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venerdì 22 maggio 2015

Rompere l'assedio VERSO GAZA - Presentazione della Freedom Flotilla III - presso SCA TNT JESI(AN)

Germano Monti coordinatore Freedom Flotilla Italia allo Spazio Comune Tnt Jesi
Venerdi 29 maggio 18.15
Via Gallodoro 68/ter Jesi (an)
a cura di Ya Basta Marche, Campagna Palestina Solidarietà - Marche e AMBASCIATA DEI DIRITTI MARCHE
Entro la prima metà del 2015 partirà una nuova flotilla alla volta di Gaza. E’ la prossima missione della coalizione internazionale costituita da campagne nazionali di Spagna, Grecia, Norvegia, Svezia, Canada, USA, con la partecipazione di IHH, ICBSG, Palestine Solidariy Alliance SudAfrica, Life Line Giordania e Miles of Miles.
L’italia ha una rappresentanza di Freedom Flotilla Italia nella coalizione internazionale.
E’ una grande mobilitazione internazionale che chiede l’apertura del porto di Gaza tramite un’azione diretta.
Venerdi 29 maggio alle 18.15, la Campagna Palestina Solidarietà, Ya Basta! Marche, TnT e Ambasciata dei diritti organizzano una presentazione con Germano Monti coordinatore Freedom Flotilla Italia.
Vi ricordiamo che alle 20.30, sempre allo sca TnT, Radio senza muri organizza una Cena multietnica#Musica d'autofinanziamento.
Prenotazioni obbligatoria al 349 0762115 ...entro e non oltre mercoledi 27

venerdì 12 settembre 2014

Ya Basta!, spedite le raccolte di farmaci per Gaza


Venerdi 12 settembre è stato chiuso il presidio di Jesi, presso la sede dell'Associazione Ya Basta! Marche, per la "raccolta farmaci Gaza" gestito da Campagna Palestina Solidarietà - Marche.
Lunedi 15 settembre è partita verso Genova la seconda spedizione. La Campagna Palestina Solidarietà e l'Associazione Ya Basta! ringraziano tutti della collaborazione e solidarietà, sopratutto a Music for Peace Creativi della Notte Onlus, per l'impegno profuso alla organizzazione dei convogli verso Gaza. https://www.facebook.com/pages/MUSIC-FOR-PEACE-CREATIVI-DELLA- NOTTE/250125084193?fref=nf

Grazie a tutti coloro che in queste settimane si sono avvicinati alla sede di via Gallodoro per consegnare i farmaci, per dare una mano coprendo i turni per la raccolta e per la collaborazione nello smistamento e impacchettamento medicinali.

lunedì 18 agosto 2014

La CAMPAGNA PALESTINA SOLIDARIETA' (presidio Jesi) PRESSO LA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE YA BASTA! MARCHE VIA GALLODORO 68/ter (di fronte all'INPS) ORGANZZA LA RACCOLTA MEDICINALE DA INVIARE A GAZA #Gaza



Le priorità sono gli antibiotici a largo spettro, come amoxicillina, acido tranexamico, antinfiammatori, antidolorifici, ma anche garze, siringhe, bende e cerotti.
SCADENZA A PARTIRE DA OTTOBRE 2015
CONFEZIONI INTEGRE

ORARI RACCOLTA:
dal Lunedì al Venerdì dalle 18.30 alle 19.30
Per informazioni aggiuntive e appuntamenti in orario differente chiamare al 3311159432

martedì 15 luglio 2014

FERMARE LE BOMBE SU GAZA LEVIAMO LE NOSTRE VOCI CONTRO IL CRIMINE DEL SILENZIO!! DENUNCIAMO LE COMPLICITA’ ITALIANE CON L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA!! MARTEDì 15 LUGLIO ALLE 17.00 PRESIDIO DAVANTI LA SEDE RAI DI ANCONA (Scalo Vittorio Emanuele, 1)


Settimane fa, Israele ha preso a pretesto la scomparsa e l’uccisione di tre giovani coloni israeliani a Hebron per punire Hamas e rompere il nuovo governo di unità palestinese.
Per giorni le forze armate israeliane hanno imperversato in tutta la Cisgiordania occupata con rastrellamenti, arresti indiscriminati e uccisioni di civili in una campagna di punizione collettiva ingannevolmente presentata al mondo come una missione di salvataggio.
Ora Israele ha lanciato una vasta azione di bombardamento sulla Striscia di Gaza, che dal 2006 è strangolata da un embargo criminale. Quella che è stata presentata come un’operazione militare volta a colpire obiettivi terroristici si è prontamente rivelata, secondo un copione già visto, nel massacro generalizzato di civili palestinesi e nella distruzione sistematica delle infrastrutture civili della Striscia di Gaza.

