mercoledì 17 giugno 2009

Il Famatina non si tocca










La sete d’oro ci lascerà senza acqua
Il Famatina non si tocca: ll piqueto più alto del mondo

L’anello d’oro, che molte persone portano al dito, pesa fra i due e i tre grammi.
Per ottenerlo è stata utilizzata della dinamite, triturata mezza tonnellata di roccia e utilizzati milioni di litri d’acqua che rimarranno per sempre inquinati.
“L’oro è un lusso, e senza acqua non c’è vita” è questa l’equazione che fanno i tanti paesi, a ridosso delle Cordigliere delle Ande, a causa della miniera per estrarre l’oro.
A La Rioja, ( nel nord-ovest argentino), a 1.800 metri d’altitudine, troviamo il piquete più alto del mondo, dove gli abitanti della regione, creando un coordinamento di assemblee, si sono auto organizzati per resistere e dire no al progetto ( sponsorizzato dal governo ) di miniera a cielo aperto.
Nel marzo del 2007 a Peñas Negras di fronte al Monte della Famatina ( facente parte della cordigliera) i cittadini di questa regione, al grido del “Famatina non si tocca” bloccano la multinazionale Barrick Gold Corporation e il suo progetto, che porterebbe alla distruzione di montagne e all’ inquinamento da cianuro delle acque.
Carolina, una delle organizzatrici del movimento di protesta, è una insegnante di tecnologie della produzione, insieme a Roberto, nel 2006 frequenta un corso per assistenti geologi organizzato dalla provincia, ed è durante il corso che cominciano a prendere coscienza che un’impresa mineraria voleva stabilirsi nel Monte del Famatina .
Il docente (funzionario dalla Provincia), come racconta Carolina, rimane infastidito dalle domande poste da loro sul progetto minerario della multinazionale, e cerca di evaderle.
Un giorno all’uscita del corso, si sentono dire:
“.. non conviene che continuiate a frequentare il corso, si stà sviluppando un progetto molto importante e le vostre domande non servono..”, a questo punto si misero in allarme e iniziarono a cercare dati e informazioni su internet e man mano che leggevano, trovavano sempre più preoccupante quello di cui venivano a conoscenza, allora contattarono prima qualche amico e insieme decisero di creare un’assemblea pubblica http://www.ciudadanosporlavida.com.ar/,
con il passa parola riuscirono a convocare una prima riunione e poi un’altra di 50 persone, gli incontri si fecero numerosi e affollati, suscitando un grande interesse da parte degli abitanti.

Da Famatina ( 6.000 abitanti) si passa a Chilecito (40.000 abitanti), e si crea in poco tempo il coordinamento di assemblee.
Forse questa storia, può spiegare quello che è riuscita a fare una “semplice” assemblea, rompendo il silenzio su di un progetto speculativo con forti interessi economici nazionali e internazionali, e aiuti a comprendere ciò che Ya Basta cercherà di raccontare : una serie di esplorazioni, esplosioni, crolli e scoperte relazionate con l’oro; la ricchezza, la povertà, la democrazia , la politica, l’inquinamento e il futuro. http://www.youtube.com/watch?v=ptVdGi86deQ
Albert Einstein diceva: “Non si comprende veramente qualcosa se non sei capace di spiegarlo anche a tua nonna”
L’assemblea ha messo in pratica questo consiglio, e ora anche i ragazzi della scuola sono in grado di spiegarti che “la miniera a cielo aperto non è più quella dei tempi passati, una grande buca con delle gallerie scavate nel ventre della montagna, oggi si fa esplodere la montagna, il materiale roccioso viene trattato con cianuro per separare i vari minerali, questo tipo di procedimento, produce diversi tipi di inquinamento ambientale, inquinamento che può permanere per secoli, colpendo il terreno e le acque sotterranee di falda, generando malattie e morte nella popolazione e negli animali, come avviene nella provincia di Catamarca.
Se verrà realizzato il progetto dell’estrazione dell’oro nella Montagna di Famatina, questo comporterà l’utilizzazione di 1.000 litri d’acqua al secondo, in una zona arida alla quale manca già l’acqua per il consumo potabile e per l’agricoltura, oltre l’inquinamento ambientale.
Inoltre a progetto completato, quello che rimarrà dopo l’estrazione mineraria (dell’oro) sarà un enorme cratere al posto di una bellissima montagna.
I politici e il governo sostengono l’impresa perché hanno un loro tornaconto economico.
Dobbiamo fare qualcosa noi perché altrimenti ci rovineranno la nostra vita e quella delle generazioni future”
Dal 10 marzo 2007 c’è un picchetto ( all’inizio operante 24 ore su 24, oggi si fa un controllo non permanente a turni e al primo allarme, i vicini sono sempre pronti per arrivare sul luogo del picchetto a Peñas Negras al suono delle campane che la parrocchia mette a diposizione per questi casi http://lavaca.org/notas/la-rioja-agresion-a-cielo-abierto/ ) per controllare l’accesso al cantiere minerario.
L’assemblea è riuscita ad ottenere che il Consiglio (legislatura) Provinciale di La Rioja legiferasse una legge che proibisce la realizzazione della miniera a cielo aperto, un precedente che può essere significativo in un momento nel quale La Cordigliera delle Ande sembra essere zona franca per le speculazioni minerarie delle multinazionali.
Questo accade a causa di una guerra interna fra politici, infatti la disputa contro la miniera a cielo aperto scoppia all’interno dello stesso partito giustizialista ( peronista) che è maggioranza .
I consiglieri della maggioranza ( giustizialista) approfittano della situazione per cacciare il governatore e lo denunciano accusandolo, fra le altre cose, di corruzione, il governatore Mazza cerca di resistere agli attacchi politici simulando sostegno all’assemblea, ma il suo gioco non è riuscito .
La situazione si può definire cosi:
la multinazionale, Barrick Gold, aveva ottenuto la concessione per l’esplorazione del Famatina, tramite la Yamira (Yacimientos Mineros Riojanos), impresa che prima è stata una società di economia mista pubblica e privata (90% statale) poi trasformata in società anonima ( con l’80% delle azioni finite in mani private).
La mutazione societaria è denunciata dai politici ( dello stesso partito di Mazza) che sono capeggiati dal vice governatore per destituire Mazza, accusato di avere concesso alle multinazionali, in maniera tanto generosa, la miniera che era dello stato.
E’ molto probabile che il governatore Mazza sia uno dei principali azionisti della Yamira, e il governo nazionale a questo punto, per non essere troppo coinvolto, decide, anche se a malincuore, di allontanare Mazza.
Ma tutti sono consapevoli che la legge è stata un strumento per cacciare il governatore e che la volontà del governo non è quella di mantenerla.
Ya Basta! è andata a La Rioja , a Chilecito e a Famatina, è stata ospite di alcuni attivisti dell’assemblea .
Gabriela intervistata racconta:
Da tre anni, quando abbiamo cominciato questa battaglia abbiamo percorso diverse tappe, la prima cosa da fare era iniziare una ricerca e documentarsi… qui da noi non c’è una cultura mineraria, bisogna risalire a cento anni fa, per avere notizie di una estrazione mineraria, ma con metodi di “escavazione tramite tunnel” ( che comunque hanno lasciato solo malattie e vedove) ora le multinazionali attuano nuove metodologie che sono altamente distruttive e inquinanti per la natura.
Quando Carolina e Roberto frequentano il corso di geologia, iniziano a fare ricerca sulla metodologia attuale per estrarre minerali, che come dicevamo è altamente distruttiva e inquinante, e inoltre bisogna parlare anche del saccheggio economico del territorio, perchè quando prendiamo i dati sui benefici fiscali, che vengono concessi alle multinazionali, soprattutto dopo le leggi degli anni ‘90, è chiarissimo che queste leggi permettono che le stesse abbiano enormi benefici fiscali, scarsi controlli, lasciando irrisori benefici per il territorio.
Il Famatina ha minerali diversi, ma la Barrick Gold con il suo progetto è interessata all’estrazione dell’oro.
Il metallo è “disseminato”, e questo in termine geologico, viene chiamato di “bassa lega” cioè quando il metallo è sparso .. , il metodo per estrarlo è quello di utilizzare dinamite per rompere grandi quantità di rocce, in pratica distruggono le montagne, le rocce vengono poi triturate fino a farle diventare polvere, come farina.
Per riuscire a fare questo tipo di processo di estrazione metallifera, hanno necessità di consumare grandi quantità di energie, per poi passare al processo di “licibiacion” ( operazione di corrosione per separare l’oro dalle rocce) , che consiste nell’annaffiare letteralmente la polvere di roccia ottenuta, con grandi quantità di acqua, diluita con sostanze chimiche, fra queste il cianuro, che ha la proprietà di separare l’oro dalle rocce, una volta che l’oro è stato separato, tutta la scoria rimanente, impregnata di cianuro, viene depositata in grandi buche poste nelle montagne, che vengono chiamate “diga di coda”; bisogna ricordare che tutta la zona montuosa dell’Argentina ( soprattutto La Rioja , San Juan e Mendoza) è altamente sismica e in permanente movimento, ma loro sostengono che queste “dighe di coda” hanno una membrana , che impedisce al materiale di scarto inquinato di filtrare nelle falde acquifere.
Detto questo, bisogna considerare che l’Argentina ha uno degli indici più alti di corruzione della classe politica, e che i controlli tecnici da parte dello stato sono quasi inesistenti, oltre a questo abbiamo l’esperienza diretta della provincia di Catamarca dove da 10 anni un’impresa estrae il rame, lasciando un territorio devastato, l’impresa è stata denunciata e un pubblico ministero della provincia di Tucuman segue la causa di un gerente dell’impresa per inquinamento, questo processo adesso è bloccato nei tribunali federali di Buenos Aires, e attualmente come movimenti stiamo denunciando che la causa viene ostacolata, perchè questa è la prova più chiara che le miniere inquinano i corsi d’acqua .
Per questo in ogni città e paesino di La Rioja sono state create delle assemblee, sono nate in principio a Famatina, poi mano a mano si sono allargate in tutta la provincia, lavoriamo anche in forma articolata in rete, con altre organizzazioni a livello nazionale, tutte le attività, esperienze e azioni svolte localmente in ogni territorio le uniamo quando ci ritroviamo negli incontri nazionali dell’UAC (Unione Assemblee Cittadine) che si svolgono in diversi punti del paese tre volte all’anno, in questi incontri si articolano azioni relazionate con vari tipi di battaglie che hanno diversi contenuti: dai diritti umani, alle questioni ambientali, alla lotta per la terra, contro gli OGM ecc…
Anche nell’ultimo incontro, svoltosi alla fine di aprile a San Juan, http://lavaca.org/notas/la-uac-en-barricklandia/ abbiamo potuto assistere alle provocazioni del governo, che ha cercato di organizzare con i minatori una contro manifestazione che appoggiata dai giornali, doveva apparire come lo scontro fra movimenti pro e contro la miniera, http://lavaca.org/notas/san-juan-barricklandia-ataca/ ma la manifestazione è andata bene, nonostante si sia cercato di istigare alla violenza, non abbiamo permesso di cadere in quel meccanismo.
In quell’occasione in testa al corteo avevamo: il premio Nobel per la Pace Perez Esquivel, Osvaldo Bayer e Nora Cortiñas de Madres Plaza de Mayo LF, persone molto impegnate nei diritti umani e questo ci ha dato l’opportunità di legittimare ancora di più la nostra battaglia. Perez Ezquivel ha preso la parola e ha spiegato molto chiaramente ai minatori presenti, che non siamo contro la generazione dei lavoratori della miniera o del progresso ( la classica motivazione di critica istituzionale ) se non che siamo a favore della vita e che queste scelte politiche impoveriscono le popolazioni lasciando solo l’alternativa di andare a chiedere un lavoro alle miniere per poter sopravivere.
In questa ultima assemblea dell’UAC ad esempio è stato deciso di denunciare ciò che è successo il 14 aprile a due compagne della nostra assemblea, che sono state aggredite da funzionari del governo, mentre erano a Piedras Negras a garantire con la loro presenza, il controllo e la salvaguardia del territorio dal basso
http://www.youtube.com/watch?v=ZfTa-mlfsBM&feature=related
Al momento dobbiamo prendere atto, che la repressione aumenta giorno dopo giorno, cercano di criminalizzare la nostra resistenza , di intimidirci, siamo perseguitate, controllate, e soffriamo la repressione violenta come le nostre compagne che sono imputate nonostante loro siano state aggredite da funzionari dell’assessorato alla miniera della provincia e dell’assessorato all’ambiente, perciò denunciamo fortemente la criminalizzazione contro la protesta civile.
Nella UAC si è anche deciso di considerare azioni giudiziarie, di trovare il modo di fare interpellanze, a livello provinciale e nazionale, di denunciare la situazione del Famatina in ambiti internazionali, come violazione dei diritti umani, perché la questione è di una grande complessità perché la politica mineraria in Argentina è diventata una politica di stato, infatti questa politica viene difesa, e anche imposta dalla presidente Cristina Fernandez Kirchner tanto che la Barri Gold ha finanziato la sua campagna elettorale, per questo stiamo denunciando che lo Stato, imponendo la politica mineraria sta violando i Diritti Umani , sta condannando e diventando complice del saccheggio e dell’inquinamento che subiscono le popolazioni, soprattutto i popoli della cordigliera .
Anche nelle scuole arriva la propaganda, tanto che si stanno elaborando dei materiali didattici per fare in modo che la tematica della miniera entri anche nelle scuole, come il libro “il minerito” che stanno provando a inserire nel programma didattico, e noi docenti cercheremo di strutturare del materiale informativo per far si che gli studenti possano avere la possibilità di una visione oggettiva.
Le multinazionali si muovono con concetti di sviluppo basati sulla quotazione del metallo e delle cifre che si possono guadagnare nella borsa , a loro non interessa se le comunità che vivono intorno alla miniera, sono colpite, come nel caso di La Rioja, a Chilecito e Famatina, ci sono delle valli a vocazione agricola, viviamo della produzione agricola (produzione di vino , noci, olive , olio di oliva), abbiamo poca acqua e se la poca che rimane deve essere anche contaminata è chiaro che è in pericolo il futuro della nostra valle .. in queste terre c’è anche una grande produzione artigianale e tutto ciò porterà alla scomparsa di queste piccole realtà ecosostenibili: economie artigianali, piccoli produttori locali, che sono diversi da i grandi produttori, che hanno perennemente sussidi dal governo e che per questo motivo se ne stanno zitti, consapevoli che questo disastro colpirà anche loro.
I piccoli produttori, quelli che allevano animali sotto la montagna, che vivono di questo, non hanno nessuno che parli a loro nome, forse non hanno nemmeno possibilità di accedere ai mezzi di comunicazione, è anche per questo che le assemblee portano avanti questa battaglia, per essere la voce dei senza voce.
In questo momento siamo in una fase che ha due volti, da una parte il governo che di fronte alla crescita di questo movimento ha una risposta molto più dura, finora cercavano solo di squalificarci accusandoci di eco-terrorismo , di essere dei provocatori , dei perturbatori sociali .. ora alle parole seguono i fatti, voglio dire con questo che nelle ultime manifestazioni pacifiche ( d’altronde come sono tutte le nostre manifestazioni) hanno mandato la polizia a reprimere, abbiamo delle compagne che sono state arrestate, questa è un’assemblea dove la maggior parte degli attivisti integranti sono donne .. e sono le donne che preferiscono colpire.
Alcuni mesi fa, una donna di 67 anni che partecipava insieme a sua figlia in maniera pacifica è stata arrestata e poi portata in ospedale, ricoverata in rianimazione, perché ha avuto uno scompenso di salute .
Il prossimo 28 giugno, in Argentina si tengono le elezioni per il rinnovo della camera dei deputati, per il parlamento nazionale e provinciale, e i funzionari di governo che oggi hanno una carica istituzionale, e che in un primo momento hanno sostenuto la nostra lotta per la difesa della vita e dell’ambiente, mano mano, seguendo le indicazioni del governo, hanno cambiato posizione…oggi il governo è in difficoltà perché queste stesse persone che oggi dovrebbero candidarsi sono totalmente delegittimate, perché la gente ha capito il modo strumentale del loro comportamento e questo mette totalmente a rischio la loro elezione, in un momento nel quale il governo avrebbe bisogno della loro presenza nel parlamento, questi personaggi non avranno dei voti.”
Nel video “Cielo abierto” un documentario di Carlos Ruiz, http://www.youtube.com/watch?v=o8RCcp3oOik che racconta in maniera molto ben dettagliata la battaglia dell’assemblea di Famatina, si può capire molto bene la situazione, dove emerge la difficoltà delle istituzioni a sostenere “i benefici” del progetto di fronte ad una assemblea della “società civile” molto ben preparata sull’argomento, che puntualmente pone in evidente contraddizione gli argomenti a favore del progetto.
Fra le diverse testimonianze vogliamo riportare quella di Jenny una delle assembleiste che dice:
“…Noi vogliamo preservare il Famatina con i suoi ghiacciai, con l’acqua e il paesaggio, la nostra aria e la nostra terra agricola. Noi non vogliamo diventare minatori, noi non accettiamo di essere minatori, e crediamo nel “consenso sociale” e nella autodeterminazione dei popoli, siamo convinti che i nostri governanti devono, anche se a loro non piace, accettare la decisione dei popoli..”
Le azioni del movimento non si fermano, in ogni incontro pubblico, dove appaiono rappresentanti di governo, l’assemblea è presente con striscioni e interventi contro la miniera a cielo aperto, come sabato 16 maggio, quando Oscar Lhez, Assessore alla Miniera della provincia di La Rioja, (nonostante la popolazione abbia detto fermamente NO a concedergli il consenso sociale) prova senza risultati a pubblicizzare i benefici della miniera consegnando colorate magliette ai ragazzi che partecipavano al Campionato Provinciale di pallacanestro, da indossare sponsorizzando la Segreteria della Miniera, i giocatori ricevevano le maglie ma al momento della partita l’indossavano al rovescio.

