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giovedì 1 dicembre 2016

Viaggiare domandando. Sguardi da sud su #overthefortress




La domande è tutt’altro che retorica: qual è il senso di un viaggio lungo, complesso e faticoso, che attraversa territori distanti tra loro e molto spesso mal collegati, lungo le tortuose strade del sud Italia, intorno alla questione migratoria, come quello intrapreso dagli attivisti di overthefortress? 
Può essere l’occasione giusta per aggiornare la cassetta degli attrezzi collettiva con la quale interpretiamo le politiche di accoglienza e quelle di esclusione? Come mettere in luce prospettive, linguaggi e sguardi nuovi, che aiutino a mettere in discussione molte delle nostre certezze, anche di quelle militanti, con le quali ogni giorno ci occupiamo di migrazioni?
Dentro e oltre l’emergenza
Fare un viaggio a sud, occupandosi delle storie delle e dei migranti e delle politiche pubbliche di gestione degli arrivi, vuol dire fare i conti, innanzitutto, con la parola emergenza, a patto di metterci davvero i piedi e la testa dentro. Non si tratta, evidentemente, di un’emergenza delineata, di per sé, dal numero delle persone che sbarcano a sud. L’emergenza è una retorica potentissima e, allo stesso tempo, un concreto strumento di governo e di disciplinamento del fenomeno migratorio. Lo schema è semplice quando inquietante: il numero totale dei posti di accoglienza ordinaria è, da anni, gravemente sottostimano. Proliferano, al contrario, varie forme di accoglienza straordinaria, contribuendo a dare l’impressione, lontanissima dalla realtà, di territori sotto assedio.
Sotto la scure dell’emergenza, infatti, le politiche pubbliche di gestione dei flussi migratori sono state configurate come strutturalmente precarie, gravemente sottostimate, inique e restringenti. Ci sono spazi per costruire politiche di accoglienza altre rispetto a quelle delineare dalla disciplina dell’emergenza?
E’ uno dei grandi temi posti, fin dai primi interventi, dagli attivisti di overthefortress, attualmente in viaggio in Sicilia, e i primi riscontri sul campo aprono le porte ad un mondo - quello dell’accoglienza degna e delle reti solidali - che quasi sempre scompare nelle narrazioni mainstream in tema di sud e immigrazione.
Il viaggio overthefortress, attraversando territori tra loro distanti e diversi, può essere anche un’opportunità per raccontare un territorio, quello del sud, profondamente disomogeneo, pieno di ambivalenze e, quindi, di possibilità. Il sud reale è lontano e diverso dalla rappresentazione stereotipata di un territorio piatto, facilmente raccontabile, indolente e fermo. Proprio il tema delle migrazioni è un punto di vista privilegiato per cogliere il dinamismo che attraversa le regioni meridionali, facendo particolare attenzione a come esse si ripensino, pensando all’immigrazione.

venerdì 27 giugno 2014

Argentina: "Una proposta autonoma di salute" Solano-YaBasta

Intervista alle attiviste del Centro di Salute Comunitaria La Enramada, quartiere La Sarita (Quilmes Buenos Aires)
(Associazione Civile CO’EJHU e ex MTD di Solano)

L’Ass. Ya Basta! è stata promotrice in Italia del progetto del “Centro di Salute Autogestito” del ex MTD Solano (periferia di Buenos Aires), che consiste nella costituzione di una struttura popolare, un progetto che fa tesoro della concezione di autogestione ed autonomia che si costruisce dentro le forme di auto-organizzazione della società civile. Un impiego propositivo del proprio tempo per una crescente integrazione fra lotta e vita quotidiana.


Il lavoro del centro di salute

YaBasta: Come funziona il Centro di Salute ?

Centro di Salute: In questo periodo il Centro di Salute è aperto tre volte la settimana, martedì, giovedì e venerdì. Il giovedì e il venerdì sono dedicati alla formazione interna e all’interazione con l’esterno. La struttura è comunque aperta tutti i giorni per le altre attività al di fuori della salute, tra le quali diverse cooperative e il laboratorio di pelletteria. Dall’anno scorso, su richiesta dell'Assessorato all'Istruzione della Regione, il centro è anche sede di una scuola elementare per adulti, con due insegnanti del quartiere. Abbiamo aderito a questo progetto sia perché ci sono persone del quartiere a frequentare la scuola sia perché permette un'articolazione con le istituzioni.

giovedì 31 ottobre 2013

"Le immagini senza muri della radio comunitaria" Jesi Palazzo dei Convegni Corso Matteotti 8, 9 e 10 novembre


Mostra fotografica di Radio senza muri...... un viaggio intenso fra le
immagini di 20 mesi di trasmissioni della radio comunitaria, in un vero
incontro con l'Altro e con le diversità, con la necessità di costruire
insieme un modo diverso di comunicare e relazionarsi, un luogo di incontro
rivolto a tutti coloro che trovano nella capacità di esprimersi, nella
ricerca della propria soggettività e nella dignità di avere parola il
benessere, e condividere questa esperienza con chi non riesce a farlo.

Venerdi 8 novembre, apertura dalle 17 alle 20, ma alle 18 inauguriamo la
mostra con un brindisi per festeggiare questi 20 mesi di trasmissioni .....

Sabato 9 novembre apertura dalle 10 alle 20 .... dalle ore 15 alle 19
diretta dall'interno della mostra

Domenica 10 novembre apertura 10 a 12 e 16 a 20....

spot mostra http://youtu.be/cM9p4wDF46c

diretta streaming
http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri

Blog: http://radiosenzamuri.blogspot.it/

FB: http://www.facebook.com/radiosenzamuri

skipe: radiosenzamuri

Il servizio di RaiNews http://youtu.be/KPEZvMNUohk

per i podcast vai a
http://www.radioincredibile.com/component/search/?searchword=podcast&ordering=newest&searchphrase=all

venerdì 31 maggio 2013



Guerra e flussi migratori, diritti negati e respingimenti alla frontiera del porto di Ancona.
Il 20, 21 e 22 giugno 2013, l’Ambasciata dei Diritti organizza tre giorni di incontri, proiezioni e concerti in occasione della giornata mondiale del rifugiato.
Le iniziative si inseriscono nel progetto Open Doors sullo status del sistema di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo: il progetto fornirà a cittadini dell'Unione europea, responsabili politici e all'opinione pubblica un monitoraggio sul sistema d'inclusione sociale in Italia, Spagna Grecia, Ungheria e Cipro.

PROGRAMMA

Sabato 22 giugno dalle ore 20.00 – PORTO APERTO
BANCHINA 13 porto di Ancona (calata piazza del Teatro)
“Riappropriarsi del porto, di quegli spazi isolati dalle reti, vedere il tramonto del sole sul mare dalla banchina, parlare di tutte le persone che cercano di arrivare al porto di Ancona in cerca di sicurezza e di una nuova vita”

CONCERTI:
FULL VACUUM - https://www.facebook.com/full.vacuum.9?fref=ts

NUJU https://www.facebook.com/nujuband?fref=ts

Inoltre banchetti informativi, “Open doors point” per conoscere i dati sul rispetto del diritto di asilo ad Ancona, area bar.