venerdì 31 maggio 2013



Guerra e flussi migratori, diritti negati e respingimenti alla frontiera del porto di Ancona.
Il 20, 21 e 22 giugno 2013, l’Ambasciata dei Diritti organizza tre giorni di incontri, proiezioni e concerti in occasione della giornata mondiale del rifugiato.
Le iniziative si inseriscono nel progetto Open Doors sullo status del sistema di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo: il progetto fornirà a cittadini dell'Unione europea, responsabili politici e all'opinione pubblica un monitoraggio sul sistema d'inclusione sociale in Italia, Spagna Grecia, Ungheria e Cipro.

PROGRAMMA

Sabato 22 giugno dalle ore 20.00 – PORTO APERTO
BANCHINA 13 porto di Ancona (calata piazza del Teatro)
“Riappropriarsi del porto, di quegli spazi isolati dalle reti, vedere il tramonto del sole sul mare dalla banchina, parlare di tutte le persone che cercano di arrivare al porto di Ancona in cerca di sicurezza e di una nuova vita”

CONCERTI:
FULL VACUUM - https://www.facebook.com/full.vacuum.9?fref=ts

NUJU https://www.facebook.com/nujuband?fref=ts

Inoltre banchetti informativi, “Open doors point” per conoscere i dati sul rispetto del diritto di asilo ad Ancona, area bar.

Venerdì 21 giugno ore 21.00 – Ambasciata dei Diritti via Urbino 18 Ancona
PROIEZIONE DEL FILM FIVE BROKEN CAMERA
di Emad Burnat (palestinese) e Guy Davidi (israeliano)

Il documentario palestinese ha vinto il Sundance Festival ed è stato il primo film palestinese candidato all’Oscar. La pellicola racconta la storia del piccolo,povero e angusto villaggio cisgiordano di Bili’n, che ha subito l’ulteriormente riduzione di territorio dalla costruzione del muro israeliano, che lo spacca in due. Il titolo fa riferimento alle cinque telecamere che l’esercito israeliano ha distrutto per impedire le riprese.

Sarà presente alla proiezione Ronnie Barkan uno dei tanti attivisti israeliani che si batte ogni giorno al fianco dei palestinesi per impedire la costruzione del muro dell’Apartheid, un muro di oltre 700 KM che divide la Palestina da Israele. Un muro che isola e imprigiona gli abitanti di Gaza, facendoli vivere in una prigione a cielo aperto.
Anarchists Against The Wall è nato nel 2003. Sin dalla sua nascita il gruppo ha partecipato a centinaia di manifestazioni. Condotte “con responsabili palestinesi che vivono nei villaggi soggetti ad espropri”. Manifestazioni congiunte perché “è un diritto dei cittadini israeliani resistere a tutte le azioni immorali compiute nel suo nome”. Disobbedienza civile e non violenza, perché “l'apartheid realizzata da Israele e la sua occupazione non finirà da sola; finirà quando sarà ingovernabile e inimmaginabile”.


Giovedì 20 giugno ore 11.00 - Partenza da Porta Pia
CONOSCERE IL SISTEMA DI SECURITY DEL PORTO

Le tre giornate dedicate ai rifugiati iniziano con la narrazione di quello che succede quotidianamente al porto di Ancona: controlli di sicurezza, persone che scappano, potenziali richiedenti asilo che non riescono ad accedere alle procedure, minorenni stranieri intrappolati nei traghetti provenienti dalla Grecia.
Come funziona le security del porto? perché ci sono le reti? come si può rendere il porto accogliente?
Iscrizioni: 3475349286 -3398102187 

lunedì 4 marzo 2013

La Palestina della convivenza. Storia dei Palestinesi 1880-1948 A Pesaro e Jesi (AN) una mostra fotografica promossa dalla Campagna Palestina Solidarietà e da Ya Basta Marche!


