venerdì 2 settembre 2011

CAROVANA IN MESSICO 2011 DELL'ASSOCIAZIONE YA BASTA


Messico- La Giunta di Buon Governo di Roberto Barrios saluta il movimento italiano per l'acqua bene comune

La lotta degli zapatisti per la gestione comunitaria delle risorse


31 / 8 / 2011

La nostra delegazione in Chiapas ha visitato il Caracol di Roberto Barrios, la sede di una delle cinque Giunte del Buon Governo del territorio zapatista. Qui siamo nella regione chiamata Zona Norte, una delle più difficili e violente per le famiglie zapatiste. A fine anni '90 ha operato il gruppo paramilitare Paz y Justicia che si è reso famoso per le innumerevoli aggressioni, omicidi e stupri che hanno provato profondamente molte delle comunità di questa regione.
Il Caracol di Roberto Barrios, e la vicina comunità che porta lo stesso nome, si trovano nella selva tropicale e sono costeggiati da un fiume che forma delle bellissime cascate. Su di esse il governo del Chiapas e alcune imprese private hanno messo gli occhi da tempo, con l'intenzione di sfruttarle per il turismo costruendo alberghi, ristoranti e parcheggi. Gli zapatisti si sono da sempre opposti a questo progetto, che prevede espropri di parte del loro territorio e la devastazione dell'ambiente. Il governo ha sfruttato questa situazione per dividere la comunità ed attaccare le famiglie zapatiste ed il vicino Caracol; ha offerto soldi alle famiglie non zapatiste, addestrando alcuni uomini come paramilitari. Gli zapatisti e gli alunni della scuola secondaria autonoma hanno subito continue vessazioni in questi anni, dalle aggressioni verbali e le minacce di stupro alle donne, fino ad episodi come quello di due anni fa in cui entrarono i paramilitari armati dentro il Caracol minacciando e picchiando gli alunni della scuola. Per adesso il governo ha costruito una strada asfaltata fino alle cascate, i turisti cominciano ad arrivare, ma la lotta continua e le istallazioni turistiche ancora non sono riuscite a costruirle.

martedì 9 agosto 2011

Otro compañero que se nos va



Da Buenos Aires,
dai fratelli e le sorelle di Solano, ci arriva la triste notizia che è deceduto il nostro compagno Julio Chueco ( per noi un importante punto di riferimento nel percorso del progetto del Centro di salute di La Sarita).
Otro compañero que se nos va...............................

Ciao Julio..........................
un abrazo da i compagni di Ya Basta! e dagli Ultras dell'Ancona


mercoledì 3 agosto 2011

ARGENTINA - LA COOPERATIVA "LA ALAMEDA" e il progetto No CHAINS - a cura di Ya Basta! Marche viaggio 2011

     

La "Cooperativa 20 dicembre", conosciuta come “La Alameda” (questo era il nome del bar dove oggi si trova la sede dell’ organizzazione), nasce da un' Assemblea Popolare nel quartiere di Parco Avellaneda (a Buenos Aires, capitale dell'Argentina). L’Assemblea si forma nell’ anno 2002 con l’esigenza di dare delle risposte alla popolazione per i problemi più urgenti di quel periodo: la fame e la disoccupazione.
La prima azione concreta dell'Assemblea è stata la creazione di una mensa popolare comunitaria che a tutt’oggi dà assistenza a 140 persone del quartiere, nella gran maggioranza lavoratori tessili. La mensa popolare funziona senza sosta ogni giorno dal giugno del 2002 anche grazie allo sforzo di tutti coloro che ne usufruiscono e che, per sostenerne il funzionamento, realizzano e svolgono compiti comunitari, una volta alla settimana si improvvisano nei lavori di cucina, pulizia ecc…
Una volta coperta una necessità primaria come l'alimentazione, si è considerato necessario iniziare a sviluppare, in modo solidale e autogestito, la creazione di opportunità di lavoro, inteso come recupero culturale e consapevolezza della dignità delle persone.
 L'associazione Ya Basta! incontra gli attivisti di “La Alameda”, tramite la collaborazione con la Cooperativa di Comunicazione Sociale “La Vaca”, che ci ha dato modo di recarci direttamente nel quartiere di Bajo Flores, nel Viale Directorio 3715.

 
il centro comunitario:
con tutte le attività culturali
e comunitarie gratuite


martedì 2 agosto 2011

ARGENTINA - LE MINIERE CHE MINACCIANO IL PIU' GRANDE TESORO ARCHEOLOGICO DELL'ARGENTINA - a cura di Ya Basta! Marche viaggio 2011

LE MINIERE CHE MINACCIANO IL PIU' GRANDE TESORO ARCHEOLOGICO DELL'ARGENTINA

YaBasta! Marche, viaggio 2011 / La "Tana delle Mani" e il pericolo minerario. Le pietre parlano



Uno dei più grandi tesori archeologici dell'Argentina convive con le escavazioni minerarie di oro a cielo aperto, grazie ad una legge della Provincia di Santa Cruz, nella Patagonia Argentina, che ha dichiarato la zona "di speciale interesse minerario". Coloro che sono responsabili di questi interessi economici e affari poco chiari, riescono ad evadere i controlli, ma nonostante la libera informazione sia molto controllata, la popolazione riesce comunque a vincere una battaglia incredibile, perchè nessun abitante del teritorio sostiene l'attività delle miniere. Adesso la sfida è riuscire a far dichiarare la zona "patrimonio culturale".
L'Associazione Ya Basta! nel suo ultimo viaggio in Argentina ha intervistato i ragazzi del Collettivo "Fuerza Independiente Nativa di Perito Moreno" (Santa Cruz). Perito Moreno è un piccolo villagio di 1.500 abitanti (a 640 km dal famoso ghiacciaio che è ancora più a sud) FIN è un collettivo nato con la ferma convinzione di difendere l'identità e l'autonomia del popolo, la produttività sostenibile della loro economia regionale e tutelare il patrimonio culturale dall'attuale sistema predatorio minerario.
Mauro e Rocio studiano a Buenos Aires e ci hanno raccontato come si sono messi a lavorare per creare rete. La Provincia di Santa Cruz è un territorio enorme, dalla loro città i kilometri da percorrere per fare una semplice manifestazione in provincia, sono 1.200, nonostante ciò, riescono comunque a creare rete e sostegno interagendo con le popolazioni di altri territori della provincia. Ma vogliono andare più lontano, riuscire a fare un lavoro di scambio con tutto il paese e anche con movimenti internazionali se fosse possibile. Abbiamo incontrato Mauro e Rocio a "Mu punto de Encuentro", la cafeteria della cooperativa La Vaca, vicinissimo a Plaza Congreso, in seguito ci siamo visti anche alla trasmissione di La Colifata, dove intervistati, raccontano le loro battaglie.
Parlano di un lavoro collettivo che cercano di evidenziare più come salvaguardia dei diritti umani che come tema ecologico. Dicono che i governi comunali, regionali e nazionali sono parte del problema e non della soluzione.
Mauro ci dice che Fuerza Independiente Nativa è stata creata da persone di diverse provenienze sociali, culturali e politiche. Vivono in un territorio del sud dell'Argentina a ridosso della Cordigliera delle Ande, un posto ricco di siti archeologici e paleontologici di rilevante importanza storica e geologica, i quali oggi sono minacciati direttamente in quanto gli stessi siti archeologici si trovano all'interno del territorio interessato dai progetti minerari, e dalle concessioni minerarie.

