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venerdì 12 settembre 2014

Ya Basta!, spedite le raccolte di farmaci per Gaza


Venerdi 12 settembre è stato chiuso il presidio di Jesi, presso la sede dell'Associazione Ya Basta! Marche, per la "raccolta farmaci Gaza" gestito da Campagna Palestina Solidarietà - Marche.
Lunedi 15 settembre è partita verso Genova la seconda spedizione. La Campagna Palestina Solidarietà e l'Associazione Ya Basta! ringraziano tutti della collaborazione e solidarietà, sopratutto a Music for Peace Creativi della Notte Onlus, per l'impegno profuso alla organizzazione dei convogli verso Gaza. https://www.facebook.com/pages/MUSIC-FOR-PEACE-CREATIVI-DELLA- NOTTE/250125084193?fref=nf

Grazie a tutti coloro che in queste settimane si sono avvicinati alla sede di via Gallodoro per consegnare i farmaci, per dare una mano coprendo i turni per la raccolta e per la collaborazione nello smistamento e impacchettamento medicinali.

martedì 15 luglio 2014

FERMARE LE BOMBE SU GAZA LEVIAMO LE NOSTRE VOCI CONTRO IL CRIMINE DEL SILENZIO!! DENUNCIAMO LE COMPLICITA’ ITALIANE CON L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA!! MARTEDì 15 LUGLIO ALLE 17.00 PRESIDIO DAVANTI LA SEDE RAI DI ANCONA (Scalo Vittorio Emanuele, 1)


Settimane fa, Israele ha preso a pretesto la scomparsa e l’uccisione di tre giovani coloni israeliani a Hebron per punire Hamas e rompere il nuovo governo di unità palestinese.
Per giorni le forze armate israeliane hanno imperversato in tutta la Cisgiordania occupata con rastrellamenti, arresti indiscriminati e uccisioni di civili in una campagna di punizione collettiva ingannevolmente presentata al mondo come una missione di salvataggio.
Ora Israele ha lanciato una vasta azione di bombardamento sulla Striscia di Gaza, che dal 2006 è strangolata da un embargo criminale. Quella che è stata presentata come un’operazione militare volta a colpire obiettivi terroristici si è prontamente rivelata, secondo un copione già visto, nel massacro generalizzato di civili palestinesi e nella distruzione sistematica delle infrastrutture civili della Striscia di Gaza.

giovedì 24 aprile 2014

Istanbul - Terza giornata in Turchia, la carovana continua. Report della terza giornata di carovana in Turchia



È la mattina della terza giornata a Istanbul, la vivacità di questa città si respira nell'aria.
A pochi giorni dalla grande manifestazione del Primo Maggio aumenta l'attesa e la speranza degli attivisti locali per una buona riuscita di quella che sembra sarà una giornata di forte tensione ma anche di richiesta di libertà. Gli incontri odierni ci hanno dato infatti la possibilità di ampliare il quadro complessivo di una realtà sfaccettata e multiforme come quella turca.
In mattinata incontriamo Huluzi Zaibel di IHD (Associazione per i Diritti Umani), prima associazione ad essere stata fondata dopo il colpo di stato del 1980 con cui sono state messe al bando le organizzazioni civili. IHD nasce infatti nel 1986 proprio per sostenere e difendere gli oppositori politici: da allora si occupa di diritti e tutela delle delle minoranze (religiose e nazionali includendo progressivamente migranti e rifugiati), di discriminazione di genere e di libertà civili.
L'associazione ha avuto un ruolo attivo durante le giornate di Gezi, tenendo le porte aperte ai manifestanti e assistendoli durante gli scontri e i raid della polizia, denunciando e documentando le violenze delle forze dell'ordine.
Anche durante la manifestazione del prossimo primo maggio i volontari di IHD saranno presenti nelle strade con la casacca dell'associazione per dare visibilità alla loro azione di difesa del diritto di manifestare, anche tramite riprese video. Un diritto inesistente, conferma Zaibel, dal momento che il partito dell'AKP non tollera alcuna critica né espressione di dissenso alle proprie politiche, attaccando anche gli operatori per i diritti umani accusati di essere eversivi.
Ma non è solo con la repressione e la paura che l'AKP afferma il suo dominio: Zaibel ci spiega che sono particolarmente allarmanti anche i continui  provvedimenti normativi che mirano a condizionare pensiero e stili di vita attraverso i programmi scolastici o l'imposizione di norme di comportamento (forti inviti per le donne a non fumare, a non bere alcool, ad avere famiglie numerose, a non indossare abiti scollati). È proprio questo che spiega perché sono state le donne e i giovani a ribellarsi e a partecipare maggiormente alle mobilitazioni passate.

