martedì 29 maggio 2012

Roma, sabato 2 Giugno 2012 - LA REPUBBLICA SIAMO NOI

Roma, sabato 2 Giugno 2012



Ore 15.00 P.zza della Repubblica


LA REPUBBLICA SIAMO NOI









Manifestazione nazionale
per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa
Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.
Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell'istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall'altra le politiche d'austerità ridimensionano il ruolo dell'intervento pubblico per poi alimentare l'idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.
E' in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle "esigenze dei mercati" sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.
Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.

Ma la Repubblica siamo noi.
Le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.
Le donne e gli uomini che, come nel resto d'Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.
Le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.
Crediamo sia giunto il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.
Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.
Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.

Promuovono: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Per adesioni scrivere a segreteria@acquabenecomune.org

lunedì 21 maggio 2012

DALLE MARCHE A FRANCOFORTE PER COSTRUIRE UN'EUROPA DEI DIRITTI E NON DELLA FINANZA


I Centri Sociali delle Marche, aderendo alla rete R.I.S.E. UP! (Rising Italy for Social Europe), stanno partecipando alle giornate di mobilitazione internazionale di Francoforte (dal 16 al 19 maggio) contro le politiche di austerity messe in atto dai dispositivi economici e finanziari che vedono come nodo di comando la BCE.
Circa cinquanta attivisti sono partiti da tutte la Marche per dar vita, insieme ai movimenti d'Europa, alle manifestazioni ed alle azioni previste durante i quattro giorni di Blockupy Frankfurt.
Contro la crisi e contro il sisitema bancario, vogliamo mettere al centro le persone e i diritti, stiamo costruendo con tutti i movimenti europei nuovi percorsi di democrazia partecipativa, perché dalla crisi non si può uscire con una gestione contabile del debito, ma con un nuovo modello di riappropriazione dei beni comuni, di costruzione di nuovi diritti sociali e nella produzione di partecipazione.
Ma l'Europa di fronte a questa grande mobilitazione, alle assemblee che vedono la partecipazione di migliaia di persone, risponde con un modello repressivo: divieto di manifestare, negazione del diritto di espressione e soffocamento del dissenso.
In una città totalmente militarizzata con migliaia di agenti in assetto antisommossa a presidiare ogni angolo di strada, dove qualsiasi assembramento è proibito e a chiunque venga riconosciuto come manifestante viene notificato un DASPO. Nella sola giornata di giovedì 17 sono stati effettuati centinaia di arresti, tra cui un’ottantina di italiani e, fra questi, anche quattro attivisti marchigiani. Arresti totalmente arbitrari di manifestanti assolutamente pacifici che stavano uscendo dall’Università per recarsi alle iniziative in centro. Fortunatamente tutti i fermati sono stati rilasciati già nella serata di giovedì, anche se sono state notificate loro misure restrittive per la circolazione in città.
Nella giornata di ieri, venerdì 18, fin dalla mattina i manifestanti hanno dato seguito alla volontà di bloccare il centro della finanza europea, assediando con azioni comunicative i palazzi del potere finanziario e alcune centinaia di manifestanti, tra cui alcuni della rete dei Centri Sociali delle Marche, nonostante i continui blocchi della polizia, sono riusciti ad arrivare fin sotto al palazzo della BCE.
Il contributo della delegazione marchigiana prosegue inoltre con la partecipazione alle numerose assemblee che si stanno tenendo tra gli attivisti per la creazione di un movimento europeo contro la crisi e con la costante opera di aggiornamento, insieme agli altri attivisti provenienti da tutta Italia, dei siti di movimento per la cronaca delle giornate di mobilitazione.
Per oggi è prevista la grande manifestazione (finalmente autorizzata dopo che, fino all’ultimo, era stata negata) dove reclameremo la fine immediata delle politiche di austerity e dell’uso del debito come strumento di comando e ricatto dei popoli.

I diritti vengono prima del mercato!

Per un’Europa dei beni comuni RISE UP!

Centri Sociali delle Marche

domenica 20 maggio 2012

LA VITA QUOTIDIANA NELLA PALESTINA OCCUPATA


Venerdì 25 maggio ore 21
Sala della Pace - Via Rinalducci 11 Fano

LA VITA QUOTIDIANA NELLA PALESTINA OCCUPATA
Proiezione del documentario:
Tomorrow's Land How we decided to tear down the invisible wall

Nei giorni in cui i palestinesi ricordano le espulsioni del 1948 (Nakba - la catastrofe) la Campagna Palestina Solidarietà propone la visione del documentario: Tomorrow's Land - How we decided to tear down the invisible wall.
Il documentario raccoglie le storie degli abitanti di At-Tuwani e ha visto la luce grazie a una campagna di autofinaziamento che ha coinvolto diverse realtà associative tra Brescia e Bologna.
At-Tuwani è un villaggio palestinese minacciato di evacuazione e costantemente attaccato dai coloni israeliani del vicino insediamento di Ma’on.
Da dieci anni, un Comitato di Resistenza Popolare difende il villaggio attraverso una complessa strategia nonviolenta e l’aiuto di attivisti israeliani e internazionali: un esperimento che può indicare la strada verso un nuovo futuro per la Palestina.
Durante la serata gli autori, in collegamento telefonico, presenteranno il documentario e il progetto che ne ha reso possibile la realizzazione.

Campagna Palestina Solidarietà
Gruppo Fuoritempo
Sala della Pace Fano



martedì 15 maggio 2012

Radio senza muri ospite della festa dell'Oasi di Jesi



Radio senza muri, una radio fatta in gruppo, dove il microfono è aperto e tutti possono parlare... questa volta ospite della festa dell'Oasi di Jesi (WWF)

"..... benessere è la capacità di esprimersi..."


SIETE TUTTI INVITATI!!!