La Palestina della convivenza non è né uno slogan né un’utopia. La Palestina della convivenza è un accaduto al tempo stesso lontano e vicino. La Palestina della convivenza non è una forzatura, è un percorso che abbiamo costruito attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e di chi l’ha fotografata.
Per conoscere un paese bisogna penetrare dentro lo sguardo di chi l’ ha vissuto, occorre accompagnare le sue genti nel quotidiano, mentre lavorano, mentre cantano, mentre sorridono, mentre soffrono o mentre resistono. Chi guarda gli scatti è doppiamente privilegiato. Non soltanto perché si esamina chi fotografa e chi viene fotografato, ma lo si fa soprattutto a posteriori. Perciò gli scatti sono stati raccontati nel loro intimo da didascalie che ne descrivono la biografia e ne sottoscrivono il contesto storico, culturale, politico e antropologico, che nella mente di chi fotografa e soprattutto di chi viene fotografato non è mai percepito nella sua totalità. Le persone e “le cose” ritratte in questi scatti hanno consegnato alla storia una testimonianza unica quanto veritiera per il solo fatto di essere stati fotografati.
Le persone si possono mettere in posa per il tempo di uno scatto, ma ciò che le fotografie ritraggono è un mondo reale che esiste ancor prima che la fotografia lo immortali, anzi la fotografia e il fotografo sono proprio attratti da quel mondo che li precede.
La Palestina della convivenza è una terra ricca e ospitale che vive e fa vivere le sue genti. Negli scatti di Karima Abud, la fotografa palestinese che visse a Nazareth fra il 1896 e 1955, incontriamo i volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità. Negli scatti di Felix Bonfils scopriamo la Palestina urbana e rurale, con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con la sua varietà di persone e etnie.
Nell’archivio Assebat Association abbiamo una panoramica di una Palestina che cammina a braccetto con la modernità. Tutti gli scatti si erigono a testimoni parziali e inconfutabili di un paese vivace, inserito nel suo contesto regionale e internazionale, soggetto, come è naturale che sia, al flusso e riflusso di civiltà e culture.
Questo Percorso Fotografico, il più possibile documentato storicamente, ha l’intento di fornire informazione. Nulla è stato aggiunto né manomesso, è stato solamente letto a voce alta ciò che altri hanno scritto e hanno fotografato. Sarebbe legittimo chiedersi se si ha il diritto di riesumare quei volti, quei paesaggi e quelle vite, ma forse alla fine non è di diritto che si tratta bensì di dovere. Il dovere di ridare memoria alla memoria. Il dovere etico di riportare alla luce delle narrazioni che a lungo sono state accantonate.
La storia è una cosa seria e complessa, ecco perché bisogna andare a cercarla nei dettagli, non nelle gesta degli eroi e dei conquistatori, ma nelle mani di chi coltiva la speranza, negli sguardi di chi è ebbro di vita, nella fatica di chi ara la terra e accudisce l’olivo. Gli scatti senza parola alcuna gridano la loro verità, parlano alla nostra coscienza, denunciano il nostro distacco e la nostra indifferenza.
Ci chiedono : Dov’è ora la Palestina della Convivenza?
Rabii El Gamrani (Hawiyya, Centro di Documentazione sulla Civiltà Palestinese)
La mostra La Palestina della Convivenza, promossa dalla Campagna Palestina Solidarietà e da Ya Basta Marche in collaborazione con il Comune di Pesaro e con il Centro Interculturale per la Pace, sarà allestita a Pesaro (Palazzo Gradari, Via Rossini, 24), da Martedì 12 a Giovedì 21 Marzo dalle 16 alle 19.30. Sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. L'inaugurazione è prevista per Martedì 12 Marzo alle ore 21. Per le scuole è possibile prenotare visite mattutine contattando il numero 329 9423841.
Da sabato 23 a domenica 24 Marzo la mostra sarà a Jesi (Spazio Comune Autogestito TNT Via Gallodoro 68/ter, di fronte all'INPS), dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20. L'inaugurazione con aperitivo è per Venerdì 22 Marzo alle ore 18. L'evento è promosso da Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TNT e Collettivo Studentesco Corto Circuito.

