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martedì 15 luglio 2014

FERMARE LE BOMBE SU GAZA LEVIAMO LE NOSTRE VOCI CONTRO IL CRIMINE DEL SILENZIO!! DENUNCIAMO LE COMPLICITA’ ITALIANE CON L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA!! MARTEDì 15 LUGLIO ALLE 17.00 PRESIDIO DAVANTI LA SEDE RAI DI ANCONA (Scalo Vittorio Emanuele, 1)


Settimane fa, Israele ha preso a pretesto la scomparsa e l’uccisione di tre giovani coloni israeliani a Hebron per punire Hamas e rompere il nuovo governo di unità palestinese.
Per giorni le forze armate israeliane hanno imperversato in tutta la Cisgiordania occupata con rastrellamenti, arresti indiscriminati e uccisioni di civili in una campagna di punizione collettiva ingannevolmente presentata al mondo come una missione di salvataggio.
Ora Israele ha lanciato una vasta azione di bombardamento sulla Striscia di Gaza, che dal 2006 è strangolata da un embargo criminale. Quella che è stata presentata come un’operazione militare volta a colpire obiettivi terroristici si è prontamente rivelata, secondo un copione già visto, nel massacro generalizzato di civili palestinesi e nella distruzione sistematica delle infrastrutture civili della Striscia di Gaza.

giovedì 29 novembre 2012

SABATO 1 DICEMBRE (dalle ore 11 alle 14) incontro con ANTONIO TRICARICO - c/o Casa delle Culture - Ancona


il Coordinamento Marchigiano dei Movimenti per l'Acqua è lieto di invitarvi sabato 1 dicembre dalle 11:00 presso la Casa delle Culture di Ancona all' incontro con Antonio Tricarico dell'Associazione Re:Common per discutere degli aspetti finanziari della trasformazione della gestione dell’acqua dalla attuale S.p.A. – società di diritto privato – in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico.  

La trasformazione in Azienda Speciale Consortile non solo darà attuazione alla volontà popolare espressa con il referendum del 12 e 13 giugno 2011, ma contribuirà anche a sottrarre l’acqua alla crescente finanziarizzazione della vita e della società che ci ha portati alla attuale crisi e a costruire le condizioni per una gestione partecipata.

Di per se un grande risultato, ma non ci sottraiamo all’esigenza di dare risposte esaurienti al problema del finanziamento degli investimenti necessari, risolvibile attraverso gli strumenti di una “finanza normale”, non speculativa.

Sono invitati: rappresentanti degli Enti Locali, delle associazioni e movimenti territoriali, i cittadini.



Per info: michelechc@gmail.com
348 3701690 - 3925039566

Coordinamento Marchigiano dei Movimenti per l’Acqua
in collaborazione con la Casa delle Culture

lunedì 19 novembre 2012

GAZA: BASTA CON IL MASSACRO - PRESIDIO Ancona 20 novembre 2012 Piazza della Repubblica ore 18,30



GAZA DI NUOVO SOTTO ATTACCO
BASTA CON IL MASSACRO
UNA CANDELA PER OGNI PERSONA UCCISA


“Serve dire qualcosa?
Ferma qualche bomba le nostre urla?
La nostra parola, salva la vita a qualche bambino palestinese?
..... Noi pensiamo di si!
Che forse , non fermeranno una bomba, o che la nostra parola non diventerà uno scudo blindato.
Ma forse la nostra parola riuscirà ad unirsi ad altre parole nel mondo, e che forse , inizialmente , si trasformerà in un mormorio ... dopo in una voce alta , e poi in un grido che verrà ascoltato a Gaza.”

Presidio per chiedere la fine dell’operazione militare israeliana “Pilastro della difesa” che a domenica ha causato
69 morti; tra cui 20 bambini, 8 donne, 9 anziani e 660 feriti; tra cui 224 bambini, 113 donne, 50 anziani.

