
dona il 5 x 1000 della dichiarazione dei redditi all'Ass.ne YA BASTA! MARCHE (nella dichiarazione dei redditi o nel CUD, nel riquadro "sostegno al volontariato") firma e scrivi il CF: 91023410425 Per Contributi: c/c Ass.ne Ya Basta! Marche Banca Popolare Etica Ancona IBAN : IT82P0501802600000000112064
mercoledì 22 aprile 2009
TNT VIVE - Comunicato Stampa

martedì 17 marzo 2009
Video "La degna rabbia. un altro mondo un altro cammino, in basso a sinistra"

A cura di Associazione Ya Basta - Margine Operativo
..... e ricorda che sabato 16 maggio (16.30) , a Jesi ti aspettiamo alla manifestazione contro la chiusura del TNT.
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Estate 2009 - dal 15 luglio al 31 agosto
Si prepara la prossima carovana in Chiapas :
Per sostenere le comunità zapatiste
mercoledì 11 marzo 2009
Raccolta fondi per la popolazione di Gaza
"Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato", ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e "si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell'EZLN sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento" Dal discorso del SubComandante Marcos "Sette Venti nei calendari e le geografie dal basso"

Sosteniamo il Palestinian Medical Relief.
Le immagini della tragedia umanitaria causata dall’Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele contro la popolazione civile di Gaza non possono lasciarci indifferenti.
Più di mille morti, migliaia di feriti, vite devastate nell’assordante complicità internazionale che gode il governo israeliano.
Mentre ci impegniamo per fermare il massacro pensiamo sia importante esprimere il nostro sostegno materiale alle strutture sanitarie palestinesi come il Palestine Medical Relief che cercano di far fronte alla situazione drammatica in cui versa la popolazione civile, prigioniera a Gaza.
Sosteniamo il Palestine Medical Relief
I fondi possono essere inviati presso:
Conto Corrente 112064
Banca Popolare Etica
IBAN IT 18 L 05018 12100 000000 112064
intestato Associazione Ya Basta Marche ONLUS
con la causale “Per Gaza”
Gaza - Appello del Palestinian Medical Relief Society
Il nuovo anno nella Striscia di Gaza
Il barbaro attacco israeliano alla Striscia di Gaza ha causato centinaia di vittime innocenti, il numero di morti e dei feriti si va sempre più aggravando mentre l’aggressione sembra non aver fine e le dichiarazione dei responsabili politici e militari israeliani fanno supporre che le operazioni militari contro la popolazione della Striscia di Gaza siano solo all’inizio.
Fin dai primi giorni dell’offensiva molti impianti civili sono stati bombardati, senza prestare attenzione alla vita e alla sicurezza dei civili palestinesi. Il numero delle vittime ha superato le 420 persone, più di duemila i feriti. Mancano cibo e medicine, sono state distrutte abitazioni e colpiti medici e mezzi di soccorso mentre le famiglie hanno trovato riparo nelle scuole e nei centri delle organizzazioni umanitarie internazionali.
Questa crisi rende il Palestinian Medical Relief ancora più responsabile verso il popolo palestinese, nonostante debba far fronte alla carenza di forniture mediche, ai bisogni alimentari e di combustibile. Le squadre di soccorso del Palestinian Medical Relief svolgono il loro lavoro evacuando le persone ferite dalle zone colpite e offrono loro le prime cure in attesa di raggiungere l’ospedale più vicino.
Contemporaneamente il PMRS è riuscito, con l’aiuto del governo giordano, a trasportare i feriti gravi negli ospedali della Giordania e si sta preparando a ricevere, sempre dalla Giordania, un ospedale da campo per rispondere all’emergenza sanitaria di Gaza.
Va sottolineato che la sede principale di PMRS e la clinica "Dr Heidar Abedal Shafie" di Jabalia, a nord di Gaza sono state entrambe danneggiate. Questi attacchi contro i civili palestinesi innocenti sono un esempio delle violazioni delle leggi internazionali da parte di Israele; la condanna da parte della comunità internazionale dovrebbe essere proporzionale alla gravità delle atrocità israeliane.
Alla luce delle azioni di Israele, che sono veri crimini di guerra per la legislazione internazionale, il Palestinian Medical Relief invita la società civile internazionale a continuare le manifestazioni pubbliche in tutto il mondo per chiedere a Israele di fermare immediatamente il suo sanguinoso attacco alla Striscia di Gaza.
Vi invitiamo a condannare tali barbarie e a far pressione sul governo israeliano al fine di permettere l’invio di aiuti umanitari alla popolazione impoverita di Gaza e proteggere le équipe mediche al fine di consentire loro l’evacuazione dei feriti.
Gennaio 2009
Palestinian Medical Relief Society http://www.pmrs.ps/
lunedì 9 marzo 2009
Pacchetto Sicurezza

Contro il pacchetto sicurezza Libertà & Redito Vs Crisi!
No lager no CIE
Conferenza-Dibattito
Le ronde non rendono sicuri i nostri quartieri
le ronde si trasformeranno in campi di battaglie
i CIE (ex CPT) non rendono sicure le nostre città
i CIE le trasformeranno in prigioni a cielo aperto
il paccheto sicurezza alzerà nel nostro territorio muri di paura , angosce, fobie e diffidenza.