Continuiamo a seminare… il cambiamento è possibile.. dicono.
Aqui manda el pueblo y el gobierno obedece!!
Ringraziamo il Collettivo La Vaca per la documentazione d'archivio , i contatti e la disponibilità. http://lavaca.org/

http://www.jorgelanata.com/

entrevista televisiva a Carina Díaz Moreno (Asamblea de Famatina)

http://www.noalamina.org/mineria-argentina-articulo2501.html

a cura di Susana Ciummelli - Ass.ne Ya Basta! Marche

martedì 16 giugno 2009

Madres de Plaza de Mayo a Jesi

Il 4 e 5 giugno scorsi, l’Associazione Ya Basta! Marche e il csoa TNT, hanno avuto il piacere di ospitare Nora Cortiñas a Jesi.
Nora Cortiñas, è un autorevole esponente delle “Madres Plaza de Mayo – L.F.”, di grande spessore politico e sociale, partecipa attivamente a livello internazionale a iniziative di movimento per la pace e per i diritti umani: come il FSM a Porto Alegre, il FSM Europeo e ultimamente, nel dicembre 2008 al 1° Festival Zapatista della Rabbia Degna in Chiapas.
Nora è da 10 anni titolare onoraria della cattedra di “potere economico e diritti umani” all’Università “UBA” di Buenos Aires.
Due mesi fa, durante una missione dell’associazione in Argentina, abbiamo avuto l’occasione di incontrarla, insieme al premio Nobel per la Pace, Perez Esquivel, ad una iniziativa del coordinamento nazionale argentino “UAC” (unione assemblee cittadine) a San Juan, Argentina.

Per questo, giovedì 4 giugno, Nora ha partecipato a un incontro pubblico presso il csoa TNT dove ha raccontato ai numerosi presenti, tra i quali molti giovani, l’inizio di una lotta per la verità che continua ancora oggi.
Suo figlio, Gustavo, che militava nel JP (gioventù peronista), scomparve nei pressi di una stazione ferroviaria della Provincia di buenos Aires, diventando suo malgrado, uno dei 30.000 desaparecidos, vittime della dittatura militare fascista argentina.
Il potere militare negò alla popolazione ogni diritto, generando un terrore che immobilizzò la volontà di un popolo, dove il reato più grave era pensare.
La storia delle Madres è una storia tinta di morte, ma anche di eroismo, dignità e di lotta per la loro realizzazione.
Da qui la sua lotta per la verità e la giustizia, un debito che è ancora aperto nella società argentina, e che la vede protagonista nelle lotte per i diritti umani.

