mercoledì 22 aprile 2009

TNT VIVE - Comunicato Stampa


COMUNICATO STAMPA
JESI - 16 MAGGIO 2009

MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL TNT A DIFESA DI TUTTI GLI SPAZI SOCIALI

Partirà alle 16.30 da Via Politi il corteo a difesa del TNT indetto perSabato prossimo, 16 Maggio.
La Manifestazione si concluderà con un concerto in Piazza delle Monnighette alle ore 20.00 dove si succederanno sul palco, in una jamsession blues, 25musicisti che più volte si sono esibiti all'interno del Centro Sociale.
Il Centro Sociale Autogestito "TNT" non ha certo avuto vita facile.
22 anni fa si esprimeva la prima istanza da parte di una realtà giovanile che chiedeva spazi di aggregazione fuori dalle forme classiche e istituzionali della politica, della cultura e del mercato.
Un'istanza forte che, nonostante tutte le difficoltà, ancora persiste e resiste a tutti i tentativi di chiusura, agli attacchi di politici miopi, alla reiterata negazione del diritto a una sede che ha prodotto ben tre occupazioni.
In tutti questi anni, le generazioni che hanno attraversato questa esperienza sono state diverse e il "TNT" è ormai diventato una realtà molto complessa, una comunità cooperante dove si scambiano linguaggi, pratiche, esperienze,bisogni trasversali .
Nel TNT si incontrano studenti, migranti, precari, artisti, operai, insegnanti, informatici,....
E' una dimensione collettiva che unisce le diversità e le porta a ricchezza comune nelle battaglie a difesa dei diritti e della dignità.
Per molti jesini rappresenta un pezzo di storia personale e cittadina:
chiudere il TNT è cancellare un pezzo della nostra città.
Mai prima d'ora si era arrivati ad utilizzare la Magistratura per risolvere una vertenza il cui perdurare negli anni dimostra quanto sia forte e radicata.
La battaglia a difesa del "TNT", in questo momento ha un significato che va oltre lo specifico e il locale: è una battaglia a difesa di tutti gli spazi di democrazia e di libertà che le politiche sulla "sicurezza" stanno velocemente chiudendo, ogni giorno di più.
L'attacco al "TNT" rappresenta la volontà di ridurre alla passività l'azione, al silenzio la parola critica, alla stasi il movimento, alla morte la vita.
Sabato sarà la manifestazione di tutti coloro che vogliono difendere non solo il TNT ma ogni spazio sociale, ogni presidio della democrazia .

ASSEMBLEA PERMANENTE A DIFESA DEL TNT

martedì 17 marzo 2009

Video "La degna rabbia. un altro mondo un altro cammino, in basso a sinistra"


Presso la sede di Ya Basta Marche o nei banchetti dell'associazione puoi acquistare il DVD del Festival Zapatista de la "Degna Rabbia..."
Jesi: Via Colocci 11 (nei pressi della stazione ferroviaria) tel.0731/5060

Video "La degna rabbia. Un altro mondo un altro cammino, in basso a sinistra"
A cura di Associazione Ya Basta - Margine Operativo

Il 26 dicembre a Città del Messico inizia il Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna.
Gli zapatisti convocano l’incontro sottolineando come“dalla nostra apparizione pubblica, oramai quasi 15 anni fa, è stato nostro impegno l’essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all’altra. A volte ci siamo riusciti, a volte no. Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi. C’è ora qualcosa che prima non c’era, o che non riuscivamo a vedere allora.
C’è una rabbia creativa. Una rabbia che dipinge di tutti i colori le strade del basso e a sinistra nei cinque continenti...”

..... e ricorda che sabato 16 maggio (16.30) , a Jesi ti aspettiamo alla manifestazione contro la chiusura del TNT.
Per poter continuare a sostenere le comunità zapatiste e altre comunità in resistenza ............. resistete insieme a noi!!!
http://yabastamarche.blogspot.com/
********************************************************
Estate 2009 - dal 15 luglio al 31 agosto
Si prepara la prossima carovana in Chiapas :
Presenz/Attiva Compartir autonomia Chiapas, Messico
Per sostenere le comunità zapatiste
Per conoscere il Messico dal basso che si organizza nell’Otra Campaña

mercoledì 11 marzo 2009

Raccolta fondi per la popolazione di Gaza



LA CAMPAGNA PALESTINA SOLIDARIETA’ LANCIA UNA RACCCOLTA FONDI PER LA POPOLAZIONE CIVILE DI GAZA

"Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato", ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e "si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell'EZLN sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento" Dal discorso del SubComandante Marcos "Sette Venti nei calendari e le geografie dal basso"

Sosteniamo il Palestinian Medical Relief.
Le immagini della tragedia umanitaria causata dall’Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele contro la popolazione civile di Gaza non possono lasciarci indifferenti.
Più di mille morti, migliaia di feriti, vite devastate nell’assordante complicità internazionale che gode il governo israeliano.
Mentre ci impegniamo per fermare il massacro pensiamo sia importante esprimere il nostro sostegno materiale alle strutture sanitarie palestinesi come il Palestine Medical Relief che cercano di far fronte alla situazione drammatica in cui versa la popolazione civile, prigioniera a Gaza.
Sosteniamo il Palestine Medical Relief
I fondi possono essere inviati presso:
Conto Corrente 112064
Banca Popolare Etica
IBAN IT 18 L 05018 12100 000000 112064

intestato Associazione Ya Basta Marche ONLUS
con la causale “Per Gaza”

Gaza - Appello del Palestinian Medical Relief Society
Il nuovo anno nella Striscia di Gaza
Il barbaro attacco israeliano alla Striscia di Gaza ha causato centinaia di vittime innocenti, il numero di morti e dei feriti si va sempre più aggravando mentre l’aggressione sembra non aver fine e le dichiarazione dei responsabili politici e militari israeliani fanno supporre che le operazioni militari contro la popolazione della Striscia di Gaza siano solo all’inizio.
Fin dai primi giorni dell’offensiva molti impianti civili sono stati bombardati, senza prestare attenzione alla vita e alla sicurezza dei civili palestinesi. Il numero delle vittime ha superato le 420 persone, più di duemila i feriti. Mancano cibo e medicine, sono state distrutte abitazioni e colpiti medici e mezzi di soccorso mentre le famiglie hanno trovato riparo nelle scuole e nei centri delle organizzazioni umanitarie internazionali.
Questa crisi rende il Palestinian Medical Relief ancora più responsabile verso il popolo palestinese, nonostante debba far fronte alla carenza di forniture mediche, ai bisogni alimentari e di combustibile. Le squadre di soccorso del Palestinian Medical Relief svolgono il loro lavoro evacuando le persone ferite dalle zone colpite e offrono loro le prime cure in attesa di raggiungere l’ospedale più vicino.
Contemporaneamente il PMRS è riuscito, con l’aiuto del governo giordano, a trasportare i feriti gravi negli ospedali della Giordania e si sta preparando a ricevere, sempre dalla Giordania, un ospedale da campo per rispondere all’emergenza sanitaria di Gaza.
Va sottolineato che la sede principale di PMRS e la clinica "Dr Heidar Abedal Shafie" di Jabalia, a nord di Gaza sono state entrambe danneggiate. Questi attacchi contro i civili palestinesi innocenti sono un esempio delle violazioni delle leggi internazionali da parte di Israele; la condanna da parte della comunità internazionale dovrebbe essere proporzionale alla gravità delle atrocità israeliane.
Alla luce delle azioni di Israele, che sono veri crimini di guerra per la legislazione internazionale, il Palestinian Medical Relief invita la società civile internazionale a continuare le manifestazioni pubbliche in tutto il mondo per chiedere a Israele di fermare immediatamente il suo sanguinoso attacco alla Striscia di Gaza.
Vi invitiamo a condannare tali barbarie e a far pressione sul governo israeliano al fine di permettere l’invio di aiuti umanitari alla popolazione impoverita di Gaza e proteggere le équipe mediche al fine di consentire loro l’evacuazione dei feriti.
Gennaio 2009
Palestinian Medical Relief Society http://www.pmrs.ps/