Sicurezza è poter avere un futuro.
mercoledì 4 marzo 2009
Palestina:spettacolo teatrale "LA TANA DELLA IENA"

Domenica 29 marzo 2009 ore 18.15 al csa TNT lo spettacolo teatrale
"LA TANA DELLA IENA"
Storia di un ragazzo palestinese
dal libro "la tana della iena" di Hassan Itab
con Carlo Orlando
Nessuno racconta che un bambino di nove anni in Palestina
ha davanti a sé un solo destino: la guerra.
Nessuno racconta che a quell'età è già costretto a difendere
la propria terra, la propria libertà e la propria vita.
Con "La Tana della iena" Narramondo Teatro racconta
la storia di un bambino palestinese che lotta.
È Hassan che ci parla dal carcere romano in cui è rinchiuso. Lo seguiamo in un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio che parte da quella bomba lanciata in via Bissolati che gli è costata diciott’anni di prigione, passa per la scuola militare, iniziata a nove anni, e si spinge indietro fino all’infanzia trascorsa nel campo profughi di Sabra e Chatila, dove nel 1982, grazie alla copertura dell’esercito israeliano, i falangisti uccisero sua madre e i suoi fratelli, insieme a migliaia di altri palestinesi.
Raccontare "La tana della iena" rappresenta una doppia sfida. Una sfida per il narratore, che deve vincere il disagio di raccontare una storia scomoda, la storia di un 'terrorista'. Una sfida per l’ascoltatore-spettatore, che viene messo, grazie alla narrazione secca e mai compiaciuta, davanti ad una storia che lo porta a mettere da parte i suoi pregiudizi.
30 Marzo 2009 Giornata Globale d’Azione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), lanciata al WSF 2009 in Belém-Brasile
martedì 3 marzo 2009
Chiapas: Carovana "Donne in movimento"

"Porque si no lo hacemos, las que ya estamos en este mundo, que es un mundo donde todavía las mujeres no tenemos rostro, nombre ni voz para los capitalistas y neoliberales. Por eso, es la hora de ejercer y hacer valer nuestros derechos. Pero, para poder hacer todo esto, sólo se necesita tener voluntad, decisión, fuerza y rebeldía. Y no necesitamos pedirle permiso a nadie."
Coordinamento carovana:
Ya Basta! Moltitudia, Roma
le donne zapatiste.. "ci sono cose che si chiedono e cose che si impongono . Noi chiediamo le condizioni materiale minime . Noi non chiediamo che ci diano libertà e rispetto. La nostra libertà e dignità è qualcosa che imporremo, le riconoscono o no i compagni o il governo.."
dallo sperduto angolo del sud-est messicano, il Chiapas... le zapatiste chiamano le donne per l’8 marzo a Oventik http://www.globalproject.info/art-18898.html
Dietro ai volti zapatisti coperti da passamontagna che il primo gennaio del 1994 dichiararono guerra al governo messicano, non c’erano solamente tratti maschili .
Con sorpresa di molti, dietro ai passamontagna c’erano le donne indigene, che oltre alla lotta armata ne combatterono un’altra, quella per il riconoscimento dei loro diritti.
Poco dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, le notizie sulla sollevazione indigena confermarono il gran numero di donne che militavano e partecipavano al movimento.
Le donne avevano propri motivi per impugnare sia le armi di guerra che le armi della parola. Cercavano un modo di combattere le diverse forme di violenza nei confronti delle donne, forme di violenza che aumentano quando si parla di donne indigene.
Il da farsi non era facile e le donne zapatiste iniziarono a stabilire la forma e la base di un documento che potesse rispecchiare le loro richieste e le loro necessità.
Fu incaricata una donna indigena tzotzil, Susana, a viaggiare per le varie comunità e a parlare con le donne. Dopo quasi un anno di discussioni e consensi, nel marzo del 1993, il Comité Clandestino Revolucionario Indígena (CCRI) approvò la Legge Rivoluzionaria delle Donne (Ley Revolucionaria de Mujeres).
In una lettera indirizzata al giornalista Alvaro Cepeda Neri, del quotidiano La Jornada, il 26 gennaio del 1994, il Subcomandante Marcos scrive che il CCRI discuteva delle Leggi Rivoluzionarie, e all’interno di queste c’era la Legge delle donne: “ A Susana toccò il compito di leggere le proposte che erano nate dalle idee di migliaia di donne indigene. Iniziò a leggere e più andava avanti con la lettura più l’assemblea diventava inquieta”. Aggiunge inoltre: “Susana non si arrese e continuò a inveire contro tutto e tutti: non vogliamo che ci obblighino a sposarci con chi non vogliamo. Vogliamo avere i bambini che noi vogliamo e che possiamo accudire (…) Le leggi delle donne che Susana finiva di leggere erano per le Comunità una vera rivoluzione”.
Occorre aggiungere che le Leggi Rivoluzionarie sono le leggi che regolamentano la vita degli zapatisti nelle comunità liberate.