Venerdì 21 giugno ore 21.00 – Ambasciata dei Diritti via Urbino 18 Ancona
PROIEZIONE DEL FILM FIVE BROKEN CAMERA
di Emad Burnat (palestinese) e Guy Davidi (israeliano)

Il documentario palestinese ha vinto il Sundance Festival ed è stato il primo film palestinese candidato all’Oscar. La pellicola racconta la storia del piccolo,povero e angusto villaggio cisgiordano di Bili’n, che ha subito l’ulteriormente riduzione di territorio dalla costruzione del muro israeliano, che lo spacca in due. Il titolo fa riferimento alle cinque telecamere che l’esercito israeliano ha distrutto per impedire le riprese.

Sarà presente alla proiezione Ronnie Barkan uno dei tanti attivisti israeliani che si batte ogni giorno al fianco dei palestinesi per impedire la costruzione del muro dell’Apartheid, un muro di oltre 700 KM che divide la Palestina da Israele. Un muro che isola e imprigiona gli abitanti di Gaza, facendoli vivere in una prigione a cielo aperto.
Anarchists Against The Wall è nato nel 2003. Sin dalla sua nascita il gruppo ha partecipato a centinaia di manifestazioni. Condotte “con responsabili palestinesi che vivono nei villaggi soggetti ad espropri”. Manifestazioni congiunte perché “è un diritto dei cittadini israeliani resistere a tutte le azioni immorali compiute nel suo nome”. Disobbedienza civile e non violenza, perché “l'apartheid realizzata da Israele e la sua occupazione non finirà da sola; finirà quando sarà ingovernabile e inimmaginabile”.


Giovedì 20 giugno ore 11.00 - Partenza da Porta Pia
CONOSCERE IL SISTEMA DI SECURITY DEL PORTO

Le tre giornate dedicate ai rifugiati iniziano con la narrazione di quello che succede quotidianamente al porto di Ancona: controlli di sicurezza, persone che scappano, potenziali richiedenti asilo che non riescono ad accedere alle procedure, minorenni stranieri intrappolati nei traghetti provenienti dalla Grecia.
Come funziona le security del porto? perché ci sono le reti? come si può rendere il porto accogliente?
Iscrizioni: 3475349286 -3398102187 

lunedì 22 ottobre 2012

RADIO SENZA MURI


RADIO SENZA MURI TRASMETTERA' DA CAFFE' BASAGLIA DI TORINO il 27 ottobre
dalle ore 15 alle ore 19

Dopo svariate trasmissioni ( oramai se ne contano 7) fatte all'aperto e in
modo assembleare da marzo a ottobre, nelle comunità di Soteria ( Jesi),
nell'Oasi Ripa Bianca (Jesi) e Massignano (Ancona), ora il gruppo radio è
pronto per fare una grande trasferta a Torino dove sarà ospite del Caffè
Basaglia, realtà che, come suggerisce il nome, si occupa di salute mentale e
che è partner del progetto originario della radio. Ugo Zamburro, fondatore
di Caffè Basaglia, partecipò al corso di formazione con Alfredo Olivera,
fondatore di radio la Colifata, e organizzato da Ya Basta! Marche come prima
attività del progetto di costruzione della radio, da lì parti un sodalizio
che porta Radio senza muri a Torino questo sabato 27 ottobre prossimo.
Ugo Zamburro invece sarà ospite della prossima iniziativa-trasmissione della
radio che verrà fatta al'interno della Rassegna Malati di Niente di Jesi il
prossimo 16 novembre (ore 16) all'Ostello Villa Borgognoni.
Il Caffè Basaglia è un centro di animazione sociale e culturale , inaugurato
nell'ottobre del 2008 a Torino. Viene gestito da volontari e dove a turno
operano come camerieri e aiuto cuochi alcuni pazienti del Dsm dell'Asl 2 di
Torino che così sono agevolati nel ritrovare  e alimentare legami sociali,
ottenendo sensibili miglioramenti clinici. Caffè Basaglia si trova in un
quartiere complesso, caratterizzato da sacche di povertà, marginalità e
dalla presenza di molti stranieri con inevitabili tensioni e problemi di
convivenza; per alcune di queste persone disagiate è diventato un punto di
incontro e di socializzazione e il suo ruolo è l'intercettazione dei
soggetti in difficoltà.
Sarà quindi un' esperienza ricca di spunti per la queta emittente appena
formatasi. La trasmissione sarà condotta, nello stile inconfondibile di
radio La Colifata, dai coordinatori  insieme a tutti coloro che si
troveranno all'interno del Caffè Basaglia e a coloro che la seguiranno via
web con i commenti.
Sarà possibile ascoltare la trasmissione in streaming su 
http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri
e seguire gli aggiornamenti FB ( Radio senza muri) e twitter
(@radiosenzamuri) in tempo reale per tutta la durata della trasmissione (
15-19 ).

la trasmissione si avvarrà della presenza di Radio Collegamenti di Pisa e Radio Ohm di Chieri (To) .... anche essi partner del progetto

giovedì 26 luglio 2012

Radio senza muri a Staffolo



Radio senza muri è partita con una forte consapevolezza, essere pluralista e
contro lo stigma sociale.....Dopo un lavoro di collaborazione con Radio La
Colifata, e partendo dallo straordinario percorso fatto dalla Colifata, che
ha sviluppato un modello non tradizionale di radio, rompendo con posti e
spazi prestabiliti, funzionando come un frullatore di pregiudizi e rompendo
con la logica del presentatore e del pubblico inerte,...... allo stesso modo
vogliamo lavorare anche noi..... quindi, con la voglia di fare una radio di
tutti, fatta fra tutti, dove la costruzione dell'opera è tutta collettiva.


siete tutti invitati a condividere il pomeriggio con "Radio senza Muri", sabato 28  luglio, dalle 17 alle 21....
presso Circolo Ippico Le Noci,  Via Santa Caterina - Staffolo (AN) nella bellissima campagna marchigiana .....


diretta streaming http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri
Blog: http://radiosenzamuri.blogspot.it/
FB Radio senza muri http://www.facebook.com/events/381255061933637/
skipe ya.basta.je

martedì 15 maggio 2012

Radio senza muri ospite della festa dell'Oasi di Jesi



Radio senza muri, una radio fatta in gruppo, dove il microfono è aperto e tutti possono parlare... questa volta ospite della festa dell'Oasi di Jesi (WWF)

"..... benessere è la capacità di esprimersi..."


SIETE TUTTI INVITATI!!!



Seguite la diretta st...reaming http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri  

Blog: http://radiosenzamuri.blogspot.it/  


FB: http://www.facebook.com/radiosenzamuri

mercoledì 21 marzo 2012

RADIO SENZA MURI


Sabato 24 marzo 2012, nei giardini di via Tabano a Jesi, è stata una giornata particolare.
Alle ore 15 ha preso il via l'esperienza radio più innovativa della regione. Una radio fatta in gruppo e dal gruppo dove il microfono è aperto e tutti possono parlare, anche chi arriva in ritardo e, preso dal discorso, vuole dire la sua.