lunedì 9 marzo 2009

Pacchetto Sicurezza

PACCHETTO SICUREZZA:
UNA GABBIA DI LEGGI CONTRO LA NOSTRA LIBERTA'











SABATO 14 MARZO
Ore 11.00 Piazza Roma - Ancona
MANIFESTAZIONE



Ore 17.30 Csoa "TNT" Jesi
CONFERENZA-DIBATTITO
Interviene l'Avvocato Cognini Paolo, penalista del Foro di Ancona ad illustrare le principali norme di legge contenute nel "Pacchetto Sicurezza"
Il pacchetto sicurezza è un attacco ai diritti fondamentali di tutti, ed in particolar modo dei migranti.
E' un attacco alla sicurezza ed alla libertà delle persone che vivono e lavorano nelle nostre città.
Il pacchetto sicurezza contiene una serie di norme proposte dal governo che non fanno altro che alimentare l'odio verso l'immigrato, creare ad arte il clima di paura e di sospetto, togliere alle persone ogni dignità di essere umano.
Lo chiamano pacchetto sicurezza, ma in verità accresce l'insicurezza, la precarietà, la paura, il razzismo.
Restringe definitivamente le libertà di tutti e la possibilità di avere vita, lavoro e diritti garantiti, di vivere insieme senza confini e differenze di nazionalità e provenienza.
LIBERTA' E DIRITTI CONTRO LA CRISI!
SABATO 14 MARZO
Ore 11.00
Piazza Roma Ancona
MANIFESTAZIONE
Contro il pacchetto sicurezza Libertà & Redito Vs Crisi!
No lager no CIE

Ore 17.30
Conferenza-Dibattito
CENTRO SOCIALE "TNT" Via Politi (vicino alla Stazione dei Treni)

Le ronde non rendono sicuri i nostri quartieri
le ronde si trasformeranno in campi di battaglie
i CIE (ex CPT) non rendono sicure le nostre città
i CIE le trasformeranno in prigioni a cielo aperto
il paccheto sicurezza alzerà nel nostro territorio muri di paura , angosce, fobie e diffidenza.
La loro sicurezza è contro la nostra.
Sicurezza è poter avere un futuro.

materiale informativo pacchetto sicurezza:


mercoledì 4 marzo 2009

Palestina:spettacolo teatrale "LA TANA DELLA IENA"


... in adesione alla Giornata Globale d’Azione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni(BDS)dell'economia di guerra israeliana ,lanciata al WSF 2009 in Belém-Brasile...
Ya Basta!-csao tnt-Collettivo Studentesco Cortocircuito-Ambasciata dei diritti
al interno della Campagna Palestina Solidarietà organizzano http://yabastamarche.blogspot.com/

Domenica 29 marzo 2009 ore 18.15 al csa TNT lo spettacolo teatrale

"LA TANA DELLA IENA"
Storia di un ragazzo palestinese

dal libro "la tana della iena" di Hassan Itab

con Carlo Orlando

Nessuno racconta che un bambino di nove anni in Palestina
ha davanti a sé un solo destino: la guerra.
Nessuno racconta che a quell'età è già costretto a difendere
la propria terra, la propria libertà e la propria vita.
Con "La Tana della iena" Narramondo Teatro racconta
la storia di un bambino palestinese che lotta
.

È Hassan che ci parla dal carcere romano in cui è rinchiuso. Lo seguiamo in un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio che parte da quella bomba lanciata in via Bissolati che gli è costata diciott’anni di prigione, passa per la scuola militare, iniziata a nove anni, e si spinge indietro fino all’infanzia trascorsa nel campo profughi di Sabra e Chatila, dove nel 1982, grazie alla copertura dell’esercito israeliano, i falangisti uccisero sua madre e i suoi fratelli, insieme a migliaia di altri palestinesi.
Raccontare "La tana della iena" rappresenta una doppia sfida. Una sfida per il narratore, che deve vincere il disagio di raccontare una storia scomoda, la storia di un 'terrorista'. Una sfida per l’ascoltatore-spettatore, che viene messo, grazie alla narrazione secca e mai compiaciuta, davanti ad una storia che lo porta a mettere da parte i suoi pregiudizi.

30 Marzo 2009 Giornata Globale d’Azione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), lanciata al WSF 2009 in Belém-Brasile


martedì 3 marzo 2009

Chiapas: Carovana "Donne in movimento"


Mamà Corral
Evento politico, sportivo, culturale e artistico
7 e 8 Marzo 2009
Oventik Chiapas Mx
Carovana "Donne in movimento"
Chiapas Messico ai primi di marzo 2009
"Porque si no lo hacemos, las que ya estamos en este mundo, que es un mundo donde todavía las mujeres no tenemos rostro, nombre ni voz para los capitalistas y neoliberales. Por eso, es la hora de ejercer y hacer valer nuestros derechos. Pero, para poder hacer todo esto, sólo se necesita tener voluntad, decisión, fuerza y rebeldía. Y no necesitamos pedirle permiso a nadie."
.....… anche dall’Italia inventiamo la nostra partecipazione nelle attività internazionali proposte dalle zapatiste. La caratterizzazione bio-politica dell’evento ci stimola e ci suggerisce l’idea di costruire, nei giorni precedenti l’incontro, in territorio zapatista (in luogo ancora da definire), un laboratorio politico-sportivo-culturale-artistico della delegazione, finalizzato alla preparaione delle nostre attività nell’evento.