L’ingresso del porto di Ancona, quel porto che accoglie e respinge le tante persone che fuggono dalle guerre e che cercano di raggiungere l’Italia e l’Europa per costruire una vita migliore, vedrà le scale del Teatro delle Muse brillare per le tantissime candele che illumineranno i visi di chi ancora una volta con tutta la voce griderà “Stop the war, Stop the Israeli terrorim - Stay Human”

lunedì 29 ottobre 2012

Venerdì 9 Novembre - Spazio Comune Autogestito - Jesi: ASSALTO AI FORNI - Cronache da Taranto



COMUNICATO STAMPA

Un'operaio dell'ILVA e un attivista del "Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti" di Taranto,
insieme a Marco Brunetti operaio CNH- FIAT e delegato Rsu della Fiom di Jesi,saranno i relatori al dibattito che si terrà Venerdì 9 Novembre alle ore 21.00 presso lo Spazio Comune Autogestito in Via Gallodoro 68/ter (vicino alla sede INPS)- Jesi

 L’inchiesta giudiziaria per disastro ambientale e corruzione pendente sull’acciaieria Ilva, pone Taranto al centro del conflitto tra capitale e lavoro-ambiente-salute.
Taranto è un paradigma della nostra società, da una parte gli interessi economici e del profitto, dall’altra la qualità della vita e la dignità dei cittadini.
In una città mortificata dall’incidenza tumorale più alta d’Italia, dalla cieca logica speculativa della famiglia Riva e dalla latitanza delle istituzioni, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, è impegnato nella sfida più ardua.
Quella di ricomporre i diritti, affermando l’inscindibilità tra lavoro, reddito, salute e ambiente, e di costruire un’alternativa possibile.
Al dibattito saranno presenti anche rappresentanti dei Comitati contro la costruzione delle nuove centrali Api e del rigassificatore di Falconara e il Comitato Jesino promotore dei referendum per abolire le modifiche apportate da Elsa Fornero all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e per ”ripristinare i diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi con l’art.8 del decreto legge n.138 del 2011″ Sarà presente un banchetto per la raccolta firme.
Il dibattito sarà anche l'occasione per discutere e organizzare nel nostro territorio le mobilitazioni per lo sciopero generale europeo lanciato dai lavoratori greci contro le politiche di austerity il 14 Novembre prossimo.

 Spazio Comune Autogestito 

giovedì 20 settembre 2012

Il Movimento che trasforma: Social Meeting 28-29-30 settembre 2012 Jesi (AN)



Siamo oramai prossimi all'appuntamento di Jesi, il social meeting lanciato dal documento condiviso da molte realtà e reso pubblico in estate. Inutile dire che innanzitutto questa tre giorni sarà un modo per incontrarci, per stare insieme, per confrontarci liberamente. Lo faremo grazie all’ospitalità di un centro sociale, e alla rete di realtà e spazi di lotta delle comunità marchigiane, e questo è anche un modo per sostenerne l’azione politica, partecipando ad un evento che, di questi tempi, va in controtendenza rispetto allo stato di cose che si vorrebbe semplicemente immutabile.
Fare politica, o meglio costruire società, praticare in forma concreta il comune nei nostri territori, non è mai stata cosa semplice e scontata. Mille sirene, comprese a volte quelle della polizia, continuano a suggerire di lasciar perdere, di rientrare nell’alveo di ciò che è compatibile, normale, tradizionale. I movimenti, secondo quello che ci vorrebbe far credere la vulgata, sono folklore, esercizi di gratificazione personale per chi è in cerca di identità. I movimenti arrivano fino ad un certo punto, poi ci pensa la politica, quella con la “P” maiuscola.
Ecco a Jesi noi speriamo invece di sperimentare ancora una volta la potenza dell’essere altro. I movimenti, che non si creano a tavolino e nemmeno si cristallizzano eternamente come istituzioni, sono ciò che consideriamo fondamentale per trascinare quel cambiamento, quel mondo diverso, di cui continuiamo disperatamente a sentire il bisogno. Siamo così convinti di questo che non possiamo che incontrarci, parlarci e pensare da movimenti.
Non possiamo che investire sulla soggettività collettiva che si genera a partire da una messa in comune delle piccole e grandi lotte che conduciamo ognuno nei nostri luoghi.
Non possiamo che immaginarci questa tre giorni come uno spazio aperto, attraversabile, denso ma non opaco. E a questo proposito è bene chiarire che in questi giorni non vogliamo che si crei una ritualità triste o dalle movenze scontate.
Vogliamo discutere insieme senza nessun pregiudizio, senza schemini già pronti e utili all’autocompiacimento.
Vogliamo interrogarci su un momento come quello attuale che, dal punto di vista del cambiamento, è complicato, difficile, a volte quasi insopportabile. Resteranno tanti dubbi, forse costruiremo per noi qualche certezza per le cose da fare subito, magari riusciremo insieme ad inventarci le forme e i modi per lottare, per resistere e progettare. Di sicuro “la sintesi” non sarà sulle parole, sulle formule o sugli slogan.
La sintesi vorremmo che fosse racchiusa nel nostro modo di stare insieme, dell’essere complici nello sfidare il potere, nell’essere tra di noi altro dalla politica ufficiale.
C’è bisogno di un nuovo stile, di una freschezza nei rapporti, nelle relazioni che ci consenta, contro le tendenze consolidate, di rilanciare le battaglie comuni. Ci vediamo tutti e tutte a Jesi, liberi nella testa e nel cuore.
PROGRAMMA
Per favorire la massima partecipazione la discussione sarà articolata in assemblee tematiche plenarie. Venerdì 28 settembre sarà dedicato all'arrivo, all'accoglienza ed alla sistemazione dei partecipanti.
L'inizio dei lavori è previsto per Sabato 29 settembre alle ore 10.00 (puntuali) e proseguiranno per tutta la giornata con pausa pranzo e cena.
La conclusione è prevista per domenica 30 settembre con assemblea che inizierà alle ore 10.00 e terminerà nelle prime ore del pomeriggio, per favorire il rientro dei partecipanti.
Al fine di garantire un'adeguata organizzazione dei pasti e dei pernottamenti è necessario che vengano effettuate le prenotazioni compilando le apposite schede riportate nel Virtual Convergence Center.
Per quanto riguarda l'articolazione tematica, la griglia proposta è la seguente:
Sabato 29 settembre - ore 10.00