Così la Legge Rivoluzionaria delle Donne fu pubblicata ne’ El Despertador Mexicano, organo di informazione dell’ EZLN, il primo dicembre del 1993, insieme con la Prima Dichiarazione dalla Selva Lacandona. Questi documenti uscirono anche, sullo stesso organo di informazione, il 1° gennaio del 1994, come parte del contesto più ampio delle leggi zapatiste.
Il testo che introduce gli articoli della legge dichiara che “ nella giusta lotta per la liberazione del nostro popolo l’Esercito Zapatista include le donne nella lotta rivoluzionaria a prescindere dalla razza, dalla religione, dal colore della pelle o dalla appartenenza politica, con l’unico requisito che anche le donne facciano proprie le richieste del popolo sfruttato e mettano in pratica e facciano mettere in pratica le leggi e le regole della rivoluzione.”Continuando poi così: “ inoltre considerando la condizione delle donne lavoratrici in Messico, si includono le loro giuste richieste di uguaglianza e giustizia nella seguente Legge rivoluzionaria delle Donne”
La legge contiene dieci articoli:
1) Le donne, non importa la loro razza, la loro religione, la loro appartenenza politica, hanno diritto a partecipare alla lotta rivoluzionaria nel luogo e nel ruolo determinato dalla propria volontà e capacità.
2) Le donne hanno diritto ad un lavoro e ad un salario equo.
3) Le donne hanno il diritto di decidere il numero di figli che possono avere e possono accudire
4) Le donne hanno diritto a partecipare agli affari delle comunità e a ricoprire cariche se vengono elette liberamente e democraticamente.
5) Le donne e i loro figli hanno diritto alla prima assistenza per quel che riguarda la loro salute e alimentazione.
6) Le donne hanno diritto all’educazione.
7) Le donne hanno diritto a scegliere il proprio compagno e a non essere obbligate, con forza, a sposarsi.
8) Nessuna donna potrà essere colpita o maltrattata fisicamente né da famigliari né da estranei. I crimini di tentato stupro o stupro saranno seriamente puniti.
9) Le donne potranno ricoprire incarichi di direzione nell’organizzazione e avere ruoli militari nelle forze armate rivoluzionarie.
10) Le donne avranno tutti i diritti e tutti i doveri indicate dalle leggi e dalle regole rivoluzionarie.
Dopo la sua pubblicazione, la legge e' diventata un punto di riferimento per il movimento femminile messicano e un passo importante nel riconoscimento dei diritti delle donne indigene.
Oggi si sa che le donne rappresentano quasi il 45 per cento delle basi dell’Esercito Zapatista, ribellione indigena che ha le sue origini nelle Forze di Liberazione Nazionale, che quindici anni fa si è fatto conoscere con la presa di sette municipi nello stato del Chiapas.
Comunque, lo stesso subcomandante Marcos disse “ il primo levantamiento (ribellione) del EZLN fu nel marzo del 1993 e lo diressero le donne zapatiste. Non ci furono perdite e vincemmo. Cose che succedono in queste terre”…
lunedì 2 marzo 2009
Palestina: Programmare il disastro

Campagna Palestina Solidarietà in adesione al BDS
www.fuoritempo.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2378&Itemid=2196
Michel Warschawski fu tra i primi israeliani a rifiutare ripetutamente il servizio militare, e per questo più volte incarcerato.
mercoledì 21 gennaio 2009
Jesi: Manifestazione in Solidarietà con il popolo Palestinese

GAZA LIBERA! FERMIAMO IL MASSACRO.
Non esistono parole che descrivano a pieno lo sdegno che le immagini e le notizie provenienti dalla Striscia di Gaza producono nelle nostre teste e nei nostri cuori. L’ azione militare delle forze armate israeliane ha prodotto migliaia di morti e feriti, in gran parte vittime civili. Non ci sono modi per descrivere questa rappresaglia, se non come un vero e proprio crimine umanitario.
Ad oggi la popolazione di Gaza viene da due anni di embargo totale che ha reso inservibili gli ospedali, aumentato drasticamente la disoccupazione, impoverito e compromesso la salute di migliaia di persone riducendole alla fame.
La vita del popolo palestinese nella quotidianità di uno stato di occupazione e le tragedie della guerra ci sono state ampiamente e direttamente illustrate dal sociologo palestinese Adnan Ateyah Salem Ramadam durante l’incontro pubblico organizzato dall’Associazione “YA BASTA” nella affollatissima sala del Centro Sociale “TNT” mercoledì 14 gennaio.
Numerosi sono stati gli interventi di cittadini migranti e italiani nei quali è stato fatto appello ad una mobilitazione nella nostra città per esprimere la condanna e lo sdegno a tale inumano massacro.
Lanciamo quindi una manifestazione a Jesi, Sabato 24 gennaio, ore 17.30. Concentramento in Piazza della Repubblica.
Stop Occupation Free Palesatine
A sostegno delle popolazioni di Gaza
Stop all’embargo navale e terrestre alla striscia di Gaza
Rompere il regime di apartheid
Assemblea tenutasi il 14 Gennaio al CSA “TNT” di Jesi
martedì 30 dicembre 2008
Basta con il massacro del popolo palestinese!!