Seguite la diretta st...reaming http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri  

Blog: http://radiosenzamuri.blogspot.it/  


FB: http://www.facebook.com/radiosenzamuri

domenica 13 maggio 2012

20 maggio Firenze - Assemblea/evento promosso dalla Fiom e aperto alle realtà sociali


20 maggio 1970 - 20 maggio 2012
Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori


Il diritto ad avere diritti

Il 14 aprile 2012 a Bologna abbiamo tenuto una assemblea nazionale delle giovani e dei giovani delegati della Fiom aperta ai precari, agli studenti, alle categorie della Cgil, agli artisti, ai giornalisti, alle associazioni e ai movimenti che, nonostante sia stata organizzata in pochigiorni, ha visto una partecipazione straordinaria.
Dall'assemblea è emerso che non basta essere contrari alla «riforma» del mercato del lavoro e alla cancellazione dell'articolo 18, e che non si può solo raccontare le condizioni individuali e collettive di precarietà derivanti dalle decine di contratti atipici.
È ormai troppo tempo che iniziative e manifestazioni di denuncia della condizione d'invisibilità non sortiscono effetti se non «una pacca sulla spalla».
Abbiamo la consapevolezza che non sono bastate quelle iniziative e che alla precarietà strutturale del mercato del lavoro si sono andate sommando la crisi finanziaria ed economica e le politiche di austerity che stanno cancellando i diritti del lavoro, privatizzando il welfare e la formazione e, col «fiscal compact»(pareggio di bilancio), svuotando la democrazia in tutta Europa.
Le politiche europee sostenute dal nostro Governo mettono sempre più in contrapposizione e concorrenza «garantiti» e non, giovani e adulti, lavoratori autonomi e dipendenti, donne e uomini, comunitari ed extracomunitari, rendendo il lavoro una merce come le altre.
Dall'assemblea, questa consapevolezza ci ha spinti a promuovere un percorso di discussione e azione, in corso in questi giorni, per riconquistare la riunificazione dei diritti delle condizioni di lavoro attraverso il diritto alla coalizione, per poter realizzare una vera e autonomacontrattazione collettiva.
Tenere insieme i diritti del lavoro, quelli della cittadinanza, i beni comuni, la giustizia ambientale è l'unico modo per difendere la democrazia.
In Italia la democrazia e i diritti costituzionali sono entrati nei luoghi di lavoro, dopo anni di dure lotte, con la Legge 300 del 20 maggio del 1970. Oggi una parte importante delle lavoratrici e dei lavoratori non ha più alcun tipo di tutela e dove queste ci sono con l'articolo 8 sono messe in discussione.
È in discussione il diritto ad avere dei diritti per tutte e tutti.
Per queste ragioni promuoviamo, a 42 anni dalla nascita delloStatuto delle lavoratrici e dei lavoratori

Firenze, domenica 20 maggio 2012


Assemblea/evento - ore 11.00


Auditorium del Palazzo dei CongressiVilla Vittoria (piazza Adua, vicino alla stazione)


www.fiom.cgil.it


a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che pensano e agiscono per estendere i diritti


globalproject -firenze-assembleaevento-promosso-dalla-fiom-e-aperto-alle-realta-sociali/11534

lunedì 7 maggio 2012

Jesi: Venerdi 11 maggio ore 18.30 Dall’Europa della crisi all’Europa sociale: il caso Grecia: incontro pubblico con Argiris Panagopoulos

Venerdi 11 maggio ore 18.30

Dall’Europa della crisi all’Europa sociale: il caso Grecia: incontro pubblico con Argiris Panagopoulos

Corrispondente de Il Manifesto e giornalista della rivista Epohi.
Sala della II circoscrizione, via san Francesco – Jesi (AN)


http://csoatnt.wordpress.com/2012/05/05/466/#more-466


http://www.facebook.com/events/219233224854919/


Jesi: Domenica 13 maggio ore 18 Visione del film Checkpoint Rock Canciones desde Palestina

Checkpoint Rock:
Canciones desde Palestina
di Fermin Muguruza e Javier Corcuera
il documentario sulla scena musicale palestinese.
Dalle parole dello storico poeta palestinese Mahmoud Darwish
al rap dei DAM, dalla world music di Amal Markus
al rock dei Khalas passando per la musica tradizionale di Muthana Shaban

Per la regia di Fermin Muguruza, il cantante e musicista militante degli
storici gruppi baschi Kortatu e Negu Gorriak, che alla fine degli anni
‘80 ha suonato in tutti gli spazi alternativi e antagonisti europei e
vanta collaborazioni con importanti musicisti come Manu Chao.

DOMENICA 13 MAGGIO
Proiezione ore 18.00
presso sede Ya Basta! Marche
Via Mura Orientali 5 – Jesi (AN)
Al termine Zap*eritivo rebelde (offerta libera)