Radio Senza Muri è la concretizzazione di un progetto finanziato dal Centro Servizio per il Volontariato e ideato dall'Ass. Ya Basta! Marche insieme ad associazioni del territorio, cooperative ed enti locali (per la lista completa vedere il blog radiosenzamuri blogspot ), che include una rete di web radio a livello nazionale.
L'idea prende spunto dalla conoscenza diretta e personale dell'esperienza pluri-ventennale di Radio la Colifata, emittente argentina oramai famosa grazie anche alla partecipazione di Manu Chao alle sue trasmissione, che si distingue dalle altre radio per trasmettere dai giardini dell'ospedale psichiatrico.
La Radio è gestita infatti dagli ospiti e dagli ex ospiti dell'ospedale Borda di BuenosAires.
Per i colifatos la radio è un'arma allegra, volta ad abbattere i muri fisici ma anche mentali che li separano, stigmatizzandoli, dal resto della comunità.
E' da questa idea che Radio Senza Muri prende spunto ed è dal voler abbattere i muri, che non permettono un vero incontro con l'altro e con la diversità, che parte la prima esperienza di radio comunitaria jesina.
Tutti coloro che sabato 24 marzo hanno partecipato alla prima diretta di Radio senza muri, nel giardino della comunità Soteria, non ha potuto che esprimere estrema gioia, senso di libertà ed entusismo nel condividere con altri che non si conoscono questo spazio radiofonico multitematico.
Quattro ore e mezzo di ascolto e scambio, di musica e divertimento, vissute in modo libero e dando spazio all'avvenimento in sè e, perchè no, all'imprevisto.
L'apertura a significati altri, la logica dell'avvenimento e la radio come esperienza terapeutica infatti sono tre dei tanti temi trattati durante il corso intensivo di formazione di 36 ore tenuto dal fondatore di radio la Colifata Alfredo Olivera, sostenuto anche da Laura Gobet e Veronica Kazimierzack, che ha avuto luogo dal 17 al 25 marzo nel Museo per le Arti della stampa di Jesi. Al corso hanno partecipato trenta persone provenienti da Jesi ma anche da diverse altre parti della regione Marche e non solo.
L'occasione di questo corso di formazione ha scavalcato i confini regionali portando a condividere questa esperienza radiofonici, associazioni del territorio, corsisti di Torino e di Pisa... e anche il fondatore di Caffè Basaglia di Torino. Tutte persone che per nove giorni si sono incontrate per discutere sul come fare una radio a Jesi con i mezzi teorici forniti dai "colifatos" argentini.
Questo dispositivo gruppale di formazione, di incontro e di saper pensare insieme ha costruito le basi di Radio senza muri: un dispositivo radiofonico gruppale itinerante, volto a incontrare le persone e il territorio là dove si sviluppa, confligge e crea;accogliente e aperto all'altro, inteso come singolarità o come gruppo (associativo, cooperativo, politico...), dando uno spazio vocale, mentale e fisico per dare e darsi voce; multitematico e quindi non chiuso all'interno di una categoria, ma aperto a qualunque tematica: dal disagio psichico alla migrazione, dai temi legati al mondo del carcere a quelli della scuola, dalla cucina alla musica, da temi di attualità a scritti personali.
Radio senza muri è lo spazio per mettere in moto la macchina dei desideri di tutte quelle persone che si avvicineranno e che vorranno utilizzare questo strumento non esclusivamente per dare delle risposte ma per dar vita a domande costruttive.
Il primo esperimento di Radio Senza Muri è andato molto bene. Grazie al collegamento con Buenos Aires e all'utilizzo della piattaforma web di radio la Colifata e di Radio TLT di Jesi la trasmissione è stata ascoltata dagli appassionati di Radio la Colifata che attraverso facebook inviavano messaggi in diretta. I primi dieci minuti sono andati in onda anche su radio Center Music, emittente locale. Attraverso la rete nazionale creata dal progetto le prossime puntate potranno essere mandate in formato ridotto alle radio partners. Ospiti speciali sono stati: l'autorità ancestrale dei Maya (Guatemala) Baltasar de la Cruz Rodriguez, che ha parlato dei Beni Comuni e della difesa del territorio, Adriano Pallotta e Alberto Paolini interpreti del film "La pecora nera" di Ascanio Celestini, che hanno fatto l'esperienza del manicomio a Roma rispettivamente come infermiere e come internato, inoltre due musicisti del gruppo folk "la Damigiana" che hanno allietato il pomeriggio con musiche popolari.
L'intera trasmissione è stata coordinata da Alfredo Olivera e Laura Gobet, supportati da VeronicaKazimierzack al mixer.

da Radio senza muri

martedì 10 gennaio 2012

Grande partecipazione alla presentazione del Progetto “Radio Senza Muri"

Lo scorso 28 dicembre al Palazzo die Convegni di Jesi (all'interno della Rasegna Malati di niente) si è tenuta la presentazione del progetto Radio Senza Muri. L'incontro ha visto una grande partecipazione, interesse e curiosità da parte della cittadinanza che ha seguito con estrema attenzione il film sui "Colifatos" di Buenos Aires.