Coordinamento carovana:
Ya Basta! Moltitudia, Roma

le donne zapatiste.. "ci sono cose che si chiedono e cose che si impongono . Noi chiediamo le condizioni materiale minime . Noi non chiediamo che ci diano libertà e rispetto. La nostra libertà e dignità è qualcosa che imporremo, le riconoscono o no i compagni o il governo.."
dallo sperduto angolo del sud-est messicano, il Chiapas... le zapatiste chiamano le donne per l’8 marzo a Oventik http://www.globalproject.info/art-18898.html
Le leggi delle donne zapatiste
Dietro ai volti zapatisti coperti da passamontagna che il primo gennaio del 1994 dichiararono guerra al governo messicano, non c’erano solamente tratti maschili .
Con sorpresa di molti, dietro ai passamontagna c’erano le donne indigene, che oltre alla lotta armata ne combatterono un’altra, quella per il riconoscimento dei loro diritti.
Poco dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, le notizie sulla sollevazione indigena confermarono il gran numero di donne che militavano e partecipavano al movimento.
Le donne avevano propri motivi per impugnare sia le armi di guerra che le armi della parola. Cercavano un modo di combattere le diverse forme di violenza nei confronti delle donne, forme di violenza che aumentano quando si parla di donne indigene.
Il da farsi non era facile e le donne zapatiste iniziarono a stabilire la forma e la base di un documento che potesse rispecchiare le loro richieste e le loro necessità.
Fu incaricata una donna indigena tzotzil, Susana, a viaggiare per le varie comunità e a parlare con le donne. Dopo quasi un anno di discussioni e consensi, nel marzo del 1993, il Comité Clandestino Revolucionario Indígena (CCRI) approvò la Legge Rivoluzionaria delle Donne (Ley Revolucionaria de Mujeres).
In una lettera indirizzata al giornalista Alvaro Cepeda Neri, del quotidiano La Jornada, il 26 gennaio del 1994, il Subcomandante Marcos scrive che il CCRI discuteva delle Leggi Rivoluzionarie, e all’interno di queste c’era la Legge delle donne: “ A Susana toccò il compito di leggere le proposte che erano nate dalle idee di migliaia di donne indigene. Iniziò a leggere e più andava avanti con la lettura più l’assemblea diventava inquieta”. Aggiunge inoltre: “Susana non si arrese e continuò a inveire contro tutto e tutti: non vogliamo che ci obblighino a sposarci con chi non vogliamo. Vogliamo avere i bambini che noi vogliamo e che possiamo accudire (…) Le leggi delle donne che Susana finiva di leggere erano per le Comunità una vera rivoluzione”.
Occorre aggiungere che le Leggi Rivoluzionarie sono le leggi che regolamentano la vita degli zapatisti nelle comunità liberate.
Così la Legge Rivoluzionaria delle Donne fu pubblicata ne’ El Despertador Mexicano, organo di informazione dell’ EZLN, il primo dicembre del 1993, insieme con la Prima Dichiarazione dalla Selva Lacandona. Questi documenti uscirono anche, sullo stesso organo di informazione, il 1° gennaio del 1994, come parte del contesto più ampio delle leggi zapatiste.
Il testo che introduce gli articoli della legge dichiara che “ nella giusta lotta per la liberazione del nostro popolo l’Esercito Zapatista include le donne nella lotta rivoluzionaria a prescindere dalla razza, dalla religione, dal colore della pelle o dalla appartenenza politica, con l’unico requisito che anche le donne facciano proprie le richieste del popolo sfruttato e mettano in pratica e facciano mettere in pratica le leggi e le regole della rivoluzione.”Continuando poi così: “ inoltre considerando la condizione delle donne lavoratrici in Messico, si includono le loro giuste richieste di uguaglianza e giustizia nella seguente Legge rivoluzionaria delle Donne”
La legge contiene dieci articoli:
1) Le donne, non importa la loro razza, la loro religione, la loro appartenenza politica, hanno diritto a partecipare alla lotta rivoluzionaria nel luogo e nel ruolo determinato dalla propria volontà e capacità.
2) Le donne hanno diritto ad un lavoro e ad un salario equo.
3) Le donne hanno il diritto di decidere il numero di figli che possono avere e possono accudire
4) Le donne hanno diritto a partecipare agli affari delle comunità e a ricoprire cariche se vengono elette liberamente e democraticamente.
5) Le donne e i loro figli hanno diritto alla prima assistenza per quel che riguarda la loro salute e alimentazione.
6) Le donne hanno diritto all’educazione.
7) Le donne hanno diritto a scegliere il proprio compagno e a non essere obbligate, con forza, a sposarsi.
8) Nessuna donna potrà essere colpita o maltrattata fisicamente né da famigliari né da estranei. I crimini di tentato stupro o stupro saranno seriamente puniti.
9) Le donne potranno ricoprire incarichi di direzione nell’organizzazione e avere ruoli militari nelle forze armate rivoluzionarie.
10) Le donne avranno tutti i diritti e tutti i doveri indicate dalle leggi e dalle regole rivoluzionarie.
Dopo la sua pubblicazione, la legge e' diventata un punto di riferimento per il movimento femminile messicano e un passo importante nel riconoscimento dei diritti delle donne indigene.
Oggi si sa che le donne rappresentano quasi il 45 per cento delle basi dell’Esercito Zapatista, ribellione indigena che ha le sue origini nelle Forze di Liberazione Nazionale, che quindici anni fa si è fatto conoscere con la presa di sette municipi nello stato del Chiapas.
Comunque, lo stesso subcomandante Marcos disse “ il primo levantamiento (ribellione) del EZLN fu nel marzo del 1993 e lo diressero le donne zapatiste. Non ci furono perdite e vincemmo. Cose che succedono in queste terre”…

lunedì 2 marzo 2009

Palestina: Programmare il disastro


PESARO:

Mercoledi 1° aprile ore 21 - Sala Rossa Palazzo Comunale
video conferenza con Michel Warschawski

Campagna Palestina Solidarietà in adesione al BDS
www.fuoritempo.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2378&Itemid=2196

Michel Warschawski fu tra i primi israeliani a rifiutare ripetutamente il servizio militare, e per questo più volte incarcerato.
Attualmente dirige l'Alternative Information Center di Gerusalemme.
Israele e la trappola identità :
Abbiamo tentato di dipanare la matassa dell’uso dell’identità ebraica nella costruzione dell’immaginario israeliano.
Lo abbiamo fatto con un’intervista a Avraham Burg, ex presidente della Knesset, il quale sostiene che la memoria dello Shoah abbia chiuso Israele in se stesso.
E con un colloquio con il pacifista israeliano Michael Warschawski e, infine, pubblicando un saggio inedito di Edward Said.

mercoledì 21 gennaio 2009

Jesi: Manifestazione in Solidarietà con il popolo Palestinese


GAZA LIBERA! FERMIAMO IL MASSACRO.
Non esistono parole che descrivano a pieno lo sdegno che le immagini e le notizie provenienti dalla Striscia di Gaza producono nelle nostre teste e nei nostri cuori. L’ azione militare delle forze armate israeliane ha prodotto migliaia di morti e feriti, in gran parte vittime civili. Non ci sono modi per descrivere questa rappresaglia, se non come un vero e proprio crimine umanitario.
Ad oggi la popolazione di Gaza viene da due anni di embargo totale che ha reso inservibili gli ospedali, aumentato drasticamente la disoccupazione, impoverito e compromesso la salute di migliaia di persone riducendole alla fame.
La vita del popolo palestinese nella quotidianità di uno stato di occupazione e le tragedie della guerra ci sono state ampiamente e direttamente illustrate dal sociologo palestinese Adnan Ateyah Salem Ramadam durante l’incontro pubblico organizzato dall’Associazione “YA BASTA” nella affollatissima sala del Centro Sociale “TNT” mercoledì 14 gennaio.
Numerosi sono stati gli interventi di cittadini migranti e italiani nei quali è stato fatto appello ad una mobilitazione nella nostra città per esprimere la condanna e lo sdegno a tale inumano massacro.
Lanciamo quindi una manifestazione a Jesi, Sabato 24 gennaio, ore 17.30. Concentramento in Piazza della Repubblica.

