martedì 20 ottobre 2009

"Corazón del tiempo" Il film che ti porta nel cuore della Resistenza Zapatista



A Jesi - "Corazón del tiempo" Nel Cuore della Resistenza Zapatista
Un Film di Alberto Cortés


Domenica 15 novembre ore 18,30 / CSOA TNT - Via Politi - Jesi


E' uscito in Messico un film davvero unico: "Corazón del tiempo" di Alberto Cortes. Girato nelle comunità zapatiste, prodotto dalla Junta de Buen Gobierno di La Realidad e recitato da basi d'appoggio zapatiste. Hermann Bellinghausen, giornalista de La Jornada, è autore della sceneggiatura. Il film, in anteprima, viene presentato atraverso l'Associazione Ya Basta!. Dopo Venezia, Vicenza , Firenze, Milano , Napoli, Roma, il 15 novembre sarà a Jesi. Il film verrà proiettato al csa Tnt . Un'occasione unica, perché non si tratta di un documentario sugli zapatisti, bensì di un film che è anche degli zapatisti!Intanto, in Chiapas è appena arrivata la terza ambulanza zapatista (dopo le 2 ambulanze dedicate a Carlo Giuliani e a Dax, consegnate nel 2005), dedicata alla Comandanta Ramona e consegnata al Sistema Sanitario Ribelle Autonomo Zapatista degli Altos de Chiapas. Continua il progetto "Agua para Todos" per la potabilizzazione dell'acqua nella JBG La Realidad di cui fa parte il Municipio Autonomo Zapatista San Pedro de Michoacan, municipio con rapporti di fratellanza con il Comune di Jesi. Durante la serata ci sarà anche la presenza dei carovanieri di Ya Basta! Roma . E’ un’occasione anche per potere acquistare il café rebelde zapatista e i due libri prodotti da Ya Basta! nel 2009: "Sette racconti per nessuno" (racconti del Subcomandante Marcos con illustrazioni, prodotto da Ya Basta! Milano) e "Così raccontano i nostri vecchi" (racconti zapatisti prodotti da Ya Basta! Napoli in collaborazione con IntraMoenia). Un momento di socialità ma anche di aggiornamento sulla situazione zapatista e di raccolta fondi per le comunità zapatiste in resistenza.
Al CSOA TNT - Jesi Domenica 15 novembre 18.30
presentazione del film proiezione in lingua originale (sottotitoli in italiano)
Il film:
Corazon del Tiempo è la storia di un amore che ci porta attraverso le passioni, i sentimenti, le scelte delle donne e degli uomini che dal 1 gennaio 1994 conosciamo come "le zapatiste e gli zapatisti".
Equipe
Regia Alberto Cortes
Sceneggiatore Hermann Bellinghausen
Direttore della fotografia Marc Bellver
Direttrice Artistica Ana Solares
Addetto al suono Emilio Sebastian Cortes Guerra
Trama
In un villaggio del Chiapas, nel più profondo della Selva Lacandona, Sonia mette tutti di fronte alle intime rivoluzioni del suo cuore nel tempo della lotta e della resistenza. “Promessa” nella maniera tradizionale per sposarsi con Miguel, valoroso dirigente giovanile della comunità, che conosce dall'infanzia, Sonia si innamora, ricambiata del tenente insurgente Julio.
Intorno a Sonia si muove in un mondo quasi magico la sorella minore Alicia, insieme alla nonna Zoraida, che con l'esperienza della vita vissuta, riporta sulla terra gli occhi avidi e sognatori della nipote. La decisione di Sonia mette alla prova le volontà e le convinzioni.
Come in un onda espansiva la commozione si allarga alla famiglia, alla comunità ed anche alla stessa organizzazione armata che si nasconde nelle montagne.Intanto il mondo si muove. L'Esercito del Governo occupa le terre ribelli e cerca di stringere l'assedio. Sotto il rumore degli elicotteri di guerra, le donne indigene fermano i soldati facendo muro con i loro corpi.
L'elettricità che il Governo non ha mai voluto dare sta per arrivare alla comunità: Miguel riceve l'incarico di far passare la turbina attraverso l'assedio militare.
Fedeli al fatto di essere se stessi e di cambiare costantemente, i moderni Maya della Selva Lacandona hanno intrapreso una trasformazione profonda per il Messico e forse per il mondo.Con questa intensità trascorrono i giorni del tempo indigeno.
Mezzo secolo prima l'amore aveva permesso a Zoraida di lasciare la schiavitù dei suoi antenati nel latifondo per andarsene a “fondare” la selva insieme al suo uomo ora alla fine del secolo, l'amopre fa sì che Sonia sfidi la tradizione ed anche le nuove “abitudini” rivoluzionarie.
Mateo è il tormentato padre di Sonia, Alice ed anche dell'ironico Valente.
Susana, la madre vive le contrarietà che la mettono di fronte alle insoddisfazioni del suo passato.
Mateo, Susana così come gli altrio padri e madri della comunità appartengono alla generazione che ha rotto i ponti e ha detto "Ya Basta" il Primo Gennaio del 1994. Loro sono quelli che videro e vissero la necessità di ribellarsi contro il “mal governo” .Anche la natura partecipa alla storia. La milpa, i fiumi, le montagne e gli animali sono personaggi che influiscono nel destino dei Tojol Winik , gli uomini “verdaderos”.
La famiglia, l'assemblea comunitaria e l'esercito insurgente, immersi nell'occhio dell'uragano della storia, dovranno vivere la commozione di Sonia innamorata.In un mondo in cui tutto cambia, in una terra straordinaria di indigeni liberi, che hanno deciso di non arrendersi, la passione di una donna si gioca il senso della sua libertà nel cuore del tempo.
Links Utili:
Corazon del Tiempo - web ufficiale
Corazon del tiempo - In arrivo in Italia in film che ti porta nel Cuore della Resistenza Zapatista
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lunedì 19 ottobre 2009