LT 22 Radio la Colifata è il titolo del film documentario di Carlos Larrondo uscito nel 2008 con musiche di Manu Chao, film che narra l'esperienza dalla quale prende spunto il progetto radio jesino.
Nel luglio del 2011 l’ Associazione Ya Basta Marche ha partecipato al bando a scadenza unica del CSV (Centro Servizio per il Volontariato) delle Marche, presentando un progetto che aveva come obiettivo la creazione di una Radio Comunitaria nel territorio jesino.
Il progetto ha ottenuto il finanziamento richiesto ed ora Ya Basta! Marche insieme ad altre associazioni, enti locali e cooperative del territorio ma anche a livello nazionale è pronta per iniziare questa avventura.
Perchè fare una Radio Comunitaria? La Radio Comunitaria è intesa come luogo di incontro, di relazione nel territorio, dove, chi ne senta la necessità, può esprimere le proprie idee, i propri sentimenti e creare un vero confronto con la comunità. La Radio vuole avere una piena funzione sociale, far conoscere e stimolare la riflessione sui diversi temi che ci riguardano tutti e che ci fanno sentire appartenenti alla stessa condizione umana. La Radio vuole essere un punto di incontro per persone che sono normalmente definite "aventi un disagio sociale" e persone che si usa definire "normali".
La radio ha dato così la possibilità di far sentire fuori dalle mura del nosocomio le difficoltà di tante persone che vi erano e vi sono tuttora ricoverate rompendo metaforicamente i muri creati dallo stigma sociale. I "normali", ovvero la comunità ha avuto modo così di conoscere e sperimentare la ricchezza dei contenuti e la profonda sensibilità di chi viene considerato "diverso", "matto", "difficile", e perciò emarginato, sviluppando così, attraverso un dialogo, un rapporto di conoscenza, fiducia e rispetto. La Radio assume quindi una valenza terapeutica sia per chi la fa sia per chi la ascolta. Il nome La Colifata deriva dalla parola “colifato”, che nel dialetto della capitale argentina significa matto, suonato.L’avventura nasce nel 1991 quando Alfredo Olivera, specializzando in psichiatria, decide di disinteressarsi dell’usuale terapia farmacologica per sperimentare una cura totalmente diversa, il coinvolgimento degli ospiti del manicomio nella gestione di una radio. Dal 1992 ogni sabato i “colifatos” si riuniscono nel colorato giardino dell’imponente manicomio e ciascuno di essi si esprime attraverso il proprio spazio radiofonico.
Mentre i farmaci relegavano i pazienti alla reclusione sociale ed affettiva, attraverso i programmi radiofonici gli irresistibili protagonisti riacquistano la libertà ed instaurano un legame diretto con i radioascoltatori, stabilendo un contatto con il mondo esterno dal quale erano esclusi. I numerosi interventi degli ascoltatori rappresentano il materiale riscontro di come l’energia dei “colifatos” abbia abbattuto i muri del manicomio, contagiando la città con la voglia di vivere e di essere felici dei personaggi.
Ya Basta! Marche ha avuto la possibilità di conoscere da vicino Radio la Colifata stringendo amicizia con Alfredo e gli altri colifatos. Sarà proprio Alfredo insieme ad altri componenti della Radio che verrà a marzo a Jesi a tenere un corso di formazione per far partire il progetto anche in questa regione.
Tanti partners provenienti da realtà diverse. Al progetto della Radio parteciperanno: Ambasciata dei diritti Marche, Falkatraz Onlus, Casa delle Culture Jesi, Coop. Soc. Cooss Marche, Associazione Polisposrtiva Asiamente, Libera Jesi, Comune di Jesi, Dipartimento di Salute Mentale di Jesi, C.S.O.A. TnT Jesi, Associazione Arci Comitato Jesi-Fabriano, Associazione Culturale Radio Incredibilie Grottammare, Associazione Antigone Marche, Radio Aut Marche.
Tra i partners fuori regione ci sono : Radio Fragola Trieste, Radio Sherwood Padova, Radio Collega-menti Pisa, Radio Stella 180 L'Aquila, Radio Ondattiva Bari , Psicoradio Bologna, Radio Aut Fermo, Caffè Basaglia di Torino e la Fondazione Franca e Franco Basaglia Venezia-Roma.

Chi fosse interessato a sapere di più riguardo al progetto o a partecipare alla formazione con Alfredo Olivera che si terrà dal 17 al 25 marzo 2012 all'Ostello villa Borgognoni può scrivere a radiocomunitariajesi@gmail.com o contattare Ya Basta! Marche tramite facebook (Ya Basta! Marche).
da Ya Basta! Marche
yabastamarche.blogspot.com

sabato 9 aprile 2011

Uniti per la libertà: report della Carovana




Diario di viaggio della carovana

Uniti per la libertà

Tunisi, 8 Aprile 2011 8 / 4 / 2011







Arrivato a Tunisi il gruppo dei 60 volontari italiani della carovana Uniti per la libertà coordinata dall'Ambasciata dei Diritti Marche, Ya Basta e Centri Sociali delle Marche.

Il gruppo è stato accolto dai volontari tunisini e dagli operatori della Mezza Luna Rossa cui sono stati consegnati i medicinali, strumentazioni mediche e alimenti per bambini arrivati in mattinata in aereo e quelli arrivati ieri per nave da Civitavecchia. In un albergo del centro della città di Tunisi è ancora in corso la conferenza stampa cui stanno partecipando i giornalisti delle principali testate giornalistiche tunisine e le televisioni di Tunisi.

"I tunisini - racconta una volontaria marchigiana - dopo la lezione di democrazia, ci stanno dando anche lezione di accoglienza, una lezione che dovremmo subito applicare a Lampedusa e in tutti i centri di accoglienza dove sono trattenute le persone arrivate dai paesi del mediterraneo in rivolta".

Domani mattina il gruppo partirà alle 3,00 per il campo profughi di Ras Jadire, nel sud est della Tunisia che ospita persone fuggite dalla Libia, dalla Somalia e dall'Eritrea e Bangladesh (queste persone che hanno diritto di asilo erano rimaste "intrappolate in Libia con l'accordo Italia-Libia").

Gli aiuti umanitari raccolti tramite le donazioni di singoli, associazioni, asur e comuni verranno distribuiti domani alle persone che vivono al campo autogestito da studenti, medici e tutte le persone che hanno messo in campo la "rivolta dei gelsomini".

I volontari tunisini che hanno accolto quelli marchigiani hanno raccontato che al campo di Ras Jadire "C'è chi chiede asilo politico, chi vuole tornare nel proprio paese, chi vuole fermarsi in Tunisia e chi vuole tornare in una Libia libera.

aggiornamenti:





Carovana Uniti per la libertà

venerdì 8 aprile 2011

E' PARTITA LA CAROVANA UNITI PER LA LIBERTA'



E' partita la Carovana

Uniti per La Libertà







Dire, gridare, manifestare contro i bombardamenti in Libia e schierarsi idealmente con i rivoltosi in Maghreb e Mashreq è importante, cosi come difendere i diritti dei migranti. Ma non è sufficiente: bisogna costruire relazioni tra persone, movimenti e associazioni E' in viaggio la Carovana Uniti per La Libertà che dalle Marche e da altre città d'Italia porterà aiuti umanitari ai profughi di guerra del campo Ras Jadire ... Buon viaggio a tutte/i ... noi siamo l'altra Italia ... l'Italia che dice NO alle BOMBE E SI all' ACCOGLIENZA .... Oggi più che mai contro ogni retorica della e sulla guerra il nostro “Stop ai bombardamenti!” passa attraverso una battaglia “senza se e senza ma” sui diritti dei migranti e dei profughi, sul diritto di asilo europeo, sul diritto al soggiorno, alla libertà di stanziamento ed all'accoglienza dignitosa. L'appello http://www.globalproject.info/it/mondi/Uniti-Per-La-Liberta-Carovana-dalla-Tunisia-alla-Libia/7996 Carovana Tunisia: I preparativi al TnT per la partenza. Intervista a Jamel video http://youtu.be/vn9Dt57famc Foto preparativi Carovana https://picasaweb.google.com/sedejesiyabastamarche/Carovana# Una quattro giorni di solidarietà per i profughi tunisini del campo Ras Jadire http://www.viverejesi.it/index.php?page=articolo&articolo_id=289570

giovedì 7 aprile 2011

Carovana Uniti per la Libertà in Tunisia






Una quattro giorni di solidarietà
per i profughi tunisini

del campo Ras Jadire

Sessanta volontari, di cui una quindicina marchigiani e due jesini, partiranno dall'areoporto di Fiumicino giovedì 7 aprile alla volta di Tunisi, in aiuto dei circa 250mila profughi che si sono rifugiati nella parte sud est del paese, al confine con la Libia, nell'ambito del progetto 'La carovana della solidarietà'.








Non solo libici, ma anche somali ed eritrei sono ammassati nel campo profughi di Ras Jadire, in Tunisia, dove le pessime condizioni igieniche, la mancanza di medicinali, strumentazioni mediche e beni di prima necessità hanno creato una situazione di emergenza quanto mai drammatica.