Stop Occupation Free Palesatine
A sostegno delle popolazioni di Gaza
Stop all’embargo navale e terrestre alla striscia di Gaza
Rompere il regime di apartheid

Assemblea tenutasi il 14 Gennaio al CSA “TNT” di Jesi

martedì 30 dicembre 2008

Basta con il massacro del popolo palestinese!!

In solidarietà con le popolazioni di Gaza, nei giorni più sanguinosi per la Palestina dal 1967, per la resistenza contro l’occupazione e l’oppressione del popolo palestinese, la Campagna Palestina Solidarietà organizza degli incontri con Adnan Ateyah Salem Ramadan, sociologo ed attivista palestinese, studioso in risoluzione e trasformazione dei conflitti.




Palestina: L’occupazione nella vita quotidiana
I diritti negati di un popolo
Incontro con Adnan Ateyah Salem Ramadan (Alternative Information Center)
Presentazione

Nelle Marche
**PESARO Martedi 13 gennaio alle ore 21 Biblioteca San Giovanni
Campagna Palestina Solidarietà,Gruppo Fuoritempo, Ya Basta, Resistenza Solidale
**JESI Mercoledi 14 gennaio alle ore 19 - csa TNT
a cura di Ya Basta - Csa Tnt
seguirà aperitivo rebelde
con la collaborazione di: Comune di Pesaro - Centro Servizi per il Volontariato -Consulta per la Pace Comune di Jesi

PALESTINA - "I giorni più sanguinosi dal 1967". L'attacco israeliano su Gaza è un massacro senza precedenti: bombardamenti indiscriminati proseguono ormai da tre giorni, a poche ore dall'annunciata incursione via terra da parte di Tsahal. Una strage che la comunità internazionale osserva inerme, quando non legittima, come gli Usa e i principali paesi europei, i crimini contro l'umanità perpetrati dall'esercito israeliano. Prime manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo. Viaggio di emergenza della nave Dignity del Free Gaza Movement che da mesi rompe l'assedio della Striscia rifornendo di aiuti le popolazioni stremate dal blocco israeliano; un carico eccezionale è partito oggi dal porto di Larnaca, Cipro.

Niente di nuovo nell´attacco israeliano partito sabato mattina contro l'inerme popolazione civile palestinese di Gaza già stremata da un lungo embargo, se non fosse per le sue criminali e disastrose proporzioni, se non fossero i giorni più sanguinosi dal 1967 per la Palestina. Tutti gli osservatori internazionali onesti, compresi quelli israeliani che ieri e oggi hanno scritto articoli estremamente critici sul quotidiano Haaretz, sanno bene che l´attacco a Gaza risponde a logiche che niente hanno a che fare con il lancio di missili dei resistenti palestinesi. Niente di quello che sta succedendo è legato allo sporadico lancio di missili artigianali sulle città del sud d´Israele, peraltro quasi nullo durante la tregua di sei mesi terminata alcuni giorni fa. Israele in 60 anni d´occupazione ha steso una fitta rete di collaborazionisti a Gaza che, affiancata da moderne tecnologie di spionaggio, permetterebbero all´esercito israeliano di ridurre quasi a zero i già minimi effetti degli attacchi sulle città del sud. Oggi le dichiarazioni ufficiali israeliane sono piene di contraddizioni, da una parte si dice che si voleva una nuova tregua ma, allo stesso tempo filtra la notizia che l´attacco è stato preparato per mesi, in realtà Israele non ha nessun bisogno di pianificare per mesi un attacco a Gaza per il semplice motivo che conosce quei 45 Km di terra come il proprio soggiorno di casa. I giornali israeliani parlano apertamente delle motivazioni che hanno portato a questo nuovo massacro contro la popolazione di Gaza. Non è un mistero che vi sono scelte di politica interna in quest´attacco, il ritorno di Barak nella scena politica e il tentativo del partito Laburista e di Kadima di contrastare l´ascesa del Likud di Netanyahu a poche settimane dalle elezioni israeliane. Come non è un mistero che Israele con quest´attacco rende un servizio all´ANP e all´Egitto nel distruggere le potenzialità Hamas, inoltre una nuova tregua avrebbe riconosciuto un ruolo politico internazionale ad Hamas e sono in tanti a non volerlo. Tuttavia questo è solo ciò che fa da sfondo alla scelta fondamentale d´Israele, ovvero prolungare all´infinito una situazione di stallo così da continuare la politica di colonizzazione. Ancora una volta siamo di fronte alla politica del "muro di ferro" portata avanti da Israele da 60 anni a questa parte. Non è improbabile che l´attacco alla Striscia di Gaza di questi giorni provocherà una ripresa degli attacchi suicidi e la sospensione d´ogni trattativa sulla nascita di uno stato palestinese. Israele avrà così tempo per continuare la sua politica di colonizzazione in Cisgiordania e d´espulsione dei palestinesi da Gerusalemme, che in questi anni non si è mai fermata. Diminuire il numero dei palestinesi residenti a Gerusalemme Est, aumentare il territorio a disposizione dei coloni e creare un "governo " palestinese collaborazionista, questa è la scelta fondamentale d´Israele e l´attacco a Gaza è funzionale a questa scelta. Nell´assordante silenzio della comunità internazionale è fondamentale una ripresa della solidarietà con la popolazione palestinese, nei prossimi mesi sarà fondamentale dimostrare ai palestinesi che non sono soli e unirsi alle loro lotte.
Le altre date in Italia:
°Reggio Emilia Giovedì 15 gennaio, ore 21.00 - Laboratorio Aq16
Ya Basta! Reggio Emilia
°Parma Venerdì 16 gennaio, ore 21.00 - Casa cantoniera
Ya Basta! Parma
°Treviso Domenica 18 gennaio, ore 18.00 - Laboratorio Sociale UbikLab
Ya Basta! Nord est
°Milano Lunedi 19 gennaio, ore 21.30 - CasaLoca
Martedi 20 gennaio ore 14,00 - Università Bicocca
Ya Basta! Milano
°Napoli Mercoledi 21 gennaio, ore 17.00 - Università Orientale
Ya Basta! Napoli
°Roma Giovedi 22 gennaio, ore 14,30 Facoltà di Lettere (Univ. Sapienza)
Giovedì 22 gennaio, ore 20,00 - Strike Spa - Casalbertone/Portonaccio
Continua a leggere su Global ProjectGuernica Gaza da Il Manifesto del 28 dicembre
Video intervista a Adnan Ramadan in occasione dell'incontro al CSO TNT:
http://www.vallesina.tv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=51&id=1366
Video Comune di Jesi: una delibera per la pace