lunedì 1 agosto 2011

Empresas Recuperadas - Solidaridad con el BAUEN



Solidaridad y apoyo en nuestra campaña por la expropiación definitiva del Hotel B.A.U.E.N.


Ciudad Autónoma de Buenos Aires, 27 de julio de 2011

Estimados compañeros/as,
Les escribimos nuevamente para solicitarles su solidaridad y apoyo en nuestra campaña por la expropiación definitiva del Hotel B.A.U.E.N. En la modalidad de Cooperativa de Trabajo, los asociados-trabajadores recuperaron el hotel, ubicado en pleno centro de la Ciudad de Buenos Aires luego que los antiguos dueños abandonaron las instalaciones luego de declarada la quiebra de la empresa. Con la ayuda de trabajadores, cooperativistas, movimientos sociales y diversas manifestaciones de solidaridad, pudimos reabrir las puertas del hotel en el año 2004 como Cooperativa de Trabajo, Buenos Aires Una Empresa Nacional (B.A.U.E.N.).

En el mes de Julio de 2011, recibimos el rechazo al recurso de queja por parte de la Corte Suprema de Justicia de la Nación, que cierra la posibilidad de una solución judicial al conflicto por la titularidad del hotel. Hoy en día, tenemos un proyecto de Ley de Expropiación en el Congreso Nacional de la Nación, que permitiría finalmente que podamos continuar gestionando el hotel como cooperativa de trabajadores, el cual se encuentra en pleno tratamiento en la Cámara de Diputados.
Para nosotros/as, los socios/as-trabajadores del Hotel B.A.U.E.N., el derecho a trabajar con dignidad es el corazón de nuestra lucha. Desde que recuperamos el hotel con 20 trabajadores el 21 de Marzo 2003, hemos podido reconstruir todo el edificio, ponerlo en pleno funcionamiento, creando más de 140 puestos de trabajo y convirtiendo al hotel BAUEN en un espacio de solidaridad y encuentro de todas las organizaciones sociales, entidades cooperativas y mutualistas.
Por otra parte, con el esfuerzo de todos los trabajadores hemos invertido más de 4 millones de pesos en la reconstrucción del edificio.

Nuestro Proyecto de Expropiación plantea lo siguiente:
La construcción del hotel fue financiada en el año 1977 con fondos públicos aprobados por la dictadura militar a través de un préstamo que los antiguos dueños nunca cancelaron. Luego de 8 años, la sociedad pudo comprobar que la autogestión de los trabajadores es posible, como una forma de gestión colectiva, solidaria y participativa Hemos reconstruido por completo el hotel, haciendo del mismo un verdadero espacio de utilidad pública, para todas y todos.
Somos parte de un proceso de cambios en la Argentina, que se manifiesta claramente en el importante número de empresas recuperadas que se extienden a lo largo y a lo ancho de todo el país.
Por todo esto, les pedimos su solidaridad en este momento crucial para la Cooperativa BAUEN. La difusión de nuestra lucha, las firmas de apoyo al proceso de autogestión que llevamos adelante o el simple contacto a través de las redes sociales, es para nosotros una ayuda fundamental y un gran aliento para continuar la pelea.
Junto a vuestra ayuda, lograremos la expropiación del hotel.
Muchísimas gracias,

Los socios/as-trabajadores, Hotel BAUEN
Campaña: http://www.expropiaya.org.ar/ 
Contacto: prensabauen@gmail.com
Coop. Hotel Bauen Av. Callao 360 Congreso Cap. Fed. Phone: 011- 4371-9505

BOICOTTAGGIO AGREXCO



L'Agrexco è in grave difficoltà finanziaria.
L'irlandese Total Produce (http://www.totalproduce.com) è fra i potenziali acquirenti.
Scrivete lettere alla Total Produce per far capire che l'Agrexco è oggetto di
boicottaggio e lo sarà anche la Total Produce se investono in Agrexco.
È importante far arrivare messaggi da diversi paesi per far capire che è una campagna europea/internazionale.
( Vedete anche il comunicato del Boycott National Committee palestinese sulla crisi finanziaria dell'Agrexco)
Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore israeliano dall'Europa http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/256-cs-crisi-agrexco.html

Dichiarazione politica del Forum europeo contro Agrexco
http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/255-dichiarazione-montpellier.html

Di seguito due esempi di lettere che sono state inviate a:
info@totalproduce.com

Esempio 1
To whom it may concern,
AGREXCO is an Israeli company complicit in the occupation and dispossession of the Palestinian people, and its very activity (economic exploitation of an occupied territory) is a war crime.
If TOTAL PRODUCE buys AGREXCO it will then be in the exact same situation, since you will carry out the same activities. This means  that the current international boycott campaign targeted at AGREXCO
will expand to include all TOTAL PRODUCE activities.
I urge you not to participate in the bidding for AGREXCO and to stay away from their illegal and illegitimate business.
Yours sincerely,
Firma
.......................................................