Relazione introduttiva
Panel 1 - Le lotte sociali
Crisi, precarietà, reddito di cittadinanza, migranti e cooperazione sociale. Scuola, università, formazione, cultura: le lotte della conoscenza. Oltre il Sindacato di base.
Panel 2 - Il territorio
I territori della/nella crisi: beni comuni, diritti, ambiente e difesa della salute. La questione della terra e dell’energia. Nessi amministrativi e sovranità nella crisi, postdemocrazia.
Focus serale (ore 22,00) - Sport autogestito come pratica del comune contro le discriminazioni  e per il libero accesso di tutti.
Domenica 30 settembre - ore 10.00

Panel 3 - Le pratiche
La rete, la comunicazione, la decisione collettiva. Interventi e proposte sulle scadenze dell'autunno.  
Conclusioni

- Visita il sito del Virtual Convergence Center

martedì 24 luglio 2012

I Comitati per l'acqua bene comune contrari alla fusione Cir33 - Multiservizi



Nell’assemblea tenutasi a Jesi il 19 Luglio, organizzata dal Comitato jesino “Acqua bene comune”, erano presenti, oltre a numerosi cittadini, anche i rappresentanti dei comitati per la ripublicizzazione dell’acqua della provincia di Ancona e alcuni consiglieri dei comuni della Vallesina. L’incontro aveva lo scopo di approfondire il progetto d’incorporazione per fusione del Cir 33 nella Multiservizi S.P.A. Ad illustrare il progetto era stato invitato il Presidente del Consorzio Cir33 Simone Cecchettini.
In esito alla discussione sono emerse le seguenti posizioni unanimamente condivise:

1-      L’assemblea esprime la piena contrarietà all’operazione di incorporazione di “CIR33 Servizi S.R.L.”, attualmente posseduta interamente dal Consorzio Intercomunale Rifiuti Vallesina-Misa “CIR33”, nella Società Multiservizi spa.
2-     L’assemblea chiede all’amministrazione di Jesi e di tutti i comuni interessati di non cedere le proprie quote di “CIR33 Servizi S.R.L.” (oggi di proprietà del Consorzio di Comuni e quindi di un ente di dirtitto pubblico) alla Multiservizi S.p.A (Società di diritto privato) così come previsto dal progetto.
3-    L’assemblea ritiene che tale operazione costituisca un passaggio sicuro verso la privatizzazione del ciclo dei rifiuti e l'ingresso dei privati nella Multiservizi Spa. Il progetto di fusione, infatti, oltre a comportare il passaggio della gestione dei rifiuti alla Multiservizi S.p.A , una società di diritto privato seppur con una compagine societaria ancora limitata agli enti pubblici, prevede la creazione di New Coper la gestione dei singoli servizi (rifiuti, energia, ecc) aperte all'ingresso degli investitori privati e finalizzate all'immissione nel mercato finanziario dei beni comuni. Tutto ciò in un contesto in cui la gestione privatistica dei rifiuti si è rivelata chiaramente disastrosa per i cittadini ed utile solo all'arricchimento degli speculatori. 
4-     L’assemblea esprime, forte preoccupazione per il proliferare di impianti(turbogas, rigassifigatori come quello che vuole costruire multiservizi per lo smaltimento dei rifiuti in zona coppetella)
nella vallesina, gia’ dichiarata dalla regione Marche, zona a forte impatto ambientale nel 1999,.
ancora una volta gli imprenditori, puntano sugli affari legando insieme , gestione dei rifiuti, gestione dell’acqua, produzione e vendita di energia elettrica.
5-     L’Assemblea è assolutamente contraria a tale operazione anche perché costituisce un  subdolo strumento per garantire l'ingresso dei privati all'interno del gestore del Servizio Idrico Integrato, in evidente violazione del risultato referendario e della volontà dei cittadini che abitano il nostro territorio
6-    Per quanto attiene all' attuale gestione del SII da parte della Multiservizi, l’assemblea rivendica il rispetto dell' esito referendario, il che significa: Scioglimento della S.p.A. con il passaggio della gestione del servizio idrico ad un ente di diritto pubblico e immediata applicazione del risultato referendario con eliminazione del 7% di utile sul capitale investito, con conseguente immediata riduzione delle tariffe”.
L’assemblea lancia un allarme : il mancato rispetto delle decisioni che i cittadini hanno espresso con il referendum è un grave attacco alla democrazia! Per questo è necessaria una nuova stagione di protagonismo sociale attraverso la ripresa delle mobilitazioni ed il legittimo esercizio del diritto a resistere e ad opporsi alle scelte che hanno come obiettivo la cancellazione di fatto degli esiti referendari. La notizia del pronunciamento della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le disposizioni di legge con le quali dopo il referendum si è tentato di reintrodurre l'obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, ci dà nuova forza ed apre nuovi scenari che pongono le Amministrazioni comunali difronte alla necessità politica ed amministrativa di assumere precise ed inderogabili responsabilità a tutela dei beni comuni ed ai fini di un'immediata ed effettiva ripublicizzazione dei servizi idrici.
L’assemblea lancia infine un appello a tutti gli amministratori di Jesi e della provincia di Ancona e ai Consigli Comunali affinchè responsabilmente non sostengano con il proprio voto favorevole il processo di formazione della Holding Multiutility, ma si adoperino, al contrario, per fare luce sulle strategie di privatizzazione perseguite dalla Multiservizi Spa.

Assemblea dei Comitati per l'Acqua Bene Comune della provincia di Ancona

lunedì 23 luglio 2012

Sentenza della Consulta: decadono le norme sulla privatizzazione dei servizi, o sulla «promozione della concorrenza»





Intervista a Rodotà: «Una sentenza storica, la politica si adegui» – Eleonora Martini (Il Manifesto)