Gaza. Restiamo Umani: incontro con Vittorio Arrigoni


Gaza. Restiamo Umani: Vittorio Arrigoni in tour
Vittorio Arrigoni è riuscito a rientrare sano e salvo in Italia dopo i mesi trascorsi a Gaza, tra i bombardamenti di dicembre e gennaio, che hanno fatto strage di 1400 esseri umani, e l'embargo israeliano che affama la Striscia.

Inizia la tournée di presentazione del suo libro, «Gaza. Restiamo umani», resoconto dei giorni terribili in cui il «Piombo fuso» cadeva dal cielo, sganciato dai caccia bombardieri di Israele.

Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell' International Solidarity Movement, presente a Gaza durante l'operazione "piombo fuso" racconta il suo libro sul massacro e un anno di vita nella striscia di Gaza chiuso nell'assedio, la sofferenza e resistenza non violenta.

“ho deciso di rimanere all'inferno, qui a Gaza”

Venerdì 4 dicembre 0re 18.00 - csoa TNT via Politi Jesi (An)

le date:
Ascoli Piceno: giovedì 3 dicembre ore 21

Jesi: venerdi 4 dicembre ore 18

Pesaro: venerdi 4 dicembre ore 21

Ancona: sabato 5 dicembre ore 17.30

A cura di Campagna Palestina Solidarietà

sabato 17 ottobre 2009

Ass.ne YA BASTA! : Argentina - Patagonia Presenz/attiva gennaio 2010

Quest’inverno saremo presenti in Argentina con l’obiettivo di capire cosa sta succedendo in questo paese dell’America Latina: vogliamo attraversare questo immenso territorio per conoscere direttamente le lotte che in questo periodo stanno interessando questa parte del mondo.
Dalle mobilitazioni metropolitane che riguardano la crisi economica e la precarietà urbana raggiungeremo le lotte locali in difesa dei beni comuni contro la devastazione ambientale.
L’Argentina è scenario di numerose mobilitazioni contro lo sviluppo di un modello basato sullo sfruttamento dei beni collettivi e della natura da parte delle transnazionali come ad esempio l’espansione incondizionata delle monocolture oppure la coltivazione della soia transgenica.
Così come crescono le mobilitazioni contro le compagnie minerarie e petrolifere nelle Ande. Vorremmo attraversare queste diverse realtà fino a giungere in Patagonia dove il Popolo Mapuche sta continuando ed allargando la pratica del "recupero" dei territori usurpati dalle grandi transazionali.
PERCORSI
* Buenos Aires - Incontri con le realtà metropolitane per conoscere il dibattito politico e la situazione sociale nel pieno di una profonda crisi economica.
* La Famatina - Nord-Ovest argentino - A La Rioja, a 1.800 metri di altitudine, incontreremo il piquete più alto del mondo.
Gli abitanti della regione hanno dato vita ad un Coordinamento di assemblee con cui si sono auto-organizzati per resistere e dire no al Progetto (sponsorizzato dal governo) di una miniera a cielo aperto.
Dal marzo del 2007 a Peñas Negras, di fronte al Monte della Famatina, nella Cordigliera, i cittadini stanno bloccando la multinazionale Barrick Gold Corporation e il suo progetto estrattivo che porterebbe alla distruzione delle montagne ed all’inquinamento da cianuro delle acque. “…Noi vogliamo preservare il Famatina con i suoi ghiacciai, con l’acqua e il paesaggio, la nostra aria e la nostra terra agricola. Noi non vogliamo diventare minatori, non accettiamo di essere minatori, e crediamo nel “consenso sociale” e nella autodeterminazione dei popoli, siamo convinti che i governanti devono, anche se a loro non piace, accettare la decisione dei popoli..”
* El Maitén - Chubut (Patagonia) - Per incontrare il Collettivo di comunicazione della Radio Comunitaria Mapuche “Petu Mogeleiñ” e per contribuire attivamente alla costruzione della Casa Comunitaria.
La proposta è quella di creare uno spazio comune che sia riferimento locale per le iniziative del Popolo Mapuche e che possa essere punto di riferimento autogestito per chi vuole viaggiare in Patagonia con occhi diversi.
La realizzazione di questo spazio permetterà una maggiore capacità d’azione di Radio Petu Mogeleiñ, la voce libera di un territorio che non solo Benetton ma molti dei moderni invasori vorrebbero sfruttare fino alla devastazione.
Patagonia - Visita ad alcune comunità Mapuche, ai terreni recuperati, per conoscere direttamente la resistenza delle comunità agli attacchi e tentativi di sgombero da parte delle autorità locali e dei nuovi colonizzatori.
Per info. treviso@yabasta.it http://www.yabasta.it/
Patagonia en rebeldia - Carovana Marzo 2008