Il documentario

Checkpoint Rock: Canciones desde Palestina: questa produzione mette in luce i talenti della scena musicale contemporanea palestinese. Il film inizia con il musicista Marcel Khalife ai funerali del famoso poeta palestinese Mahmoud Darwish e attraversa quindi la Palestina / Israele, mostrando una vasta gamma di spettacoli musicali lungo il percorso. Rapper, cantanti di matrimonio e musicisti classici esprimono le loro lotte personali attraverso la loro musica.
Dai cartelloni al neon di Tel Aviv alla povertà e all' oppressione di Gaza e della Cisgiordania, Checkpoint Rock: Songs of Palestine presenta una varietà di artisti straordinari che cambierà la visione che abbiamo di un popolo sotto occupazione. Questo è un viaggio attraverso un luogo spesso al centro dell’attenzione internazionale, ma di cui non sappiamo quasi nulla. Che musica offre questo luogo mitico, quali voci e melodie? Chi sono i musicisti più rappresentativi e come vivono? Cosa pensano del posto dove vivono e come affrontano il problema della difficile situazione del popolo palestinese attraverso i loro testi e la loro musica
Il regista
Fermin Muguruza: senza ombra di dubbio uno dei personaggi più influenti e carismatici del panorama musicale basco. Cresciuto durante un'epoca di cambi politici e sociali fondamentali per i Paesi Baschi, i suoi 20 anni d'esperienza gli hanno permesso di suonare in quasi tutti gli angoli del mondo, dagli USA al Giappone passando per l'America Latina, Europa, Cina,...
Negli anni in cui i Clash imperversano fondò uno dei gruppi più rivoluzionari della scena basca, i “Kortatu”. Mix esplosivo di ska, punk e reggae, la band - ben più che impegnata sia politicamente che socialmente ("Attento spara / Un gringo nella tua casa" o "Tu, maledetto borghese / Non capirai mai niente" escono dai loro hits "Nicaragua Sandinista" e "Zu Atrapatu Arte") canta in spagnolo e in un euskera ancora un po' maldestro ("dominarlo è stata una delle cose che hanno marcato la mia vita" ha dichiarato Fermin anni dopo in un'intervista con lo scrittore Bernardo Atxaga).
È un personaggio inquieto, incapace di ripetersi e che deve constantemente cercare nuove vie per soddisfare la sua creatività.
Fermin Muguruza nell’ultimo anno ha girato numerosi festival cinematografici in tutto il mondo per presentare il suo lavoro da regista intitolato: Checkpoint Rock: Songs of Palestine e si appresta a collaborare con la sezione documentari della catena televisiva Al-Jazeera per la realizzazione di un “viaggio” attraverso la musica araba.
Alcuni dei musicisti presenti in Checkpoint Rock
Dam: tre ragazzi che fanno rap. Il loro gruppo, Dam, in arabo significa "eternità" e "sangue" in ebraico, mentre in inglese è un acronimo che sta per "Gli Arabi controllori del Microfono". Il gruppo è nato nel 1998 e al centro della loro musica c'è stata fin dall'inizio la rivendicazione per il popolo palestinese di una vera libertà, di una vera dignità e di un vero rispetto dei loro diritti. Nelle loro canzoni essi combinano rap e hip hop con strumenti tipici arabi e melodie musicali arabe e del medioriente. Cantano in arabo, israeliano e inglese, cosi da farsi capire da tutti. La loro musica è diventata in questi anni la colonna sonora della lotta dei giovani palestinesi.
Amal Murkus: nata e cresciuta in Galilea ha dedicato la sua carriera alla promozione della musica e della cultura palestinese in Israele e all'estero.
Il suo primo album "Amal", fu pubblicato nel 1998, e il suo secondo, "Shauq" nel 2004. Nelle sue canzoni, che prendono ispirazione dal folklore palestinese e dal patrimonio tradizionale arabo mescolati con elementi di musica pop, esprime la sua lotta contro l'emarginazione e l'esclusione palestinese.

mercoledì 2 maggio 2012

JESI - SABATO 5 MAGGIO: DIRETTA "RADIO SENZA MURI"





Parte Radio senza muri, una radio fatta in gruppo, dove il microfono è aperto e



tutti possono parlare...










Dopo il corso di formazione intensivo svoltosi a Jesi presso lo Studio per le Arti della Stampa e dopo la trasmissione numero 0 dello scorso 24 marzo coordinata da Laura Gobet, Veronica Kazimierzack e Alfredo Olivera, da anni abituati a guidare le trasmissioni di Radio "la Colifata" in Argentina, ora per il gruppo marchigiano (e non solo marchigiano) è il momento di mettere in pratica questa esperienza e di gestire autonomamente la prima trasmissione di Radio senza muri.
Si parte quindi con la voglia di fare una radio di tutti fatta fra tutti, per un vero incontro con l'Altro e con le diversità, con la necessità di costruire insieme un modo diverso di comunicare e relazionarsi, continuando a lavorare per un mondo nel quale tutti possano avere uno spazio vitale all'interno della terra che li ospita.

Sabato 5 maggio dalle 15 in poi, la cittadinanza è invitata a condividere questa esperienza e a partecipare alla diretta di Radio senza muri a Jesi, nei giardini della Comunità Soteria, in via Tabano 51

SIETE TUTTI INVITATI!!!

diretta streaming  http://www.ustream.tv/channel/radiosenzamuri  

blog: http://radiosenzamuri.blogspot.it/

FB: http://www.facebook.com/radiosenzamuri

skipe: ya.basta.jesi 

Assoc. Ya Basta! Marche
FB http://www.facebook.com/pages/Ya-Basta-Marche/163109267060445





martedì 1 maggio 2012

Comunicato Stampa del Csoa TNT



1 In primo luogo va premesso che il TNT non è un’unica associazione. All’interno del Centro Sociale operano stabilmente dieci associazioni, tutte reali e con ambiti di intervento diversificati, immigrazione, realizzazione di eventi artistico-culturali, precariato, solidarietà internazionale, assistenza legale, attività di studio e ricerca, studenti, sport ecc;

2 Al TNT non è stato assegnato nulla. Le associazioni che svolgevano le proprie attività negli spazi del capannone Politi sono state provvisoriamente autorizzate, in attesa di individuare una soluzione definitiva, ad appoggiarsi all’interno di uno spazio, destinato, peraltro, ad essere privatizzato. La richiesta, dopo il crollo del Politi di una soluzione transitoria per far fronte all’emergenza e garantire la continuità delle attività è stata formulata alla luce del sole ed è stata appoggiata da numerose realtà associative della città. Dopo una calamità come quella di febbraio riteniamo che una simile richiesta sia legittima e che vada affermata e difesa con estrema determinazione.

3 Tutte le associazioni storiche della città hanno giustamente trovato una sistemazione. Contrapporre la vicenda del TNT alla situazione di altre associazioni è del tutto strumentale. Se anche si volesse fare una “graduatoria storica” di chi rivendica una sede non per una pretesa astratta ma come frutto delle attività svolte, sarebbe impossibile trovare una richiesta precedente ai 26 anni di vita del Centro Sociale. In ogni caso il Centro Sociale è uno spazio aperto e a disposizione di chiunque voglia socializzare la problematica degli spazi e farne una battaglia comune.