Esempio 2
Dear Ladies and Gentlemen:
I have learned that you are considering the purchase of Agrexco, a company which aids the occupation and is operating in the Occupied Palestinian Territories and responsible for the dispossession of Palestinians from their land.
There has been a big boycott campaign in Europe against Agrexco because of the reasons given above.
I imagine that Total Produce is aware of this campaign, which has been carried out in many cities of
Europe.
For this reason it is my hope that your company will refrain from purchasing Agrexco and will do the right thing by heeding the call of human rights activists who are opposing the Israeli occupation.
Yours sincerely,
Firma
.......................................................


giovedì 21 luglio 2011

Genova 2011 - Comunicato conclusivo dell'Assemblea di Uniti contro la crisi, uniti per l'alternativa



Di nuovo a Genova, riuniti in una grande assemblea, che ha visto la partecipazione di tante e tanti, chi a Genova ha vissuto le giornate del 2001, chi invece in quei giorni, per motivi anagrafici, non c'era. Un'assemblea ricca di interventi appassionati che hanno provato a fare del ricordo un motivo di riflessione sul presente, di immaginazione per il futuro.
Il dibattito si è concentrato sulla fase politica ed economica che stiamo attraversando, in Italia e in Europa (default degli Stati sovrani e crisi dell'euro), a partire da un bilancio articolato dell'anno politico che ha preso le mosse, nell'autunno del 2010, con le lotte della Fiom e dei meccanici e che poi si è infiammato con le mobilitazioni studentesche contro la legge Gelmini. Un anno straordinario, per intensità e forza dei movimenti, che si è concluso con quella che ormai tutti definiscono la “primavera italiana”: i sorprendenti risultati delle amministrative; il successo dei referendum.

lunedì 11 luglio 2011

ANCONA - Sabato 9 luglio ore 12,00 - Conferenza Stampa per sostenere la Freedom Flotilla e condannare il governo greco



CON LA FREEDOM FLOTILLA STAY HUMAN
CON IL POPOLO PALESTINESE

Il documento presentato alla conferenza stampa in Ancona:
La Campagna Palestina Solidarietà Marche, costituita da associazioni e
singoli che da anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente, ha
partecipato alla raccolta di fondi per l'allestimento di una nave
italiana, la “Stefano Chiarini”, all’interno della Freedom Flotilla
"Restiamo Umani".
La coalizione italiana che sostiene la “Stefano Chiarini”, è formata
da quasi duecento fra associazioni, comitati di solidarietà, forze
politiche e sindacali.
Le navi di questa missione di solidarietà internazionale, che
intendevano portare la coscienza del mondo sulle coste di Gaza, sono
state sequestrate in Grecia a norma di un articolo del codice di
navigazione applicabile in caso di guerra o di emergenza interna. I
capitani delle navi sono stati minacciati di arresto e di sequestro
della licenza, nonché della nave, per anni.
E' quindi ufficiale: l'assedio israeliano alla Striscia di Gaza è
stato esteso all'intero Mediterraneo, Israele è in grado di obbligare
i paesi circostanti a violare il diritto internazionale e bloccare
pacifisti disarmati con misure sproporzionate.
Come Campagna Palestina Solidarietà Marche condanniamo l’operato del
governo greco che con il suo comportamento sta di fatto collaborando
con l'inumano e illegale assedio israeliano alla Striscia di Gaza.
Dal 2006 la popolazione della Striscia di Gaza vive sotto assedio.
Questo assedio, illegale secondo il diritto internazionale, è una
punizione collettiva di tutta la popolazione, privata dei suoi diritti
fondamentali: libertà di movimento, diritto alla salute, diritto
all’educazione ed al lavoro. La situazione è stata resa ancora più
insostenibile dall’attacco israeliano «Piombo fuso» che, due anni fa,
ha fatto di Gaza un grande campo di rovine, con più di 1.400 morti e
migliaia di feriti.
Le migliaia di associazioni della società civile internazionale che si
sono unite per allestire la Freedom Flotilla non si fermeranno, il
loro’impegno continuerà fino alla fine dell’oppressione del popolo
palestinese








 L’EUROPA COMPLICE DELL’ASSEDIO DELLA PALESTINA
GIOVEDI’ 14 LUGLIO ASSEMBLEA A ROMA

Il governo socialista greco, obbedendo agli ordini del governo di Israele, ha impedito alle navi della Freedom Flotilla di salpare verso la Striscia di Gaza assediata, ricorrendo ad una legislazione di guerra e violando tutte le normative europee. Altrettanto, i governi europei hanno consentito alle compagnie aeree di bloccare a terra centinaia di cittadini che volevano raggiungere la Palestina occupata, anche qui obbedendo agli ordini del governo di Israele.
L’Europa si sta rendendo sempre più complice del lento genocidio del popolo palestinese e sta svendendo la propria dignità e la propria civiltà. Israele dimostra di non essere solo un pericolo per i Palestinesi e per il Medio Oriente, ma una minaccia per i nostri diritti e per la nostra democrazia.

GIOVEDI’ 14 LUGLIO, ALLE 18.00,
IN VIA GALILEI N. 57
ASSEMBLEA PUBBLICA CON IL COORDINAMENTO DELLA FREEDOM FLOTILLA ITALIA, INTERVIENE VAURO SENESI.





venerdì 8 luglio 2011

ADE'BASTA! dall'assemblea No Rigassificatori della spiaggia di Falconara di domenica 17 luglio

Falconara - Tra bandiere e striscioni e sulle note di Caparezza si è tenuta ieri presso uno stabilimento balneare dei bagnini della Falcomar della spiaggia di Falconara Marittima la prima assemblea pubblica del Coordinamento NoRigassificatori dopo la contestazione del consiglio regionale del 6 luglio scorso...
Oltre duecento persone in costume hanno partecipato all'assemblea. Decine di interventi di attivisti, cittadini, bagnanti si sono susseguiti mentre materiale informativo veniva distribuito lungo la spiaggia. Presenti anche alcuni esponenti del locale PD e di altri partiti contrari al rigassificatore, nonchè di delegati sindacali della FIOM della Fincantieri Ancona. Tanti giovani, tante famiglie...

Gli interventi hanno difeso la giustezza della contestazione del Consiglio regionale del 6 luglio scorso e analizzato l'accordo tra API e Regione, si sono vagliati gli aspetti legali dei ricorsi già inoltrati da alcuni comitati, da Italia Nostra e da Legambiente e la necessità di un nuovo esposto per bloccate l'iter del procedimento, le possibilità di un referendum locale sulla materia e i prossimi appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione per l'estate.