Lettera dal Palestinian Medical Relief
Scritto da Palestinian Medical Relief
giovedì 29 gennaio 2009
Abbiamo ricevuto dal Palestinian Medical Relief Society questa lettera che molto volentieri pubblichiamo:
Cari amici,
Grazie per la vostra solidarietà e il vostro sostegno durante le recenti difficoltà che abbiamo passato.
E’ vero che c’è il cessate il fuoco ma la catastrofe qui a Gaza è indescrivibile.
E’ come se un terremoto colpisse Gaza, ogni cosa è stata rasa al suolo.
La gente non riesce più a trovare il posto della loro casa, delle loro terre.
Nel Pmrs, siamo ancora in situazione di emergenza.
Ora tutti i nostri centri lavorano alacremente, aiutando la gente, fornendole servizi medici, assistenza, e ciò che PMRS può offrire loro è coordinazione con altre società.
Lo staff medico delle nostre cliniche mobili cerca di raggiungere i luoghi distrutti, supportare i senza casa tra le rovine delle loro case, e garantirgli controlli medici, farmaci e abiti.
Potete trovare in allegato alcune foto della nostra clinica mobile nel campo.
Saluti




























martedì 16 dicembre 2008

Ya Basta! e il CSA TNT in preparazione del "Festival Mondiale della Degna Rabbia"






















Cena rebelde messicana & concerto
Venerdì 19 dicembre al csa tnt Via Politi Jesi

Ya Basta! e il csa TNT, in preparazione del primo «Festival mondiale della degna rabbia», organizzano una serata con cena messicana, presentazione carovana e concerto
*Ore 20.30 cena messicana (menù anche per vegetariani )
10 euro, prenotazione obbligatoria entro il 16 dicembre al 3470049435
*presentazione carovana immagini del Chiapas zapastista
**A seguire concerto dei ASSE TRE e RE DE BASTO' - BLUES BAND
Verso la Carovana del "Festival Mondiale della Rabbia Degna" proposto dall' EZLN- Chiapas - Messsico invitati organizzazioni di venti paesi, una rete «in basso a sinistra» un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.

giovedì 20 novembre 2008

Carovana "In movimento" Dicembre 2008 - Gennaio 2009 - Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna














L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre
per partecipare al Primo "Festival Mondiale della Rabbia Degna"
In tutto il mondo, sullo sfondo della crisi della globalizzazione, movimenti sociali, reti, comunità costruiscono con il conflitto una strada diversa: quella della propria indipendenza, libertà per costruire il proprio “ comune”.

Lotte per la difesa dei beni comuni, per la conquista di spazi di libertà, per rompere lo sfruttamento e la repressione, per nuovi diritti, per l’affermazione delle differenze … un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune: quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.
Dai nostri fratelli e sorelle zapatiste arriva un invito che guarda atutto questo. L’invito al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna da svolgersi in Messico - Chiapas dal 26 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009.
(leggi http://www.yabasta.it/spip.php?article561 )
Un occasione di incontro, uno spazio per tanti, che noi vogliamo attraversare per raccontare, insieme a molti altri, quello che accade nei nostri territori. L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre per partecipare al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna
Alla conclusione resteremo nelle comunità zapatiste per continuare il sostegno ed i progetti con le Giunte del Buongoverno zapatiste.
In particolare :
Nella Zona Selva - Caracol de La Realidad
Per seguire i Progetti "Agua para todos" di potabilizzazione dell'acqua e salvaguardia ambientale: l'associazione Ya Basta Marche, per sostenere questo progetto, ha coinvolto il Comune di Jesi , tramite il Gemellaggio con il Municipio Autonomo Zapatista "San Pedro di Michoacan";
Progetto "Lluvia es vida", curato a Associaione Ya Basta Trento;
Progetto "Agua es vida" a cura Associazione Ya Basta Monfalcone;
Per la Brigata Sanitaria a sostegno del Sistema di Salute Autonomo;

La presenza è coordinata da:

Associazione Ya Basta NordEst - Info yabasta@sherwood.it
Nella Zona Los Altos - Caracol di Oventic
Brigata di Raccolta del caffè a sostegno delle cooperative zapatiste
La presenza è coordinata da:

Associazione Ya Basta Milano - Info yabastaonlus@gmail.com

Coordinamento Generale Carovana "In movimento"

Associazione Ya Basta
Nord Est yabasta@sherwood.it
Roma moltitudia_yabasta@yahoo.it
Milano yabastaonlus@gmail.com
Napoli yabastanapoli@yahoo.it
Marche
yabastamarche@libero,it cell 3338235503
Coordinameno Toscano di sostegno alla lottazapatista coordinamento-toscano-zapatista@inventati.org

EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL.
MÉXICO.
Octubre del 2008.
A: Asociación Ya Basta
Planeta Tierra.
De: Subcomandante Insurgente Marcos.
Chiapas, México.

Reciban los saludos de los hombres, mujeres, niños y ancianos del EZLN y el mío propio.
Como ya lo habíamos adelantado, l@s zapatistas pensamos que ahora (tal vez también desde antes) existe una rabia frente a todo lo que está pasando, tanto en nuestro país como en el mundo. Esta rabia no es un simple coraje o un rencor, sino que tiene dos elementos esenciales: es una rabia que es consecuencia de la dignidad agredida y es una rabia que es creativa, es decir, apunta a la transformación de la situación.
Vemos también que son muchas las diferencias entre estas dignas rabias que vemos, escuchamos y sentimos. No sólo en lo obvio (la geografía), también en el modo y en el rumbo, destino, velocidad y ritmo de sus andares. Sin embargo, pensamos que tienen algo en común: el agresor, el que provoca esa rabia, es el mismo: un sistema, el capitalista, que destruye, sobre todo, dignidades.
Por eso vino nuestra idea de hacer una especie de encuentro, un espacio donde esas rabias se encontraran, se conocieran, se aprendieran, se relacionaran. L@s zapatistas mexican@s hemos llamado a este espacio “FESTIVAL MUNDIAL DE LA DIGNA RABIA” y pensamos que la presencia de ustedes y vuestra organización, su oído y su palabra, es necesaria.
Por eso queremos invitarlos a que participe en este Festival de la Digna Rabia que se celebrará en la Ciudad de México, D.F. y en la Chiapas zapatista, del 26 de diciembre del 2008 al 5 de enero del 2009.
Esperamos que puedan asistir.
Vale. Salud y que las ideas encuentren y se encuentren.
P.D.- Anexa a la presente, el compañero Sergio Rodríguez Lazcano, director de la revista Rebeldía, les hará llegar una carta con los detalles del evento.




martedì 18 novembre 2008

Gaza: Arrestato Vittorio Arrigoni e due internazionali




Martedì 18 novembre 2008 16:40 Gaza
Arrestato Vittorio Arrigoni e due internazionali