In solidarietà con le popolazioni di Gaza, nei giorni più sanguinosi per la Palestina dal 1967, per la resistenza contro l’occupazione e l’oppressione del popolo palestinese, la Campagna Palestina Solidarietà organizza degli incontri con Adnan Ateyah Salem Ramadan, sociologo ed attivista palestinese, studioso in risoluzione e trasformazione dei conflitti.Palestina: L’occupazione nella vita quotidiana
I diritti negati di un popolo
Incontro con Adnan Ateyah Salem Ramadan (Alternative Information Center)
Presentazione
**PESARO Martedi 13 gennaio alle ore 21 Biblioteca San Giovanni
Campagna Palestina Solidarietà,Gruppo Fuoritempo, Ya Basta, Resistenza Solidale
**JESI Mercoledi 14 gennaio alle ore 19 - csa TNT
a cura di Ya Basta - Csa Tnt
seguirà aperitivo rebelde
con la collaborazione di: Comune di Pesaro - Centro Servizi per il Volontariato -Consulta per la Pace Comune di Jesi
PALESTINA - "I giorni più sanguinosi dal 1967". L'attacco israeliano su Gaza è un massacro senza precedenti: bombardamenti indiscriminati proseguono ormai da tre giorni, a poche ore dall'annunciata incursione via terra da parte di Tsahal. Una strage che la comunità internazionale osserva inerme, quando non legittima, come gli Usa e i principali paesi europei, i crimini contro l'umanità perpetrati dall'esercito israeliano. Prime manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo. Viaggio di emergenza della nave Dignity del Free Gaza Movement che da mesi rompe l'assedio della Striscia rifornendo di aiuti le popolazioni stremate dal blocco israeliano; un carico eccezionale è partito oggi dal porto di Larnaca, Cipro.
Niente di nuovo nell´attacco israeliano partito sabato mattina contro l'inerme popolazione civile palestinese di Gaza già stremata da un lungo embargo, se non fosse per le sue criminali e disastrose proporzioni, se non fossero i giorni più sanguinosi dal 1967 per la Palestina. Tutti gli osservatori internazionali onesti, compresi quelli israeliani che ieri e oggi hanno scritto articoli estremamente critici sul quotidiano Haaretz, sanno bene che l´attacco a Gaza risponde a logiche che niente hanno a che fare con il lancio di missili dei resistenti palestinesi. Niente di quello che sta succedendo è legato allo sporadico lancio di missili artigianali sulle città del sud d´Israele, peraltro quasi nullo durante la tregua di sei mesi terminata alcuni giorni fa. Israele in 60 anni d´occupazione ha steso una fitta rete di collaborazionisti a Gaza che, affiancata da moderne tecnologie di spionaggio, permetterebbero all´esercito israeliano di ridurre quasi a zero i già minimi effetti degli attacchi sulle città del sud. Oggi le dichiarazioni ufficiali israeliane sono piene di contraddizioni, da una parte si dice che si voleva una nuova tregua ma, allo stesso tempo filtra la notizia che l´attacco è stato preparato per mesi, in realtà Israele non ha nessun bisogno di pianificare per mesi un attacco a Gaza per il semplice motivo che conosce quei 45 Km di terra come il proprio soggiorno di casa. I giornali israeliani parlano apertamente delle motivazioni che hanno portato a questo nuovo massacro contro la popolazione di Gaza. Non è un mistero che vi sono scelte di politica interna in quest´attacco, il ritorno di Barak nella scena politica e il tentativo del partito Laburista e di Kadima di contrastare l´ascesa del Likud di Netanyahu a poche settimane dalle elezioni israeliane. Come non è un mistero che Israele con quest´attacco rende un servizio all´ANP e all´Egitto nel distruggere le potenzialità Hamas, inoltre una nuova tregua avrebbe riconosciuto un ruolo politico internazionale ad Hamas e sono in tanti a non volerlo. Tuttavia questo è solo ciò che fa da sfondo alla scelta fondamentale d´Israele, ovvero prolungare all´infinito una situazione di stallo così da continuare la politica di colonizzazione. Ancora una volta siamo di fronte alla politica del "muro di ferro" portata avanti da Israele da 60 anni a questa parte. Non è improbabile che l´attacco alla Striscia di Gaza di questi giorni provocherà una ripresa degli attacchi suicidi e la sospensione d´ogni trattativa sulla nascita di uno stato palestinese. Israele avrà così tempo per continuare la sua politica di colonizzazione in Cisgiordania e d´espulsione dei palestinesi da Gerusalemme, che in questi anni non si è mai fermata. Diminuire il numero dei palestinesi residenti a Gerusalemme Est, aumentare il territorio a disposizione dei coloni e creare un "governo " palestinese collaborazionista, questa è la scelta fondamentale d´Israele e l´attacco a Gaza è funzionale a questa scelta. Nell´assordante silenzio della comunità internazionale è fondamentale una ripresa della solidarietà con la popolazione palestinese, nei prossimi mesi sarà fondamentale dimostrare ai palestinesi che non sono soli e unirsi alle loro lotte.
http://www.globalproject.info/art-18388.html
http://www.glomeda.org/documenti.php?id=738
http://www.vallesina.tv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=51&id=1366
Lettera dal Palestinian Medical Relief
Scritto da Palestinian Medical Relief
giovedì 29 gennaio 2009
Abbiamo ricevuto dal Palestinian Medical Relief Society questa lettera che molto volentieri pubblichiamo:
Cari amici,
Nel Pmrs, siamo ancora in situazione di emergenza.