Su proposta della Consulta per la Pace, venerdì 5 giugno, Nora Cortiñas è stata ricevuta dal Sindaco Fabiano Belcecchi, dal Vice Stefano Tonelli e dagli Assessori Valentina Conti e Gilberto Maiolatesi.
“La cittadinanza onoraria, ha spiegato il primo cittadino, concessa alle Madres de Plaza de Mayo ha una duplice valenza: dare vicinanza al dramma che queste madri continuano a vivere dopo 30 anni, e dare loro sostegno nella ricerca della verità e della giustizia, mantenendo viva la memoria storica di quanto accaduto in Argentina come per noi restano vivi i ricordi e i valori della Resistenza, della lotta al fascismo, della battaglia per la democrazia”.

Nora Cortiñas nel ricordare quei drammatici anni e il suo impegno costante attraverso la partecipazione a iniziative di coordinamento nazionale argentino per la ricerca della verità e per la lotta ai diritti umani, ha espresso la sua vicinanza al csoa TNT in questo momento problematico per la questione della sede: “ è un luogo di incontro politico-sociale e democratico di tanti giovani, ha detto rivolgendosi al Sindaco, un luogo da preservare”.
Nora attraversa i movimenti sociali perchè anche lei è parte di essi, con la degna rabbia di cui ci parlano gli zapatisti, la degna rabbia che dipinge di tutti i colori le strade dal basso e a sinistra.


Video interviste:

''Combattiamo per la memoria dei nostri figli''
http://www.vallesina.tv/index.php?option=com_seyret&Itemid=51




Nora Cortinas a Jesi
La madre di Plaza de Mayo ha incontrato l'amministrazione comunale
http://www.vallesina.tv/index.php?option=com_seyret&Itemid=51

lunedì 25 maggio 2009

Boicottaggio dell'economia di guerra israeliana


Ipotesi di lavoro sul boicottaggio dell’economia di guerra israeliana
Sosteniamo la Bds Campaign
Marche - Venerdì 6 marzo 2009
Premessa
Sessant’anni dopo la nakba del 1948 e 41 anni dopo l’occupazione dei territori da parte d’Israele, il massacro dell’operazione Piombo Fuso e la chiusura della Striscia di Gaza non hanno fatto che ulteriormente aggravare la condizione di oppressione che lo Stato israeliano impone al popolo palestinese.
Una politica di segregazione e discriminazione sviluppata in modo da impedire ai palestinesi l’autodeterminazione e con il fine di portare a termine la colonizzazione e dominazione in tutta l’area denominata “Palestina”.
Un sistema unico al mondo, che combina apartheid e neocolonialismo per mezzo d’insediamenti e occupazione armata.
Le Nazioni Unite e l’Unione hanno fallito nel riconoscere il sistematico e persistente sforzo israeliano nel colonizzare la terra palestinese, nell'opprimere, spossessare, dislocare e dominare il popolo palestinese.
Solamente ristabilendo giustizia e dignità per il popolo palestinese potrà essere restaurata la pace duratura in Medio Oriente.
Nei Territori Palestinesi Occupati l’attività coloniale israeliana continua implacabile.
Più di 600 chek-points israeliani impediscono la libertà di movimento dei palestinesi e migliaia di piani per la costruzione di unità abitative esclusive per ebrei sono stati annunciati negli ultimi due anni.
Nella sola area di Gerusalemme Est occupata la colonizzazione procede, nuovi piani sono stati annunciati per la costruzione di 13.000 unità abitative all’incirca a partire dal dicembre 2007 mentre la demolizione di case palestinesi procede senza sosta.
Israele ha demolito all’incirca 19.000 case nei Territori Palestinesi Occupati tra il 1967 e il 2006, 1.600 tra il gennaio 2000 e il settembre 2007.
In presenza di questa realtà ampi settori della società civile palestinese in collaborazione con numerose associazioni di solidarietà internazionale hanno fatto appello affinché si sviluppi e si rafforzi una campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni come mezzo di contrasto della politica coloniale israeliana (BDS campaign).
30 Marzo giornata d’azione globale BDS
Nel dicembre 2008, Israele ha deciso di segnare il 60 ° anniversario della sua esistenza uccidendo in 23 giorni più di 1300 palestinesi a Gaza e ferendone oltre 5000.
Gli abitanti di Gaza sono i palestinesi, insieme ai loro discendenti, che Israele ha espulso dalle loro case nel 1948.
Con Gaza isolata dal resto del mondo da quasi due anni, la Palestina oggi è diventata il banco di prova della nostra umanità.
In occasione del WSF 2009 a Belém è stata lanciata una “Giornata d’azione globale in solidarietà con il popolo palestinese e per Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni” (BDS) contro Israele.
La mobilitazione coincide con il “Giorno della terra”, commemorazione della strage del 1976 avvenuta in Galilea durante le lotte dei palestinesi contro la massiccia espropriazione delle terre.
La mobilitazione ha come obiettivi:
- il boicottaggio d’aziende israeliane e internazionali che sostengono l’occupazione israeliana e l’apartheid
- la fine delle collaborazioni con enti, università e istituti di ricerca israeliani
- l’annullamento di progetti di cooperazione che le vedono ONG israeliane in funzione di “mediazione” tra la comunità internazionale e le strutture civili (ospedali, scuole, ONG, ecc.) palestinesi
- azioni legali per porre fine all’impunità dei dirigenti politici e militari israeliani e per perseguire i crimini di guerra da loro commessi in conformità con la legislazione internazionale
- annullamento d’accordi preferenziali con Israele e l’imposizione di un embargo sulla vendita d’armi
Due casi concreti per una campagna di boicottaggio
Nell’individuare un percorso di boicottaggio degli interessi israeliani si è posta l’attenzione sulla costruzione del metrò a Gerusalemme e sull’attività produttiva della multinazionale Agrexco.
Veolia, Alstom e il metrò di Gerusalemme
Veolia e Alstom sono le multinazionali che stanno costruendo il metrò di Gerusalemme e che con questa operazione stanno violando le disposizioni internazionali che vietano la modifica della composizione demografica
culturale–sociale di Gerusalemme Est e della Cisgiordania.
La Veolia
Veolia Environnement è una multinazionale francese e fa parte del consorzio CityPass, che si occupa di costruire un sistema di ferrovia leggera tra Gerusalemme ovest e vari insediamenti ebraici illegali come Pisgat Ze’ev, French Hill, Neve Ya’akov Gilo e Gerusalemme est occupata.
Una volta costruito, il sistema ferroviario permetterà ad Israele di legare in maniera sempre più definitiva Gerusalemme est e gli insediamenti illegali allo Stato d’Israele.
Il sistema ferroviario diventerà inoltre un punto nodale della mobilità da e per i grandi insediamenti di Gerusamemme e della Valle del Giordano.
Il completamento del sistema è previsto per il 2020 e la prima linea dovrebbe essere aperta nel 2010.
Con il suo coinvolgimento in questo progetto, Veolia è direttamente coinvolta nell’occupazione israeliana dei territori palestinesi e sta giocando un ruolo fondamentale nel tentativo d’Israele di rendere irreversibile l’annessione di Gerusalemme est e d’altre aree della Cisgiordania.
Questa azienda, con questa operazione, sta minando le possibilità di una pace giusta per il popolo palestinese.
Oltre a Veolia partecipa alla costruzione del sistema ferroviario di Gerusalemme la multinazionale dei trasporti Alstom.
[ Info su bigcampaign.org ]
Carmel Agrexco
Carmel Agrexco è il maggiore esportatore ortofrutticolo israeliano, un vero colosso multinazionale, uno dei protagonisti della colonizzazione dei territori occupati.
Agrexco è per il 50% di proprietà dello Stato Israeliano.
Esporta in tutto il nord Europa, in particolare la Gran Bretagna, frutta fresca, verdure ed erbe aromatiche.
Agrexco opera con tre marchi: Carmel, Jaffa e Coral.
Agrexco è inoltre coinvolta nello sfruttamento della manodopera palestinese a basso costo e nel commercio di prodotti agricoli con i territori palestinesi occupati, tanto che alcune comunità e villaggi palestinesi si rifiutano di comprare o vendere prodotti agli israeliani.
[ Info su bigcampaign.org ]
Sostenere la campagna globale per il disinvestimento e boicottaggio (BDS)
Sostenere e sviluppare la campagna globale per il disinvestimento e boicottaggio contro Israele, lanciata dalla società civile palestinese nel 2005, è un modo per solidarizzare con le comunità palestinesi in lotta contro il muro, per sostenere i contadini palestinesi che difendono la loro terra e le loro case, per sostenere la popolazione di Gaza costretta a vivere in una prigione a cielo aperto, per chiedere la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e sostenere le legittime aspirazioni di tutto il popolo palestinese.
[ Info sulla Bds Campaign: http://www.bdsmovement.net/ info[at]bdsmovement.net]

Ya Basta! Marche
Campagna Palestina Solidarietà - Marche
Glomeda Comunicazione
http://www.glomeda.org/

domenica 17 maggio 2009

Incontro con Nora Cortiñas


Nora Cortiñas è un autorevole esponente delle Madres de Plaza de Mayo – “Linea Fundadora”, di grande spessore politico e sociale, che ha partecipato a numerose iniziative di movimenti per la pace e per i diritti umani, tra i tanti: il FSM a Porto Alegre, il FSM Europeo e ultimamente nel dicembre 2008 al 1° Festival Zapatista della Rabbia Degna in Chiapas, è da 10 anni titolare nella Universidad “UBA” di Buenos Aires della cattedra sui Diritti Umani.

Giovedì 4 giugno 2009
"La Degna Rabbia"
Incontro con Nora Cortiñas
Madres de Plaza de Mayo LF
ore 21.00
incontro-video-mostra fotografica
al csoa TnT (all'aperto)
Venerdì 5 giugno:
al mattino, presso la sala del Consiglio Comunale di Jesi, Nora Cortiñas sarà invitata a un incontro con conferenza stampa, che vedrà la presenza del Sindaco, degli Assessori della Giunta Comunale, e dei rappresentanti della Consulta per la Pace.



sabato 16 maggio 2009

La moltitudine a difesa del Csoa Tnt!