Gli osservatori erano a bordo di un peschereccio palestinese
Nella mattinata di oggi sono stati sequestrati tre attivisti internazionali e quindici pescatori palestinesi.
Si tratta di un operazione illegale della Marina Israeliana all’interno delle azioni di provocazione contro i pescatori palestinesi di Gaza.
Immediata la presa di posizione del Free Gaza Movement che invita tutti a fare pressione sulle Autorità Isrealiane e le Ambasciate.
Comunicato del Free Gaza Movement
Quindici pescatori palestinesi insieme a tre internazionali sono stati fermata e arrestati nelle acque palestinesi dalla marina Israeliana.
Stavano pescando a 7 miglia dalla costa di Deir Al Balah, chiaramente nelle acque di Gaza e dentro i limiti di pesca sanciti dagli Accordi di Oslo del 1994.
I pescatori e gli osservatori dei diritti umani internazionali sono stati trasferiti in tre barche diverse sulla nave da guerra israeliana.
Altri pescatori palestinesi hanno raccontato che tre barche hanno poi preso il mare dalla nave da guerra dirigendosi a nord.
I tre internazionali sono Andrew Muncie scozzese, Darlene Wallach americana e Vittorio Arrigoni italiano.
Le ambasciate inglese, americana e italiana sono state contattate e sanno del sequestro.
Chiamate il Ministro di Giustizia Israeliano al +972 26 46 66 66 e dichiarate la vostra condanna a questa azione illegale fatta dalla Marina Israeliana. Chiamate le ambasciate a Gerusalemme per far presente che molti dicono che è ora di dire basta alle persecuzioni illegali di Israele.
Stephen Brown, UK Consulate +972 25 41 41 00U.S.
Consulate General + 972-2-6227230
Luigi MATTIOLO, Italian Ambassador +972 3 5104004
CONTACT:
Caoimhe (Gaza) + 972 598 273 960
Donna (Gaza) + 972 598 836 420
Fida (Gaza - Arabic) – + 972 599 681 669
ISM Media Office - + 972 2-2971824
Per aggiornamenti vai al sito Free Gaza MovementBlog di Vittorio ArrigoniNotizia di AGRVai allo Speciale Free Gaza

lunedì 17 novembre 2008

"Il trucco dietro ai passamontagna" open forum


"Il trucco dietro ai passamontagna" dal Chiapas alle Marche.... la degna rabbia della donna!!

Venerdi 6 marzo
ore 18:00 csaTNT JESI
IL TRUCCO DIETRO AI PASSAMONTAGNA
open forum-aperitivo
proiezione PERSEPOLIS :
Animazione di qualità per una donna in difesa della dignità femminile
di Marjane Satrapi eVincent Paronnaud

Banchetto Associazione Ya Basta!
Se il 2008 è stato l'anno delle CROCIATE “X LA VITA”... il 2009 è quello delle RONDE A CACCIA DELL'IMMIGRATO CLANDESTINO STUPRATORE.
Ogni otto marzo, infatti, il corpo della donna diventa non solo uno strumento economico e mediatico, ma anche uno squallido mezzo di propaganda politica fascista, di servilismo religioso, nonché un mezzo di distrazione sociale.
Vogliamo ribadire che la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico ma un problema culturale e sociale, vogliamo combatterlo alla radice, nelle strade, ma soprattutto nelle case, dove ha la sua espressione più crudele e omertosa.
Oltre allo stupro fisico, subito da milioni di donne da parte di maschi conosciuti o sconosciuti, italiani o stranieri che siano, non sottovalutiamo la violenza psicologica messa in atto quotidianamente da stampa, pubblicità e televisione, dove i nostri corpi vengono spersonalizzati e umiliati continuamente, producendo uno stereotipo deviante di donna.
Fenomeni patinati, come quello delle “suicide girls” o del Grande Fratello, riempono le città di ragazzine anoressiche che per i diciotto anni chiedono due tette nuove.
Lottiamo per la difesa e per un effettivo riconoscimento del nostro diritto all'autodeterminazione, a partire dall'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza e ai metodi di contraccezione per tutte, per arrivare a diritti sicuri contro precarietà e mobbing, discriminazione, violenza e abusi.
L'intrusione nelle nostre scelte più intime da parte di preti, politicanti e medici obiettori con inutili leggi xenofobe e pacchetti sicurezza, non fa che accrescere la nostra indignazione.
L'obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità e della scuola finora è stato quello di renderci sempre più precarie e meno tutelate; in un momento di tale crisi economica come quello che stiamo vivendo le istituzioni disperdono miliardi di euro per militarizzare le città, rifinanziare le missioni militari all'estero e salvare banche e imprese, tagliando i fondi ai servizi sociali fondamentali, quali case, scuole, asili nido, consultori, centri antiviolenza... .
Il delirante pacchetto sicurezza non fa che discriminare ulteriormente chi vive già ai margini della società, negandogli oltre che l'identità anche la dignità sociale sancita dall'art.3 della Costituzione, con l'introduzione del reato di clandestinità e la negazione del diritto alla salute l'evoluzione sociologica dell'essere umano compie un preoccupante passo in dietro.
Lotteremo finchè non verrà rispettato il nostro modo di parlare, di governare, di organizzarci, di lavorare, di vestire e di intendere la vita, che è la natura e noi ne siamo parte, come ci insegnano le nostre sorelle zapatiste.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Le attiviste del CSOA TNT di Jesi invitano tutt@ a discuterne insieme per trovare un'azione politica efficace e alternativa a quella repressiva, xenofoba e anticostituzionale adottata finora dal governo.
Sabato 7 marzo
ore 22.30
ANTI-GENDER PARTY
Info:myspace.com/csa tntVia Politi (vicino stazione fs) Jesi

giovedì 6 novembre 2008

Free Gaza "Soffiamo sulle vele per rompere l'assedio"


domenica 2 novembre 2008,
di Associazione Ya Basta Nordest



Attraversare il mare per rompere il muro di silenzio che accerchia e assedia, insieme all’esercito israeliano, la Striscia di Gaza.
Si conclude la missione umanitaria con il ritorno della SS Dignity a Cipro.
Cronaca, interviste, immagini, video.
E’ l’obiettivo degli attivisti di Free Gaza Movement, associazione attiva da anni nei territori occupati palestinesi.