Il rigassificatore API oltre ad essere un ecomostro rappresenta una grande speculazione finaziaria: un impianto inutile dal punto di vista energetico, incapace di garantire un'occupazione sicura e stabile e una riconversione del sito sostenibile, nociva per il bene comune e l'interesse generale (la pesca, il turismo, lo sviluppo delle rinnovabili), che si alimenta di contributi pubblici (a prescindere dal suo funzionamento oltre il 70% del ricavato annuale viene garantito deviando risorse dalle nostre bollette...), spartendone una parte con la casta regionale di Spacca (la regione Marche sarà partnership del progetto per un 30% degli utili).
Mentre il "partito degli affari" marchigiani, quella struttura trasversale che va dalla Giunta regionale alla sua opposizione, dall'Api ai rappresentanti della ritrovata unità sindacale, e comprende anche i grandi media ufficiali, assomiglia sempre più alla casta nazionale che vota unanimemente una finanziaria di lacrime e sangue per tutti, salvo la riproduzione degli sprechi e dei privilegi (la Tav, i cip6 per i petrolieri e i loro compari, il peso parassitario della burocrazia politica).
L'assemblea si è conclusa ricordando una citazione di una sentenza del Consiglio di Stato del lontano 2003, che richiama uno dei prossimi imprescindibili obiettivi del movimento: "La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.
Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.
Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti." Il Governatore Spacca resta tutt'ora inadempiente". Adè Basta!

Segui e approfondisci la vicenda su:

http://falkatraz.noblogs.org/

http://www.comitati-cittadini.org/

http://www.rigassificatorenograzie.com/

giovedì 7 luglio 2011

Ancona – No Rigassificatore! Assedio alla regione, interrotto il consiglio






 



Bandiere No Api e No Tav insieme ai 500 manifestanti che hanno bloccato
a ripetizione l'assise regionale

6 / 7 / 2011

In un'aula di consiglio regionale blindata la giunta di centro sinistra delle Marche ha inscenato una seduta farsa intenzionata a dare il via libera all'impianto di rigassificazione dell'API, un impianto pericolosissimo per l'ambiente e la salute, posto a soli 16 Km dalla Raffineria Api e a soli 13 Km dal porto di Ancona.

Oltre cinquecento persone sono arrivate da tutta la regione per prender parte al presidio convocato dal Coordinamento No Rigassificatori. E'
stato chiaro fin da subito che l'intenzione della Regione era quella di impedire il dissenso all'interno dell'assemblea: una gravissima limitazione della libertà di espressione che i manifestanti non hanno accettato. Così mentre solo a pochi veniva concesso di entrare, la maggior parte dei manifestanti, costretta all'esterno, ha aggirato il blocco imposto dalla polizia, rifiutando l'inaccettabile divieto di poter assistere alla discussione.
Momenti di forte tensione quando gli agenti hanno tentato di fermare gli attivisti, bloccando dall'interno la
porta di accesso.
Iniziano i lavori del consiglio regionale, ma vengono ripetutamente interrotti da parte dei manifestanti: prima dalla pressione degli attivisti bloccati e dei presenti in aula che richiedono ed ottengono il libero accesso all'aula; poi dall'ingresso dei rappresentanti della Fiom Fincantieri che stanchi di essere strumentalizzati dal Governatore Spacca hanno chiesto garanzie sul lavoro, rispetto dell'ambiente e un'alternativa a un modello di sviluppo insostenibile per il territorio.
Noncurante di ciò, l'assemblea ha tentato di proseguire con la relazione all'aula del presidente Spacca: una pioggia di banconote raffiguranti il cavallo dell'API è caduta sulle teste dei consiglieri regionali, al culmine di una contestazione crescente che ha completamente sovrastato le parole del governatore costringendo all'interruzione dei lavori.
Dopo un'ora e mezzo di sospensione un'assemblea ormai completamente delegittimata ha comunque dato l'assenso alla costruzione del rigassificatore tra assordanti proteste, decine di bandiere No Centrali Api e No Tav.
La costruzione del rigassificatore è una vergognosa operazione finanziaria, slegata dal fabbisogno energetico del territorio, ma volta solamente ad acquisire una posizione dominante sul mercato del gas. A questo banchetto parteciperà anche la Regione Marche con una quota del 30%, sacrificando sia un territorio stanco di essere asservito alle multinazionali dell'energia, sia i lavoratori stessi della raffineria che – con la graduale dismissione della raffinazione – non saranno necessari per il funzionamento del nuovo impianto.
Con l'approvazione del progetto del rigassificatore è stata scritta una pagina nera nella vita democratica della nostra regione. Una decisione che segna la completa esautorazione e sottomissione della politica agli interessi privati di pochi e sancisce la distanza ormai incolmabile tra i bisogni di un territorio e istituzioni ormai incapaci di rappresentarlo.
Ma quella di oggi è stata anche una straordinaria giornata di mobilitazione, dove la grande partecipazione e la determinazione dei cittadini sta a dimostrare come l'esito di questa vicenda non si concluderà con questo voto farsa.
Sta a dimostrare che la battaglia per i beni comuni, dalla Val Susa alle Marche, non è finita.
Sta a dimostrare come le popolazioni non accettino oltre decisioni calate sopra le loro teste, ma desiderino riappropriarsi del diritto a scegliere sul futuro del proprio territorio.

"Perchè il tempo delle imposizioni autoritarie è finito, la democrazia ce la riprendiamo dal basso"

lunedì 4 luglio 2011

LA PARTE CIVILE DI ISRAELE SI MOBILITA A FAVORE DELLA FREEDOM FLOTILLA,


Anche da Israele si leva alta la voce di protesta contro il governo israeliano. Dieci associazioni pacifiste (Alternative Information Center (AIC) * Coalition of Women for Peace * Combatants for Peace * Gush Shalom * Hithabrut-Tarabut * Israeli Committee against House Demolitions (ICAHD) * New Profile *Rabbis for Human Rights* Ta’ayush: Arab-Jewish Partnership * Yesh Gvul) hanno espresso una dura condanna per “la campagna di diffamazione che il governo israeliano sta conducendo contro la flottiglia” e hanno dichiarato di avere fondati motivi di credere che questa campagna sia il pretesto del loro governo per giustificare ulteriori atti di violenza contro gli attivisti che partecipano a un “legittimo atto politico di protesta”. I pacifisti israeliani, dopo aver definito “un coraggioso atto di protesta politica” la missione Stay Human e ribadito che lo stato di Israele è obbligato, ai sensi della legge internazionale, a porre fine al suo controllo sulla Striscia di Gaza, denunciano “una pressione senza precedenti sui giornalisti internazionali, in modo da impedire loro di coprire mediaticamente la flottiglia “.