Potete trovare in allegato alcune foto della nostra clinica mobile nel campo.
martedì 16 dicembre 2008
Ya Basta! e il CSA TNT in preparazione del "Festival Mondiale della Degna Rabbia"
Cena rebelde messicana & concerto
Venerdì 19 dicembre al csa tnt Via Politi Jesi
Ya Basta! e il csa TNT, in preparazione del primo «Festival mondiale della degna rabbia», organizzano una serata con cena messicana, presentazione carovana e concerto
*Ore 20.30 cena messicana (menù anche per vegetariani )
10 euro, prenotazione obbligatoria entro il 16 dicembre al 3470049435
*presentazione carovana immagini del Chiapas zapastista
**A seguire concerto dei ASSE TRE e RE DE BASTO' - BLUES BAND
Verso la Carovana del "Festival Mondiale della Rabbia Degna" proposto dall' EZLN- Chiapas - Messsico invitati organizzazioni di venti paesi, una rete «in basso a sinistra» un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.
giovedì 20 novembre 2008
Carovana "In movimento" Dicembre 2008 - Gennaio 2009 - Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna
L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre
per partecipare al Primo "Festival Mondiale della Rabbia Degna"
In tutto il mondo, sullo sfondo della crisi della globalizzazione, movimenti sociali, reti, comunità costruiscono con il conflitto una strada diversa: quella della propria indipendenza, libertà per costruire il proprio “ comune”.
Lotte per la difesa dei beni comuni, per la conquista di spazi di libertà, per rompere lo sfruttamento e la repressione, per nuovi diritti, per l’affermazione delle differenze … un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune: quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.
Dai nostri fratelli e sorelle zapatiste arriva un invito che guarda atutto questo. L’invito al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna da svolgersi in Messico - Chiapas dal 26 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009.
(leggi http://www.yabasta.it/spip.php?article561 )
Un occasione di incontro, uno spazio per tanti, che noi vogliamo attraversare per raccontare, insieme a molti altri, quello che accade nei nostri territori. L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre per partecipare al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna
Alla conclusione resteremo nelle comunità zapatiste per continuare il sostegno ed i progetti con le Giunte del Buongoverno zapatiste.
In particolare :
Nella Zona Selva - Caracol de La Realidad
Per seguire i Progetti "Agua para todos" di potabilizzazione dell'acqua e salvaguardia ambientale: l'associazione Ya Basta Marche, per sostenere questo progetto, ha coinvolto il Comune di Jesi , tramite il Gemellaggio con il Municipio Autonomo Zapatista "San Pedro di Michoacan";
Progetto "Lluvia es vida", curato a Associaione Ya Basta Trento;
Progetto "Agua es vida" a cura Associazione Ya Basta Monfalcone;
Per la Brigata Sanitaria a sostegno del Sistema di Salute Autonomo;
La presenza è coordinata da:
Associazione Ya Basta NordEst - Info yabasta@sherwood.it
Nella Zona Los Altos - Caracol di Oventic
Brigata di Raccolta del caffè a sostegno delle cooperative zapatiste
La presenza è coordinata da:
Associazione Ya Basta Milano - Info yabastaonlus@gmail.com
Coordinamento Generale Carovana "In movimento"
Associazione Ya Basta
Nord Est yabasta@sherwood.it
Roma moltitudia_yabasta@yahoo.it
Milano yabastaonlus@gmail.com
Napoli yabastanapoli@yahoo.it
Marche yabastamarche@libero,it cell 3338235503
Coordinameno Toscano di sostegno alla lottazapatista coordinamento-toscano-zapatista@inventati.org
EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL.
MÉXICO.
Octubre del 2008.
A: Asociación Ya Basta
Planeta Tierra.
De: Subcomandante Insurgente Marcos.
Chiapas, México.
Reciban los saludos de los hombres, mujeres, niños y ancianos del EZLN y el mío propio.
Como ya lo habíamos adelantado, l@s zapatistas pensamos que ahora (tal vez también desde antes) existe una rabia frente a todo lo que está pasando, tanto en nuestro país como en el mundo. Esta rabia no es un simple coraje o un rencor, sino que tiene dos elementos esenciales: es una rabia que es consecuencia de la dignidad agredida y es una rabia que es creativa, es decir, apunta a la transformación de la situación.
Vemos también que son muchas las diferencias entre estas dignas rabias que vemos, escuchamos y sentimos. No sólo en lo obvio (la geografía), también en el modo y en el rumbo, destino, velocidad y ritmo de sus andares. Sin embargo, pensamos que tienen algo en común: el agresor, el que provoca esa rabia, es el mismo: un sistema, el capitalista, que destruye, sobre todo, dignidades.