L'aiuto offerto ai disperati con tende e presidi da parte delle organizzazioni di soccorso spontanee nate nella zona, come la Mezzaluna Rossa, non è sufficiente a sopperire alle situazioni mediche più gravi. Ecco che allora sono scese in campo due organizzazioni del territorio jesino, l'Ambasciata dei Diritti Marche e l'Associazione YA Basta per la dignità dei popoli contro il neoliberismo, gruppi di volontari che provengono dalle diverse fasce sociali, dagli studenti, ai docenti, ai medici, agli avvocati che si sono auto-organizzati per dare una mano ai profughi di Ras Jadire.




"Grazie alla collaborazione con il Comune di Jesi e l'ASUR 5 - ha riferito Enza Amici, una dei due volontari jesini che giovedì andranno a Tunisi - abbiamo raccolto in soli tre giorni una decina di scatoloni di medicinali e la grande risposta che ha dato Jesi si è estesa anche a livello nazionale." "Venerdì incontreremo i volontari tunisini e ci organizzeremo con la Mezzaluna Rossa - continua Enza - e sabato ci dirigeremo verso Ras Jadire, a circa 600 km da Tunisi. Distribuiremo i medicinali e pernotteremo al campo profughi in quattro grandi tendoni allestiti per la delegazione della carovana. Torneremo a Tunisi la domenica, in un viaggio lungo dieci ore, per poi far ritorno in Italia il lunedì."


"Sono previsti altri due o tre viaggi a Tunisi - si inserisce l'avvocato Paolo Cognini che, insieme ad Enza Amici e agli altri volontari, decollerà da Fiumicino giovedì - questa prima iniziativa è per prendere un primo contatto con le organizzazioni del posto.


Credo che questo lavoro che stiamo facendo sia interessante per capire anche come si organizza una società dopo aver riconquistato la libertà. Le rivolte in Nord Africa hanno aperto una finestra dalla quale è impossibile non affacciarsi."




"L'Amministrazione Comunale crede molto in questo progetto - sottolinea l'Assessore all'integrazione Gilberto Maiolatesi - pensiamo che in alternativa alle bombe si possa dar vita a tante iniziative di solidarietà."








di Ilaria Cofanelliredazione@viverejesi.it

sabato 6 ottobre 2007

Centro di Salute Autogestito - MTD Solano


Argentina - Progetto del Centro di Salute Autogestito
Promosso dal movimento piquetero Mtd Solano e da Ya Basta! Marche

Nonostante venga dichiarato che l’accesso alla salute è teoricamente universale, a tutt’oggi esistono profonde disuguaglianze nella diffusione del servizio sanitario. Il semplice acquisto di un biglietto dell’autobus per recarsi presso una struttura sanitaria diventa un problema insormontabile per un disoccupato, e le ore ed ore d’attesa per una prenotazione scoraggiano chi deve usufruire del servizio pubblico.
L’Ass. Ya Basta! è promotrice in Italia del progetto del “Centro di Salute Autogestito” del MTD Solano (Gran Bs As a 25 Km della Capital Federal), che consiste nella costituzione di un ambulatorio popolare dove si prevedono visite, anche specialistiche, ed esami di varia natura. E’ da circa quattro anni che si interviene con questo progetto, che fa tesoro della concezione di autogestione ed autonomia che si costruisce dentro le forme di auto-organizzazione della società civile. Esso nasce dall’esigenza di creare un sistema che consenta una copertura sanitaria di base agli abitanti di questa parte della provincia di Buenos Aires (o Gran Buenos Aires).
Speciale Argentina - Progetto MTD Solano piquetero Approfondimenti a cura di Ya Basta! Marche
Vai alla galleria fotografica che ripercorre lo svolgimento dei lavori

venerdì 5 ottobre 2007

Agua Para Todos



"Agua para todos"
A cura di Associazione Ya Basta Padova e Venezia
Attività eseguite: Attivazione di un laboratorio da campo di analisi delle acqua Monitoraggio delle fonti idriche Realizzazzione di un impianto pilota di captazione di acqua piovana Promozione dell’educazione sanitaria.
Proposta progetto:L’OMS stima che la metà dei posti ospedalieri nel mondo siano occupati da persone che soffrono di malattie trasmesse dall’acqua: e se sono soprattutto i bambini a pagare il prezzo più alto della mancanza d’acqua e della sua non potabilità, con morti per malattie facilmente evitabili come la dissenteria, il tifo e le parassitosi intestinali; il non potersi lavare o il dover utilizzare acqua non potabile, causa anche negli adulti infezioni delle pelle e degli occhi.
Il progetto “Agua para todos” si sviluppa in Messico nella regione del Chiapas in collaborazione con le Giunte del Buongoverno dei Municipi autonomi zapatisti.
CHIAPAS-MESSICO
Descrizione del territorio.
Nel Chiapas i dati in nostro possesso dicono che meno del 60% della popolazione dispone di acqua canalizzata a fronte di una media nazionale pari al 79,4% e 2/3 non ha fognature.
Le patologie legate alla carenza di acqua potabile, presenti in abbondanza in questi territori, sono dissenterie gravi, parassitosi intestinali, tifo, colera. Benché avere a disposizione dati epidemiologici certi sia estremamente difficile, si stima che nelle zone di maggior emarginazione, come negli Altos e nella Selva Lacandona, tali patologie siano all’origine dell’80% di tutte le malattie presenti nel territorio.
Nella relazione continua stabilita dall’Associazione Ya Basta con le comunità indigene zapatiste si è evidenziata come la necessità di contribuire all’accesso reale all’acqua potabile sia una delle necessità primarie. L’inizio del progetto si svilupperà nella zona Selva. Stiamo parlando dell’intera regione che da Comitan si estende all’interno della Selva Lacandona e della regione di frontiera con il Guatemala.
Questa zona come molte altre del Chiapas vede la presenza dell’esperienza consolidata dello sviluppo dei Municipi Autonomi frutto dell’esperienza zapatista, In particolare a partire dal agosto 2003 il processo di autodeterminazione delle comunità indigene ha raggiunto un ulteriore tappa con la nascita delle Giunte del Buongoverno, entità regionali di organizzazione dei Municipi Autonomi che coprono l’intero Chiapas.
Dopo il primo anno di esistenza le 5 Giunte del Buongoverno rappresentano nella loro capacità di amministrazione autonoma un punto di riferimento per moltissimi indigeni sia zapatisti che non, attraverso la gestione della politica sanitaria, dell’istruzione, della giustizia, dello sviluppo produttivo.
La zona nella quale ci è stato chiesto di intervenire è la regione gestita dalla Giunta del Buongoverno Hacia la Esperanza che raggruppa i Municipi di San Pedro Michoacan, General Emiliano Zapata, Libertad de los pueblos Maya, Tierra y Libertad che a loro volta raggruppano numerosi villaggi grandi e piccoli.
In particolare il villaggio da cui si intende partire con il progetto è La Realidad in cui si trova il Caracol “Madre de los Caracoles del mar de nuestros suenos” . Il Caracol della Realidad è il centro operativo della Giunta del Buongoverno.
LA REALIDAD
La Realidad è una comunità di diverse centinaia di abitanti.
In questa zona l’Associazione Ya Basta ho portato avanti il progetto di elettroturbina per consentire alla comunità l’accesso alla energia elettrica in maniera autonoma. La Realidad essendo sede del Caracol è anche un luogo nel quale molto spesso centinaia di indigeni provenienti da altre comunità si incontrano per partecipare ai corsi di formazione per promotori dell’educazione, ai corsi per i promotori di salute, alle assemblee ed incontri regionali. Questa situazione di ampia frequentazione rende ancora più importante garantire l’accesso all’acqua potabile e fa diventare questo progetto una sorte di azione-pilota che potrà poi essere riprodotta anche in altre comunità e villaggi.
Il progetto AGUA PARA TODOS si propone di: promuovere la capacità autonoma di svolgere analisi dell’acqua con l’attivazione di laboratori mobili di progettare in collaborazione con la Giunta del Buongoverno lo studio dei diversi sistemi per fornire acqua potabile. Questo attraverso strutture per la potabilizzazione dell’acqua piovana, la depurazione ecocompatibile di fonti, la ricerca di sistemi per l’estrazione di acqua.
Il progetto è coordinato da
Associazione Ya Basta Padova, Associazione Ya Basta FVG, Associazione Ya Basta Venezia yabasta@sherwood.it
Il progetto Agua Para Todos è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato per le politiche della pace, solidarietà e associazionismo.