4 Coloro che perseguono con pervicacia l’obiettivo della chiusura del Centro, tanto da rallegrarsi come piccoli avvoltoi delle calamità che si abbattono sui loro nemici, perseguono un obiettivo tutto politico. In questa campagna elettorale sono in molti a volersi gratuitamente accreditare come i cultori veri della democrazia, con inediti quanto paradossali “estremismi” dalla parte del cittadino. E’ strano che proprio costoro ai tempi del massacro della Diaz facessero parte delle forze politiche al governo e che molti altri se ne stessero al sicuro nelle loro case: noi eravamo nelle strade di Genova e nelle stesse strade abbiamo continuato ad essere a difesa dell’art.18, contro le politiche della BCE e del governo Monti, a difesa dell’acqua pubblica, contro le privatizzazioni. Invitiamo tutti a diffidare di chi si propaganda come autentico democratico e nel contempo non sopporta che in città vivano spazi di reale autonomia, non omologabili né al governismo “tecnico” né al populismo reazionario.

5 Se qualcuno si è illuso che la neve potesse chiudere ciò che non sono riusciti a chiudere le denunce, le minacce, le intimidazioni, le misure restrittive della libertà, le menzogne, ha fatto malissimo i propri conti. Seppellire i cadaveri è facile ma soffocare un corpo vivo è tutt’altra cosa: consigliamo a trasformisti ed istrioni di ogni genere di mettere i loro sogni totalitari nel cassetto e di vivere con più serenità e minore frustrazione il proprio impegno ovunque esso sia collocato.






venerdì 20 aprile 2012

Sabato 28 aprile: CORSO BASE DI ECONOMIA POLITICA


Corso Base di Economia Politica:

a cura dell'associazione Ya Basta, csaTnT e l' Ambasciata dei diritti


Relatore: Ruggero Grilli dottorando in economia
politica Università Politecnica delle Marche


Sabato 28 aprile ore 15.00


presso sede Ya Basta Via Mura Orientali 5 Jesi



Programma:

→ breve introduzione sulla storia dell'economia come scienza ed una rapida rassegna della sua evoluzione fino ai giorni nostri


→breve accenno alle differenti discipline (scienze economiche, aziendali, diritto del lavoro, sociologia economica) e alle tematiche (macro, micro,finance, economia del lavoro,........)


→Micro e macro economia: definizioni, concetti da mettere in relazione con il vissuto reale (la vera sfida!)


→Mercati reali, Mercati Finanziari: un intro per capire dove si crea la ricchezza oggi

giovedì 19 aprile 2012

Movimento BDS Italia: invito a sospendere 8x1000 alla Chiesa Valdese


Le ragioni per non firmare il contributo dell'8 per mille alla Chiesa Valdese
Non vogliamo che la Chiesa Valdese con i nostri contributi dell'8 per mille finanzi il Centro Peres

Manda un tuo messaggio alla Chiesa Valdese:

http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/289-centro-peres.html

Qualche mese fa abbiamo saputo che la Chiesa Valdese, attraverso i fondi dell'8 per mille, intende continuare a finanziare il progetto del Centro Peres “Saving Children”, giustificando questa decisione con la volontà di permettere la cura di bambini palestinesi malati in ospedali israeliani. Il progetto sembra del tutto nobile e generoso, ma la realtà si presenta molto differente.

La nostra opposizione al progetto ha portato all’invio di molte lettere ai valdesi, abbiamo prodotto un dossier di documentazione che abbiamo spedito ai responsabili della Chiesa, abbiamo avuto un incontro a Roma l'8 marzo scorso presenti i massimi responsabili della Chiesa. Per spiegare le motivazioni che ci vedono nettamente contrari all'uso dei fondi dell’8 per mille (che molti di noi affidano ai Valdesi) al Centro Peres ci siamo affidati alla competenza del Prof. Stefanini, che è stato per anni responsabile dell'OMS per i Territori Occupati, nonché responsabile della Cooperazione Italiana, e che ha avuto rapporti sia con il Centro Peres, sia con il progetto “Saving Children” (da non confondere con Save the Children). Inoltre abbiamo individuato progetti palestinesi, alternativi a quello del Centro Peres, per curare i bambini palestinesi, e molto probabilmente uno o due progetti palestinesi verranno finanziati dai Valdesi.
Tuttavia né quest’ultimo finanziamento né la decisione definitiva rispetto a quello a favore di “Saving children” verranno decisi prima di luglio, e quindi non sarà possibile sapere in tempo utile per la dichiarazione dei redditi del corrente anno se il nostro intervento ha sortito gli effetti sperati. Per questa ragione chiediamo a chi solidarizza con la causa palestinese di sospendere per l’anno in corso la destinazione dell'8 per mille alla Chiesa Valdese, nella convinzione che, se si vogliono aiutare i bambini palestinesi, è alla sanità palestinese che vanno destinati gli aiuti, e non a strutture israeliane.

25 Aprile: OCCUPY FALKATRAZ, la Liberazione è una pratica quotidiana


Anche quest’anno, per la quinta volta consecutiva, si ripropone in forma sempre originale e rielaborata, nella costante aderenza ai conflitti del presente, ai nostri vissuti personali e collettivi al tempo della crisi, questo particolare appuntamento di musica e spettacolo, festa e mobilitazione, per celebrare la festa della Liberazione dal nazifascismo fuori dagli schemi consueti delle commemorazioni ufficiali e riportare nel concreto dei nostri giorni l’idea e la pratica dell’antifascismo. Anche questa volta resta irrinunciabile la scelta logistica del parco nel centro della Città. Di anno in anno abbiamo il piacere di constatare come la coraggiosa scelta compiuta nell’ormai lontano 2008 fosse non solo radicalmente giusta, quanto foriera di novità costituenti.