domenica 17 marzo 2013

Dall'Italia alla Tunisia - Carovana Liberté et Démocratie



Sono passati poco più di due anni da quando manifestazioni e proteste di grande intensità e forza hanno iniziato a ripetersi con continuità in Nord Africa e in Medioriente, generando dei cambiamenti storici con pochissimi precedenti.
A due anni di distanza, le situazioni nei vari Paesi, travolti dalle proteste, sono molto diverse ma vi si notano dei tratti comuni. Le grandi mobilitazioni della ‘primavera araba’ oggi si scontrano con forme politico-istituzionale che vorrebbero chiudere spazi di libertà e di costruzione di un futuro diverso.
Contro questa deriva sono riprese un po’ dappertutto, ma con grande forza e risonanza, in Egitto e Tunisia, le manifestazioni multitudinarie, le proteste in piazza che ci segnalano come la ‘primavera araba’ non sia stata solo una ventata passeggera ma come sia in corso una vera rivoluzione, con tutti i suoi flussi e riflussi, i suoi limiti e delusioni, le sue innovazioni e potenzialità, che si è radicata nelle modalità del vivere quotidiano di uomini e donne insofferenti alle rigide imposizioni, che rivendicano le libertà individuali come ‘status civile’ irrinunciabile.
Questa trasformazione, antropologica, sociale e multitudinaria si innesta su una pregressa - ora in caduta libera - crisi economica.
Per scambiare esperienze percorsi e desideri con chi sulle coste del nostro mediterraneo sta affermando con determinazione che indietro non si può tornare, che richiede a gran voce giustizia sociale, libertà e democrazia reale saremo al Forum Sociale Mondiale a Tunisi.
Continueremo la nostra presenza visitando nel sud della Tunisia le realtà di base che stanno dando vita ad esperienze concrete di informazione libera attraverso l'attivazione di tre media center che stiamo attivamente sostenendo.
La Carovana sarà presente a Tunisi per il Forum Sociale Mondialeche si svolge dal 26 al 30 marzo e dal 31 marzo si sposterà a Sidi Bouzid, Regueb e Menzel Bouzaiane.
- Promossa da:
In coalizione Associazioni Ya Basta
Emilia Romagna - yabasta.bologna@gmail.com tel. 0516493234
Marche - yabastamarche@libero.it tel. 3345804775
Nord Est - nordest@yabasta.it tel. 3403508437
Perugia - riccardo@yabastaperugia.org tel. 349 5821234
Per adesioni carovanatunisia2013@yabasta.it
Adesioni: Associazione Sport alla Rovescia Palestra Popolare TPO (Bologna), Polisportiva Assata Shakur (Ancona), Palestra Popolare Rivolta (Marghera), Polisportiva Independiente (Vicenza), Aut Side Social Football (Rimini), Polisportiva Ackapawa (Jesi), Polisportiva San Precario (Padova), Hic sunt leones Football Club (Bologna)
Partecipa Progetto Melting Pot Europa
Globalproject seguirà in diretta multimediale l'iniziativa
APPROFONDIMENTI
*  DA GLOBALPROJECT
PROGETTI ASS. YA BASTA PADOVA

lunedì 4 marzo 2013

La Palestina della convivenza. Storia dei Palestinesi 1880-1948 A Pesaro e Jesi (AN) una mostra fotografica promossa dalla Campagna Palestina Solidarietà e da Ya Basta Marche!