mercoledì 14 ottobre 2009

No al Razzismo - Manifestazione Nazionale Roma


martedì 6 ottobre 2009

Io non ho paura


tnt: concerto"Io non ho paura"
contro la chiusura degli spazi di libertà: inventare costruire percorsi di socialità, autogestione, pratiche del comune
NELLA MIA CITTA' IO NON HO PAURA
in concerto:
gerda jesus
franco and the drogas
onefuckone
La paura non è l'unica passione che tiene gli uomini insieme.
Più forte e più degna della paura è la nostra libera socialità, il nostro desiderio di vivere la città come spazi comuni.
Se è vero che tra paura e crisi quelli in mezzo siamo noi, allora non restereme fermi, faremo in modo che il rapporto si sbilanci:
LIBERTA' VS PAURA
csoa tnt * ya basta * collettivo studentesco corto circuito
ore 19 piazza delle monighette jesi (an)

giovedì 24 settembre 2009

Messico Chiapas Estate 2009 - Racconti dalla presenza attiva Associazione Ya Basta


MESSICO
CHIAPAS
ESTATE 2009
Racconti dalla Presenz/attiva Associazione Ya Basta
L'esperienza di autogoverno zapatista rappresenta un laboratorio concreto di alternativa in un paese in cui la contraddittoria “guerra al
narcos” sta aumentando a dismisura la militarizzazione e la violenza.
Sommario
Chiapas: l'autogoverno zapatista

Messico: le Terre Recuperate in Michoacan, la lotta dei 13 Pueblos, la “guerra ai narcos”, l'impunità su Acteal e il paramilitarismo.
INFO http://www.yabasta.it/

lunedì 31 agosto 2009

Comunicato dei lavoratori della fabbrica argentina Zanon

ZANON È DEI LAVORATORI
Dopo 9 anni di lotta, siamo riusciti a strappare l’esproprio definitivo della nostra fabbrica
Traduzione: Jorge Centurion