Allora nel mezzo di una tornata elettorale nazionale e comunale decisiva, quanto responsabile (tra altri fattori…) della crisi e delle miserie attuali, decidemmo che servisse un gesto, un evento concreto per mantenere accesa la rabbia e la speranza, per rendere ben visibile e manifesta, e dare linfa nuova, ai tanti movimenti, locali e non, che attraversiamo e che rendono migliore il nostro presente, per materializzare la nostra autonomia e il radicale rifiuto e incompatibilità ad un’esistenza di precarità.
In fondo, questo, è stato, ed è, qui ed ora, l’Antifascismo.

Decidemmo di essere il 25 al Parco Kennedy, allora bersaglio delle montanti campagne terroristico-sicuritarie oggi ancora tanto in voga, per sperimentare e dimostrare come la qualità dei luoghi della socialità e della cittadinanza dipendono sempre dalle azioni, o inazioni, di tutti e ciascuno; sono lo specchio veritiero delle grandezze e dei limiti di una comunità.
Negli anni il Parco Kennedy ha cambiato immagine e sostanza: da luogo del degrado si riscopre bene comune cittadino, si rianima e rigenera con la cura e l’affettività dei suoi cittadini, resiste ai progetti speculativi che lo vorrebbero avveniristico parcheggio risolutore dell’insopportabilità del traffico urbano, diventa meta e luogo accogliente di altri tanti e diversi appuntamenti…
Unica recriminazione quella di dover continuare quest’avventura nell’assenza di alcuni dei compagni di viaggio di allora. La scorsa edizione fu dedicata al Partigiano e Presidente Onoraio dell’ANPI Falconara Gianfranco Pistola, scomparso solo un mese prima. La quotidiana resistenza alla crisi del presente ci ha impedito quest’anno di realizzare una ricorrenza alla sua altezza, ma forse ogni tentativo è già vano e perdente in partenza.
Anche per questo abbiamo deciso di dedicare e di immaginarci questa edizione del 2012 come un omaggio a quanti oggi, nel mezzo di una crisi economica e finanziaria globale e senza precedenti, nella decadenza nazionalpopolare pilotata dai tecnici, nella crisi e delegittimazione degli organi di rappresentanza e di sistema, decidono e continuano a lottare, difendendo il proprio diritto al futuro e a una vita degna.
Ai precari, quelli giovani “senza futuro” come quelli che fino a poco tempo fa si credevano “garantiti”; agli operai in lotta contro la cassa integrazione e per la difesa dei diritti e dell’articolo 18; ai movimenti referendari, quelli in difesa dell’Acqua Bene Comune su tutti; ai movimenti cittadini e in difesa del territorio; ai NoTav e ai No rigassificatori; agli studenti, come a quanti nelle scuole, negli istituti di formazione in genere, come negli altri apparati del welfare (la sanità, i servizi, i trasporti, pubblici, privati e privatizzati…), o nei comuni strozzati dal “patto di stabilità”, lottano per continuarci a lavorare nel pieno dei loro diritti e nella qualità del proprio operare.
E, permettetecelo in ultimo, ai tantissimi che in questo ultimo mese, con la loro presenza concreta e attiva, hanno impedito che la vendita del CSA Kontatto avesse luogo.
Perché sono proprio loro tutti insieme, uno sciame di molti e differenti, che ci rimandano all’essenza dei partigiani di allora. Perché sono proprio loro che dovranno ricostruire un futuro diverso dalle macerie di questa crisi, oggi come allora. Perché nella resistenza, oggi come allora, non si manifesta solo una reazione, ma il mondo nuovo che vogliamo.

Perché il 25 aprile è la nostra festa, e il Parco Kennedy un bene comune!


PARCO KENNEDY, 25 APRILE, OCCUPY FALKATRAZ

lunedì 16 aprile 2012

Divieto d'ingresso in Israele - Cronaca in aggiornamento - Welcome to Palestine

1200 i partecipanti dall'Europa, Stati Uniti e Australia all'iniziativa Welcome to Palestine, per denunciare l'occupazione e le limitazioni alla circolazione per i palestinesi.