La Palestina della convivenza non è né uno slogan né un’utopia. La Palestina della convivenza è un accaduto al tempo stesso lontano e vicino. La Palestina della convivenza non è una forzatura, è un percorso che abbiamo costruito attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e di chi l’ha fotografata.
Per conoscere un paese bisogna penetrare dentro lo sguardo di chi l’ ha vissuto, occorre accompagnare le sue genti nel quotidiano, mentre lavorano, mentre cantano, mentre sorridono, mentre soffrono o mentre resistono. Chi guarda gli scatti è doppiamente privilegiato. Non soltanto perché si esamina chi fotografa e chi viene fotografato, ma lo si fa soprattutto a posteriori. Perciò gli scatti sono stati raccontati nel loro intimo da didascalie che ne descrivono la biografia e ne sottoscrivono il contesto storico, culturale, politico e antropologico, che nella mente di chi fotografa e soprattutto di chi viene fotografato non è mai percepito nella sua totalità. Le persone e “le cose” ritratte in questi scatti hanno consegnato alla storia una testimonianza unica quanto veritiera per il solo fatto di essere stati fotografati.
Le persone si possono mettere in posa per il tempo di uno scatto, ma ciò che le fotografie ritraggono è un mondo reale che esiste ancor prima che la fotografia lo immortali, anzi la fotografia e il fotografo sono proprio attratti da quel mondo che li precede.
La Palestina della convivenza è una terra ricca e ospitale che vive e fa vivere le sue genti. Negli scatti di Karima Abud, la fotografa palestinese che visse a Nazareth fra il 1896 e 1955, incontriamo i volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità. Negli scatti di Felix Bonfils scopriamo la Palestina urbana e rurale, con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con la sua varietà di persone e etnie.
Nell’archivio Assebat Association abbiamo una panoramica di una Palestina che cammina a braccetto con la modernità. Tutti gli scatti si erigono a testimoni parziali e inconfutabili di un paese vivace, inserito nel suo contesto regionale e internazionale, soggetto, come è naturale che sia, al flusso e riflusso di civiltà e culture.
Questo Percorso Fotografico, il più possibile documentato storicamente, ha l’intento di fornire informazione. Nulla è stato aggiunto né manomesso, è stato solamente letto a voce alta ciò che altri hanno scritto e hanno fotografato. Sarebbe legittimo chiedersi se si ha il diritto di riesumare quei volti, quei paesaggi e quelle vite, ma forse alla fine non è di diritto che si tratta bensì di dovere. Il dovere di ridare memoria alla memoria. Il dovere etico di riportare alla luce delle narrazioni che a lungo sono state accantonate.
La storia è una cosa seria e complessa, ecco perché bisogna andare a cercarla nei dettagli, non nelle gesta degli eroi e dei conquistatori, ma nelle mani di chi coltiva la speranza, negli sguardi di chi è ebbro di vita, nella fatica di chi ara la terra e accudisce l’olivo. Gli scatti senza parola alcuna gridano la loro verità, parlano alla nostra coscienza, denunciano il nostro distacco e la nostra indifferenza.
Ci chiedono : Dov’è ora la Palestina della Convivenza?
Rabii El Gamrani (Hawiyya, Centro di Documentazione sulla Civiltà Palestinese)
La mostra La Palestina della Convivenza, promossa dalla Campagna Palestina Solidarietà e da Ya Basta Marche in collaborazione con il Comune di Pesaro e con il Centro Interculturale per la Pace, sarà allestita a Pesaro (Palazzo Gradari, Via Rossini, 24), da Martedì 12 a Giovedì 21 Marzo dalle 16 alle 19.30. Sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30. L'inaugurazione è prevista per Martedì 12 Marzo alle ore 21. Per le scuole è possibile prenotare visite mattutine contattando il numero 329 9423841.
Da sabato 23 a domenica 24 Marzo la mostra sarà a Jesi (Spazio Comune Autogestito TNT Via Gallodoro 68/ter, di fronte all'INPS), dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20. L'inaugurazione con aperitivo è per Venerdì 22 Marzo alle ore 18. L'evento è promosso da Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TNT e Collettivo Studentesco Corto Circuito.