A Jesi la degna rabbia che dipinge di tutti i colori le strade dal basso e a sinistra
E’ una splendida giornata di sole quella che attende i primi manifestanti che hanno raggiunto via Politi.
Il nome di una via che rimanda immediatamente alla storia dei movimenti sociali che, nelle Marche come in tutta Italia, negli ultimi anni hanno segnato i percorsi di trasformazione e di cambiamento nel nostro paese.
22 anni di sperimentazione di autorganizzazione sociale, di creazione di nuove istituzioni del comune, comunità in resistenza che dal basso costruiscono l’alternativa dentro e contro la crisi dell’impero.
E’ questo percorso che incarna il Csoa Tnt, un percorso condiviso dai mille volti della rabbia degna, dalle mille differenze che esprimono le insorgenze dei movimenti.
Messaggi di Solidarietà Internazionale al CSOA “TNT” :
HUGO LOPEZ
Radio la “Colifata” – “Borda” – Buenos Aires - Argentina
" queridisimos amigos espero que en el proximo correo se solucione todo lo que me cuentan como siempre abrazos y besos y mi sincero deseo de solucion para que se supere todo este mal momento hugo el viejo colifa que los quiere mucho "
hasta siempre
ROSA NAIR AMUEDO
Madres Plaza de Majo – Linea Fundadora – Buenos Aires - Argentina

Nos quieren desalojar....no estamos en regla
MUY BUENO EL AFICHE lastima no estar alli para acompañarlos con presencia ademas de sentimientos los felicito y espero que su lucha sea efectiva aunque si asi no fuera
SE QUE NO BAJARAN LOS BRAZOS UN INMENSO ANRAZO PARA TODOS
MTD SOLANO
La Sarita - Quilmes - Buenos Aires - Argentina
Nuestra solidariedad a Ya Basta! y al TNT
Con alegre rebeldia
MTD SoLano
ENRICO BARTOLOMEI
Volontario Servizio Civile Internazionale
Alternative Information Center - Palestina
TNT: resistete insieme a noi con degna rabbia!!
Un abbraccio a tutti voi compagni, purtroppo non posso essere li con voi ma sappiate che la vostra e' la nostra lotta.
La vostra dignita', la vostra rabbia sana vi fa invincibili, guerrieri di una causa piu' alta.
In ogni momento storico ci sono gruppi che portano la responsabilita' di combattere la necessaria battaglia per la liberta' di coscienza, che si caricano sulle proprie spalle il peso delle ingiustizie e dell'indifferenza dei piu'.
Un abbraccio dalla Palestina occupata
sono con voi e la vostra bellezza
Enrico

mercoledì 22 aprile 2009

TNT VIVE - Comunicato Stampa


COMUNICATO STAMPA
JESI - 16 MAGGIO 2009

MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL TNT A DIFESA DI TUTTI GLI SPAZI SOCIALI

Partirà alle 16.30 da Via Politi il corteo a difesa del TNT indetto perSabato prossimo, 16 Maggio.
La Manifestazione si concluderà con un concerto in Piazza delle Monnighette alle ore 20.00 dove si succederanno sul palco, in una jamsession blues, 25musicisti che più volte si sono esibiti all'interno del Centro Sociale.
Il Centro Sociale Autogestito "TNT" non ha certo avuto vita facile.
22 anni fa si esprimeva la prima istanza da parte di una realtà giovanile che chiedeva spazi di aggregazione fuori dalle forme classiche e istituzionali della politica, della cultura e del mercato.
Un'istanza forte che, nonostante tutte le difficoltà, ancora persiste e resiste a tutti i tentativi di chiusura, agli attacchi di politici miopi, alla reiterata negazione del diritto a una sede che ha prodotto ben tre occupazioni.
In tutti questi anni, le generazioni che hanno attraversato questa esperienza sono state diverse e il "TNT" è ormai diventato una realtà molto complessa, una comunità cooperante dove si scambiano linguaggi, pratiche, esperienze,bisogni trasversali .
Nel TNT si incontrano studenti, migranti, precari, artisti, operai, insegnanti, informatici,....
E' una dimensione collettiva che unisce le diversità e le porta a ricchezza comune nelle battaglie a difesa dei diritti e della dignità.
Per molti jesini rappresenta un pezzo di storia personale e cittadina:
chiudere il TNT è cancellare un pezzo della nostra città.
Mai prima d'ora si era arrivati ad utilizzare la Magistratura per risolvere una vertenza il cui perdurare negli anni dimostra quanto sia forte e radicata.
La battaglia a difesa del "TNT", in questo momento ha un significato che va oltre lo specifico e il locale: è una battaglia a difesa di tutti gli spazi di democrazia e di libertà che le politiche sulla "sicurezza" stanno velocemente chiudendo, ogni giorno di più.
L'attacco al "TNT" rappresenta la volontà di ridurre alla passività l'azione, al silenzio la parola critica, alla stasi il movimento, alla morte la vita.
Sabato sarà la manifestazione di tutti coloro che vogliono difendere non solo il TNT ma ogni spazio sociale, ogni presidio della democrazia .

ASSEMBLEA PERMANENTE A DIFESA DEL TNT

martedì 17 marzo 2009

Video "La degna rabbia. un altro mondo un altro cammino, in basso a sinistra"


Presso la sede di Ya Basta Marche o nei banchetti dell'associazione puoi acquistare il DVD del Festival Zapatista de la "Degna Rabbia..."
Jesi: Via Colocci 11 (nei pressi della stazione ferroviaria) tel.0731/5060

Video "La degna rabbia. Un altro mondo un altro cammino, in basso a sinistra"
A cura di Associazione Ya Basta - Margine Operativo

Il 26 dicembre a Città del Messico inizia il Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna.
Gli zapatisti convocano l’incontro sottolineando come“dalla nostra apparizione pubblica, oramai quasi 15 anni fa, è stato nostro impegno l’essere ponte affinché le ribellioni passino da una parte all’altra. A volte ci siamo riusciti, a volte no. Ora vediamo e sentiamo non solo la ribelle resistenza che, sorella e compagna, continua ad essere al nostro fianco ed incoraggia i nostri passi. C’è ora qualcosa che prima non c’era, o che non riuscivamo a vedere allora.
C’è una rabbia creativa. Una rabbia che dipinge di tutti i colori le strade del basso e a sinistra nei cinque continenti...”

..... e ricorda che sabato 16 maggio (16.30) , a Jesi ti aspettiamo alla manifestazione contro la chiusura del TNT.
Per poter continuare a sostenere le comunità zapatiste e altre comunità in resistenza ............. resistete insieme a noi!!!
http://yabastamarche.blogspot.com/
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Estate 2009 - dal 15 luglio al 31 agosto
Si prepara la prossima carovana in Chiapas :
Presenz/Attiva Compartir autonomia Chiapas, Messico
Per sostenere le comunità zapatiste
Per conoscere il Messico dal basso che si organizza nell’Otra Campaña

mercoledì 11 marzo 2009

Raccolta fondi per la popolazione di Gaza



LA CAMPAGNA PALESTINA SOLIDARIETA’ LANCIA UNA RACCCOLTA FONDI PER LA POPOLAZIONE CIVILE DI GAZA

"Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato", ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e "si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell'EZLN sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento" Dal discorso del SubComandante Marcos "Sette Venti nei calendari e le geografie dal basso"

Sosteniamo il Palestinian Medical Relief.
Le immagini della tragedia umanitaria causata dall’Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele contro la popolazione civile di Gaza non possono lasciarci indifferenti.
Più di mille morti, migliaia di feriti, vite devastate nell’assordante complicità internazionale che gode il governo israeliano.
Mentre ci impegniamo per fermare il massacro pensiamo sia importante esprimere il nostro sostegno materiale alle strutture sanitarie palestinesi come il Palestine Medical Relief che cercano di far fronte alla situazione drammatica in cui versa la popolazione civile, prigioniera a Gaza.
Sosteniamo il Palestine Medical Relief
I fondi possono essere inviati presso:
Conto Corrente 112064
Banca Popolare Etica
IBAN IT 18 L 05018 12100 000000 112064

intestato Associazione Ya Basta Marche ONLUS
con la causale “Per Gaza”

Gaza - Appello del Palestinian Medical Relief Society
Il nuovo anno nella Striscia di Gaza
Il barbaro attacco israeliano alla Striscia di Gaza ha causato centinaia di vittime innocenti, il numero di morti e dei feriti si va sempre più aggravando mentre l’aggressione sembra non aver fine e le dichiarazione dei responsabili politici e militari israeliani fanno supporre che le operazioni militari contro la popolazione della Striscia di Gaza siano solo all’inizio.
Fin dai primi giorni dell’offensiva molti impianti civili sono stati bombardati, senza prestare attenzione alla vita e alla sicurezza dei civili palestinesi. Il numero delle vittime ha superato le 420 persone, più di duemila i feriti. Mancano cibo e medicine, sono state distrutte abitazioni e colpiti medici e mezzi di soccorso mentre le famiglie hanno trovato riparo nelle scuole e nei centri delle organizzazioni umanitarie internazionali.
Questa crisi rende il Palestinian Medical Relief ancora più responsabile verso il popolo palestinese, nonostante debba far fronte alla carenza di forniture mediche, ai bisogni alimentari e di combustibile. Le squadre di soccorso del Palestinian Medical Relief svolgono il loro lavoro evacuando le persone ferite dalle zone colpite e offrono loro le prime cure in attesa di raggiungere l’ospedale più vicino.
Contemporaneamente il PMRS è riuscito, con l’aiuto del governo giordano, a trasportare i feriti gravi negli ospedali della Giordania e si sta preparando a ricevere, sempre dalla Giordania, un ospedale da campo per rispondere all’emergenza sanitaria di Gaza.
Va sottolineato che la sede principale di PMRS e la clinica "Dr Heidar Abedal Shafie" di Jabalia, a nord di Gaza sono state entrambe danneggiate. Questi attacchi contro i civili palestinesi innocenti sono un esempio delle violazioni delle leggi internazionali da parte di Israele; la condanna da parte della comunità internazionale dovrebbe essere proporzionale alla gravità delle atrocità israeliane.
Alla luce delle azioni di Israele, che sono veri crimini di guerra per la legislazione internazionale, il Palestinian Medical Relief invita la società civile internazionale a continuare le manifestazioni pubbliche in tutto il mondo per chiedere a Israele di fermare immediatamente il suo sanguinoso attacco alla Striscia di Gaza.
Vi invitiamo a condannare tali barbarie e a far pressione sul governo israeliano al fine di permettere l’invio di aiuti umanitari alla popolazione impoverita di Gaza e proteggere le équipe mediche al fine di consentire loro l’evacuazione dei feriti.
Gennaio 2009
Palestinian Medical Relief Society http://www.pmrs.ps/

lunedì 9 marzo 2009

Pacchetto Sicurezza

PACCHETTO SICUREZZA:
UNA GABBIA DI LEGGI CONTRO LA NOSTRA LIBERTA'