Oltre al proprio governo, le associazioni pacifiste israeliane condannano “ fermamente il governo della Grecia” per aver ceduto alle richieste israeliane violando il diritto internazionale in materia di “Freedom of the Seas”.
Il comunicato si conclude con la richiesta “al governo di Israele di porre immediatamente fine all’ assedio e al blocco di Gaza.” La dichiarazione dei pacifisti israeliani non è rivolta al proprio governo, di cui sanno bene le intenzioni, ma alla stampa internazionale che si definisce democratica e libera affinché non fornisca a Israele la possibilità di commettere un altro crimine col suo appoggio silente.

domenica 3 luglio 2011

Val di Susa: Manifestazione NO TAV: un assedio per il bene comune. La testimonianza di chi c’era.CSOA TNT Merc. 6 luglio ore 21,00


CSOA TNT - JESI  MERCOLEDI' 6 LUGLIO ORE 21,00

La verità dei Tg (tutti) è ben distante dalla verità dei fatti!

Dopo 10 anni dalle manifestazioni NO G8 di Genova si ripete la stessa formula:
praticare la violenza contro i manifestanti facendo passare i manifestanti per “violenti”.


Ma noi in Val di Susa c’eravamo (più di 100 i marchigiani che sono partiti), e possiamo raccontare come decine di migliaia di persone, fin dalla mattina presto, muovendosi verso i cantieri della TAV, sono state attaccate con una pioggia di lacrimogeni, parecchi lanciati ad altezza d’uomo.
Alcuni attivisti colpiti sono rimasti gravemente feriti.
Ormai è confermato da più fonti l’uso di gas “fuorilegge”.

In Val Susa come in Vallesina, a difesa dell’acqua pubblica come contro la costruzione del Rigassificatore API, si diffonde la consapevolezza della necessità di mettersi in gioco in prima persona per difendere il territorio e le sue risorse dalle speculazioni dei profittatori senza scrupoli.


Il movimento a difesa dei beni comuni, per la giustizia sociale e ambientale, sta crescendo in tutta Italia e non si arresta: anche se il Tg non lo dice….. il vento è cambiato!


La testimonianza di chi c’era.Csa tnt

Nicola Mancini – Mezza Canaja, Senigallia
Emanuele Mancinelli – Tnt, Jesi

Fermare i violenti in divisa

Libertà immediata per gli attivisti fermati


Chi ha guardato il telegiornali (tutti, nessuno escluso) della straordinaria giornata di lotta in val Susa non ha potuto sapere nulla. Se non la versione dei comandi dei carabinieri, della finanza, della polizia.

Chi ha visto i tg non ha saputo che tre nostri fratelli sono stati tra i molti aggrediti, picchiati, feriti gravemente e sottoposti a torture.
Jacopo, studente veneziano di 19 anni, è tuttora in ospedale con traumi gravissimi ed in condizioni molto serie. Il poliziotto che gli ha sparato una granata lacrimogena da guerra lanciata ad alzo zero lo ha fatto volontariamente e sapendo di poter uccidere.
Fabiano, del Centro sociale TPO ed attivista per la giustizia ambientale e sociale -non “un pregiudicato” come riportato dai lanci di agenzia- è stato ferito gravemente riportando traumi lacero-contusi al capo, il setto nasale fratturato ed ha una mano spaccata.
Fabiano è stato picchiato per ore, anche con un tubo di metallo, e sottoposto a torture dopo il suo fermo, fino a rendere necessario il suo trasporto d'urgenza con elicottero in ospedale.
Gianluca, attivista del Centro sociale Rivolta è stato fermato e trasportato in ospedale per le botte ricevute.
Agli arrestati è stato riservato un trattamento violento e privazione delle cure mediche (tant'è che posti di blocco hanno più volte tentato di impedire il passaggio dell'ambulanza per soccorrere i feriti). Chi lo ha fatto è un torturatore in concorso con altri, che vestono la stessa divisa.
A distanza di 10 anni da Bolzaneto, le pratiche dei reparti mobili italiani non sono cambiate per nulla.

Noi stiamo con Fabiano, con Jacopo, con Gianluca e staremo con loro per denunciare quello che hanno subito, per ottenere giustizia e facciamo appello ai giornalisti che non hanno smesso di pensare affinchè diano spazio e visibilità a questa altra verità che il can can mediatico di queste ore occulta completamente.
Chi si dissocia da “comportamenti violenti” si rivolga al Ministro Maroni e reclami le sue dimissioni, invece di confondersi nel gioco di distinzione tra manifestanti buoni e cattivi.
Ribellarsi ha significato costruire una giornata di indignazione generale, enorme e non ignorabile, con un assedio di massa di decine di migliaia di persone che hanno bloccato i cantieri accogliendo l'appello dei comitati no tav.
Noi eravamo a Chiomonte ed in Val Susa. E siamo felici di esserci stati. Perchè né Cota né Fassino possono fermare il vento che è cambiato.

Tutti liberi! Liberi tutti!
i compagni e le compagne del RIVOLTA e del TPO

mercoledì 29 giugno 2011

Ancona - Oltre 2000 persone al NoRigassificatoriDay


Straordinaria partecipazione al No_Rigassificatori Day. E ora prepariamo l'assedio al prossimo consiglio regionale

Dopo le mobilitazioni di aprile e maggio in occasione delle sedute del consiglio regionale che avrebbe dovuto sancire il promesso "No" ai Rigassificatori nelle Marche (quello richiesta da Gaz de France s Portorecanate, a Sud del Conero, e quello che andrebbe ad assommarsi al sito API di Faconara, oltre alla presenza della nota raffineria e di una Centrale Turbogas_in progetto altre due_), dopo le partecipate assemblee di maggio e giugno, dopo il dietrofront della Giunta Regionale di centrosinistra Spacca, oltre duemila persone hanno contestato le aperture del Presidente regionale alla società API e i tentativi di strumentalizzare la crisi e i problemi occupazionali per far accettare un progetto fortemente invasivo per il futuro del territorio.