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INTERVISTA PARLA STEFANO RODOTÀ, IL CUI COMITATO DI GIURISTI HA LAVORATO ATTIVAMENTE ALLA STESURA DEL RICORSO
Stefano Rodotà, un risultato, quello ottenuto con la sentenza della Consulta, che premia anche il lavoro del suo Comitato di giuristi.
Premia soprattutto la grande elaborazione culturale che è stata messa a punto in questi mesi sia intorno al bene comune dell’acqua e dei servizi pubblici essenziali, sia per quanto riguarda il rapporto fecondo tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa al quale la sentenza fa esplicito riferimento. Si restituisce così alla volontà popolare quel ruolo fondamentale che il governo Berlusconi prima e il governo Monti poi hanno cercato di sottrarle.
È una sentenza importante?
Non si esagera dicendo che questa è una sentenza storica perché in concreto denuncia e elimina una clamorosa frode del legislatore. Nella sentenza infatti si dice esplicitamente che i vari decreti in materia hanno riprodotto parti delle norme abrogate col referendum, addirittura rendendole più restrittive, violando così l’articolo 75 della Costituzione. Inoltre i giudici scrivono che le nuove discipline in materia sono contraddistinte da «identica ratio ispiratrice» di quelle abrogate col referendum. In primo luogo, dunque, è stata ripristinata la legalità costituzionale.
Vengono così a decadere le norme sulla privatizzazione dei servizi, o sulla «promozione della concorrenza», che dir si voglia, sia quelle di Tremonti del 2011 che quelle contenute nel Salva Italia. È così?
Certamente. E nella sentenza la continuità tra i provvedimenti è addirittura accentuata.
Lei ricorda precedenti analoghi?
Con questa nettezza, non era mai stato affermato il diritto del cittadini di veder rispettato il referendum.
Una bussola per le prossime elezioni?
È una indicazione molto precisa che le diverse forze politiche dovranno tener presente abbandonando l’atteggiamento complice spesso tenuto rispetto alle iniziative dei governi, ora censurate in modo così netto. La corte è stata assolutamente esplicita: ha parlato di lesione della volontà popolare espressa con il voto di 27 milioni di cittadini.
Anche in tempi di crisi?
Dal punto di vista politico e culturale insieme, assume grande rilevanza l’indicazione di tenere fuori dalla stretta logica di mercato i servizi essenziali per la vita dei cittadini. Si ribadisce così il legame stretto tra i diritti fondamentali di cittadinanza e i beni e i servizi che ne danno la concreta attuazione. In questo senso è fondamentale la censura del tentativo di ampliare la portata del principio di concorrenza come unica base legittima dell’agire nella materia economica. Viene anche qui ripristinata la legalità costituzionale e il necessario equilibrio tra il diritto di iniziativa economica privata e i principi e i diritti fondamentali, così come indicati dall’articolo 41 della Costituzione.
In questi giorni la Consulta non ha goduto di buona stampa, soprattutto nei commenti riguardo il ricorso alla Corte del presidente Napolitano.
Sì, ho sentito argomentazioni tipicamente berlusconiane, ma è sbagliato mettere la Corte sotto attacco. Credo che in questo momento si debba dire che la Consulta ha dato prova di un grande rigore. E non è la prima volta. Soprattutto questa volta ha dato prova di rifiutare la logica emergenziale in economia che pretende di travolgere tutto, Costituzione compresa. Questa è una lezione che tutti dovrebbero tener presente quando si dubita dell’autonomia della Corte.
Dopo che questa sentenza ha abrogato l’imposizione di privatizzare i servizi, ora gli enti locali sono però liberi di farlo ugualmente, se credono. É così?
Certamente la sentenza li lascia liberi di muoversi. Rimane sempre però la responsabilità politica delle scelte. I giudici però hanno fissato alcuni principi, come il rispetto dei referendum. Ci saranno ancora altre manovre di aggiramento del dettato costituzionale e della volontà popolare. Per esempio sono in atto, e molto avanzati, i tentativi di aggirare l’abrogazione della norma che vieta la remunerazione del capitale del 7%, come abbiamo visto con le tariffe del servizio idrico. Ma viene meno l’argomentazione dell’obbligo, dell’imposizione contemplata nelle leggi appena abrogate.
Ora la campagna di «obbedienza civile» lanciata dai comitati referendari che invita a non pagare quella parte di bolletta che remunera, appunto, il capitale investito nei servizi, è legittimata ulteriormente. Vero?
Questo è un punto importante: dopo la sentenza della Consulta è assolutamente legittima quella giusta reazione dei cittadini di ribellarsi ai tentativi di violare la legalità fissata con il risultato referendario.

martedì 17 luglio 2012

Incontro informativo: “La fusione tra l’azienda Multiservizi S.p.a. e CIR33 Servizi S.R.L.”


Giovedì 19 Luglio - ore 21.15 presso la nuova sede del CSA TNT - Via Gallodoro 68 - Jesi (AN)
(Di fronte uffici INPS) 


Incontro informativo:

“La fusione tra l’azienda Multiservizi S.p.a. e CIR33 Servizi S.R.L.”


Saranno presenti:

Simone Cecchettini - Presidente del Consorzio Intercomunale Rifiuti Vallesina-Misa “CIR33 .
Evasio Ciocci - Referente del Coordinamento provinciale dei Comitati a difesa dell’acqua bene comune


Nonostante l’esito referendario, la gestione del servizio idrico nel nostro territorio rimane a gestione privata.
Non solo. La Multiservizi Spa sta portando avanti nuove operazioni economiche e aziendali tese alla gestione privatistica della risorsa rifiuti.