SABATO 14 MARZO
Ore 11.00 Piazza Roma - Ancona
MANIFESTAZIONE



Ore 17.30 Csoa "TNT" Jesi
CONFERENZA-DIBATTITO
Interviene l'Avvocato Cognini Paolo, penalista del Foro di Ancona ad illustrare le principali norme di legge contenute nel "Pacchetto Sicurezza"
Il pacchetto sicurezza è un attacco ai diritti fondamentali di tutti, ed in particolar modo dei migranti.
E' un attacco alla sicurezza ed alla libertà delle persone che vivono e lavorano nelle nostre città.
Il pacchetto sicurezza contiene una serie di norme proposte dal governo che non fanno altro che alimentare l'odio verso l'immigrato, creare ad arte il clima di paura e di sospetto, togliere alle persone ogni dignità di essere umano.
Lo chiamano pacchetto sicurezza, ma in verità accresce l'insicurezza, la precarietà, la paura, il razzismo.
Restringe definitivamente le libertà di tutti e la possibilità di avere vita, lavoro e diritti garantiti, di vivere insieme senza confini e differenze di nazionalità e provenienza.
LIBERTA' E DIRITTI CONTRO LA CRISI!
SABATO 14 MARZO
Ore 11.00
Piazza Roma Ancona
MANIFESTAZIONE
Contro il pacchetto sicurezza Libertà & Redito Vs Crisi!
No lager no CIE

Ore 17.30
Conferenza-Dibattito
CENTRO SOCIALE "TNT" Via Politi (vicino alla Stazione dei Treni)

Le ronde non rendono sicuri i nostri quartieri
le ronde si trasformeranno in campi di battaglie
i CIE (ex CPT) non rendono sicure le nostre città
i CIE le trasformeranno in prigioni a cielo aperto
il paccheto sicurezza alzerà nel nostro territorio muri di paura , angosce, fobie e diffidenza.
La loro sicurezza è contro la nostra.
Sicurezza è poter avere un futuro.

materiale informativo pacchetto sicurezza:


mercoledì 4 marzo 2009

Palestina:spettacolo teatrale "LA TANA DELLA IENA"


... in adesione alla Giornata Globale d’Azione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni(BDS)dell'economia di guerra israeliana ,lanciata al WSF 2009 in Belém-Brasile...
Ya Basta!-csao tnt-Collettivo Studentesco Cortocircuito-Ambasciata dei diritti
al interno della Campagna Palestina Solidarietà organizzano http://yabastamarche.blogspot.com/

Domenica 29 marzo 2009 ore 18.15 al csa TNT lo spettacolo teatrale

"LA TANA DELLA IENA"
Storia di un ragazzo palestinese

dal libro "la tana della iena" di Hassan Itab

con Carlo Orlando

Nessuno racconta che un bambino di nove anni in Palestina
ha davanti a sé un solo destino: la guerra.
Nessuno racconta che a quell'età è già costretto a difendere
la propria terra, la propria libertà e la propria vita.
Con "La Tana della iena" Narramondo Teatro racconta
la storia di un bambino palestinese che lotta
.

È Hassan che ci parla dal carcere romano in cui è rinchiuso. Lo seguiamo in un viaggio a ritroso nel tempo, un viaggio che parte da quella bomba lanciata in via Bissolati che gli è costata diciott’anni di prigione, passa per la scuola militare, iniziata a nove anni, e si spinge indietro fino all’infanzia trascorsa nel campo profughi di Sabra e Chatila, dove nel 1982, grazie alla copertura dell’esercito israeliano, i falangisti uccisero sua madre e i suoi fratelli, insieme a migliaia di altri palestinesi.
Raccontare "La tana della iena" rappresenta una doppia sfida. Una sfida per il narratore, che deve vincere il disagio di raccontare una storia scomoda, la storia di un 'terrorista'. Una sfida per l’ascoltatore-spettatore, che viene messo, grazie alla narrazione secca e mai compiaciuta, davanti ad una storia che lo porta a mettere da parte i suoi pregiudizi.

30 Marzo 2009 Giornata Globale d’Azione per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), lanciata al WSF 2009 in Belém-Brasile


martedì 3 marzo 2009

Chiapas: Carovana "Donne in movimento"


Mamà Corral
Evento politico, sportivo, culturale e artistico
7 e 8 Marzo 2009
Oventik Chiapas Mx
Carovana "Donne in movimento"
Chiapas Messico ai primi di marzo 2009
"Porque si no lo hacemos, las que ya estamos en este mundo, que es un mundo donde todavía las mujeres no tenemos rostro, nombre ni voz para los capitalistas y neoliberales. Por eso, es la hora de ejercer y hacer valer nuestros derechos. Pero, para poder hacer todo esto, sólo se necesita tener voluntad, decisión, fuerza y rebeldía. Y no necesitamos pedirle permiso a nadie."
.....… anche dall’Italia inventiamo la nostra partecipazione nelle attività internazionali proposte dalle zapatiste. La caratterizzazione bio-politica dell’evento ci stimola e ci suggerisce l’idea di costruire, nei giorni precedenti l’incontro, in territorio zapatista (in luogo ancora da definire), un laboratorio politico-sportivo-culturale-artistico della delegazione, finalizzato alla preparaione delle nostre attività nell’evento.

Coordinamento carovana:
Ya Basta! Moltitudia, Roma

le donne zapatiste.. "ci sono cose che si chiedono e cose che si impongono . Noi chiediamo le condizioni materiale minime . Noi non chiediamo che ci diano libertà e rispetto. La nostra libertà e dignità è qualcosa che imporremo, le riconoscono o no i compagni o il governo.."
dallo sperduto angolo del sud-est messicano, il Chiapas... le zapatiste chiamano le donne per l’8 marzo a Oventik http://www.globalproject.info/art-18898.html
Le leggi delle donne zapatiste
Dietro ai volti zapatisti coperti da passamontagna che il primo gennaio del 1994 dichiararono guerra al governo messicano, non c’erano solamente tratti maschili .
Con sorpresa di molti, dietro ai passamontagna c’erano le donne indigene, che oltre alla lotta armata ne combatterono un’altra, quella per il riconoscimento dei loro diritti.
Poco dopo la dichiarazione di guerra da parte dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, le notizie sulla sollevazione indigena confermarono il gran numero di donne che militavano e partecipavano al movimento.
Le donne avevano propri motivi per impugnare sia le armi di guerra che le armi della parola. Cercavano un modo di combattere le diverse forme di violenza nei confronti delle donne, forme di violenza che aumentano quando si parla di donne indigene.
Il da farsi non era facile e le donne zapatiste iniziarono a stabilire la forma e la base di un documento che potesse rispecchiare le loro richieste e le loro necessità.
Fu incaricata una donna indigena tzotzil, Susana, a viaggiare per le varie comunità e a parlare con le donne. Dopo quasi un anno di discussioni e consensi, nel marzo del 1993, il Comité Clandestino Revolucionario Indígena (CCRI) approvò la Legge Rivoluzionaria delle Donne (Ley Revolucionaria de Mujeres).
In una lettera indirizzata al giornalista Alvaro Cepeda Neri, del quotidiano La Jornada, il 26 gennaio del 1994, il Subcomandante Marcos scrive che il CCRI discuteva delle Leggi Rivoluzionarie, e all’interno di queste c’era la Legge delle donne: “ A Susana toccò il compito di leggere le proposte che erano nate dalle idee di migliaia di donne indigene. Iniziò a leggere e più andava avanti con la lettura più l’assemblea diventava inquieta”. Aggiunge inoltre: “Susana non si arrese e continuò a inveire contro tutto e tutti: non vogliamo che ci obblighino a sposarci con chi non vogliamo. Vogliamo avere i bambini che noi vogliamo e che possiamo accudire (…) Le leggi delle donne che Susana finiva di leggere erano per le Comunità una vera rivoluzione”.
Occorre aggiungere che le Leggi Rivoluzionarie sono le leggi che regolamentano la vita degli zapatisti nelle comunità liberate.
Così la Legge Rivoluzionaria delle Donne fu pubblicata ne’ El Despertador Mexicano, organo di informazione dell’ EZLN, il primo dicembre del 1993, insieme con la Prima Dichiarazione dalla Selva Lacandona. Questi documenti uscirono anche, sullo stesso organo di informazione, il 1° gennaio del 1994, come parte del contesto più ampio delle leggi zapatiste.
Il testo che introduce gli articoli della legge dichiara che “ nella giusta lotta per la liberazione del nostro popolo l’Esercito Zapatista include le donne nella lotta rivoluzionaria a prescindere dalla razza, dalla religione, dal colore della pelle o dalla appartenenza politica, con l’unico requisito che anche le donne facciano proprie le richieste del popolo sfruttato e mettano in pratica e facciano mettere in pratica le leggi e le regole della rivoluzione.”Continuando poi così: “ inoltre considerando la condizione delle donne lavoratrici in Messico, si includono le loro giuste richieste di uguaglianza e giustizia nella seguente Legge rivoluzionaria delle Donne”
La legge contiene dieci articoli:
1) Le donne, non importa la loro razza, la loro religione, la loro appartenenza politica, hanno diritto a partecipare alla lotta rivoluzionaria nel luogo e nel ruolo determinato dalla propria volontà e capacità.
2) Le donne hanno diritto ad un lavoro e ad un salario equo.
3) Le donne hanno il diritto di decidere il numero di figli che possono avere e possono accudire
4) Le donne hanno diritto a partecipare agli affari delle comunità e a ricoprire cariche se vengono elette liberamente e democraticamente.
5) Le donne e i loro figli hanno diritto alla prima assistenza per quel che riguarda la loro salute e alimentazione.
6) Le donne hanno diritto all’educazione.
7) Le donne hanno diritto a scegliere il proprio compagno e a non essere obbligate, con forza, a sposarsi.
8) Nessuna donna potrà essere colpita o maltrattata fisicamente né da famigliari né da estranei. I crimini di tentato stupro o stupro saranno seriamente puniti.
9) Le donne potranno ricoprire incarichi di direzione nell’organizzazione e avere ruoli militari nelle forze armate rivoluzionarie.
10) Le donne avranno tutti i diritti e tutti i doveri indicate dalle leggi e dalle regole rivoluzionarie.
Dopo la sua pubblicazione, la legge e' diventata un punto di riferimento per il movimento femminile messicano e un passo importante nel riconoscimento dei diritti delle donne indigene.
Oggi si sa che le donne rappresentano quasi il 45 per cento delle basi dell’Esercito Zapatista, ribellione indigena che ha le sue origini nelle Forze di Liberazione Nazionale, che quindici anni fa si è fatto conoscere con la presa di sette municipi nello stato del Chiapas.
Comunque, lo stesso subcomandante Marcos disse “ il primo levantamiento (ribellione) del EZLN fu nel marzo del 1993 e lo diressero le donne zapatiste. Non ci furono perdite e vincemmo. Cose che succedono in queste terre”…

lunedì 2 marzo 2009

Palestina: Programmare il disastro


PESARO:

Mercoledi 1° aprile ore 21 - Sala Rossa Palazzo Comunale
video conferenza con Michel Warschawski

Campagna Palestina Solidarietà in adesione al BDS
www.fuoritempo.info/index.php?option=com_content&task=view&id=2378&Itemid=2196

Michel Warschawski fu tra i primi israeliani a rifiutare ripetutamente il servizio militare, e per questo più volte incarcerato.
Attualmente dirige l'Alternative Information Center di Gerusalemme.
Israele e la trappola identità :
Abbiamo tentato di dipanare la matassa dell’uso dell’identità ebraica nella costruzione dell’immaginario israeliano.
Lo abbiamo fatto con un’intervista a Avraham Burg, ex presidente della Knesset, il quale sostiene che la memoria dello Shoah abbia chiuso Israele in se stesso.
E con un colloquio con il pacifista israeliano Michael Warschawski e, infine, pubblicando un saggio inedito di Edward Said.

mercoledì 21 gennaio 2009

Jesi: Manifestazione in Solidarietà con il popolo Palestinese


GAZA LIBERA! FERMIAMO IL MASSACRO.
Non esistono parole che descrivano a pieno lo sdegno che le immagini e le notizie provenienti dalla Striscia di Gaza producono nelle nostre teste e nei nostri cuori. L’ azione militare delle forze armate israeliane ha prodotto migliaia di morti e feriti, in gran parte vittime civili. Non ci sono modi per descrivere questa rappresaglia, se non come un vero e proprio crimine umanitario.
Ad oggi la popolazione di Gaza viene da due anni di embargo totale che ha reso inservibili gli ospedali, aumentato drasticamente la disoccupazione, impoverito e compromesso la salute di migliaia di persone riducendole alla fame.
La vita del popolo palestinese nella quotidianità di uno stato di occupazione e le tragedie della guerra ci sono state ampiamente e direttamente illustrate dal sociologo palestinese Adnan Ateyah Salem Ramadam durante l’incontro pubblico organizzato dall’Associazione “YA BASTA” nella affollatissima sala del Centro Sociale “TNT” mercoledì 14 gennaio.
Numerosi sono stati gli interventi di cittadini migranti e italiani nei quali è stato fatto appello ad una mobilitazione nella nostra città per esprimere la condanna e lo sdegno a tale inumano massacro.
Lanciamo quindi una manifestazione a Jesi, Sabato 24 gennaio, ore 17.30. Concentramento in Piazza della Repubblica.

Stop Occupation Free Palesatine
A sostegno delle popolazioni di Gaza
Stop all’embargo navale e terrestre alla striscia di Gaza
Rompere il regime di apartheid

Assemblea tenutasi il 14 Gennaio al CSA “TNT” di Jesi

martedì 30 dicembre 2008

Basta con il massacro del popolo palestinese!!

In solidarietà con le popolazioni di Gaza, nei giorni più sanguinosi per la Palestina dal 1967, per la resistenza contro l’occupazione e l’oppressione del popolo palestinese, la Campagna Palestina Solidarietà organizza degli incontri con Adnan Ateyah Salem Ramadan, sociologo ed attivista palestinese, studioso in risoluzione e trasformazione dei conflitti.




Palestina: L’occupazione nella vita quotidiana
I diritti negati di un popolo
Incontro con Adnan Ateyah Salem Ramadan (Alternative Information Center)
Presentazione

Nelle Marche
**PESARO Martedi 13 gennaio alle ore 21 Biblioteca San Giovanni
Campagna Palestina Solidarietà,Gruppo Fuoritempo, Ya Basta, Resistenza Solidale
**JESI Mercoledi 14 gennaio alle ore 19 - csa TNT
a cura di Ya Basta - Csa Tnt
seguirà aperitivo rebelde
con la collaborazione di: Comune di Pesaro - Centro Servizi per il Volontariato -Consulta per la Pace Comune di Jesi

PALESTINA - "I giorni più sanguinosi dal 1967". L'attacco israeliano su Gaza è un massacro senza precedenti: bombardamenti indiscriminati proseguono ormai da tre giorni, a poche ore dall'annunciata incursione via terra da parte di Tsahal. Una strage che la comunità internazionale osserva inerme, quando non legittima, come gli Usa e i principali paesi europei, i crimini contro l'umanità perpetrati dall'esercito israeliano. Prime manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo. Viaggio di emergenza della nave Dignity del Free Gaza Movement che da mesi rompe l'assedio della Striscia rifornendo di aiuti le popolazioni stremate dal blocco israeliano; un carico eccezionale è partito oggi dal porto di Larnaca, Cipro.

Niente di nuovo nell´attacco israeliano partito sabato mattina contro l'inerme popolazione civile palestinese di Gaza già stremata da un lungo embargo, se non fosse per le sue criminali e disastrose proporzioni, se non fossero i giorni più sanguinosi dal 1967 per la Palestina. Tutti gli osservatori internazionali onesti, compresi quelli israeliani che ieri e oggi hanno scritto articoli estremamente critici sul quotidiano Haaretz, sanno bene che l´attacco a Gaza risponde a logiche che niente hanno a che fare con il lancio di missili dei resistenti palestinesi. Niente di quello che sta succedendo è legato allo sporadico lancio di missili artigianali sulle città del sud d´Israele, peraltro quasi nullo durante la tregua di sei mesi terminata alcuni giorni fa. Israele in 60 anni d´occupazione ha steso una fitta rete di collaborazionisti a Gaza che, affiancata da moderne tecnologie di spionaggio, permetterebbero all´esercito israeliano di ridurre quasi a zero i già minimi effetti degli attacchi sulle città del sud. Oggi le dichiarazioni ufficiali israeliane sono piene di contraddizioni, da una parte si dice che si voleva una nuova tregua ma, allo stesso tempo filtra la notizia che l´attacco è stato preparato per mesi, in realtà Israele non ha nessun bisogno di pianificare per mesi un attacco a Gaza per il semplice motivo che conosce quei 45 Km di terra come il proprio soggiorno di casa. I giornali israeliani parlano apertamente delle motivazioni che hanno portato a questo nuovo massacro contro la popolazione di Gaza. Non è un mistero che vi sono scelte di politica interna in quest´attacco, il ritorno di Barak nella scena politica e il tentativo del partito Laburista e di Kadima di contrastare l´ascesa del Likud di Netanyahu a poche settimane dalle elezioni israeliane. Come non è un mistero che Israele con quest´attacco rende un servizio all´ANP e all´Egitto nel distruggere le potenzialità Hamas, inoltre una nuova tregua avrebbe riconosciuto un ruolo politico internazionale ad Hamas e sono in tanti a non volerlo. Tuttavia questo è solo ciò che fa da sfondo alla scelta fondamentale d´Israele, ovvero prolungare all´infinito una situazione di stallo così da continuare la politica di colonizzazione. Ancora una volta siamo di fronte alla politica del "muro di ferro" portata avanti da Israele da 60 anni a questa parte. Non è improbabile che l´attacco alla Striscia di Gaza di questi giorni provocherà una ripresa degli attacchi suicidi e la sospensione d´ogni trattativa sulla nascita di uno stato palestinese. Israele avrà così tempo per continuare la sua politica di colonizzazione in Cisgiordania e d´espulsione dei palestinesi da Gerusalemme, che in questi anni non si è mai fermata. Diminuire il numero dei palestinesi residenti a Gerusalemme Est, aumentare il territorio a disposizione dei coloni e creare un "governo " palestinese collaborazionista, questa è la scelta fondamentale d´Israele e l´attacco a Gaza è funzionale a questa scelta. Nell´assordante silenzio della comunità internazionale è fondamentale una ripresa della solidarietà con la popolazione palestinese, nei prossimi mesi sarà fondamentale dimostrare ai palestinesi che non sono soli e unirsi alle loro lotte.
Le altre date in Italia:
°Reggio Emilia Giovedì 15 gennaio, ore 21.00 - Laboratorio Aq16
Ya Basta! Reggio Emilia
°Parma Venerdì 16 gennaio, ore 21.00 - Casa cantoniera
Ya Basta! Parma
°Treviso Domenica 18 gennaio, ore 18.00 - Laboratorio Sociale UbikLab
Ya Basta! Nord est
°Milano Lunedi 19 gennaio, ore 21.30 - CasaLoca
Martedi 20 gennaio ore 14,00 - Università Bicocca
Ya Basta! Milano
°Napoli Mercoledi 21 gennaio, ore 17.00 - Università Orientale
Ya Basta! Napoli
°Roma Giovedi 22 gennaio, ore 14,30 Facoltà di Lettere (Univ. Sapienza)
Giovedì 22 gennaio, ore 20,00 - Strike Spa - Casalbertone/Portonaccio
Continua a leggere su Global ProjectGuernica Gaza da Il Manifesto del 28 dicembre
Video intervista a Adnan Ramadan in occasione dell'incontro al CSO TNT:
http://www.vallesina.tv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=51&id=1366
Video Comune di Jesi: una delibera per la pace