Alcuni fermati gia alla partenza altri all'arrivo.
LA CRONACA
Mattina All'aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv, già normalmente militarizzato, sono arrivati fin dalla mattina oltre 650 poliziotti.
Streaming dall'aereoporto Ben Gurion
La sfida di arrivare con voli di linea arriva dopo quella portata dalla Freedom Flotilla al blocco navale attorno a Gaza.
Molti attivisti sono stati fermati alla partenza, come è successo a Roma, tra cui Vauro,
Un centinaio di attivisti sono stati bloccati a Ginevra, decine a Parigi. Cancellazioni di posti sono state effettuate dai voli da Manchester.
Alle 13.00 è arrivata la notizia che all'aereoporto di Tel Aviv sono stati fermati sia dei francesi che attivisti isrealiani.
Intanto in Italia si apre il "giallo Vauro". Il fumettista era stato segnalato tra i fermati all'aereoporto di Roma, ma Vauro raggiunto al telefono ha detto di essere già arrivato in Israele.
"Sono già in Israele" - dichiara Vauro
Poi ha chiarito il tutto dicendo che avrebbe dovuto partire ma non aveva potuto e sottolinea l'assurdità di quello che bisogna fare per visitare i palestinesi.
"Ho diffuso la falsa notizia del mio fermo a Fiumicino. Non era vero. Però sono sulla black list. Allora ho detto che ero già in Israele e ci hanno pure creduto [Vauro]"
Questa volta il Mossad l'ho depistato io
Alle 17.30 dall'Ansa di apprende che: " ''Sono quattro gli attivisti italiani fermati allo scalo di Tel Aviv. Due saranno rimpatriati nelle prossime ore. Degli altri due sappiamo solo che sono in stato di fermo''. Lo ha reso noto all'ANSA il coordinamento italiano della 'Flytilla', gruppo internazionale filopalestinese giunto oggi alla spicciolata all'aeroporto di Ben Gurion, aggiungendo pero' che ''altri attivisti italiani e francesi hanno superato la dogana e sono gia' entrati nei Territori''.
Da Adnkronos/Dpa/Ign si dice che sono una trentina gli attivisti di nazionalità straniera arrestati dalla polizia isrealiana all'arrivo a Tel aviv tra cui un portoghese, un canadese e altri stranieri provenienti da Parigi e Ginevra. Tutti saranno rimpatriati dopo essere stati interrogati. Arrestati al Ben Gurion anche quattro attivisti israeliani.
Intorno alle 21.00 da twitter arriva la notizia che alcuni attivisti isrealiani fermati all'aereoporto Ben Gurion sarebbero stati rilasciati.
21.30 Dei quattro attivisti intaliani pare che due saranno rimpatriati e due sono in stato di fermo.
Mentre non si hanno notizie di un'altro attivista italiano che pare sia stato portato in un carcere, si tratta di Marco Varasio e pare sia detenuto nel carcere di Givon a Ramla. Finora non ha potuto vedere l'avvocato.
Intanto altri attivisti, anche italiani hanno superato i varchi allo scalo di Tel Aviv e sono nei territori. filo-palestinese che prevedeva l'arrivo di circa 1500 attivisti a Tel Aviv.
La vicenda sta creando un'attenzione generale sul fatto che sia "legale" impedire l'ingresso in Israele a individui che non hanno infranto alcuna legge israeliana e vogliono solamente dichiarare al loro arrivo l'intenzione di andare a visitare i Palestinesi.
Critiche anche nell'editoriale del quotidiano Haaretz
In uno dei piu' duri editoriali degli ultimi tempi - dedicato all'atteggiamento di chiusura assunto dal governo di Benyamin Netanyahu di fronte agli attivisti di 'Benvenuti in Palestina' (Flytilla) - il quotidiano liberal Haaretz sostiene che in questa circostanza Israele si sta comportando in maniera non dissimile dall'Iran.
"L'Iran - nota l'articolista - impedisce l'ingresso nelle proprie installazioni nucleari ai controllori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che vorrebbero riferire quanto vi avviene".
"Israele - aggiunge - ha deciso di impedire l'ingresso nei Territori occupati di attivisti dei diritti umani che vorrebbero riferire dello stato dei diritti umani nella regione". Questo editoriale (titolato: 'Accoglieteli con i fiori') sta destando reazioni di oltraggio in alcuni siti della destra nazionalistica israeliana.

AGGIORNAMENTI: http://www.globalproject.info/it/mondi/Divieto-dingresso-in-Israele-Cronaca-in-aggiornamento/11292 

giovedì 22 marzo 2012

TaNTo per ricominciare........ raccolta fondi ricostruzione csa T N T Jesi


TaNTo per ricominciare


Impariamo a pesare dai fiocchi di neve!



Sotto il peso dell'eccezionale nevicata che ha colpito le Marche, il 12 febbraio 2012, crolla il tetto del centro sociale Tnt, a Jesi.
L'immagine che ci troviamo davanti quel giorno è drammatica. Un cumulo di macerie e neve seppellisce ogni nostra cosa. Tutto è andato perduto e non sarà possibile recuperarlo.
Ironia della sorte?
Il Centro Sociale TNT nasce 26 anni fa. E' un'esperienza storica dell'autogestione, primo spazio occupato delle Marche, uno dei più antichi in Italia. Laboratorio sociale e politico di resistenza e movimento. Motore di produzione culturale e artistica, luogo di aggregazione, di autorganizzazione, di cooperazione sociale. Abbiamo resistito con ben tre occupazioni a tutti i tentativi di sgombero, alle ordinanze che volevano impedire le attività, a processi e denunce.
Era difficile immaginare che l'insidia più devastante si sarebbe celata dietro tanti soffici fiocchi di neve.
Con il calore della primavera sono spariti e hanno lasciato visibile un monte di calcinacci e rottami che stanno lì come a monito: non consentono disperazione, rassegnazione, incertezza. Ci impongono di reagire, con determinazione e tenacia, di non soccombere, di reinventarci.
Segnano il punto da cui ripartire.
Su cui ricostruire.
Sono tante le persone , le Associazioni, le realtà di movimento che in questi giorni ci hanno espresso non solo una grande solidarietà e vicinanza, ma anche la disponibilità a un concreto e materiale aiuto: da Jesi, dalle Marche, da tante parti di Italia.
Tutto questo ci da una grande forza e ancora più coraggio per ricominciare.
Noi siamo pronti a ripartire, le maniche sono già rimboccate: ricominciare è una possibilità che nessuno potrà toglierci.
I fiocchi di neve ci hanno insegnato che seppur singolarmente leggeri, tutti insieme si può pesare tanto!

Con l'aiuto di tutti, combatteremo questa nuova battaglia.

Pesanti come tanti fiocchi di neve!

senza mai rinunciare alla leggerezza dell'ottimismo

mercoledì 21 marzo 2012

RADIO SENZA MURI


Sabato 24 marzo 2012, nei giardini di via Tabano a Jesi, è stata una giornata particolare.
Alle ore 15 ha preso il via l'esperienza radio più innovativa della regione. Una radio fatta in gruppo e dal gruppo dove il microfono è aperto e tutti possono parlare, anche chi arriva in ritardo e, preso dal discorso, vuole dire la sua.


