 2012

ANCONA - PORTO BENE COMUNE...torna il lavoro al cantiere navale!

Ancona - Gli operai Fincantieri vincono la battaglia contro la chiusura







E finalmente un cancello si apre! E’ quello dei lavoratori del cantiere navale di Ancona, che dopo una lunghissima trattativa durata 12 ore nella sede di Confindustria, hanno siglato un’ accordo che allontana l’incubo degli esuberi forzati e riporta il lavoro nell’ arsenale dorico.

La giornata è trascorsa con un presidio di circa 400 lavoratori che hanno assediato i cancelli della sede degli industriali, con lo striscione “Siamo solo lavoratori, siamo lavoratori soli”. Questa mattina i lavoratori

hanno approvato l’accordo con unanimità ed hanno festeggiato davanti allo stabilimento, togliendo il presidio che durava da circa 3 mesi, riaprendo il cancello per riprendersi la dignità e il lavoro, calpestati con l’inizio della crisi nell’ottobre 2009, con l’annuncio della cassa integrazione.
Ora che si è aperto il cancello del cantiere navale, il porto di Ancona ha bisogno di un rilancio a partire da questa straordinaria vittoria sul lavoro. Aprire il porto alla dignità, aprire il porto ai diritti umani, aprire fin da subito le reti metalliche che soffocano il nostro bene comune, quel bene che i lavoratori del cantiere navale oggi si sono ripresi.

- da Rassegna.it
Fincantieri, ad Ancona riaprono i cancelli
Sottoscritta un'intesa unitaria sulla falsariga di quella di Palermo. Nel cantiere marchigiano, dopo otto mesi, si tornerà a costruire navi. Per la Fiom si tratta di un "risultato straordinario" che supera l’accordo separato del 21 dicembre

“Grazie alle lotte dei lavoratori e alla loro determinazione, nel confronto con Fincantieri è stato fatto un altro passo avanti per la modifica e per il miglioramento dei contenuti dell’accordo separato del 21 dicembre 2011”. La Fiom nazionale commenta così l’intesa unitaria sottoscritta ad Ancona nella serata del 17 gennaio, che definisce miglioramenti delle condizioni di gestione del processo di riorganizzazione, sulla scia di quanto già avvenuto a Palermo, e assegna al cantiere marchigiano la costruzione della nave ordinata a Fincantieri dalla compagnia Du Ponant, che sarà avviata nei prossimi giorni. A questa si potrà aggiungere un’altra nave, in continuità con le recenti costruzioni del cantiere, per la quale è in via di definizione il finanziamento.

“Un risultato straordinario – prosegue la Fiom – che consentirà, al contrario di quanto previsto dall’accordo separato del 21 dicembre, la riapertura dei cancelli del cantiere, chiusi da oltre otto mesi, e il riavvio dell’attività produttiva”. Per quanto riguarda il merito dell’intesa, questa stabilisce che l’azienda non licenzierà in nessun caso, in maniera forzosa, i lavoratori coinvolti dal processo di riorganizzazione e dallo scarico di lavoro, prevedendo il ricorso alla mobilità solo per coloro che matureranno i requisiti pensionistici nel corso della vigenza degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità), sulla base della volontarietà.
Per quanto riguarda la cassa integrazione, vengono individuati criteri di rotazione equi che escludono le zero ore e che riguarderanno tutti i lavoratori in essa coinvolti. Non solo. Si limita a 60 il numero massimo di lavoratori che, previa loro esplicita accettazione, potranno essere posti in mobilità. Il rispetto dei criteri di equa rotazione degli addetti sarà monitorato in incontri quindicinali con le Rsu del cantiere. “Viene in questo modo scongiurato il drastico ridimensionamento dell’organico del cantiere, sancito dall’accordo separato del 21 dicembre”, commentano in casa Fiom. L’accordo prevede inoltre l’impiego prioritario del personale interno e il ridimensionamento del ricorso agli appalti, a partire da quelli in deroga. “Nell’assemblea tenutasi stamattina davanti ai cancelli del cantiere, i lavoratori hanno votato all’unanimità in favore dell’accordo unitario raggiunto”, fa sapere la federazione di categoria della Cgil. Che aggiunge: “La conclusione positiva di questo confronto dimostra, una volta di più, che attraverso il coinvolgimento diretto dei lavoratori e rispettando il loro mandato, si possono trovare soluzioni positive e unitarie anche in situazioni di dura crisi come quella che colpisce da tempo l’azienda e l’intero settore, superando anche le divisioni sindacali”.








lunedì 16 gennaio 2012

Por la tierra, la vida y la libertad 1


Bici-carovana in terra Mapuche
Prime notizie dalla bici-carovana in Patagonia




 
 
6-10 gennaio 2012


Ci incontriamo a San Carlos di Bariloche e subito partiamo verso la citta’ di El Bolson, con l’intento di attraversare buona parte delle province del Rio Negro e del Chubut con le nostre biciclette.
Lungo la strada, ci sembra di essere finiti in una tormenta di neve, non fosse per il fatto che la temperatura supera, insolitamente, i 40 gradi. E in effetti, quella che vediamo cadere non e’ neve ma cenere.
Ceneri e polveri di un vulcano cileno in eruzione che, da sette mesi, affligge questa zona delle Ande.
Ci lasciamo alle spalle un paesaggio ricoperto di cenere bianca.
A El Bolson, ci accolgono come sempre gli attivisti della storica radio indipendente del luogo: Radio Alas.
Qui tutti sono molto preoccupati e da giorni ci sono lunghe dirette radiofoniche. Non a causa del vulcano ma di un grande incendio che sta devastando oltre duemila ettari di meravigliosi boschi, a pochi chilometri dal centro cittadino.
Sta bruciando una delle zone piu’ ambite dagli speculatori e nella quale, nell’ultimo anno, diverse comunita’ mapuche, in forma auotorganizzata, hanno “recuperato” la terra.
Abbandoniamo le ceneri vulcaniche per entrare in una enorme nube di fumo .
Per chi, come noi, conosce questa regione, lo scenario che appare e’ decisamente preoccupante: non si vedono le montagne che circondano questa verde vallata famosa nel mondo per le infinite distese di coltivazioni di gustosissimi frutti di bosco e l’aria e’ impregnata da un fortissimo odore di fumo. La gente si organizza per difendere le proprie abitazioni dalle fiamme che si espandono con grande velocita’, a causa del forte vento e della siccita’. Il governo locale ha messo a disposizione un’unico mezzo aereo antincendio. Si tratta del secondo grande incendio che in pochi mesi ha distrutto buona parte dei boschi locali.
Parlando con gli abitanti, scopriamo che nella zona colpita dal fuoco e’ prevista la costruzione di un grande resort. L’ennesima cementificazione selvaggia, con conseguenze devastanti dal punto di vista dell’impatto ambientale.