giovedì 22 novembre 2012

ASSASSINII E DISINFORMAZIONE



Assassinii e disinformazione
di Alain Gresh
da Il manifesto 
Per comprendere l'escalation a Gaza, bisogna sempre ricordare alcuni dati circa questo territorio (360 km², più di 1,5 milioni di abitanti, cioè oltre 4 500 persone al km² - il che ne fa uno dei luoghi del pianeta con la più alta densità di popolazione), che Israele occupa dal 1967.
Anche se l'esercito si è ritirato, i contatti con il mondo esterno sono sempre controllati da Israele; la circolazione all'interno della stretta striscia di terra è limitata e continua il blocco avviato da anni: per le Nazioni unite, Gaza resta un territorio occupato.
I dati che seguono sono forniti dall'Ufficio delle Nazioni unite per il coordinamento degli affari umanitari nei territori palestinesi (Ocha oPt), in un documento del giugno 2012 intitolato «Five Years of Blockage: The Humanitarian Situation in the Gaza Strip»:
Nel giugno 2007 il governo israeliano decide di intensificare il blocco del territorio, già severamente «controllato».
Il 34% della popolazione (e la metà dei giovani) è disoccupato.
L'80% della popolazione dipende dall'aiuto alimentare.
Il Pnl per abitante era, nel 2011, inferiore del 17 per cento a quello del 2005 (in termini costanti).
Nel 2011, un camion al giorno usciva da Gaza con prodotti per l'esportazione, cioè meno del 3% della cifra del 2005.
Il 35% delle terre coltivabili e l'85% delle acque pescose sono parzialmente o totalmente inaccessibili agli abitanti di Gaza in seguito alle restrizioni israeliane.
L'85% delle scuole deve operare in regime di «doppio turno» (uno la mattina, l'altro il pomeriggio) -, a causa della sovrappopolazione.
Ogni guerra è accompagnata da un'intensa propaganda e il governo israeliano è diventato maestro in questo campo. Già al tempo dell'offensiva del dicembre 2008-gennaio 2009, si era vista un'ondata mediatica (Marie Bénilde, «Gaza:du plomb durci dans les têtes»). Intellettuali francesi, tra cui l'incredibile Bernard-Henri Lévy, avevano contribuito alla disinformazione.
L'uomo assassinato da Israele, Ahmed Jabari, era il capo dell'ala militare di Hamas (su questa organizzazione, leggere «Qu'est-ce que le Hamas?»). Molti media lo presentano come «un terrorista» responsabile di tutti gli attacchi contro Israele. La realtà è piuttosto diversa dal ritratto - anche al di là dell'uso del termine «terrorismo», come minimo ambiguo.
Ancora una volta, è un giornalista israeliano Aluf Benn a far notare («Israel killed its sub contractor in Gaza» Haaretz, 15 novembre): «Ahmed Jabari era un subappaltatore, incaricato della sicurezza di Israele nella striscia di Gaza. Qualifica che può sembrare assurda a chi, nelle ultime ore, lo ha visto descrivere come un"arciterrorista", "il capo del personale del terrore" o come "il nostro Ben Laden"» .
Eppure è stata questa la realtà negli ultimi cinque anni e mezzo. Israele ha preteso da Hamas che rispettasse la tregua nel sud e la facesse rispettare dalle numerose organizzazioni armate della striscia di Gaza. Ahmed Jabari è l'uomo a cui era stato affidato questo compito.»
Basta guardare i grafici pubblicati dallo stesso ministero degli esteri israeliano circa i lanci di razzi («Palestinian ceasefire violations since the end of Operation Cast Lead», 14 novembre 2012), per rendersi conto che, nel complesso, la tregua era stata effettivamente rispettata. L'hanno interrotta i raid dell'esercito israeliano del 7 e 8 ottobre 2012, poi del 13 e 14 ottobre, che hanno provocato un'escalation che non si più fermata. E, alla vigilia dell'assassinio di Jabari, una tregua era stata concordata dall'Egitto, il che conferma la testimonianza del militante per la pace Gershon Baskin, ripreso da Haaretz, «Israeli peace activist: Hamas leader Jabari killed amid talks on long-term truce», 15 novembre)
Tutte le escalation fanno seguito a omicidi mirati di militanti palestinesi a Gaza. Le esecuzioni extragiudiziarie sono una pratica antica del governo israeliano (a cui gli Stati uniti si sono adeguati da tempo). Avete detto «terrorismo»? (da leggere assolutamente «De Gaza à Madrid, l'assassinat ciblé de Salah Shehadeh», di Sharon Weill, Le Monde Diplomatique, settembre 2009).
Lo scenario era stato esattamente lo stesso nel 2008. Mentre la tregua veniva rispettata dai palestinesi dal giugno 2008 («List of Palestinian rocket attacks on Israel, 2008», Wikipedia), era stato l'assassinio di sette militanti palestinesi nel novembre a portare all'escalation e all'operazione «Piombo fuso».
Sulle violazioni israeliane dei cessate il fuoco nel corso degli ultimi anni, si può leggere Adam Horowitz, «Two new resources: Timeline of Israeli escalation in Gaza and Israel's history of breaking ceasefires» (Mondoweiss, 14 novembre 2012).
D'altra parte, è difficile parlare di un confronto tra due parti: gli F-16 israeliani e i razzi palestinesi non sono armi equivalenti. Lo prova il bilancio delle vittime, a partire dalla tregua del gennaio 2009 seguita all'operazione «Piombo fuso».
L'organizzazione israeliana di difesa dei diritti umani B'Tselem fa il conto dei palestinesi e degli israeliani uccisi a Gaza dal 19 gennaio 2009 al 30 settembre 2012 («Fatalities after operation "Cast Lead"»): 271 palestinesi (di cui 30 minorenni) contro 4 israeliani.. Le cifre parlano da sole ...
(tradotto da Elvira Panaccione) Sito di Le Monde Diplomatique
Copyright Le Monde Diplomatique