Por eso vino nuestra idea de hacer una especie de encuentro, un espacio donde esas rabias se encontraran, se conocieran, se aprendieran, se relacionaran. L@s zapatistas mexican@s hemos llamado a este espacio “FESTIVAL MUNDIAL DE LA DIGNA RABIA” y pensamos que la presencia de ustedes y vuestra organización, su oído y su palabra, es necesaria.
Por eso queremos invitarlos a que participe en este Festival de la Digna Rabia que se celebrará en la Ciudad de México, D.F. y en la Chiapas zapatista, del 26 de diciembre del 2008 al 5 de enero del 2009.
Esperamos que puedan asistir.
Vale. Salud y que las ideas encuentren y se encuentren.
P.D.- Anexa a la presente, el compañero Sergio Rodríguez Lazcano, director de la revista Rebeldía, les hará llegar una carta con los detalles del evento.
martedì 18 novembre 2008
Gaza: Arrestato Vittorio Arrigoni e due internazionali

Nella mattinata di oggi sono stati sequestrati tre attivisti internazionali e quindici pescatori palestinesi.
Comunicato del Free Gaza Movement
Stephen Brown, UK Consulate +972 25 41 41 00U.S.
Per aggiornamenti vai al sito Free Gaza MovementBlog di Vittorio ArrigoniNotizia di AGRVai allo Speciale Free Gaza
lunedì 17 novembre 2008
"Il trucco dietro ai passamontagna" open forum

Venerdi 6 marzo
Animazione di qualità per una donna in difesa della dignità femminile
di Marjane Satrapi eVincent Paronnaud
Banchetto Associazione Ya Basta!
Ogni otto marzo, infatti, il corpo della donna diventa non solo uno strumento economico e mediatico, ma anche uno squallido mezzo di propaganda politica fascista, di servilismo religioso, nonché un mezzo di distrazione sociale.
Vogliamo ribadire che la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico ma un problema culturale e sociale, vogliamo combatterlo alla radice, nelle strade, ma soprattutto nelle case, dove ha la sua espressione più crudele e omertosa.
Lottiamo per la difesa e per un effettivo riconoscimento del nostro diritto all'autodeterminazione, a partire dall'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza e ai metodi di contraccezione per tutte, per arrivare a diritti sicuri contro precarietà e mobbing, discriminazione, violenza e abusi.
L'obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità e della scuola finora è stato quello di renderci sempre più precarie e meno tutelate; in un momento di tale crisi economica come quello che stiamo vivendo le istituzioni disperdono miliardi di euro per militarizzare le città, rifinanziare le missioni militari all'estero e salvare banche e imprese, tagliando i fondi ai servizi sociali fondamentali, quali case, scuole, asili nido, consultori, centri antiviolenza... .
Il delirante pacchetto sicurezza non fa che discriminare ulteriormente chi vive già ai margini della società, negandogli oltre che l'identità anche la dignità sociale sancita dall'art.3 della Costituzione, con l'introduzione del reato di clandestinità e la negazione del diritto alla salute l'evoluzione sociologica dell'essere umano compie un preoccupante passo in dietro.
Lotteremo finchè non verrà rispettato il nostro modo di parlare, di governare, di organizzarci, di lavorare, di vestire e di intendere la vita, che è la natura e noi ne siamo parte, come ci insegnano le nostre sorelle zapatiste.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Le attiviste del CSOA TNT di Jesi invitano tutt@ a discuterne insieme per trovare un'azione politica efficace e alternativa a quella repressiva, xenofoba e anticostituzionale adottata finora dal governo.
giovedì 6 novembre 2008
Free Gaza "Soffiamo sulle vele per rompere l'assedio"

di Associazione Ya Basta Nordest
E’ l’obiettivo degli attivisti di Free Gaza Movement, associazione attiva da anni nei territori occupati palestinesi.

E in queste ore Free Gaza Movement è di nuovo in azione! per portare sostegno nella Striscia di Gaza e fare pressione sul governo israeliano affinché cancelli l’assurdo divieto di navigazione e attracco a Gaza.
Ci aspettiamo che non ci sia alcuna interferenza dalle autorità israeliane.