Per approfondire la questione il Comitato “Acqua Bene Comune” di Jesi ha organizzato questo incontro con la presenza di tecnici che possono rispondere a eventuali domande e chiarimenti.
E’ importante assumere da subito tutte le informazioni utili e confrontarsi per intraprendere in tempo ogni iniziativa necessaria .

Non mancate!





Comitato “Acqua Bene Comune” -  Jesi



mercoledì 20 giugno 2012

FUORI L'ACQUA DAL MERCATO, FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA dal comitato jesino "2 sì per l'Acqua Bene Comune"


Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua
Nella sede di Libera Jesi (via Pergolesi, 8),
venerdì prossimo 22 giugno alle ore 18.00, ASSEMBLEA CITTADINA organizzata dal comitato jesino "2 sì per l'Acqua Bene Comune" al fine di diffondere sempre di più la campagna di Obbedienza Civile e di spiegare ai cittadini, che intendono aderire, come si effettuano le dichiarazioni/reclami da fa pervenire al gestore competente del servizio.

Sarà presente EVASIO CIOCCI (coordinatore regionale dei movimenti per L'ACQUABENECOMUNE DELLE MARCHE)

Ecco una breve descrizione della Campagna presa dal sito www.acquabenecomune.org (dove si possono trovare tutte le info più dettagliate)

Obbedienza civile 

Applicare il referendum:
Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.
Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo.
Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.
Perchè una campagna di "obbedienza civile"
 La “remunerazione del capitale investito”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e
il 20%. Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano.
Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.
Questo non può essere accettato!
Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza civile”

In cosa consiste la campagna di "obbedienza civile"
 La campagna di “obbedienza civile” consiste nel pagare le bollette, relative ai periodi successivi al 21 luglio 2011, applicando una riduzione pari alla componente della “remunerazione del capitale investito”.
E’ stata chiamata di “obbedienza civile” perché non si tratta di “disubbidire” ad una legge ingiusta, ma di “obbedire” alle leggi in vigore, così come modificate dagli esiti referendari. Lo scopo principale della campagna di “obbedienza civile” è ovvio: ottenere l’applicazione del risultato che è inequivocabilmente scaturito dai referendum.Con la mobilitazione attiva di centinaia di migliaia di cittadini ci proponiamo di attivare una forma diretta di democrazia dal basso, auto-organizzata, consapevole e indisponibile a piegare la testa ai diktat dei poteri forti di turno.
Ci proponiamo anche di dare una risposta all’evidente crisi della democrazia rappresentativa dei partiti, ormai diventata impermeabile non solo alle istanze della società, ma persino ai formali esiti delle consultazioni codificate nella nostra Carta Costituzionale, come appunto i referendum abrogativi.

Fuori l’acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua 

martedì 19 giugno 2012

Sabato 23 giugno 2012 - Ancona Arco di Traiano - WELCOME "porto aperto"


WELCOME "PORTO APERTO"  