Comitati di tutta la Riviera del Conero, associazioni, centri sociali, cittadini, famiglie, rappresentanze e Sindaci dei 21 Comuni dichiaratisi contrari all'accordo Spacca/API, rappresentanze sindacali, lavoratori, precari e cassintegrati hanno animato un lungo corteo nel centro della Città di Ancona.
Il corteo si è fermato davanti ai palazzi della Regione Marche per annunciare anche la loro presenza al prossimo, determinante consiglio regionale, che precede l'imminente Conferenza dei Servizi a Roma del 12 Luglio in cui la regione dovrà esprimere il suo parere vincolante al Governo Berlusconi. Dopo aver appeso degli striscioni ed eseguito una performance di teatro di strada sul rigassificatore dell'API a Falkatraz, il corteo è ritornato in Piazza Roma per gli interventi conclusivi e il concerto finale della Gang, storica band anconitana combat-rock.
Il Consiglio regionale è stato formalizzato per mercoledì prossimo 6 luglio...Intanto prosegue e cresce la polemica politica, le assemblee di movimento, l'esposizione mediatica della vicenda, e la task force di tecnici e assessori regionali cercano in ogni modo di giustificare la bozza di accordo API-Regione, vista dalla società civile in movimento come un tradimento del mandato elettorale con cui il Governatore Spacca era stato rieletto.

Segui e approfondisci la vicenda su:

http://www.falkatraz.noblogs.org/
http://www.comitati-cittadini.org/
http://www.rigassificatorenograzie.com/

sul social network di facebook: gruppo no rigassificatore di ancona

Roma - Assemblea nazionale "Acqua bene comune" - Prima giornata di discussione dopo la vittoria referendaria


Si è conclusa la prima giornata convocata dopo la vittoria referendaria dal forum italiano "Acqua bene comune".

Una lunga assemblea ha visto impegnate molte realtà provenienti da tutta Italia che hanno portato a questo incontro innanzitutto la grossa soddisfazione per la vittoria, ma poi anche la necessità condivisa di proseguire la battaglia perchè sia riconosciuta effettivamente l'universalità di questo bene comune a fronte della riorganizzazione post-referendaria di coloro che ne hanno promosso la privatizzazione.
L'assemblea plenaria si è aperta la mattina con l'introduzione dei lavori e il primo intervento tenuto da Paolo Carsetti (Segreteria Operativa Comitato Referendario “2 Sì per l'Acqua Bene Comune”)
Nel pomeriggio sono cominciati gli interventi da parte di coloro che hanno raggiunto il teatro "Vittoria", cominciando dalla testimonianza di quello che è accaduto e sta accadendo in Val Susa da parte di Claudio e subito dopo ha preso la parola Stefano Rodotà.

Nel secondo blocco di interventi si è aperto con una lettera di Emilio Molinari (presidente del Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell'Acqua) assente per motivi di salute, poi hanno preso la parola:

Andrea Puleo (presidente del consiglio comunale di Burgio), Paola Mandato (Coordinamento italiano Freedom Flotilla), G. Longo (Com. Secondo Municipio di Roma), M.Cernison (Ricercatore), Mejer (Soc.Riv.), A. De Monaco (Aprilia), S. Gloriando (Forum Acqua Sicilia), A. Navarra (Energia Felice Lombardia).
Nel terzo blocco si sono succeduti:

A. Lucarelli (assessore ai beni comuni di Napoli), O.Infantile (Arezzo), S.Menucci (Napoli), S.Riso (com.Torino), G.Beltrame (Com.Veneto), M.Rossi (FDS), Marco Bersani (Attac), S.Parodi (Com.Genova), A.Bonelli (Verdi), A.Dressino (Savona) e Vilma Mazza (ass. Ya Basta!).
Nel quarto blocco di interventi hanno parlato:

M.Ferrando (PCL), padre B. Lozzi (missionari italiani), Luciano (com.Calabrese), L.Agostini (federconsumatori), M.Dilomberei (CRAC), M.Cervo (com.Puglia),Collettivo Manifesto, A. Gualtiero (Livorno), G. Petrolongo (com.Milano),T.Fattori (forum Toscana).
Sono intervenuti nel quinto blocco:

A. Visentin (chiese evangeliche), V.Rovera (Attac), C. Lecler (Roma), R.Di Nicola (Abruzzo social forum), C.Oddi (Cgil), M.Russo (Atenei in rivolta), F.Rosin (Torino), F.Roberto (com.Marche), A.Caselli (com.Bologna), E.Viti (Sinistra Critica), L.Faenza (ufficio stampa), A.Zanotelli (Napoli), C.Mannello (Caserta), E.Vitalesta (YAKU), M.Villa (Terracina), A.Lima (Velletri).
In conclusione hanno partecipato:

G.De Marzo (A Sud), P.Rizzi (Novara), S.Ricotti (Civitavecchia), I.Bego e Pulvirenti (Utenti qualità acqua), C.Garofano (Umbria), F.Ruggero (Napoli), A. Bernardi (Bologna), A. Valassima (Modena), C.Carratu (Cuneo), E.Guadagno (Campania), N.Simeone (Roma), B.Grimaudo (Sicilia), V.Calzolaio (SEL) e F.Fabbri (Prato)ù


articolo tratto da Global Project

Verso la Val di Susa: da Vicenza un appello alle comunità in lotta


PULLMAN DALLE MARCHE ALLA VAL DI SUSA
DOMENICA 3 LUGLIO - MANIFESTAZIONE NAZIONALE NO TAV

In difesa dei beni comuni. No Tav! No rigassificatori!
I movimenti per l'acqua e contro il nucleare che hanno vinto la campagna referendaria continuano a battersi per difendere l'ambiente e il territorio come beni comuni.
Contro l'impatto di progetti infrastrutturali inutili e devastanti, la Tav in Val Susa come i rigassificatori nelle Marche.
Raccogliamo l'appello dalla Valle che Resiste e non si arrende
Val di Susa - Domenica 3 luglio Manifestazione nazionale No Tav
La rete dei Centri Sociali organizza la partecipazione dalle Marche.
Partenza in autobus nella notte di sabato 2 luglio. Ritorno previsto domenica in serata.