News:Vedi e scolta:
30.10 La seconda giornata nella striscia di GazaIeri l’equipaggio della Dignity si è spostato all’interno della striscia di Gaza. Galleria di immagini
29.10 La SS Dignity attracca al Porto di Gaza Commenti audio e foto (ita)Album fotografico di freegazaorg
28.10 Dignity è salpataCronaca della partenza da Cipro
27.10 Cipro - Meno di 24 ore alla partenza delle navi per GazaIntervista con Vilma Mazza, tra i componenti della delegazione internazionale. Immagini dei preparativi a Cipro
26.10 Corrispondenza con Vilma Mazza, Associazione Ya Basta [ audio ] (ita)
26.10 Intervista ad Huwaida portavoce del Free Gaza Mouvement con sintesi in italiano
26.10 l’intervista realizzata dall’Associazione Yabasta, in collaborazione con Global Project.info, al Dr. Mustafa Barghouti leader di Almubadara ed esponente della società civile palestinese. audio1 - audio2 - audio3 - audio4 (eng)
Leggi:
29.10 We’ve done it again (eng) (ita)
27.10 Free Gaza: sì, stiamo arrivando! (ita)
27.10 Le Autorità Iasraeliane rifiutano l’ingresso ad un gruppo di medici che dovevano partecipare ad un convegno a Gaza (eng)
26.10 Yes, we are coming (eng)
21.10 Wave of Hope Heading for Gaza (eng)
21.10 Sottoterra a Gaza di Michele Giorgio (ita)
Rassegna dai media 29.10
30.10 NewYork time (eng)
30.10 BBC News (eng)
29.10 Free gaza movement: Yes We Can! (dignity arrive in Gaza)Video da Al Jazeera (eng)
29.10 I pacifisti fanno rotta su Gaza, Israele li minaccia di Michele Giorgio - Il Manifesto
29.10Carta.org (ita)
29.10 Times on line (eng)
29.10ElPais.com (esp)
29.10Aljazeera.com (eng)
Approfondimenti:
Informazioni su Gaza
Free Gaza Movement (ita)
Video dell’esercito Israeliano spara contro barche dei pescatori Palestinesi
WebSite Free Gaza[ Eng ]
Immagini dalle imbarcazioni agosto ’08
domenica 19 ottobre 2008
Natale solidale in città
Le organizzazioni della "società civile" attive nella città di Jesi come la Bottega del Mondo solidale, l' Associazione Ya Basta! Marche Onlus, Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) , Cestas Cooperazione Internazionale e Casa delle Culture che si occupano di progetti su temi quali la solidarietà e il consumo critico e consapevole, organizzano il "Mercatino solidale" nei giorni 21, 22, 23 e 24 dicembre al Palazzo dei Convegni di Jesi.Ci potete trovare presso il Palazzo dei Convegni (sala destra) - Jesi
...questo anno per Natale decidi di fare regali acquistando i prodotti del "Mercatino solidale"
Sono piccole cose, non eliminano la povertà, non ci tolgono il sottosviluppo, non socializzano i mezzi di produzione e di cambio, non espropriano le tane d'Ali Baba , ma forse scatenano la voglia di fare e la traducono in fatti, e alla fine agire sulla realtà e cambiarla , anche se solo un pochino, è l'unica maniera di constatare che la realtà è trasformabile.
Eduardo Galeano
martedì 23 dicembre alle ore 18,30
musica classica dal vivo con Giovanni Borocci
A cura di:
Bottega del Mondo Solidale - Jesi
Associazione Ya Basta! Marche Onlus - Jesi
Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) - Maiolati Spontini
Cestas Cooperazione Internazionale - Jesi
Casa delle Culture - Jesi
con il Patrocinio della Consulta per la Pace del Comune di jesi
Nell´anno del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è importante dedicare ancora più attenzione al sostegno per ogni forma di lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione, con la volontà di sostenere i diritti umani essenziali, di promuovere la solidarietà tra le comunità del mondo, di conoscere e difendere la bellezza della nostra Terra, di dire no alla sopraffazione e al consumismo incontrollato .
Per questo quotidianamente anche quando facciamo la spesa, possiamo decidere di impegnarci e dare qualcosa di noi, per rimarcare il nostro dissenso a un sistema che ci autodistrugge, sia dal punto di vista economico che ambientale, con onestà possiamo dire di non sapere se riusciremo a cambiare il mondo, l'unica garanzia che abbiamo, è di fare in modo che il il presente sia migliore, perche le nostre scelte sono etiche, l'etica della gente, l'etica dal basso.
venerdì 10 ottobre 2008
csa TNT serata a sostegno del Palestinian Medical Relief
serata a sostegno del PALESTINIAN MEDICAL RELIEF di GAZA
DRUM'N'BASS NIGHTHALLUCINATOR (Bologna)
scratch by DJ EGO (csoa TNT)
opening dj set by DJ BLESS (Cesena)
visual by DISCIPLINE DIVINE (Bologna)
closing party by DJ UNDEAD (Bologna)
a sostegno del PALESTINIAN MEDICAL RELIEF di Gaza
24:00 via Politi JESI (vicino stazione FS) csoa TNT
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*Sosteniamo il Palestinian Medical Relief.
http://www.pmrs.ps/
http://www.fuoritempo.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2217&Itemid=1
martedì 7 ottobre 2008
CORSO AVANZATO DI PROGETTAZIONE SULLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO
CORSO AVANZATO di PROGETTAZIONE
Scopo del progetto è sviluppare e promuovere una nuova cultura dello sviluppo al di fuori delle logiche dei grandi progetti emergenziali, nazionali ed europei.
Il corso è rivolto a tutti coloro che operano nel settore della solidarietà internazionale (volontari di associazioni, di ONG, del sindacato, studenti, tirocinanti, lavoratori) che concepiscono la cooperazione come un vero strumento di cambiamento e che condividono i principi antirazzisti e antifascisti propri dell’associazione Ya Basta!.