BANCHINA DI FRONTE FINCANTIERI E ARCO DI TRAIANO










 http://www.youtube.com/watch?v=EwE0C_AoJl4&feature=youtu.be 




In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2012, l’Ambasciata dei Diritti organizza “Welcome: porto aperto” un’iniziativa che si svolgerà all’interno del porto di Ancona per portare al centro della discussione politica la questione irrisolta dell’accoglienza e della security alla frontiera dorica.
Abbiamo voluto programmare tutte le attività, dai “Giochi senza frontiere” ai reading, dai concerti agli spettacoli teatrali, all’interno del porto per affermare con forza che i rifugiati non sono solo quelli che riescono ad accedere ai servizi di protezione internazionale, ma anche tutti quelli che pur vivendo nella condizione di rifugiato non hanno la possibilità di richiedere protezione quando arrivano al porto nascosti in qualche traghetto. Come un faro vogliamo illuminare tutte quelle pratiche indegne con cui la polizia di frontiera riammette i migranti in Grecia. Tanti di loro, come ci dicono le associazioni di Patrasso ed Atene, quando arrivano al porto di Ancona non hanno la possibilità di entrare in contatto con l’ufficio del Gus per chiedere asilo.
Il 23 giugno vogliamo stare dentro il porto per ricordare a tutte le autorità e alle istituzioni che in questo periodo di profonda crisi, rimandare in Grecia i migranti che arrivano significa condannarli ad un destino di violenze dove la loro sopravvivenza è messa in forte pericolo.
Vogliamo stare dentro le banchine oltre le reti di sicurezza, per dire no alle frontiere perché siamo per la libera circolazione delle persone, che siamo contrari al nuovo accordo europeo che prevede la sospensione di Schengen per quei paesi in cui maggiore è la possibilità che arrivino profughi e richiedenti asilo e che, guarda caso sono proprio Italia, Spagna e Grecia i Paesi dove più forte è la crisi.
Vogliamo stare dentro il porto perché storicamente è il cuore della città e deve essere riaperto alla libera circolazione e non blindato con reti, fili spinati e telecamere. Il porto non è una frontiera da isolare, ma può essere un luogo sicuro dove non aver paura semplicemente aprendolo alle persone.
Con questa giornata vogliamo rivendicare il diritto universale all’accoglienza, la necessità di avere un “faro sul porto” che faccia luce sulle riammissioni verso la Grecia per garantire dignità e giustizia a chi fugge dalla guerra.
Vogliamo stare dentro il porto per far sentire agli operai del cantiere navale che siamo a loro fianco nella battaglia contro il ddl Fornero, perché non vogliamo lo smantellamento dei diritti conquistati con le lotte sociali, ma anzi ne rivendichiamo di nuovi e i primi che chiediamo pr uscire dalla crisi sono il diritto al reddito e il diritto alla casa.

Programma del 23 Giugno (organizzata da Ambasciata dei Diritti, Spazio Autogestito "La Cupa", il Comune di Ancona – progetto SPRAR "Ancona Città d'Asilo")
Welcome "Porto aperto" – Arco di Traiano e banchina 5

ore 17.00

-    Giochi senza frontiere a cura della "Polisportiva Ancona Social club" in collaborazione con le comunità educative che accolgono minori stranieri non accompagnati: "Casa di Corinaldo", "San Giuliano" di Macerata, "Comunità di Falconara Marittima" di Falconara M.ma, "Casa Lella" di Grottammare (cricket, costruzione di aquiloni, La fuga dell'oca, danze popolari , letture di poesie, ...)
-   Messaggi in rete
ore 19.00 Aperitivo blues sul mare con i "N.U.D.O. blues Extended Akaustic Urkestra"
ore 19.30 Spettacolo di videoteatro "Naufragi" realizzato dalla comunità educativa per minori "Casa di Mattoni" di Monteleone di Fermo (max 30 persone a spettacolo – per prenotazioni 338.3039490)
ore 20.30 Aquiloni al tramonto
ore 21.30  Welcome reading
ore 22.00 concerto dei WINSTONMCNAMARA – STATO SOLIDO
ore 23.00 concerto dei THE CANEPAZZO FAMILY - CONEROCK

Inoltre bar, bancarelle e video istallazioni.

La giornata è inserita nel cartellone di attività “Benvenuti in Italia”, organizzato insieme a Comune di Ancona, Provincia di Ancona e il progetto SPRAR con attività che si realizzeranno il 20, 21, 22 giugno

20 Giugno Ore 18.30 presso il Lazzabaretto (Mole Vanvitelliana), presentazione del film "Benvenuti in Italia" con la partecipazione di Hevi Dilara, regista del film
Ore 20.00 aperitivo BIO
Ore 21.30 presso l'aula didattica della Mole, proiezione del film "Benvenuti in Italia"
Ore 22.30 presso il Lazzabaretto, concerto del gruppo "Ensemble du Sud"

21 e 22 Giugno
Dalle ore 12.00 alle ore 13.00 visite al Porto di Ancona sul sistema accoglienza e la "security" portuale – Info e prenotazioni 339.8102187

Per info:http://ambasciatadeidiritti.blogspot.it/  
http://www.facebook.com/groups/NORETI/ 
http://www.facebook.com/pages/AMBASCIATA-DEI-DIRITTI-MARCHE/213096578701127
ambasciata@glomeda.org

martedì 29 maggio 2012

Roma, sabato 2 Giugno 2012 - LA REPUBBLICA SIAMO NOI

Roma, sabato 2 Giugno 2012



Ore 15.00 P.zza della Repubblica


LA REPUBBLICA SIAMO NOI









Manifestazione nazionale
per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa
Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.
Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell'istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall'altra le politiche d'austerità ridimensionano il ruolo dell'intervento pubblico per poi alimentare l'idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.
E' in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle "esigenze dei mercati" sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.
Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.