Martedì 28 ottobre a bordo di due pescherecci, il Liberty e il Free Gaza, esponenti dell’associazione e attivisti provenienti da Stati Uniti e Europa salperanno alla volta di Gaza dove l’arrivo è previsto per mercoledì 29 ottobre.
Si tratta del secondo viaggio che intende aggirare il divieto di accesso nei territori occupati militarmente dall’esercito israeliano.
Lo scorso 23 agosto infatti 57 persone, tra cui medici, giornalisti, attivisti di 17 paesi diversi, una suora cattolica e un sopravvissuto all’Olocausto, sono riusciti a entrare nel Porto di Gaza, senza dover attraversare i territori israeliani (e rischiare espulsioni e detenzione) o dover chiedere permesso alle autorità israeliane.Stiamo parlando di una conquista incredibile, difficilmente comprensibile per chi non vive da quasi un secolo sotto la morsa dell’apartheid cui sono soggiogati i cittadini palestinesi tra posti di blocco, divieti, controlli, carri armati e presidio perenne delle forze armate di Israele.
Prima del 23 agosto 2008 purtroppo nessuna imbarcazione da ben 41 anni era riuscita a raggiungere il Porto di Gaza sul Mediterraneo.
Tanto meno quelle che battono bandiera palestinese dato che da 15 anni i pescatori della Striscia non possono più lavorare nelle loro acque territoriali. Pena l’apertura del fuoco israeliano contro i pescherecci. Questo in barba alle risoluzioni Onu che concedono agli abitanti della Striscia di poter navigare nelle 20 miglia di mare su cui le loro terre si affacciano.
E in queste ore Free Gaza Movement è di nuovo in azione! per portare sostegno nella Striscia di Gaza e fare pressione sul governo israeliano affinché cancelli l’assurdo divieto di navigazione e attracco a Gaza.
L’associazione ha ufficialmente comunicato al governo di Tel Aviv le proprie intenzioni d’ingresso nel Porto.“Abbiamo informato Israele e le forze d’occupazione della Striscia di Gaza – si legge nel comunicato stampa dell’associazione – che entreremo nel Porto di Gaza il 29 ottobre.
Ci aspettiamo che non ci sia alcuna interferenza dalle autorità israeliane.
Non accetteremo mai che ci sia impedito l’accesso!”.
Israele in ogni caso non è rimasto a guardare in silenzio e, come informano gli organizzatori della traversata, continua a fare pressioni a quanti collaborano con Free Gaza Movement perché le due imbarcazioni recedano dal proprio obiettivo. A agosto, le minacce e le intimidazioni sono state pesanti ma ciononostante gli attivisti sono entrati in Porto.



E in queste ore l’esercito sta cercando di opporsi alla determinazione di quanti sono su Liberty e Free Gaza.“E’ ridicolo – commenta Greta Berlin, statunitense tra i promotori dell’iniziativa – che Israele sia così spaventato da noi.
Noi che portiamo a Gaza medici, diritti, attivisti tra cui il Premio Nobel per la Pace Maiead Maguire.
Con noi abbiamo pure medicinali e non esiste alcuna ragione per cui Israele debba bloccare o impedire il nostro attracco a Gaza”.
L’Ass.ne Ya Basta! partecipa e sostiene il viaggio.
News:Vedi e scolta:
30.10 La seconda giornata nella striscia di GazaIeri l’equipaggio della Dignity si è spostato all’interno della striscia di Gaza. Galleria di immagini
29.10 La SS Dignity attracca al Porto di Gaza Commenti audio e foto (ita)Album fotografico di freegazaorg
28.10 Dignity è salpataCronaca della partenza da Cipro
27.10 Cipro - Meno di 24 ore alla partenza delle navi per GazaIntervista con Vilma Mazza, tra i componenti della delegazione internazionale. Immagini dei preparativi a Cipro
26.10 Corrispondenza con Vilma Mazza, Associazione Ya Basta [ audio ] (ita)
26.10 Intervista ad Huwaida portavoce del Free Gaza Mouvement con sintesi in italiano
26.10 l’intervista realizzata dall’Associazione Yabasta, in collaborazione con Global Project.info, al Dr. Mustafa Barghouti leader di Almubadara ed esponente della società civile palestinese. audio1 - audio2 - audio3 - audio4 (eng)
Leggi:
29.10 We’ve done it again (eng) (ita)
27.10 Free Gaza: sì, stiamo arrivando! (ita)
27.10 Le Autorità Iasraeliane rifiutano l’ingresso ad un gruppo di medici che dovevano partecipare ad un convegno a Gaza (eng)
26.10 Yes, we are coming (eng)
21.10 Wave of Hope Heading for Gaza (eng)
21.10 Sottoterra a Gaza di Michele Giorgio (ita)
Rassegna dai media 29.10
30.10 NewYork time (eng)
30.10 BBC News (eng)
29.10 Free gaza movement: Yes We Can! (dignity arrive in Gaza)Video da Al Jazeera (eng)
29.10 I pacifisti fanno rotta su Gaza, Israele li minaccia di Michele Giorgio - Il Manifesto
29.10Carta.org (ita)
29.10 Times on line (eng)
29.10ElPais.com (esp)
29.10Aljazeera.com (eng)
Approfondimenti:
Informazioni su Gaza
Free Gaza Movement (ita)
Video dell’esercito Israeliano spara contro barche dei pescatori Palestinesi
WebSite Free Gaza[ Eng ]
Immagini dalle imbarcazioni agosto ’08

domenica 19 ottobre 2008

Natale solidale in città

Le organizzazioni della "società civile" attive nella città di Jesi come la Bottega del Mondo solidale, l' Associazione Ya Basta! Marche Onlus, Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) , Cestas Cooperazione Internazionale e Casa delle Culture che si occupano di progetti su temi quali la solidarietà e il consumo critico e consapevole, organizzano il "Mercatino solidale" nei giorni 21, 22, 23 e 24 dicembre al Palazzo dei Convegni di Jesi.
Ci potete trovare presso il Palazzo dei Convegni (sala destra) - Jesi
il 21 , 22 , 23 e 24 dicembre dalle 16 alle 20
il 24 dicembre anche dalle 10 alle 13

...questo anno per Natale decidi di fare regali acquistando i prodotti del "Mercatino solidale"
Sono piccole cose, non eliminano la povertà, non ci tolgono il sottosviluppo, non socializzano i mezzi di produzione e di cambio, non espropriano le tane d'Ali Baba , ma forse scatenano la voglia di fare e la traducono in fatti, e alla fine agire sulla realtà e cambiarla , anche se solo un pochino, è l'unica maniera di constatare che la realtà è trasformabile.
Eduardo Galeano
Nell'ambito del mercatino
martedì 23 dicembre alle ore 18,30
musica classica dal vivo con Giovanni Borocci
A cura di:
Bottega del Mondo Solidale - Jesi
Associazione Ya Basta! Marche Onlus - Jesi
Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) - Maiolati Spontini
Cestas Cooperazione Internazionale - Jesi
Casa delle Culture - Jesi
con il Patrocinio della Consulta per la Pace del Comune di jesi

Nell´anno del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è importante dedicare ancora più attenzione al sostegno per ogni forma di lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione, con la volontà di sostenere i diritti umani essenziali, di promuovere la solidarietà tra le comunità del mondo, di conoscere e difendere la bellezza della nostra Terra, di dire no alla sopraffazione e al consumismo incontrollato .
Per questo quotidianamente anche quando facciamo la spesa, possiamo decidere di impegnarci e dare qualcosa di noi, per rimarcare il nostro dissenso a un sistema che ci autodistrugge, sia dal punto di vista economico che ambientale, con onestà possiamo dire di non sapere se riusciremo a cambiare il mondo, l'unica garanzia che abbiamo, è di fare in modo che il il presente sia migliore, perche le nostre scelte sono etiche, l'etica della gente, l'etica dal basso.