lunedì 19 novembre 2012

GAZA: BASTA CON IL MASSACRO - PRESIDIO Ancona 20 novembre 2012 Piazza della Repubblica ore 18,30



GAZA DI NUOVO SOTTO ATTACCO
BASTA CON IL MASSACRO
UNA CANDELA PER OGNI PERSONA UCCISA


“Serve dire qualcosa?
Ferma qualche bomba le nostre urla?
La nostra parola, salva la vita a qualche bambino palestinese?
..... Noi pensiamo di si!
Che forse , non fermeranno una bomba, o che la nostra parola non diventerà uno scudo blindato.
Ma forse la nostra parola riuscirà ad unirsi ad altre parole nel mondo, e che forse , inizialmente , si trasformerà in un mormorio ... dopo in una voce alta , e poi in un grido che verrà ascoltato a Gaza.”

Presidio per chiedere la fine dell’operazione militare israeliana “Pilastro della difesa” che a domenica ha causato
69 morti; tra cui 20 bambini, 8 donne, 9 anziani e 660 feriti; tra cui 224 bambini, 113 donne, 50 anziani.

L’ingresso del porto di Ancona, quel porto che accoglie e respinge le tante persone che fuggono dalle guerre e che cercano di raggiungere l’Italia e l’Europa per costruire una vita migliore, vedrà le scale del Teatro delle Muse brillare per le tantissime candele che illumineranno i visi di chi ancora una volta con tutta la voce griderà “Stop the war, Stop the Israeli terrorim - Stay Human”

venerdì 16 novembre 2012

In diretta da Gaza Michele Giorgio










Ci puoi raccontare cosa sta succedendo a Gaza?
La cronaca degli ultimi avvenimenti è che continua da ieri l'attacco israeliano con un'offensiva aerea a Gaza, iniziata con un cosidetto omicidio mirato del capo militare di Hamas che è stato un duro colpo per il movimento islamico.
Da ieri è un susseguirsi di incursioni aeree, si sentono boati in continuazione.
Israele dichiara di colpire solo obbiettivi militari, ma in realtà io ora mi trovo all'ospedale Shifa e vedo arrivare in continuazione ambulanze con civili e molti bambini feriti.
La situazione per la popolazione civile è molto grave, sono tutti rintanati nelle case ed escono solo per recarsi ai funerali; è già difficile reperire cibo perchè tutti i negozi sono chiusi.
Le esplosioni sono anche a Gaza city, mentre continua il lancio di razzi da parte della resistenza armata palestinese; Israele dichiara che sono stati 750 i razzi lanciati dai palestinesi, ma solo oggi hanno causato tre morti tra cui un bambino, colpendo l'ultimo piano di un palazzo situato in una cittadina distante una trentina di kilometri dalla striscia di Gaza.
Questo potrebbe essere il pretesto per la possibile offensiva di terra dell'esercito israeliano.

mercoledì 10 ottobre 2012

Sabato 13 ottobre, Varese, Manifestazione nazionale: Nessun M346 e nessuna altra arma ad Israele!