mercoledì 3 ottobre 2007

Lluvia es vida

A cura Associazione Ya Basta Trento
Attività previste: Costruzione di un impianto comunitario di captazione dell’acqua piovana nella Comunità La Realidad e di strutture per la salvaguardia dell’ambiente. Promozione dell’educazione sanitaria.
Il Progetto nasce dalla collaborazione dell’Associazione Ya Basta con le comunità indigene del Chiapas e i loro processi di autogoverno ed autogestione. Durante questa lunga relazione di scambio i rappresentanti della Giunte del Buongoverno, organismo che coordina le attività dei Municipi Autonomi locali, hanno manifestato all’interno della sviluppo del Sistema Sanitario Autonomo la necessità di avviare programmi di prevenzione delle malattie endemiche. Dai dati epidemiologici emerge con chiarezza che la maggior parte delle malattie che colpiscono le fasce più deboli della popolazione (anziani donne e bambini) sono legate alle condizioni igienico sanitarie. In particolare attraverso l’attività dei Promotori di Salute locali in collaborazione con l’Associazione Ya Basta si è individuata la necessità di operare con un piano complessivo sulla gestione del ciclo dell’acqua. Infatti in questa comunità, come in molte altre, l’uso promiscuo delle risorse idriche accompagnato ad un superficiale gestione dei reflui umani ed animali è una delle concause della permanenza di patologie a trasmissione oro-fecale. Una situazione determinata da un limitato accesso alle conoscenze delle norme igienico-sanitarie. Per rispondere a questa situazione è stato avviato in collaborazione con l’Associazione Ya Basta, un programma generale, denominato “Agua para todos” per riorganizzazione l’accesso alle fonti idriche e dotare la comunità di acqua potabile, accompagnato dalla promozione dell’educazione sanitaria . Dopo la prima fase di “Agua para Todos” che ha portato alle analisi delle fonti idriche e alla verifica del loro inquinamento, si è evidenziata la necessità di operare su diversi livelli: la captazione e utilizzo dell’acqua piovana, la promozione di un diverso sistema di latrine adatte a trattare i reflui in maniera eco-compatibile e la continuazione della ricerca di sistemi di potabilizzazione delle fonti idriche superficiali. Nasce così “Lluva para la vida” per garantire l’accesso all’acqua potabile e un miglioramento dell’ambiente. Il progetto accompagnato dalla formazione avanzata dei Promotori, svolto in un luogo di grande accesso non solo per la comunità locale ma anche per le popolazione delle comunità limitrofe, è una grande occasione di migliorae le condizioni di vita creando consapevolmente il proprio futuro.

martedì 2 ottobre 2007

Radio Comunitaria nei territori Mapuche in Patagonia

Radio Comunitaria nei territori Mapuche in Patagonia
A cura Associazione Ya Basta Treviso
marimari peñi
benvenuto fratello
"C’e chi crede che la terra gli appartenga…….noi sappiamo di appartenere alla terra"
Campagna e progetto a sostegno del Popolo Mapuche

Fabbricato che ospiterà gli impianti della radio (2008)