Lettera dal Palestinian Medical Relief
Scritto da Palestinian Medical Relief
giovedì 29 gennaio 2009
Abbiamo ricevuto dal Palestinian Medical Relief Society questa lettera che molto volentieri pubblichiamo:
Cari amici,
Grazie per la vostra solidarietà e il vostro sostegno durante le recenti difficoltà che abbiamo passato.
E’ vero che c’è il cessate il fuoco ma la catastrofe qui a Gaza è indescrivibile.
E’ come se un terremoto colpisse Gaza, ogni cosa è stata rasa al suolo.
La gente non riesce più a trovare il posto della loro casa, delle loro terre.
Nel Pmrs, siamo ancora in situazione di emergenza.
Ora tutti i nostri centri lavorano alacremente, aiutando la gente, fornendole servizi medici, assistenza, e ciò che PMRS può offrire loro è coordinazione con altre società.
Lo staff medico delle nostre cliniche mobili cerca di raggiungere i luoghi distrutti, supportare i senza casa tra le rovine delle loro case, e garantirgli controlli medici, farmaci e abiti.
Potete trovare in allegato alcune foto della nostra clinica mobile nel campo.
Saluti




























martedì 16 dicembre 2008

Ya Basta! e il CSA TNT in preparazione del "Festival Mondiale della Degna Rabbia"






















Cena rebelde messicana & concerto
Venerdì 19 dicembre al csa tnt Via Politi Jesi

Ya Basta! e il csa TNT, in preparazione del primo «Festival mondiale della degna rabbia», organizzano una serata con cena messicana, presentazione carovana e concerto
*Ore 20.30 cena messicana (menù anche per vegetariani )
10 euro, prenotazione obbligatoria entro il 16 dicembre al 3470049435
*presentazione carovana immagini del Chiapas zapastista
**A seguire concerto dei ASSE TRE e RE DE BASTO' - BLUES BAND
Verso la Carovana del "Festival Mondiale della Rabbia Degna" proposto dall' EZLN- Chiapas - Messsico invitati organizzazioni di venti paesi, una rete «in basso a sinistra» un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.

giovedì 20 novembre 2008

Carovana "In movimento" Dicembre 2008 - Gennaio 2009 - Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna














L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre
per partecipare al Primo "Festival Mondiale della Rabbia Degna"
In tutto il mondo, sullo sfondo della crisi della globalizzazione, movimenti sociali, reti, comunità costruiscono con il conflitto una strada diversa: quella della propria indipendenza, libertà per costruire il proprio “ comune”.

Lotte per la difesa dei beni comuni, per la conquista di spazi di libertà, per rompere lo sfruttamento e la repressione, per nuovi diritti, per l’affermazione delle differenze … un insieme di esperienze, sperimentazioni, passioni che anche senza conoscersi parlano un linguaggio comune: quello di chi non accetta il presente, sogna l’utopia, costruisce un futuro diverso.
Dai nostri fratelli e sorelle zapatiste arriva un invito che guarda atutto questo. L’invito al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna da svolgersi in Messico - Chiapas dal 26 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009.
(leggi http://www.yabasta.it/spip.php?article561 )
Un occasione di incontro, uno spazio per tanti, che noi vogliamo attraversare per raccontare, insieme a molti altri, quello che accade nei nostri territori. L’Associazione Ya Basta riparte per il Messico nel mese di dicembre per partecipare al Primo Festival Mondiale della Rabbia Degna
Alla conclusione resteremo nelle comunità zapatiste per continuare il sostegno ed i progetti con le Giunte del Buongoverno zapatiste.
In particolare :
Nella Zona Selva - Caracol de La Realidad
Per seguire i Progetti "Agua para todos" di potabilizzazione dell'acqua e salvaguardia ambientale: l'associazione Ya Basta Marche, per sostenere questo progetto, ha coinvolto il Comune di Jesi , tramite il Gemellaggio con il Municipio Autonomo Zapatista "San Pedro di Michoacan";
Progetto "Lluvia es vida", curato a Associaione Ya Basta Trento;
Progetto "Agua es vida" a cura Associazione Ya Basta Monfalcone;
Per la Brigata Sanitaria a sostegno del Sistema di Salute Autonomo;

La presenza è coordinata da:

Associazione Ya Basta NordEst - Info yabasta@sherwood.it
Nella Zona Los Altos - Caracol di Oventic
Brigata di Raccolta del caffè a sostegno delle cooperative zapatiste
La presenza è coordinata da:

Associazione Ya Basta Milano - Info yabastaonlus@gmail.com

Coordinamento Generale Carovana "In movimento"

Associazione Ya Basta
Nord Est yabasta@sherwood.it
Roma moltitudia_yabasta@yahoo.it
Milano yabastaonlus@gmail.com
Napoli yabastanapoli@yahoo.it
Marche
yabastamarche@libero,it cell 3338235503
Coordinameno Toscano di sostegno alla lottazapatista coordinamento-toscano-zapatista@inventati.org

EJÉRCITO ZAPATISTA DE LIBERACIÓN NACIONAL.
MÉXICO.
Octubre del 2008.
A: Asociación Ya Basta
Planeta Tierra.
De: Subcomandante Insurgente Marcos.
Chiapas, México.

Reciban los saludos de los hombres, mujeres, niños y ancianos del EZLN y el mío propio.
Como ya lo habíamos adelantado, l@s zapatistas pensamos que ahora (tal vez también desde antes) existe una rabia frente a todo lo que está pasando, tanto en nuestro país como en el mundo. Esta rabia no es un simple coraje o un rencor, sino que tiene dos elementos esenciales: es una rabia que es consecuencia de la dignidad agredida y es una rabia que es creativa, es decir, apunta a la transformación de la situación.
Vemos también que son muchas las diferencias entre estas dignas rabias que vemos, escuchamos y sentimos. No sólo en lo obvio (la geografía), también en el modo y en el rumbo, destino, velocidad y ritmo de sus andares. Sin embargo, pensamos que tienen algo en común: el agresor, el que provoca esa rabia, es el mismo: un sistema, el capitalista, que destruye, sobre todo, dignidades.
Por eso vino nuestra idea de hacer una especie de encuentro, un espacio donde esas rabias se encontraran, se conocieran, se aprendieran, se relacionaran. L@s zapatistas mexican@s hemos llamado a este espacio “FESTIVAL MUNDIAL DE LA DIGNA RABIA” y pensamos que la presencia de ustedes y vuestra organización, su oído y su palabra, es necesaria.
Por eso queremos invitarlos a que participe en este Festival de la Digna Rabia que se celebrará en la Ciudad de México, D.F. y en la Chiapas zapatista, del 26 de diciembre del 2008 al 5 de enero del 2009.
Esperamos que puedan asistir.
Vale. Salud y que las ideas encuentren y se encuentren.
P.D.- Anexa a la presente, el compañero Sergio Rodríguez Lazcano, director de la revista Rebeldía, les hará llegar una carta con los detalles del evento.




martedì 18 novembre 2008

Gaza: Arrestato Vittorio Arrigoni e due internazionali




Martedì 18 novembre 2008 16:40 Gaza
Arrestato Vittorio Arrigoni e due internazionali

Gli osservatori erano a bordo di un peschereccio palestinese
Nella mattinata di oggi sono stati sequestrati tre attivisti internazionali e quindici pescatori palestinesi.
Si tratta di un operazione illegale della Marina Israeliana all’interno delle azioni di provocazione contro i pescatori palestinesi di Gaza.
Immediata la presa di posizione del Free Gaza Movement che invita tutti a fare pressione sulle Autorità Isrealiane e le Ambasciate.
Comunicato del Free Gaza Movement
Quindici pescatori palestinesi insieme a tre internazionali sono stati fermata e arrestati nelle acque palestinesi dalla marina Israeliana.
Stavano pescando a 7 miglia dalla costa di Deir Al Balah, chiaramente nelle acque di Gaza e dentro i limiti di pesca sanciti dagli Accordi di Oslo del 1994.
I pescatori e gli osservatori dei diritti umani internazionali sono stati trasferiti in tre barche diverse sulla nave da guerra israeliana.
Altri pescatori palestinesi hanno raccontato che tre barche hanno poi preso il mare dalla nave da guerra dirigendosi a nord.
I tre internazionali sono Andrew Muncie scozzese, Darlene Wallach americana e Vittorio Arrigoni italiano.
Le ambasciate inglese, americana e italiana sono state contattate e sanno del sequestro.
Chiamate il Ministro di Giustizia Israeliano al +972 26 46 66 66 e dichiarate la vostra condanna a questa azione illegale fatta dalla Marina Israeliana. Chiamate le ambasciate a Gerusalemme per far presente che molti dicono che è ora di dire basta alle persecuzioni illegali di Israele.
Stephen Brown, UK Consulate +972 25 41 41 00U.S.
Consulate General + 972-2-6227230
Luigi MATTIOLO, Italian Ambassador +972 3 5104004
CONTACT:
Caoimhe (Gaza) + 972 598 273 960
Donna (Gaza) + 972 598 836 420
Fida (Gaza - Arabic) – + 972 599 681 669
ISM Media Office - + 972 2-2971824
Per aggiornamenti vai al sito Free Gaza MovementBlog di Vittorio ArrigoniNotizia di AGRVai allo Speciale Free Gaza

lunedì 17 novembre 2008

"Il trucco dietro ai passamontagna" open forum


"Il trucco dietro ai passamontagna" dal Chiapas alle Marche.... la degna rabbia della donna!!