Radio Senza Muri è la concretizzazione di un progetto finanziato dal Centro Servizio per il Volontariato e ideato dall'Ass. Ya Basta! Marche insieme ad associazioni del territorio, cooperative ed enti locali (per la lista completa vedere il blog radiosenzamuri blogspot ), che include una rete di web radio a livello nazionale.
L'idea prende spunto dalla conoscenza diretta e personale dell'esperienza pluri-ventennale di Radio la Colifata, emittente argentina oramai famosa grazie anche alla partecipazione di Manu Chao alle sue trasmissione, che si distingue dalle altre radio per trasmettere dai giardini dell'ospedale psichiatrico.
La Radio è gestita infatti dagli ospiti e dagli ex ospiti dell'ospedale Borda di BuenosAires.
Per i colifatos la radio è un'arma allegra, volta ad abbattere i muri fisici ma anche mentali che li separano, stigmatizzandoli, dal resto della comunità.
E' da questa idea che Radio Senza Muri prende spunto ed è dal voler abbattere i muri, che non permettono un vero incontro con l'altro e con la diversità, che parte la prima esperienza di radio comunitaria jesina.
Tutti coloro che sabato 24 marzo hanno partecipato alla prima diretta di Radio senza muri, nel giardino della comunità Soteria, non ha potuto che esprimere estrema gioia, senso di libertà ed entusismo nel condividere con altri che non si conoscono questo spazio radiofonico multitematico.
Quattro ore e mezzo di ascolto e scambio, di musica e divertimento, vissute in modo libero e dando spazio all'avvenimento in sè e, perchè no, all'imprevisto.
L'apertura a significati altri, la logica dell'avvenimento e la radio come esperienza terapeutica infatti sono tre dei tanti temi trattati durante il corso intensivo di formazione di 36 ore tenuto dal fondatore di radio la Colifata Alfredo Olivera, sostenuto anche da Laura Gobet e Veronica Kazimierzack, che ha avuto luogo dal 17 al 25 marzo nel Museo per le Arti della stampa di Jesi. Al corso hanno partecipato trenta persone provenienti da Jesi ma anche da diverse altre parti della regione Marche e non solo.
L'occasione di questo corso di formazione ha scavalcato i confini regionali portando a condividere questa esperienza radiofonici, associazioni del territorio, corsisti di Torino e di Pisa... e anche il fondatore di Caffè Basaglia di Torino. Tutte persone che per nove giorni si sono incontrate per discutere sul come fare una radio a Jesi con i mezzi teorici forniti dai "colifatos" argentini.
Questo dispositivo gruppale di formazione, di incontro e di saper pensare insieme ha costruito le basi di Radio senza muri: un dispositivo radiofonico gruppale itinerante, volto a incontrare le persone e il territorio là dove si sviluppa, confligge e crea;accogliente e aperto all'altro, inteso come singolarità o come gruppo (associativo, cooperativo, politico...), dando uno spazio vocale, mentale e fisico per dare e darsi voce; multitematico e quindi non chiuso all'interno di una categoria, ma aperto a qualunque tematica: dal disagio psichico alla migrazione, dai temi legati al mondo del carcere a quelli della scuola, dalla cucina alla musica, da temi di attualità a scritti personali.
Radio senza muri è lo spazio per mettere in moto la macchina dei desideri di tutte quelle persone che si avvicineranno e che vorranno utilizzare questo strumento non esclusivamente per dare delle risposte ma per dar vita a domande costruttive.
Il primo esperimento di Radio Senza Muri è andato molto bene. Grazie al collegamento con Buenos Aires e all'utilizzo della piattaforma web di radio la Colifata e di Radio TLT di Jesi la trasmissione è stata ascoltata dagli appassionati di Radio la Colifata che attraverso facebook inviavano messaggi in diretta. I primi dieci minuti sono andati in onda anche su radio Center Music, emittente locale. Attraverso la rete nazionale creata dal progetto le prossime puntate potranno essere mandate in formato ridotto alle radio partners. Ospiti speciali sono stati: l'autorità ancestrale dei Maya (Guatemala) Baltasar de la Cruz Rodriguez, che ha parlato dei Beni Comuni e della difesa del territorio, Adriano Pallotta e Alberto Paolini interpreti del film "La pecora nera" di Ascanio Celestini, che hanno fatto l'esperienza del manicomio a Roma rispettivamente come infermiere e come internato, inoltre due musicisti del gruppo folk "la Damigiana" che hanno allietato il pomeriggio con musiche popolari.
L'intera trasmissione è stata coordinata da Alfredo Olivera e Laura Gobet, supportati da VeronicaKazimierzack al mixer.

da Radio senza muri

Jesi - Giovedì 29 marzo: Seminario "Acqua Bene Comune"

 
 
SEMINARIO “ACQUA BENE COMUNE:
PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE SERVIZIO IDRICO INTEGRATO”
 
 
 
 
SEMINARIO ORGANIZZATO DALL' ASSESSORATO POLITICHE AMBIENTALI COMUNE DI JESI
SALA CONSILIARE COMUNE DI JESI
GIOVEDI 29 MARZO ORE 18.00

CON LA PARTECIPAZIONE DELL'AVVOCATO LUCA LONGHI COLLABORATORE DELL'ASSESSORE AI BENI COMUNI DEL COMUNE DI NAPOLI A. LUCARELLI

LA CITTADINANZA è INVITATA A PARTECIPARE....... PERCHE IL NOSTRO VOTO VA RISPETTATO!!!

SONO INVITATI I INOLTRE, SINDACI DEI 46 COMUNI SOCI DI MULTISERVIZI SPA; IL PRESIDENTE AVENALI DI MULTISERVIZI SPA, IL PRESIDENTE MONTALI DEL CONSORZIO GORGOVIVO; IL PRESIDENTE COMMISSIONE CONSILIARE REGIONALE E. GIANCARLI; IL REFERENTE COORDINAMENTO REGIONALE ACQUA BENE COMUNE EVASIO CIOCCI; IL REFERENTE COMITATO CITTADINO ACQUA BENE COMUNE SERGIO RUGGERI

(FB http://www.facebook.com/events/389445474407731/ )

Venerdì 30 marzo alle ore 21 al Centro Pergoli di Falconara Marittima: Migrazioni, diritto d’asilo ed esclusione sociale

martedì 20 marzo 2012

Jesi (AN) - Sabato 24 marzo: LA RADIO APERTA



Dopo il corso di formazione parte "Radio senza muri" vieni e partecipa alla prima trasmissione
di "Radio senza muri"

sabato 24 marzo nel giardino della Comunità Soteria (via Tabano 51) dalle ore 15 facciamo la radio..... al miglior stile di Radio La Colifata di Buenos Aires

LA RADIO è per tutti e la facciamo fra tutti.