PROGETTO Mari mari peñi
SOSTEGNO AL POPOLO MAPUCHE attraverso l’istallazione di una radio
comunitaria
a cura di Associazione Ya Basta Treviso
INTRODUZIONE
Nell’ estremo sud dell’ Argentina si situa la Patagonia, una terra che incorpora ogni tipo di clima e di terra, dai fiumi ai laghi fino al deserto e i ghiacciai. Sotto la ’Cordillera’, la porzione meridionale delle Ande che separa l’ Argentina dal Cile, giace la fertile e piatta distesa delle Pampas, dove greggi di pecore e bestiame pascolano.
In questa area vivono i Mapuche. Conosciuti come la ’Gente della Terra’, questa popolazione indigena ha vissuto in entrambi i lati della cordillera senza preoccuparsi della nazionalità per 10.000 anni. Negli ultimi 500, hanno resistito a continue invasioni, tentativi di sterminio e furti di terra. Nel 1879, più di 1.300 Mapuche furono massacrati e le loro terre confiscate da immigrati inglesi, in quel genocidio che la storiografia ufficiale chiama “la conquista del deserto”.
Durante questa operazione militare, lo stato argentino trasformò la maggior parte delle terre rubate in 8.000 chilometri quadri di appezzamenti, e consegnò più di 41 milioni di ettari a meno di 2000 coloni.
Negli anni seguenti, la Patagonia e’ diventata dominio privato per proprietari terrieri argentini e stranieri. Dopo essere stati decimati, i Mapuche furono condannati a vivere nelle terre peggiori, cercando rifugio nelle aree più fredde e inospitali della regione montuosa. Oggi, i Mapuche stanno affrontando una nuova invasione dal momento che imprenditori e ricchi, europei e nordamericani, arrivano per avvantaggiarsi dei bassi prezzi e dell’ economia aperta a cui diede impulso la presidenza “amica della globalizzazione” di Carlos Menem negli anni 90.
Questo flusso di speculatori e uomini di affari si è trasformato in un vero e proprio furto neo-coloniale delle ultime terre che rimangono nelle mani dei Mapuche.
Rogeli Fermin, un contadino Mapuche, descrive le ultime acquisizioni:
"Qui loro recintano tutto quello che vogliono. Era una bella valle, e per questa ragione se la sono presa. Se c’ erano dei bei pascoli, loro chiudono tutto. Ci lasciano in mezzo alle pietre, nei campi peggiori."
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il presente progetto si propone di istallare una radio a carattere comunitario promuovendo lo sviluppo economico, sociale e culturale delle Comunità indigene e delle popolazioni di El Maitèn e delle zone limitrofe che vivono in precaria situazione economica e in un profondo isolamento socio-culturale.
Rispetto alla situazione geografica e alle caratteristiche culturali di queste comunità, la radio è l’unico mezzo di comunicazione a cui può accedere lamaggior parte delle popolazioni attraverso la quale ricevono informazioni locali e nazionali.
Siamo persone appartenenti al Popolo Mapuche Tehuelche che abitano questa parte del territorio, la realtà che viviamo è difficile forse non molto diversa da quella che vissero i nostri antenati, con la differenza che oggi la tecnologia ha reso possibile l’esistenza di mezzi di comunicazione di massa come la radio.
Il costante procedere dei gruppi di grande potere economico, ha fattosì che i mezzi di comunicazione esistenti nelle grandi città e maggiormente in zone poco popolate, abbiano una totale dipendenza da loro.
L’informazione si trasforma in propaganda politico-partitica, genera disinformazione e la prepotenza dei signori che detengono il potere chiude la porta alla possibilità che la gente possa crescere, sviluppare le proprie capacità di analisi e generare la propria opinione.
El Maitènnon è estraneo a questa situazione, qui tutto avviene in maniera non contraddittoria con il potere che comanda, e quando noi appartenenti a Popoli nativi alziamo le nostre voci con richieste di diritti fondamentali, con denuncie di situazioni quotidiane che siamo costretti a vivere, immediatamente diventa visibile questo assedio che censura la verità e pretende di mascherare la realtà con programmi che non vanno più in là “chiacchera” quotidiana.
Per molti siamo parte di un passato remoto, e parlano della nostra esistenza come folcklore, perché sicuramente questo non danneggia nessuno, però se noi parliamo di sfratti a famiglie aborigene, di violazioni di diritti umani o quando ci opponiamo a grandi progetti che vanno a distruggere il nostro spazio vitale, che non riguarda solo noi indigeni ma tutta la società,smettiamo di essere una nota interessante, ci trasformiamo in un pericolo per questo sistema.
Questa è solo una delle tante ragioni che ci motivano a credere in una Radio Comunitaria nelle nostre località, dove l’informazione e lo spazio di opinioni siano libere e dove la diversità culturale siano un fatto concreto e non solo belle parole di qualche discorso mediatico.
1 PRECEDENTI E GIUSTIFICAZIONI
Gli appartenenti al popolo Mapuche soffrono la perdita della propria identità culturale, della propria lingua e delle proprie abitudini .Le leggi che proteggono i loro diritti non vengono rispettate. Le perdite più significative per le comunità indigene sono la lingua, la proprietà libera e comunitaria della terra, le antiche conoscenze di medicine naturali, alimentazione e tecniche lavorative.
Nella regione dove si svilupperà questo progetto, l’economia si basa sull’allevamento di animali come pecore, capre e mucche e tutti quei lavori che appartengono allo stile rurale.
Le comunità rurali della zonasoffrono di alti livelli di incomunicabilità e isolamento, ciò è dovuto allo stato della rete viaria e alla mancanza di trasporto pubblico.
Questa situazione influisce direttamente sulla qualità della vita delle popolazioni , ad esempio, per ciò che riguarda la loro possibilità di conoscere e accedere a servizi come la sanità pubblica.
Oltre alle difficoltà che affronta la comunità di queste zone per accedere alle istituzioni locali, è rilevante la scarsa informazione per quanto riguarda ciò che succede nell’ambito rurale e le possibilità che hanno di trasmettere e comunicare la loro realtà.
Questo, inoltre, ha reso difficile la comunicazione dei saperi relativi alla cultura contadina, di alto valore culturale, verso altre aree del territorio.
Dall’altro lato i contadini hanno una limitata possibilità di sviluppo e rafforzamento della loro attività produttiva ( informazione per acquistare attrezzature e stabilire contatti che facilitino la commercializzazione dei loro prodotti).
Consideriamo che il compito di produrre comunicazione, inserito nella zona rurale, possa far riscattare non solo il bagaglio di conoscenza che la comunità conserva, ma darle il valore e la dimensione che possiede. Attraverso la radio si possono diffondere e promuovere forme di lavoro che le popolazioni hanno sviluppato per ottenere un maggior rendimento del suolo, gli alimenti che si possono preparare con i suoi frutti, migliorando così l’economia familiare e la qualità alimentare, esporre i bisogni, le risorse, i prodotti che si possono commercializzare, riscattando la storia del luogo e i valori culturali. In questo processo è fondamentale stimolare e rafforzare l’organizzazione delle comunità vicine.
Per questo il progetto si propone di apportare un miglioramento non solo della situazione economica dei piccoli produttori ma anche delle condizioni di vita delle comunità partecipanti.
2 BENEFICIARI
I principali beneficiari di questo progetto saranno gli abitanti delle comunità rurali di Buenos Aires Chico-Vuelta del Rio, Comunità Enrique Sepùlveda, nella situazione economica e culturale descritta nel punto uno. I beneficiari diretti saranno le popolazioni delle comunità rurali incorporate.
3 OBIETTIVI
L’obiettivo generale del progetto è:
Installare una radio Comunitaria a carico dell’ Organizzazione Mapuche-Tehuelche “11 de octubre” per esercitare il diritto all’informazione e libertà di espressione.
Gli obiettivi specifici sono:
Sviluppare strategie di comunicazione per migliorare le condizioni di vita delle comunità e le condizioni economiche dei piccoli produttori. Stimolare la partecipazione delle popolazioni attraverso la diffusione dell’informazione locale, campagne educative e altri format radiofonici.
Garantire e rafforzare l’identità comunitaria a partire dal riscatto della storia orale di ogni zona.
4 DESCRIZIONE DEL PROGETTO
Il presente progetto si propone di istallare una Radio Comunitaria a carico dell’ Organizzazione Mapuche-Tehuelche “11 de octubre” per esercitare il diritto all’informazione e alla libertà di espressione.
5 RISULTATI ATTESI
A conclusione di questo progetto saranno raggiunti i seguenti risultati:
Istallazione di una radio Comunitaria a carico dell’ Organizzazione Mapuche-Tehuelche “11 de octubre” per esercitare il diritto all’informazione e libertà di espressione.
Formazione di venti persone come operatori tecnici e di produzione radiofonica, comunicazione e sviluppo. Tra i destinatari della formazione ci sarà equilibrio di generi, di età e di appartenenze a diverse comunità.
6 ATTIVITA’/PIANO DI LAVORO
Laboratorio comunitario per definire obiettivi specifici e piani di lavoro.
Questo laboratorio sarà coordinato da FM Alas e avrà come obiettivo definire insieme a organizzazioni locali, popolazioni e membri di comunità Mapuche, gli obiettivi specifici e i piani di lavoro della futura radio.
Adeguamento dell’infrastruttura, acquisto e istallazione delle apparecchiature tecniche
Si migliorerà l’infrastruttura di uno spazio fisico esistente dove si installerà la radio, si realizzerà l’acquisto delle apparecchiature e le prime prove tecniche.
Formazione di operatori tecnici, nella produzione radiofonica, nella comunicazione e sviluppo.
Si realizzeranno due laboratori di formazione nelle diverse tecniche necessarie affinché le comunità siano in condizioni di autogestire la radio. I laboratori saranno coordinati da FM Alas.
Formazione in Gestione Integrale per la radio Comunitaria.
Questa formazione offrirà strumenti per l’organizzazione e la gestione del progetto nelle sue dimensioni comunicative, economiche, organizzative e politico-culturali.
Formazione in programmazione radiofonica.
Sarà destinata alla costruzione della programmazione in modo partecipativo, distribuzione di ruoli e compiti per la messa in onda.
Messa in onda della radio.
Valutazione
In questa fase, si realizzerà insieme con le comunità, una verifica dello sviluppo del progetto con l’obiettivo non solo di realizzare un resoconto finale, bensì di elaborare i piani di lavoro che garantiranno continuità al presente progetto.
aggiunte fotografiche
Immagine della Radio Petü Mogeleiñ il giorno dell’inaugurazione