Per informazioni e prenotazioni:
email info@glomeda.org
Ancona - tel 339/8102187
Falconara - tel 349/0093960
Senigallia - tel 333/1295984
Fabriano - tel 392/3062174
Jesi - tel 347/6018652
Macerata - tel 328/6505665
Civitanova Marche - tel 327/8555147
Urbino - tel 331/8207855
Pergola - tel 393/9120418
http://www.facebook.com/event.php?eid=198253473559493
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Pullman-dalle-Marche-per-la-ValSusa/8915
La Val di Susa è un bene comune di tutti coloro che credono nella difesa della terra; di quanti praticano quotidianamente democrazia, costruendo partecipazione e condivisione; delle donne e degli uomini che rifiutano l’imposizione, pensando il luogo che abitano come a un patrimonio comune da tutelare e valorizzare.

La Val di Susa ha rappresentato in questi anni una buona pratica; uno spunto per coloro che vedevano la propria terra sotto assedio; la convinzione che ci si possa trovare intorno a un fuoco o sotto il tetto di un presidio per condividere e costruire; l’idea che un modello basato sulla cementificazione e sulla militarizzazione dei territori possa essere messo in scacco, semplicemente, dalla partecipazione.

Tante mobilitazioni, a partire dalla nostra contro la nuova base militare statunitense, hanno respirato a pieni polmoni l’aria proveniente dalle montagne piemontesi; ne hanno ascoltato le voci, guardato i gesti, osservato la dignità. La Val di Susa è per tutte e tutti noi la nostra terra, perché rappresenta lo spazio della suggestione possibile alla quale abbiamo guardato mentre montavamo i nostri presidi.

Oggi le donne e gli uomini che hanno dato vita a quello straordinario laboratorio di partecipazione sono sotto attacco; è la storia di ognuno di noi che, nei propri luoghi di vita, ha visto prima o poi i manganelli opporsi ai beni comuni, l’imposizione alla democrazia, l’arroganza alla partecipazione.

Scriviamo a coloro che, in questi anni, hanno costruito in tutta Italia esperienze grandi e piccole di partecipazione e difesa dei beni comuni; domenica 3 luglio ritroviamoci in Val di Susa, insieme e al fianco delle donne e degli uomini dei comitati No Tav, sostenendo e partecipando alle pratiche che le assemblee popolari della valle decideranno in questi giorni.

La Val di Susa è un bene comune: domenica 3 luglio condivideremo con i valsusini una bella giornata di mobilitazione.

Presidio Permanente NoDalMolin - Vicenza

Per adesioni scrivere a comunicazione@nodalmolin.it

lunedì 20 giugno 2011

GAZA, STIAMO ARRIVANDO. CON VITTORIO NEL CUORE.

Le navi della Freedom Flotilla 2 – Stay Human partiranno nei prossimi giorni dai porti del Mediterraneo, con destinazione la Striscia di Gaza assediata, per interrompere l’illegale blocco navale israeliano. L’iniziativa della Freedom Flotilla, di cui è parte la nave italiana “Stefano Chiarini”, è assolutamente legale e non violenta. Respingiamo con forza le ridicole insinuazioni della propaganda sionista in merito alle armi o ad altri strumenti offensivi a bordo delle nostre navi. La “Stefano Chiarini” e le altre imbarcazioni della Freedom Flotilla 2 saranno cariche solo dell’umanità solidale di centinaia di difensori dei diritti umani di ogni nazionalità e di ogni fede religiosa, di cittadini del mondo uniti dalla determinazione di colmare il vuoto della colpevole inerzia dei nostri governi, che nulla hanno fatto e nulla fanno per alleviare le sofferenze del popolo palestinese e per sanzionare l’occupazione israeliana. Non porteremo armi, ma aiuti umanitari, materiale per ricostruire le case e gli ospedali bombardati, materiale scolastico e giocattoli per i bambini di Gaza, medicinali e strumenti sanitari.

Facciamo appello a tutti gli amici del popolo palestinese, della pace e della giustizia, così come a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, ai movimenti ed all’associazionismo affinché nei prossimi giorni mantengano alta l’attenzione sulla partenza e sul viaggio delle nostre navi e siano pronti a mobilitarsi immediatamente nel caso il governo israeliano decida di mettere in atto le sue minacce e di attaccare la Freedom Flotilla, come avvenuto lo scorso anno, quando vennero assassinati dai militari israeliani nove attivisti. Nel caso l’attacco minacciato si verificasse, invitiamo sin da ora a scendere subito in piazza, a Roma all’ambasciata israeliana in Via Michele Mercati, a Milano al consolato israeliano in Corso Europa ed in tutte le altre città nelle piazze principali.
A Roma sarà in funzione, dalla metà di questa settimana, un info point in Via Baldassarre Orero n. 61, che manterrà costantemente il contatto con la “Stefano Chiarini” e diffonderà le informazioni e le comunicazioni. Invitiamo ad attivare iniziative simili ovunque possibile. Saremo vicini ai nostri compagni, amici e fratelli in ogni momento. L’obiettivo della Freedom Flotilla è quello di far cessare, completamente e permanentemente, l’assedio illegale di un milione e mezzo di donne e uomini. Né più, né meno.
Restiamo umani.

Il Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia
Info: 393-5239665 338-1521278 333-5601759
roma@freedomflotilla.it

http://www.freedomflotilla.it/

martedì 14 giugno 2011

Quorum: la tempesta perfetta del comune

Quorum: la tempesta perfetta del comune

Considerazioni a caldo sulla vittoria dei quattro referendum

da articolo Globalproject
 
 
 
 
 
E’ fatta. Con un risultato straordinario il quorum è raggiunto e superato.