Venerdi 6 marzo
ore 18:00 csaTNT JESI
IL TRUCCO DIETRO AI PASSAMONTAGNA
open forum-aperitivo
proiezione PERSEPOLIS :
Animazione di qualità per una donna in difesa della dignità femminile
di Marjane Satrapi eVincent Paronnaud

Banchetto Associazione Ya Basta!
Se il 2008 è stato l'anno delle CROCIATE “X LA VITA”... il 2009 è quello delle RONDE A CACCIA DELL'IMMIGRATO CLANDESTINO STUPRATORE.
Ogni otto marzo, infatti, il corpo della donna diventa non solo uno strumento economico e mediatico, ma anche uno squallido mezzo di propaganda politica fascista, di servilismo religioso, nonché un mezzo di distrazione sociale.
Vogliamo ribadire che la violenza sulle donne non è una questione di ordine pubblico ma un problema culturale e sociale, vogliamo combatterlo alla radice, nelle strade, ma soprattutto nelle case, dove ha la sua espressione più crudele e omertosa.
Oltre allo stupro fisico, subito da milioni di donne da parte di maschi conosciuti o sconosciuti, italiani o stranieri che siano, non sottovalutiamo la violenza psicologica messa in atto quotidianamente da stampa, pubblicità e televisione, dove i nostri corpi vengono spersonalizzati e umiliati continuamente, producendo uno stereotipo deviante di donna.
Fenomeni patinati, come quello delle “suicide girls” o del Grande Fratello, riempono le città di ragazzine anoressiche che per i diciotto anni chiedono due tette nuove.
Lottiamo per la difesa e per un effettivo riconoscimento del nostro diritto all'autodeterminazione, a partire dall'accesso all'interruzione volontaria di gravidanza e ai metodi di contraccezione per tutte, per arrivare a diritti sicuri contro precarietà e mobbing, discriminazione, violenza e abusi.
L'intrusione nelle nostre scelte più intime da parte di preti, politicanti e medici obiettori con inutili leggi xenofobe e pacchetti sicurezza, non fa che accrescere la nostra indignazione.
L'obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità e della scuola finora è stato quello di renderci sempre più precarie e meno tutelate; in un momento di tale crisi economica come quello che stiamo vivendo le istituzioni disperdono miliardi di euro per militarizzare le città, rifinanziare le missioni militari all'estero e salvare banche e imprese, tagliando i fondi ai servizi sociali fondamentali, quali case, scuole, asili nido, consultori, centri antiviolenza... .
Il delirante pacchetto sicurezza non fa che discriminare ulteriormente chi vive già ai margini della società, negandogli oltre che l'identità anche la dignità sociale sancita dall'art.3 della Costituzione, con l'introduzione del reato di clandestinità e la negazione del diritto alla salute l'evoluzione sociologica dell'essere umano compie un preoccupante passo in dietro.
Lotteremo finchè non verrà rispettato il nostro modo di parlare, di governare, di organizzarci, di lavorare, di vestire e di intendere la vita, che è la natura e noi ne siamo parte, come ci insegnano le nostre sorelle zapatiste.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
Le attiviste del CSOA TNT di Jesi invitano tutt@ a discuterne insieme per trovare un'azione politica efficace e alternativa a quella repressiva, xenofoba e anticostituzionale adottata finora dal governo.
Sabato 7 marzo
ore 22.30
ANTI-GENDER PARTY
Info:myspace.com/csa tntVia Politi (vicino stazione fs) Jesi

giovedì 6 novembre 2008

Free Gaza "Soffiamo sulle vele per rompere l'assedio"


domenica 2 novembre 2008,
di Associazione Ya Basta Nordest



Attraversare il mare per rompere il muro di silenzio che accerchia e assedia, insieme all’esercito israeliano, la Striscia di Gaza.
Si conclude la missione umanitaria con il ritorno della SS Dignity a Cipro.
Cronaca, interviste, immagini, video.
E’ l’obiettivo degli attivisti di Free Gaza Movement, associazione attiva da anni nei territori occupati palestinesi.


Martedì 28 ottobre a bordo di due pescherecci, il Liberty e il Free Gaza, esponenti dell’associazione e attivisti provenienti da Stati Uniti e Europa salperanno alla volta di Gaza dove l’arrivo è previsto per mercoledì 29 ottobre.
Si tratta del secondo viaggio che intende aggirare il divieto di accesso nei territori occupati militarmente dall’esercito israeliano.
Lo scorso 23 agosto infatti 57 persone, tra cui medici, giornalisti, attivisti di 17 paesi diversi, una suora cattolica e un sopravvissuto all’Olocausto, sono riusciti a entrare nel Porto di Gaza, senza dover attraversare i territori israeliani (e rischiare espulsioni e detenzione) o dover chiedere permesso alle autorità israeliane.Stiamo parlando di una conquista incredibile, difficilmente comprensibile per chi non vive da quasi un secolo sotto la morsa dell’apartheid cui sono soggiogati i cittadini palestinesi tra posti di blocco, divieti, controlli, carri armati e presidio perenne delle forze armate di Israele.
Prima del 23 agosto 2008 purtroppo nessuna imbarcazione da ben 41 anni era riuscita a raggiungere il Porto di Gaza sul Mediterraneo.
Tanto meno quelle che battono bandiera palestinese dato che da 15 anni i pescatori della Striscia non possono più lavorare nelle loro acque territoriali. Pena l’apertura del fuoco israeliano contro i pescherecci. Questo in barba alle risoluzioni Onu che concedono agli abitanti della Striscia di poter navigare nelle 20 miglia di mare su cui le loro terre si affacciano.
E in queste ore Free Gaza Movement è di nuovo in azione! per portare sostegno nella Striscia di Gaza e fare pressione sul governo israeliano affinché cancelli l’assurdo divieto di navigazione e attracco a Gaza.
L’associazione ha ufficialmente comunicato al governo di Tel Aviv le proprie intenzioni d’ingresso nel Porto.“Abbiamo informato Israele e le forze d’occupazione della Striscia di Gaza – si legge nel comunicato stampa dell’associazione – che entreremo nel Porto di Gaza il 29 ottobre.
Ci aspettiamo che non ci sia alcuna interferenza dalle autorità israeliane.
Non accetteremo mai che ci sia impedito l’accesso!”.
Israele in ogni caso non è rimasto a guardare in silenzio e, come informano gli organizzatori della traversata, continua a fare pressioni a quanti collaborano con Free Gaza Movement perché le due imbarcazioni recedano dal proprio obiettivo. A agosto, le minacce e le intimidazioni sono state pesanti ma ciononostante gli attivisti sono entrati in Porto.



E in queste ore l’esercito sta cercando di opporsi alla determinazione di quanti sono su Liberty e Free Gaza.“E’ ridicolo – commenta Greta Berlin, statunitense tra i promotori dell’iniziativa – che Israele sia così spaventato da noi.
Noi che portiamo a Gaza medici, diritti, attivisti tra cui il Premio Nobel per la Pace Maiead Maguire.
Con noi abbiamo pure medicinali e non esiste alcuna ragione per cui Israele debba bloccare o impedire il nostro attracco a Gaza”.
L’Ass.ne Ya Basta! partecipa e sostiene il viaggio.
News:Vedi e scolta:
30.10 La seconda giornata nella striscia di GazaIeri l’equipaggio della Dignity si è spostato all’interno della striscia di Gaza. Galleria di immagini
29.10 La SS Dignity attracca al Porto di Gaza Commenti audio e foto (ita)Album fotografico di freegazaorg
28.10 Dignity è salpataCronaca della partenza da Cipro
27.10 Cipro - Meno di 24 ore alla partenza delle navi per GazaIntervista con Vilma Mazza, tra i componenti della delegazione internazionale. Immagini dei preparativi a Cipro
26.10 Corrispondenza con Vilma Mazza, Associazione Ya Basta [ audio ] (ita)
26.10 Intervista ad Huwaida portavoce del Free Gaza Mouvement con sintesi in italiano
26.10 l’intervista realizzata dall’Associazione Yabasta, in collaborazione con Global Project.info, al Dr. Mustafa Barghouti leader di Almubadara ed esponente della società civile palestinese. audio1 - audio2 - audio3 - audio4 (eng)
Leggi:
29.10 We’ve done it again (eng) (ita)
27.10 Free Gaza: sì, stiamo arrivando! (ita)
27.10 Le Autorità Iasraeliane rifiutano l’ingresso ad un gruppo di medici che dovevano partecipare ad un convegno a Gaza (eng)
26.10 Yes, we are coming (eng)
21.10 Wave of Hope Heading for Gaza (eng)
21.10 Sottoterra a Gaza di Michele Giorgio (ita)
Rassegna dai media 29.10
30.10 NewYork time (eng)
30.10 BBC News (eng)
29.10 Free gaza movement: Yes We Can! (dignity arrive in Gaza)Video da Al Jazeera (eng)
29.10 I pacifisti fanno rotta su Gaza, Israele li minaccia di Michele Giorgio - Il Manifesto
29.10Carta.org (ita)
29.10 Times on line (eng)
29.10ElPais.com (esp)
29.10Aljazeera.com (eng)
Approfondimenti:
Informazioni su Gaza
Free Gaza Movement (ita)
Video dell’esercito Israeliano spara contro barche dei pescatori Palestinesi
WebSite Free Gaza[ Eng ]
Immagini dalle imbarcazioni agosto ’08

domenica 19 ottobre 2008

Natale solidale in città

Le organizzazioni della "società civile" attive nella città di Jesi come la Bottega del Mondo solidale, l' Associazione Ya Basta! Marche Onlus, Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) , Cestas Cooperazione Internazionale e Casa delle Culture che si occupano di progetti su temi quali la solidarietà e il consumo critico e consapevole, organizzano il "Mercatino solidale" nei giorni 21, 22, 23 e 24 dicembre al Palazzo dei Convegni di Jesi.
Ci potete trovare presso il Palazzo dei Convegni (sala destra) - Jesi
il 21 , 22 , 23 e 24 dicembre dalle 16 alle 20
il 24 dicembre anche dalle 10 alle 13

...questo anno per Natale decidi di fare regali acquistando i prodotti del "Mercatino solidale"
Sono piccole cose, non eliminano la povertà, non ci tolgono il sottosviluppo, non socializzano i mezzi di produzione e di cambio, non espropriano le tane d'Ali Baba , ma forse scatenano la voglia di fare e la traducono in fatti, e alla fine agire sulla realtà e cambiarla , anche se solo un pochino, è l'unica maniera di constatare che la realtà è trasformabile.
Eduardo Galeano
Nell'ambito del mercatino
martedì 23 dicembre alle ore 18,30
musica classica dal vivo con Giovanni Borocci
A cura di:
Bottega del Mondo Solidale - Jesi
Associazione Ya Basta! Marche Onlus - Jesi
Colectivo Mujeres de Matagalpa (Nicaragua) - Maiolati Spontini
Cestas Cooperazione Internazionale - Jesi
Casa delle Culture - Jesi
con il Patrocinio della Consulta per la Pace del Comune di jesi

Nell´anno del 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è importante dedicare ancora più attenzione al sostegno per ogni forma di lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione, con la volontà di sostenere i diritti umani essenziali, di promuovere la solidarietà tra le comunità del mondo, di conoscere e difendere la bellezza della nostra Terra, di dire no alla sopraffazione e al consumismo incontrollato .
Per questo quotidianamente anche quando facciamo la spesa, possiamo decidere di impegnarci e dare qualcosa di noi, per rimarcare il nostro dissenso a un sistema che ci autodistrugge, sia dal punto di vista economico che ambientale, con onestà possiamo dire di non sapere se riusciremo a cambiare il mondo, l'unica garanzia che abbiamo, è di fare in modo che il il presente sia migliore, perche le nostre scelte sono etiche, l'etica della gente, l'etica dal basso.