1a GIORNATA
11 OTTOBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
PRESENTAZIONE DEL CORSO
PIANIFICAZIONE ED IDENTIFICAZIONE DEL PROGETTO
Pomeriggio:
Laboratorio Pianificazione (ricerche indagini ed analisi nella pianificazione di un microprogetto)
2a GIORNATA
25 OTTOBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
FORMULAZIONE Di UN PROGETTO DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Costruzione dell’Albero dei Problemi e degli Obiettivi, del quadro logico: strategia, indicatori, condizioni esterne e tecniche di scrittura di formulari di progetto.
Pomeriggio:
Laboratorio Analisi (Discussione sull'albero dei problemi e degli obiettivi su progetti realizzati: lavoro d'aula, discussione finale)
3a GIORNATA
08 NOVEMBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
FINANZIARE UN PROGETTO DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Criteri di finanziamento e Ricerca del cofinanziamento
Valutazione dei bandi di finanziamento
Budget di progetto e gestione delle variazioni di budget
Pomeriggio:
Laboratorio Budget (Realizzazione di budget dettagliato di progetto per tipologia di spesa e per attività)
4a GIORNATA
22 NOVEMBRE 2008 h 10.00 13.00 14.30 19.00
Mattino:
ESECUZIONE, MONITORAGGIO DELLE ATTIVITA’ E VALUTAZIONE DEI PROGETTI,
Parametri di controllo e di gestione amministrativa e controllo dei costi Rapporti finanziari Monitoraggio delle attività e Valutazione dei progetti
Pomeriggio:
Laboratorio scrittura (verifica e ri-formulazione di un progetto presentato)
Il corso di 30 ore si terrà a Jesi presso la sede di Ya Basta!
Unica sottoscrizione: 20 euro
Per chi lo richiede verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Per l’iscrizione telefonare al numero 3490768750
Ya Basta! Marche in collaborazione con il Centro Servizi al Volontariato
lunedì 6 ottobre 2008
Messico - Comunità massacrata in Chiapas
Così affermano dopo la mattanza di venerdì scorso, gli abitanti del ejido (una sorta di fondo collettivo) di Miguel Hidalgo, Chiapas, che dal 7 settembre avevano occupato le rovine del sito archeologico di Chincultik in quanto lasciate in grave stato di abbandono e di degrado dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia.
L’occupazione della zona archeologica è costata la vita infatti a 6 contadini, barbaramente uccisi da membri della polizia intervenuti sul luogo per cacciarli via.
Una decina i feriti e circa trenta le persone in stato di arresto.Gli abitanti della zona, una comunità composta da circa settemila persone, stavano realizzando una autogestione del sito archeologico con l’obiettivo di rivalutare una risorsa turistica importantissima del loro territorio, tenuta in pessime condizioni fino a quel momento.
Le trattative con le autorità e con l’Istituto di Antropologia e di Storia erano in corso e si stavano svolgendo apparentemente in modo tranquillo fino all’operativo di venerdì, quando circa 300 uomini della Polizia Federale hanno circondato la zona e il paese, lanciando gas lacrimogeni anche in una scuola e arrestando diversi membri della comunità mentre altri uomini a cavallo presidiavano la zona.
Sono nati scontri con la popolazione, e alcuni contadini hanno neutralizzato e disarmato 77 poliziotti chiudendoli nella casa comunale. Questo ha scatenato poco più tardi la reazione violenta della polizia che ha iniziato a sparare contro la gente disarmata e a “picchiare indistintamente bambini, donne e anziani”.Ci sono state almeno tre esecuzioni extragiudiziali di persone ferite che stavano per essere trasportate in ospedale.
L’uomo che era alla guida del mezzo è stato fatto scendere ed è stato ucciso dopo essere stato torturato.
Cinque agenti degli 11 accusati a vario grado di concorso in omicidio, sono stati arrestati, due di essi hanno già confessato, mentre sono in corso indagini su tutta l’operazione svoltasi il 3 ottobre.
martedì 30 settembre 2008
BOLIVIA secondo Oscar Olivera
Oscar Olivera è stato uno dei principali referenti delle lotte boliviane degli ultimi anni , ha sostenuto la candidatura di Evo Morales, però considera che la situazione attuale dei movimenti sociali è una delle più difficili che ha visto " perché il governo ha escluso, ignorato e anche disprezzato coloro che vogliono avere una voce autonoma". La sua analisi sulla polarizzazione che sconta il governo con la destra, e i segnali degli embrioni che cominciano a notarsi nella società.
Qui un approfondimento ( in spagnolo):Nota completa LaVaca http://lavaca.org/seccion/actualidad/1/1746.shtml
lunedì 29 settembre 2008
Zanon: sfratto o esproprio ai padroni?

Gli operai richiedono e pretendono l’ esproprio ai proprietari ( che il governo di Neuquen sta valutando), per la continuità della gestione iniziata 7 anni fa, che ha generato 220 nuovi posti di lavoro e sviluppato inedite forme di solidarietà, resistenza e creatività all’interno e all’esterno della fabbrica.