Ma la Repubblica siamo noi.
Le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.
Le donne e gli uomini che, come nel resto d'Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.
Le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.
Crediamo sia giunto il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.
Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.
Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.

Promuovono: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Per adesioni scrivere a segreteria@acquabenecomune.org

venerdì 8 luglio 2011

ADE'BASTA! dall'assemblea No Rigassificatori della spiaggia di Falconara di domenica 17 luglio

Falconara - Tra bandiere e striscioni e sulle note di Caparezza si è tenuta ieri presso uno stabilimento balneare dei bagnini della Falcomar della spiaggia di Falconara Marittima la prima assemblea pubblica del Coordinamento NoRigassificatori dopo la contestazione del consiglio regionale del 6 luglio scorso...
Oltre duecento persone in costume hanno partecipato all'assemblea. Decine di interventi di attivisti, cittadini, bagnanti si sono susseguiti mentre materiale informativo veniva distribuito lungo la spiaggia. Presenti anche alcuni esponenti del locale PD e di altri partiti contrari al rigassificatore, nonchè di delegati sindacali della FIOM della Fincantieri Ancona. Tanti giovani, tante famiglie...

Gli interventi hanno difeso la giustezza della contestazione del Consiglio regionale del 6 luglio scorso e analizzato l'accordo tra API e Regione, si sono vagliati gli aspetti legali dei ricorsi già inoltrati da alcuni comitati, da Italia Nostra e da Legambiente e la necessità di un nuovo esposto per bloccate l'iter del procedimento, le possibilità di un referendum locale sulla materia e i prossimi appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione per l'estate.

Il rigassificatore API oltre ad essere un ecomostro rappresenta una grande speculazione finaziaria: un impianto inutile dal punto di vista energetico, incapace di garantire un'occupazione sicura e stabile e una riconversione del sito sostenibile, nociva per il bene comune e l'interesse generale (la pesca, il turismo, lo sviluppo delle rinnovabili), che si alimenta di contributi pubblici (a prescindere dal suo funzionamento oltre il 70% del ricavato annuale viene garantito deviando risorse dalle nostre bollette...), spartendone una parte con la casta regionale di Spacca (la regione Marche sarà partnership del progetto per un 30% degli utili).
Mentre il "partito degli affari" marchigiani, quella struttura trasversale che va dalla Giunta regionale alla sua opposizione, dall'Api ai rappresentanti della ritrovata unità sindacale, e comprende anche i grandi media ufficiali, assomiglia sempre più alla casta nazionale che vota unanimemente una finanziaria di lacrime e sangue per tutti, salvo la riproduzione degli sprechi e dei privilegi (la Tav, i cip6 per i petrolieri e i loro compari, il peso parassitario della burocrazia politica).
L'assemblea si è conclusa ricordando una citazione di una sentenza del Consiglio di Stato del lontano 2003, che richiama uno dei prossimi imprescindibili obiettivi del movimento: "La Regione Marche non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma con lo Stato per il trasferimento delle competenze che gli conferirebbero la possibilità di sanzionare qualsiasi industria a rischio di incidente rilevante che non rispetti la normativa sulla sicurezza del Decreto Seveso (334/99), e dunque anche API raffineria.
Questa gravissima inadempienza getta un’ombra sconcertante su 8 anni di inadempienza della Regione Marche che ha reso mero esercizio di stile una parte delle prescrizioni e dei “provvedimenti consequenziali” del Decreto Regionale di Rinnovo della concessione alla raffinazione all’API del giugno 2003.
Non è responsabile stipulare un nuovo Accordo per un altro impianto a rischio di incidente rilevante quando dopo 8 anni non si è ancora stipulato quello con lo Stato che interessa la sicurezza di lavoratori e cittadini per gli impianti esistenti." Il Governatore Spacca resta tutt'ora inadempiente". Adè Basta!

Segui e approfondisci la vicenda su:

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http://www.comitati-cittadini.org/

http://www.rigassificatorenograzie.com/