BDS Italia ha aderito e parteciperà alla manifestazione davanti alla fabbrica di morte dell’Alenia Aermacchi a Venegono (Varese).
Diffondi la notizia dell’appuntamento e partecipa anche tu per dire NO alla produzione di armi e chiedere la fine dei rapporti economico-militari tra Italia ed Israele!
Condividi l'evento Facebook
Diffondi la versione inglese dell’appello della manifestazione ai tuoi contatti internazionali

A sostegno della manifestazioneDalla voce di israeliani, una richiesta per il boicottaggio degli armamenti e per la sospensione di ogni cooperazione militare con Israele: Smettetela di supportare i crimini di guerra! Smettetela di armare Israele!

Per sapere di più I dettagli dell’accordo tra Italia ed Israele sugli M346: Il pacchetto di acquisti reciproci Italia-Israele è sbilanciato a favore di Israele
Un dossier su Finmeccanica (tra le cui società figura Alenia Aermacchi): Una piovra artificiale
Che cos’è un M-346? L’addestratore M-346 Master

Partecipa anche tu alla campagna di boicottaggio e disinvestimento degli armamenti e delle tecnologie di controllo e repressione che l’Italia acquista ed importa da Israele: leggi l’appello della campagna oppure scrivi all’email bds_armamenti@distruzione.org

» Good News: I successi e l’impatto della campagna per il boicottaggio di Israele!






Leggi tutte le notizie positive: Good News


"È da tempo che dico che la migliore speranza per i palestinesi non sta a livello governativo o attraverso le Nazioni Unite, ma piuttosto nella campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele".
-- Richard Falk, Relatore speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori Palestinesi occupati


Seguici anche su Facebook e Twitter:facebook.com/BDSItalia@bdsitalia

BDS Italia è un movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, costituito da associazioni e gruppi in tutta Italia che hanno aderito all'appello della società civile palestinese del 2005 e promuovono campagne e iniziative BDS a livello nazionale e locale.

domenica 20 maggio 2012

LA VITA QUOTIDIANA NELLA PALESTINA OCCUPATA


Venerdì 25 maggio ore 21
Sala della Pace - Via Rinalducci 11 Fano

LA VITA QUOTIDIANA NELLA PALESTINA OCCUPATA
Proiezione del documentario:
Tomorrow's Land How we decided to tear down the invisible wall

Nei giorni in cui i palestinesi ricordano le espulsioni del 1948 (Nakba - la catastrofe) la Campagna Palestina Solidarietà propone la visione del documentario: Tomorrow's Land - How we decided to tear down the invisible wall.
Il documentario raccoglie le storie degli abitanti di At-Tuwani e ha visto la luce grazie a una campagna di autofinaziamento che ha coinvolto diverse realtà associative tra Brescia e Bologna.
At-Tuwani è un villaggio palestinese minacciato di evacuazione e costantemente attaccato dai coloni israeliani del vicino insediamento di Ma’on.
Da dieci anni, un Comitato di Resistenza Popolare difende il villaggio attraverso una complessa strategia nonviolenta e l’aiuto di attivisti israeliani e internazionali: un esperimento che può indicare la strada verso un nuovo futuro per la Palestina.
Durante la serata gli autori, in collegamento telefonico, presenteranno il documentario e il progetto che ne ha reso possibile la realizzazione.

Campagna Palestina Solidarietà
Gruppo Fuoritempo
Sala della Pace Fano



giovedì 19 aprile 2012

Movimento BDS Italia: invito a sospendere 8x1000 alla Chiesa Valdese


Le ragioni per non firmare il contributo dell'8 per mille alla Chiesa Valdese
Non vogliamo che la Chiesa Valdese con i nostri contributi dell'8 per mille finanzi il Centro Peres

Manda un tuo messaggio alla Chiesa Valdese:

http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html

Qualche mese fa abbiamo saputo che la Chiesa Valdese, attraverso i fondi dell'8 per mille, intende continuare a finanziare il progetto del Centro Peres “Saving Children”, giustificando questa decisione con la volontà di permettere la cura di bambini palestinesi malati in ospedali israeliani. Il progetto sembra del tutto nobile e generoso, ma la realtà si presenta molto differente.