Questo cammino, percorso dalle operaie e dagli operai della Zanon, non sarebbe stato possibile senza prima aver strappato alla burocrazia sindacale le nostre rappresentanze di categoria.
Per prima cosa, nel 1998, abbiamo ricuperato la nostra commissione interna per lottare contro i licenziamenti, i maltrattamenti, le umiliazioni e per le condizioni di sicurezza e igiene, contro la polifunzionalità, per i nostri salari, ecc, ma soprattutto per instaurare una nuova forma di lavoro: la democrazia diretta per poi, nel 2000, ricuperare il nostro sindacato e metterlo al servizio dei lavoratori.
In questi quasi nove anni ne è passata di acqua sotto i ponti, abbiamo valorizzato profondamente l’appoggio che abbiamo ricevuto in questi anni di lotta. Dalla [gente della] comunità di Centenario, Neuquén, Plottier, ecc, che sul finire del 2001 si avvicinava con un pacchetto di spaghetti alle tende che abbiamo sostenuto per 5 mesi, fino ai lavoratori interni dell’unità n° 11 che si trova a pochi metri dalla fabbrica, che per 3 giorni hanno donato le loro razioni di cibo affinché potessimo resistere.
Le Madri di Plaza de Mayo, associazione regionale di Neuquén, che fin dal primo giorno ci hanno adottato come loro figli e camminano per le strade assieme a noi, fino ad oggi, resistendo assieme ad ognuno di noi 5 ingiunzioni di sfratto, repressioni, minacce.
I compagni e le compagne docenti dell’ATEN
[1], compagni della CTA[2] Neuquén. Fino alla solidarietà a livello nazionale e internazionale di compagni che mai abbiamo conosciuto e che, conoscendo la nostra lotta, ci inviavano i loro fondi sciopero per resistere.
Abbiamo imparato anche ad essere solidali con altri lavoratori, creando un Fondo per lo Sciopero permanente, abbiamo spinto dicendo che la coordinazione è fondamentale per il trionfo delle lotte operaie.
Dai minatori di Río Turbio, lavoratori del petrolio di Las Heras, statali e lavoratori di fabbriche di Neuquén e Río Negro, Garrahan Subterráneas, Aeronautici, Ferroviari, fino ai movimenti di lavoratori disoccupati di Tartagal e decine di fabbriche ricuperate.
Dal principio abbiamo aperto la fabbrica alla comunità, ricevendo migliaia di bambini e adulti affinché conoscessero la nostra esperienza di lotta.
Abbiamo consolidato l’unità operaio-studentesca, tanto nei giovani studenti medi quanto con i compagni universitari, che ha avuto e ha espressione nell’accordo quadro di collaborazione con l’Università.
Abbiamo organizzato concerti senza polizia, con artisti regionali e gruppi nazionali come La Renga, Attaque 77, Bersuit Vergarabat, León Gieco, Raly Barrionuevo, Dúo Coplanacus, tra gli altri, che hanno solidarizzato con la nostra lotta lasciando la loro arte e solidarietà alle operaie e agli operai della Zanon, plasmata nella comunità di Neuquén.
La nostra lotta si è sempre basata nella pratica della lotta di classe, identificando i governi, i padroni e le burocrazie sindacali come il nemico dei lavoratori.
Questa esperienza, che abbiamo costruito lungo questi nove anni e con l’enorme consenso di cui gode la nostra lotta nella provincia, a livello nazionale e internazionale ha fatto sì che potessimo ritorcere la volontà politica del Governo Provinciale del MPN
[3] che ha dovuto sostenere e votare il progetto di legge di esproprio.
Consideriamo che questa conquista, da parte di tutto l’insieme della classe dei lavoratori, ha un valore enorme, e che questo governo che oggi vota l’esproprio della “Zanon bajo gestión obrera
[4]” è lo stesso che ha assassinato Teresa Rodríguez[5]; lo stesso che ha represso noi operaie e operai della Zanon a fine del 2001 e ha voluto sgomberarci 5 volte; lo stesso che ha fucilato il nostro compagno ceramista Pepe Alveal, facendogli perdere un occhio, nella repressione del Barrio San Lorenzo; lo stesso che ci ha assassinato il compagno Carlos Fuentealba e lo stesso che oggi parla di pace sociale quando in questi momenti di crisi economica mondiale gli impresari e i loro governi ci dichiarano guerra con licenziamenti, salari da fame, caro prezzi, ecc.
Le scuole e gli ospedali sono stati svuotati e l’unica opera pubblica di cui parlano è la costruzione di carceri per rinchiudere i nostri giovani, mentre ogni giorno muoiono decine di famiglie negli incendi delle loro precarie casette occupate.
Per questo, nonostante l’enorme conquista che abbiamo ottenuto, in un contesto di crisi economica internazionale, strappando l’esproprio a questo governo, cosa che ha un valore molto maggiore, dalla gestione operaia della Zanon e dal Sindacato Ceramisti di Neuquén siamo convinti che la nostra lotta non è finita perché, come fin dal primo giorno, consideriamo che la salvezza non è individuale ma dell’insieme della classe lavoratrice.
Compagni e compagne, a tutti e tutte quelli che in qualche modo sono stati parte, hanno portato il loro granello di sabbia: condividiamo l’allegria di questo grande passo!!
Ai compagni che ancora guardano increduli, talvolta timorosi, talvolta scettici diciamo: vi invitiamo ad essere parte di questa storia che non è né più né meno che contribuire con un granello di sabbia alla trasformazione della realtà e riprendere il sogno dei nostri 30 mila compagni
[6]: una società senza sfruttatori né sfruttati!!

¡¡ZANON ES DEL PUEBLO!!

http://www.obrerosdezanon.com.ar/