Ospiti speciali Ugo Zamburru, Fondatore di Caffè Bsaglia Torino,Alberto Paolini ed Adriano Pallotta, che hanno collaborato alla realizzazione del film "La pecora nera" di Ascanio Celestini..... e ovviamente ancora con noi, Alfredo Olivera, fondatore di Radio La Colifata, Laura Gobet e Veronica Kazimierczak

COLLEGAMENTO IN DIRETTA CON RADIO LA COLIFATA DI BUENOS AIRES

.Ci puoi ascoltare tramite

Radio Tlt di Jesi http://www.radiotlt.it/listen96.asp 

Radio La Colifata http://colifatainstitucional.listen2myradio.com/

Associazione capofila Ya Basta! Marche, con il sostegno del CSV

Partner Ass.ne Falcatraz ONLUS Falconara M, Ambasciata dei Diritti Ancona, csa TNT Jesi, Ass.ne Libera Jesi, Polisportiva Asiamente Jesi, Ass. Casa delle Culture Jesi, Arci Jesi-Fabriano, Ass.ne Antigone Marche, DSM Jesi, Comune di Jesi, Ambito Territoriale Sociale IX, COOSS Marche, Radio Incredibile Grottammare, Radio Fragola Trieste, Radio Sherwood Padova, Radio Collega-menti Pisa, Radio Stella 180 L'Aquila, Radio Ondattiva Bari , Psicoradio Bologna, Radio Aut Fermo, Caffè Basaglia di Torino e la Fondazione Franca e Franco Basaglia Venezia-Roma.

lunedì 19 marzo 2012

Ancona sabato 24 marzo - Il diritto di decidere sui propri territori: I Maya e la centrale Enel in Guatemala - incontro con Baltazar de la Cruz Rodriguez


Baltasar è un'autorità ancestrale di un villaggio Maya e questi giorni è al Forum Alternativo Mondiale per l'acqua di Marsiglia.
Sabato 24 arriva ad Ancona: il pomeriggio sarà impegnato con il comitato di Ancona in piazza Roma per l'apertura della campagna pubblica sull'acqua e la sera ci sarà la proiezione del video "l'Enel l'energia che non ascolta" e una cena di finanziamento per il rimborso del viaggio al Circolo Equo e Bio.

Questa iniziativa nasce dal Forum dell'acqua che ha preso contatti con le popolazioni Maya del Guatemala in lotta contro l'enel che intende privativatizzare l'acqua di un lago per costruire delle centrali idroelettriche.

Sabato 24 marzo alle 17,00 inizia la campagna
per il rispetto del referendum acqua 2011 
in piazza Roma ad Ancona.

martedì 13 marzo 2012

ARGENTINA - MISTERIOSO FURTO A RADIO LA COLIFATA



Cercano di boicottare il grande lavoro di La Colifata..... sono entrati nello spazio "colifato" rompendo diverse porte, sono entrati e hanno portato via solo il PC che viene utilizzato per il collegamento durante le 24 ore. La impresa privata TECH SEGURITY S.R.L del Ospedale Borda non ha visto niente. VERGOGNOSO
La Colifata è un lavoro di riabilitazione, per migliorare la qualità di vita di tante persone, con l'impegno e l'autorganizzazione dal basso..... La TEHC SECURITY e il Governo della Città si facciano responsabili !!!!!!


La Colifata scrive:
PORQUE? HASTA CUANDO ESTO?

ENTRARON AL LUGAR DESDE DONDE TRANSMITIMOS, SE LLEVARON SOLO LA COMPUTADORA QUE PERMITE PONER A LA COLIFATA EN DIRECTO LAS 24 HS.
PARA ENTRAR TUVIERON QUE ROMPER LAS REJAS, LUEGO LOS CANDADOS Y ROMPER LA PUERTA DE MANERA VIOLENTA.
NADIE ESCUCHÓ NADA EN EL BORDA?
LA EMPRESA PRIVADA TECH SEGURITY S.R.L del Hospital Borda NO VIO NADA?
CON TODOS LOS PROBLEMAS QUE ARRASTRAMOS... QUIEN VA A PAGAR EL ARREGLO?
HASTA CUANDO ESTE MALTRATO?

La colifata sirve para ayudar a que mucha gente se sienta mejor. trabaja con una metodología que ayuda a recuperar el "interes por el presente" a mucha gente y acompaña caminos hacia la vida con otros.

ESTE MIERCOLES DEBÍA PARTIR PARTE DEL EQUIPO DE LA COLIFATA A ITALIA para encontrarse con su director quien TRABAJA AHORA EN FRANCIA desarrollando un proyecto similar. En italia darán un curso de 36 hs para montar una RADIO SIN MUROS en la región de LE MARCHE EN ITALIA.

Los que se perjudican mas aun son las personas internadas, que asisten al lamentable espectáculo del abandono de la salud mental y además tienen que soportar estos actos sin explicación.

LA COLIFATA VA A SEGUIR AMIGOS, PORQUE LA COLIFATA ES UN PROYECTO DE SALUD.
Y SI ES DE SALUD QUIERE DECIR QUE HACE BIEN, Y SI HACE BIEN A LA GENTE,
QUIERE DECIR QUE ES NECESARIA.

Dejennos trabajar, ayudennos, acompañen a LA COLIFATA.