La nostra opposizione al progetto ha portato all’invio di molte lettere ai valdesi, abbiamo prodotto un dossier di documentazione che abbiamo spedito ai responsabili della Chiesa, abbiamo avuto un incontro a Roma l'8 marzo scorso presenti i massimi responsabili della Chiesa. Per spiegare le motivazioni che ci vedono nettamente contrari all'uso dei fondi dell’8 per mille (che molti di noi affidano ai Valdesi) al Centro Peres ci siamo affidati alla competenza del Prof. Stefanini, che è stato per anni responsabile dell'OMS per i Territori Occupati, nonché responsabile della Cooperazione Italiana, e che ha avuto rapporti sia con il Centro Peres, sia con il progetto “Saving Children” (da non confondere con Save the Children). Inoltre abbiamo individuato progetti palestinesi, alternativi a quello del Centro Peres, per curare i bambini palestinesi, e molto probabilmente uno o due progetti palestinesi verranno finanziati dai Valdesi.
Tuttavia né quest’ultimo finanziamento né la decisione definitiva rispetto a quello a favore di “Saving children” verranno decisi prima di luglio, e quindi non sarà possibile sapere in tempo utile per la dichiarazione dei redditi del corrente anno se il nostro intervento ha sortito gli effetti sperati. Per questa ragione chiediamo a chi solidarizza con la causa palestinese di sospendere per l’anno in corso la destinazione dell'8 per mille alla Chiesa Valdese, nella convinzione che, se si vogliono aiutare i bambini palestinesi, è alla sanità palestinese che vanno destinati gli aiuti, e non a strutture israeliane.

lunedì 16 aprile 2012

Divieto d'ingresso in Israele - Cronaca in aggiornamento - Welcome to Palestine

1200 i partecipanti dall'Europa, Stati Uniti e Australia all'iniziativa Welcome to Palestine, per denunciare l'occupazione e le limitazioni alla circolazione per i palestinesi.



Alcuni fermati gia alla partenza altri all'arrivo.
LA CRONACA
Mattina All'aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv, già normalmente militarizzato, sono arrivati fin dalla mattina oltre 650 poliziotti.
Streaming dall'aereoporto Ben Gurion
La sfida di arrivare con voli di linea arriva dopo quella portata dalla Freedom Flotilla al blocco navale attorno a Gaza.
Molti attivisti sono stati fermati alla partenza, come è successo a Roma, tra cui Vauro,
Un centinaio di attivisti sono stati bloccati a Ginevra, decine a Parigi. Cancellazioni di posti sono state effettuate dai voli da Manchester.
Alle 13.00 è arrivata la notizia che all'aereoporto di Tel Aviv sono stati fermati sia dei francesi che attivisti isrealiani.
Intanto in Italia si apre il "giallo Vauro". Il fumettista era stato segnalato tra i fermati all'aereoporto di Roma, ma Vauro raggiunto al telefono ha detto di essere già arrivato in Israele.
"Sono già in Israele" - dichiara Vauro
Poi ha chiarito il tutto dicendo che avrebbe dovuto partire ma non aveva potuto e sottolinea l'assurdità di quello che bisogna fare per visitare i palestinesi.
"Ho diffuso la falsa notizia del mio fermo a Fiumicino. Non era vero. Però sono sulla black list. Allora ho detto che ero già in Israele e ci hanno pure creduto [Vauro]"
Questa volta il Mossad l'ho depistato io
Alle 17.30 dall'Ansa di apprende che: " ''Sono quattro gli attivisti italiani fermati allo scalo di Tel Aviv. Due saranno rimpatriati nelle prossime ore. Degli altri due sappiamo solo che sono in stato di fermo''. Lo ha reso noto all'ANSA il coordinamento italiano della 'Flytilla', gruppo internazionale filopalestinese giunto oggi alla spicciolata all'aeroporto di Ben Gurion, aggiungendo pero' che ''altri attivisti italiani e francesi hanno superato la dogana e sono gia' entrati nei Territori''.
Da Adnkronos/Dpa/Ign si dice che sono una trentina gli attivisti di nazionalità straniera arrestati dalla polizia isrealiana all'arrivo a Tel aviv tra cui un portoghese, un canadese e altri stranieri provenienti da Parigi e Ginevra. Tutti saranno rimpatriati dopo essere stati interrogati. Arrestati al Ben Gurion anche quattro attivisti israeliani.
Intorno alle 21.00 da twitter arriva la notizia che alcuni attivisti isrealiani fermati all'aereoporto Ben Gurion sarebbero stati rilasciati.
21.30 Dei quattro attivisti intaliani pare che due saranno rimpatriati e due sono in stato di fermo.
Mentre non si hanno notizie di un'altro attivista italiano che pare sia stato portato in un carcere, si tratta di Marco Varasio e pare sia detenuto nel carcere di Givon a Ramla. Finora non ha potuto vedere l'avvocato.
Intanto altri attivisti, anche italiani hanno superato i varchi allo scalo di Tel Aviv e sono nei territori. filo-palestinese che prevedeva l'arrivo di circa 1500 attivisti a Tel Aviv.
La vicenda sta creando un'attenzione generale sul fatto che sia "legale" impedire l'ingresso in Israele a individui che non hanno infranto alcuna legge israeliana e vogliono solamente dichiarare al loro arrivo l'intenzione di andare a visitare i Palestinesi.
Critiche anche nell'editoriale del quotidiano Haaretz
In uno dei piu' duri editoriali degli ultimi tempi - dedicato all'atteggiamento di chiusura assunto dal governo di Benyamin Netanyahu di fronte agli attivisti di 'Benvenuti in Palestina' (Flytilla) - il quotidiano liberal Haaretz sostiene che in questa circostanza Israele si sta comportando in maniera non dissimile dall'Iran.
"L'Iran - nota l'articolista - impedisce l'ingresso nelle proprie installazioni nucleari ai controllori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che vorrebbero riferire quanto vi avviene".
"Israele - aggiunge - ha deciso di impedire l'ingresso nei Territori occupati di attivisti dei diritti umani che vorrebbero riferire dello stato dei diritti umani nella regione". Questo editoriale (titolato: 'Accoglieteli con i fiori') sta destando reazioni di oltraggio in alcuni siti della destra nazionalistica israeliana.