Se ne erano già accorti a metà mattina i mercati finanziari: Piazza Affari, la borsa valori di Milano, aveva registrato un pesante calo dei titoli delle multiutility quotate, quelle che avevano scommesso sulla privatizzazione della gestione del servizio idrico, e un crollo azionario delle imprese legate al ciclo delle tecnologie atomiche.
Altro che “referendum inutile”!
Una prima valutazione non può prescindere dal merito dei quesiti: ad essere sconfitta è innanzitutto l’idea che si era affermata negli ultimi vent’anni, per cui non solo era giusto e legittimo considerare l’acqua, così come qualsiasi altro “bene comune”, come una risorsa economica, merce oggetto di un irreversibile processo di privata appropriazione, ma che anche la sua gestione in quanto servizio al cittadino, così come di qualsiasi altro “servizio pubblico”, sarebbe stata di gran lunga più “efficiente ed efficace” se affidata alle virtù naturaliter salvifiche del mercato capitalistico. Ideologia e politica economica del neoliberismo sono, così per come li abbiamo conosciuti, nella crisi che ne ha messo a nudo la reale portata, i primi sconfitti dall’esito referendario. Ad essere battutto è pure, nel merito, l’incubo di un ritorno della scelta nucleare in Italia, l’idea cioè che il concatenamento energetico della crisi potesse essere affrontato con il rilancio in grande stile del ciclo atomico, con tutti i rischi ad esso connessi e con il consolidarsi di un modello di produzione centralizzato e autoritario che esso inevitabilmente comporta.
Una seconda valutazione rinvia alle possibili prospettive aperte dal voto: da una parte l’opportunità di praticare, a partire dall’acqua e sulla scala di nuovi laboratori metropolitani e territoriali, la necessità di una radicale inversione di tendenza nella “gestione comune” dei servizi pubblici, inoculando fortissime dosi di partecipazione diretta nelle scelte politiche e amministrative che li riguardano e facendo di essi i pilastri di un’alternativa fondata sulla riappropriazione democratica del governo locale; dall’altra la possibilità di avviare sul serio, una volta rimosso l’ostacolo rappresentato dagli enormi interessi della lobby nuclearista, un ciclo di lotte e di progettualità alternativa per l’affermazione di un “comune energetico”, fondato su elementi praticabili e praticati di indipendenza e democrazia nel disegno del passaggio di civiltà alla produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite, connettendo a questo cambio di modello una più ampia proposta di riconversione produttiva in senso ecologico.
Una terza valutazione considera come questi percorsi di grande innovazione siano resi pensabili proprio a partire da un più generale senso di cambiamento, che il carattere di “tempesta perfetta” dell’esito referendario dimostra: a partire infatti dalla crucialità di quesiti costruiti intorno a singoli, ma al tempo stesso paradigmatici “beni comuni” quali acqua ed energia, salute e ambiente, è la domanda di un complessivo orizzonte comune, alternativo allo stato di cose presenti e all’interno del quale ciascuna e ciascuno possa aspirare a migliori condizioni di vita, ad affermarsi come maggioranza sociale (e anche, banalmente, quantitativa nel corpo elettorale) in questo paese. E’ un dato eccezionale, ma è, al tempo stesso, segno di un mutamento profondo; che sarebbe sciocco considerare come acquisito una volta per tutte, ma dev’essere piuttosto interpretato come un positivo e produttivo punto di ripartenza.
Infine, le conseguenze sul quadro politico-istituzionale: è certo evidente come non solo il governo Berlusconi, ma tutto il lungo ciclo del berlusconismo, gli stessi presupposti materiali e ideologici su cui era impiantato, abbiano ricevuto oggi un sonoro “voto di sfiducia moltitudinario”, ben più significativo di qualsiasi maggioranza parlamentare. E che, non a caso, ciò sia avvenuto attraverso il ritorno a nuova vita, la resurrezione dello strumento del referendum, che mancava l’obiettivo del quorum (se si esclude quello confermativo del 2006) da ben diciotto anni. Ma attenzione a quanti sono saltati sul vincente carro referendario solo da due settimane. Una lettura tutta politicista, tutta schiacciata sulla sconfitta del Caimano, che eludesse il contenuto di positiva alternativa sociale dei quesiti, servirebbe solo ad aiutare i tentativi, che certo dobbiamo aspettarci, di intercettare e normalizzare la grande spinta al cambiamento che in queste ore giustamente festeggiamo.

lunedì 13 giugno 2011

Per una nuova stagione di lotta per i beni comuni, tra antiberlusconismo e rincorsa al centro.

Prossima fermata?

di Antonio Musella
15 / 6 / 2011









I risultati del referendum e le considerazioni complessive sulla battaglia referendaria ci aprono le porte ad un ragionamento rinnovato.
La difesa dei beni comuni ha caratterizzato l’ultimo lustro dei movimenti sociali nel nostro paese. Ha caratterizzato l’affermazione di nuove forme di autorganizzazione sociale che a macchia di leopardo si sono sviluppate tra Sud e Nord del paese.
Si sono affermati dei modelli organizzativi come i comitati, abbiamo riscoperto la definizione di territorio e di conseguenza abbiamo sviluppato l’idea di intervento territoriale, infine abbiamo cominciato ad estendere la categoria di bene comune oltre i beni naturali.
Un ciclo di lotte che ha attraversato il paese aiutandoci a definire passo dopo passo cosa sono i beni comuni e quale dinamica di conflitto sociale si sviluppa intorno alla loro difesa. Questi anni, c’hanno fatto comprendere l’importanza dei termini della difesa della terra dalle basi militari, dalla devastazione ambientale delle discariche e degli inceneritori, dalla presenza invasiva degli impianti della green economy, dalla speculazione edilizia, dal governo dell’emergenza, e da tanti e tanti impianti di morte.
Battaglie che qualche volta hanno vinto, altre hanno perso e magari in altre occasioni possiamo dire che…hanno pareggiato…trovando un riassestamento tra eccedenza sociale prodotta in termini di autorganizzazione sociale e risultato concreto.

E' mancato Matteo Dean


E' mancato nella notte del 11 giugno a Toluca in Messico in un incidente stradale con la sua moto, Matteo Dean.
Matteo per tutt@ noi era un riferimento umano e politico in quel grande e lontano/vicino paese che è il Messico.
Matteo ci aspettava quando arrivavamo all'aereoporto per accoglierci e accompagnarci, per darci la possibilità di entrare realmente in quel grande paese che lui amava e dove aveva scelto di vivere.
Matteo con le interviste, i suoi articoli ci raccontava in una maniera che nessuno potrà sostituire la realtà sociale, politica dell'altra lato dell'oceano.
Matteo era soprattutto uno di noi. Lo era fino in fondo in un legame fortissimo che la distanza non aveva mai spezzato.
Con lui abbiamo viaggiato in Messico e in tutta l'America Latina, in Europa, con lui abbiamo partecipato alle mobilitazioni internazionali, perchè Matteo era uno spirito libero sempre alla ricerca delle strade e dei cammini per cambiare l'ordine di cose esistenti.
Siamo vicini ai suoi affetti, ai suoi cari, ai suoi amici in Messico, che sono anche i nostri, ed in Italia.

Matteo ci mancherai.
------------------------------