lunedì 1 ottobre 2007

Agua es Vida

Agua es vida
a cura di Ass. Ya Basta Monfalcone
Attività previste: Realizzazione di un Sistema Integrato di gestione delle risorse idriche nei quattro Municipi della Giunta del Buongoverno Hacia la Esperanza basato su: captazione dell’acqua piovana, potabilizzazione delle risorse idriche di superfice. Installazione di strutture sanitare e per la produzione sostenibile di materiali disinfettanti. Promozione dell’educazione ambientale
Nello stato del Chiapas, dove si trovano le maggiori risorse idriche del Messico, la maggioranza della popolazione non ha accesso all’acqua potabile. Questa situazione è alla base della diffusione di malattie a trasmissione oro-fecale che colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione come i bambini. La realizzazione nei quattro Municipi autonomi, coordinati dalla Giunta del Buongoverno "Hacia la Esperanza", nella zona Selva Fronteraliza, di impianti per garantire l’accesso all’acqua potabile e migliorare le condizione igieniche sanitarie vuole rappresentare un contributo al concretizzarsi del diritto alla salute e ad una vita dignitosa per le popolazioni indigene. Durante tutto il Progetto particolare attenzione sarà data alla formazione del personale locale in collaborazione con i Promotori di salute e di educazione, i Comitati delle donne al fine di aumentare la consapevolezza della popolazione sull’importanza di stili di vita eco-compatibili.

giovedì 6 settembre 2007

Ocupar! Resistir! Produzir!


Ocupar! Resistir! Produzir!
Progetto a sostegno dell’Accampamento Laranjeira (MST)


Nei mesi di luglio e agosto del 2006, l’Associazione Ya Basta! ha accompagnato in Brasile un gruppo di giovani, la maggiorparte della città di Reggio Emilia, per far loro conoscere alcuni aspetti della realtà brasiliana, tra cui quella dei movimenti sociali, urbani e rurali.
In particolare gli incontri con il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), che si sono svolti sotto forma di discussione, per permettere a entrambe le parti di raccontare i propri vissuti, sono stati quelli più stimolanti, perché hanno permesso di capire più a fondo le dinamiche di sfruttamento e sottosviluppo a cui sono condannate troppe persone in tutto il mondo.
Delle varie situazioni che hanno colpito l’attenzione dei partecipanti al viaggio, la problematica dell’Accampamento di Laranjeira è stata quella a cui il gruppo ha pensato di dare una risposta, che non è una soluzione, ma solo un passo, un incentivo per gli sforzi di una comunità che da sola è riuscita a fare molto.
Nel mese di febbraio 2007 tre compagni dell’Ass. Ya Basta! Reggio Emilia hanno ripercorso parte l’itinerario della Carovana Estiva, ritornando a visitare sia gli insediamenti e occupazioni situati vicino alla città di Tapiramutà (Bahia), sia si sono recati all’Accampamento Laranjeira (Wagner-Bahia), per concordare con la comunità la partecipazione di Ya Basta! all’acquisto di un macchinario per la lavorazione della canna da zucchero.
Accampamento Laranjeira
Da circa 7 anni, un gruppo di 13 famiglie aderenti al Movimento dos Trabalhadore Rurais Sem Terra (MST) occupa un appezzamento di terreno lasciato incolto, già espropriato dall’ Incra, l’organo statale che ha il compito di regolare l’attuazione delle leggi riguardanti la Riforma Agraria.
Nonostante la comunità non abbia ancora i documenti per il diritto di proprietà della terra, hanno costruito le loro case e iniziato la coltivazione collettiva della canna da zucchero, che viene utilizzata per la produzione di distillato di canna e rapadura, senza poter usufruire dei finanziamenti del Credito Agricolo che vengono invece dati a chi la terra l’ha già conquistata. Tutto il lavoro svolto fino ad oggi, è stato il frutto di una totale collaborazione dei membri del gruppo, che con le sole loro forze sono riusciti già a garantirsi una piccola rendita annua.
Il loro obiettivo è quello di riuscire ad acquistare i macchinari necessari per la lavorazione dei loro prodotti, ed essere di conseguenza autonomi nella produzione: ogni anno più della metà del loro guadagno serve infatti per pagare le spese di lavorazione dei prodotti che coltivano.
Dato l’elevato costo dei macchinari, per le esigue forze della comunità, l’Ass. Ya Basta!Reggio Emilia ha deciso di organizzare una Campagna a favore dell’Accampamento di Laranjeira per permettergli di diventare autonomi nella fase di lavorazione dei prodotti che coltivano.
Vedi il video sull’Accampamento di Laranjeira
Leggi l’articolo su Laranjeira della Carovana 2006 in Brasile
Galleria Fotografica
Luglio ’07: Aggiornamento sul Progetto
Per finanziare l’acquisto dei macchinari sono in vendita, presso le sedi di Ya Basta! Reggio Emilia Padova, Roma, Milano, Parma e Bologna, alcuni cd/dvd brasiliani, oppure è possibile fare una donazione a ASSOCIAZIONE YA BASTA! Reggio Emilia Conto Corrente n. 1434718 di Banca Popolare Emilia Romagna (Reggio Emilia) ABI 5387 CAB 12800 CIN P con la causale “Accampamento Laranjeira”.

Che cos’è il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST): è un movimento brasiliano di lotta per la terra e per la Riforma Agraria, ma non solo: la lotta che portano avanti riguarda la conquista di tutti quei diritti di cittadinanza (casa, lavoro, salute, educazione,..) che sono negati ancora a molte persone che vivono ai margini della società, in città come nelle campagne. Attraverso l’occupazione di terre, edifici, strade, con marce e presidi, per mezzo dei loro canali di comunicazione chiedono al Governo brasiliano il diritto alla terra e il diritto ad essere cittadinanza attiva nella costruzione di un nuovo Brasile, meno diseguale e più rispettoso delle sue ricchezze, umane e naturali.
Per info:
Associazione Ya Basta! Reggio Emilia - yabastabrasil@gmail.com