AGGIORNAMENTI: http://www.globalproject.info/it/mondi/Divieto-dingresso-in-Israele-Cronaca-in-aggiornamento/11292 

giovedì 6 ottobre 2011

SI SCRIVE ISRAELE - SI LEGGE APARTHEID !

A Jaffa il padre di una famiglia di palestinesi sfrattati, preso a calci e pugni dalla polizia israeliana
SI SCRIVE ISRAELE - SI LEGGE APARTHEID !
Ecco l'ennesima dimostrazione del trattamento che Israele riserva ai cittadini non ebrei
( i palestinesi che vivono in israele... i cosiddetti 'arabi israeliani').
Il VIDEO mostra la polizia prendere a calci e pugni un padre di famiglia.
Accade a Jaffa durante lo di sfratto di una famiglia di palestinesi.
Che ricordo serberà la bambina di questa giornata?


lunedì 1 agosto 2011

BOICOTTAGGIO AGREXCO



L'Agrexco è in grave difficoltà finanziaria.
L'irlandese Total Produce (http://www.totalproduce.com) è fra i potenziali acquirenti.
Scrivete lettere alla Total Produce per far capire che l'Agrexco è oggetto di
boicottaggio e lo sarà anche la Total Produce se investono in Agrexco.
È importante far arrivare messaggi da diversi paesi per far capire che è una campagna europea/internazionale.
( Vedete anche il comunicato del Boycott National Committee palestinese sulla crisi finanziaria dell'Agrexco)
Cogliendo la crisi finanziaria dell'Agrexco, gli attivisti si impegnano a cacciare l'esportatore israeliano dall'Europa http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/256-cs-crisi-agrexco.html

Dichiarazione politica del Forum europeo contro Agrexco
http://stopagrexcoitalia.org/news/comunicati/255-dichiarazione-montpellier.html

Di seguito due esempi di lettere che sono state inviate a:
info@totalproduce.com

Esempio 1
To whom it may concern,
AGREXCO is an Israeli company complicit in the occupation and dispossession of the Palestinian people, and its very activity (economic exploitation of an occupied territory) is a war crime.
If TOTAL PRODUCE buys AGREXCO it will then be in the exact same situation, since you will carry out the same activities. This means  that the current international boycott campaign targeted at AGREXCO
will expand to include all TOTAL PRODUCE activities.
I urge you not to participate in the bidding for AGREXCO and to stay away from their illegal and illegitimate business.
Yours sincerely,
Firma
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Esempio 2
Dear Ladies and Gentlemen:
I have learned that you are considering the purchase of Agrexco, a company which aids the occupation and is operating in the Occupied Palestinian Territories and responsible for the dispossession of Palestinians from their land.
There has been a big boycott campaign in Europe against Agrexco because of the reasons given above.
I imagine that Total Produce is aware of this campaign, which has been carried out in many cities of
Europe.
For this reason it is my hope that your company will refrain from purchasing Agrexco and will do the right thing by heeding the call of human rights activists who are opposing the Israeli occupation.
Yours sincerely,
Firma
.......................................................