venerdì 10 ottobre 2008

csa TNT serata a sostegno del Palestinian Medical Relief

Sabato 14 febbraio al csa TNT di Jesi
serata a sostegno del PALESTINIAN MEDICAL RELIEF di GAZA

DRUM'N'BASS NIGHTHALLUCINATOR (Bologna)
scratch by DJ EGO (csoa TNT)
opening dj set by DJ BLESS (Cesena)
visual by DISCIPLINE DIVINE (Bologna)
closing party by DJ UNDEAD (Bologna)
a sostegno del PALESTINIAN MEDICAL RELIEF di Gaza
24:00 via Politi JESI (vicino stazione FS) csoa TNT
***************************
*Sosteniamo il Palestinian Medical Relief.
http://www.pmrs.ps/
http://www.fuoritempo.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2217&Itemid=1

martedì 7 ottobre 2008

CORSO AVANZATO DI PROGETTAZIONE SULLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO


L'Associazione Ya Basta! Marche organizza :
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO
CORSO AVANZATO di PROGETTAZIONE
Scopo del progetto è sviluppare e promuovere una nuova cultura dello sviluppo al di fuori delle logiche dei grandi progetti emergenziali, nazionali ed europei.
Il corso è rivolto a tutti coloro che operano nel settore della solidarietà internazionale (volontari di associazioni, di ONG, del sindacato, studenti, tirocinanti, lavoratori) che concepiscono la cooperazione come un vero strumento di cambiamento e che condividono i principi antirazzisti e antifascisti propri dell’associazione Ya Basta!.
1a GIORNATA
11 OTTOBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
PRESENTAZIONE DEL CORSO
PIANIFICAZIONE ED IDENTIFICAZIONE DEL PROGETT
O

Criteri di identificazione: socio economici, ambientali, settoriali, di affinità e di partenariato
Pomeriggio:
Laboratorio Pianificazione (ricerche indagini ed analisi nella pianificazione di un microprogetto)
2a GIORNATA
25 OTTOBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
FORMULAZIONE Di UN PROGETTO DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Costruzione dell’Albero dei Problemi e degli Obiettivi, del quadro logico: strategia, indicatori, condizioni esterne e tecniche di scrittura di formulari di progetto.
Pomeriggio:
Laboratorio Analisi (Discussione sull'albero dei problemi e degli obiettivi su progetti realizzati: lavoro d'aula, discussione finale)
3a GIORNATA
08 NOVEMBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
FINANZIARE UN PROGETTO DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Criteri di finanziamento e Ricerca del cofinanziamento
Valutazione dei bandi di finanziamento
Budget di progetto e gestione delle variazioni di budget
Pomeriggio:
Laboratorio Budget (Realizzazione di budget dettagliato di progetto per tipologia di spesa e per attività)
4a GIORNATA
22 NOVEMBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
ESECUZIONE, MONITORAGGIO DELLE ATTIVITA’ E VALUTAZIONE DEI PROGETTI,
Parametri di controllo e di gestione amministrativa e controllo dei costi Rapporti finanziari Monitoraggio delle attività e Valutazione dei progetti

Pomeriggio:
Laboratorio scrittura (verifica e ri-formulazione di un progetto presentato)
Il corso di 30 ore si terrà a Jesi presso la sede di Ya Basta!
Unica sottoscrizione: 20 euro
Per chi lo richiede verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Per l’iscrizione telefonare al numero 3490768750

Ya Basta! Marche in collaborazione con il Centro Servizi al Volontariato

lunedì 6 ottobre 2008

Messico - Comunità massacrata in Chiapas

Ormai il diritto su quelle rovine lo hanno pagato con il sangue e quindi non se ne andranno.
Così affermano dopo la mattanza di venerdì scorso, gli abitanti del ejido (una sorta di fondo collettivo) di Miguel Hidalgo, Chiapas, che dal 7 settembre avevano occupato le rovine del sito archeologico di Chincultik in quanto lasciate in grave stato di abbandono e di degrado dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia.
L’occupazione della zona archeologica è costata la vita infatti a 6 contadini, barbaramente uccisi da membri della polizia intervenuti sul luogo per cacciarli via.
Una decina i feriti e circa trenta le persone in stato di arresto.Gli abitanti della zona, una comunità composta da circa settemila persone, stavano realizzando una autogestione del sito archeologico con l’obiettivo di rivalutare una risorsa turistica importantissima del loro territorio, tenuta in pessime condizioni fino a quel momento.
Le trattative con le autorità e con l’Istituto di Antropologia e di Storia erano in corso e si stavano svolgendo apparentemente in modo tranquillo fino all’operativo di venerdì, quando circa 300 uomini della Polizia Federale hanno circondato la zona e il paese, lanciando gas lacrimogeni anche in una scuola e arrestando diversi membri della comunità mentre altri uomini a cavallo presidiavano la zona.
Sono nati scontri con la popolazione, e alcuni contadini hanno neutralizzato e disarmato 77 poliziotti chiudendoli nella casa comunale. Questo ha scatenato poco più tardi la reazione violenta della polizia che ha iniziato a sparare contro la gente disarmata e a “picchiare indistintamente bambini, donne e anziani”.Ci sono state almeno tre esecuzioni extragiudiziali di persone ferite che stavano per essere trasportate in ospedale.
L’uomo che era alla guida del mezzo è stato fatto scendere ed è stato ucciso dopo essere stato torturato.
Cinque agenti degli 11 accusati a vario grado di concorso in omicidio, sono stati arrestati, due di essi hanno già confessato, mentre sono in corso indagini su tutta l’operazione svoltasi il 3 ottobre.
fonte: annalisamelandri.it

martedì 30 settembre 2008

BOLIVIA secondo Oscar Olivera

"Ciò che non è riuscito a fare la destra , lo fa Evo"
Oscar Olivera è stato uno dei principali referenti delle lotte boliviane degli ultimi anni , ha sostenuto la candidatura di Evo Morales, però considera che la situazione attuale dei movimenti sociali è una delle più difficili che ha visto " perché il governo ha escluso, ignorato e anche disprezzato coloro che vogliono avere una voce autonoma". La sua analisi sulla polarizzazione che sconta il governo con la destra, e i segnali degli embrioni che cominciano a notarsi nella società.

Qui un approfondimento ( in spagnolo):
Nota completa LaVaca http://lavaca.org/seccion/actualidad/1/1746.shtml

lunedì 29 settembre 2008

Zanon: sfratto o esproprio ai padroni?











Zanon: la definizione degli accordi

Il 20 ottobre scade il termine alla Cooperativa FaSinPat (Fabbrica Senza Padrone) per amministrare l'impianto di lavorazione della ceramica di Neuquén.
Gli operai richiedono e pretendono l’ esproprio ai proprietari ( che il governo di Neuquen sta valutando), per la continuità della gestione iniziata 7 anni fa, che ha generato 220 nuovi posti di lavoro e sviluppato inedite forme di solidarietà, resistenza e creatività all’interno e all’esterno della fabbrica.



Qui un approfondimento ( in spagnolo):
La revoluzanón permanente..
Nota completa LaVaca